29/02/12

Quando L'Arte incontra l'Arte

Buongiorno a tutti!

La Natura è, a mio avviso, la più grande e sorprendente opera d’arte di cui l’uomo possa godere, in qualunque latitudine esso si trovi: senza attese e biglietti, ci offre formule chimiche complicatissime che i nostri occhi rielaborano in forme ed aggregati di materia meravigliosamente policromi, a volte languidi e melanconici, altre inaspettati e commoventi, altre ancora dirompenti ed energizzanti; così, sfumando nei mille viottoli in cui possono scorrazzare le nostre emozioni, li respiriamo, liberandoci dal grigiore dei paesaggi cementificati.

Quando le fattezze artistiche naturali incontrano le sensibilità umane, ecco cosa può accadere: mesi fa, a Knaresbourough, località del North Yorkshire britannico, un anonimo scultore ha rianimato i tronchi di tre alberi ormai privi di vita, intagliando un martin pescatore che si protende a catturare un pesce ed altre due figure dal sapore mitologico; qui, per noi! :-)



28/02/12

Di che cosa parlo quando parlo di fare l'amore

Dedico le semplici parole che seguono a tutti quelli che stanno resistendo e combattendo per noi per un'altra vita, un'altra società, un'altra politica - ringraziandoli profondamente.

Ogni volta che la vita mi dà un colpo troppo duro da sopportare, ogni volta che vedo la meschinità degli esseri umani, ogni volta che sento la violenza del potere, ogni volta che aspirazioni al vivere civile ci vengono negate, ogni volta che sento parole o vedo atti ipocriti, ogni volta che sto soffocando nell'impotenza, ogni volta che provo ingiustizia.

Ogni volta la mia anima urla la propria necessità di venire compensata - ripristinando quelle energie che mi fanno vivere e senza le quali sarei morta-in-vita - e di qui rilanciare.

Per questo ti cerco, sperando che tu voglia fare l'amore con me.

Anni orsono lessi un libro che presentava una rassegna delle modalità in cui, nelle diverse culture umane, si reagisce alla morte di qualcuno caro. I rituali funerari non sempre sono mesti compianti, anzi: spesso sono feste, con musica, danze, cibo, rumore e pure la pratica dionisiaca di atti sessuali.
Ovvero: nel momento della perdita più dolorosa, si celebra la vita nella sua massima potenzialità di energia e piacere.

Questo è, per me, fare l'amore: la sconfitta della paura, della sofferenza, della morte e l'accesso alla perfezione, all'infinito, all'eternità e all'universo. Anche se solo per un istante.
E tu ogni volta mi dai questo, e nulla di meno. Perciò - semplicemente - grazie.

25/02/12

Charles Fourier: passioni, piacere e falansteri

Più ci penso, più ne parlo e confronto la mia vita con quella dei miei amici, e più mi rendo conto che stiamo in qualche modo articolando le nostre diverse soluzioni di sopravvivenza all'interno del macro modello di Fourier - che in età adolescenziale ci sembrava un'utopia distante anni-luce dalla realtà.
Oggi, invece, mi appare sempre più come l'unica speranza che ci permetterebbe non solo di sopravvivere, ma anche di vivere - non sprecando l'unica occasione che abbiamo di farlo.

François Marie Charles Fourier (Besançon, 7 aprile 1772 – Parigi, 10 ottobre 1837) è stato un filosofo francese, le cui radici del pensiero sono da ricercarsi nell'Illuminismo e in particolare in Jean-Jacques Rousseau - soprattutto nel considerare la parità tra uomo e donna e nel nuovo metodo pedagogico, che dovrebbe favorire lo sviluppo libero e creativo dei bambini tramite la scoperta dei loro istinti individuali.

Premesse

Fourier pensava che lo sviluppo dell'umanità attraversasse sette stadi differenti e che l'umanità si trovasse attualmente tra il quarto periodo (la barbarie) e il quinto (la civiltà). A questi periodi sarebbero seguiti, poi, il garantismo e l'armonia.

L'antropologia fourierista, inoltre, immaginava che gli uomini fossero guidati da 12 passioni:
- sensitive: vista, udito, tatto, gusto e odorato
- cardinali o affettive: onore, amicizia, amore e familismo
- distributive: cabalista (il gusto dell'intrigo), alternante o sfarfallante (il gusto per il cambiamento) e composita (la passione per l'esaltazione).

Critica politica

Fourier critica fortemente la società borghese capitalista del tempo, che è fallita perché il libero mercato non ha portato quel benessere che aveva promesso: il mondo capitalista ha ampliato il divario tra pochi che hanno molto e molti che hanno poco.
Il capitalismo ha disumanizzato la società esasperando la competizione individuale e reintroducendo la schiavitù (lavoro minorile, alienazione etc…). Altro elemento negativo è la falsità dei prezzi: non li fa più il mondo del lavoro ma il mondo della finanza - ragion per cui la vita economica è completamente falsificata.
Sul piano politico Fourier denuncia inoltre come il potere sia al servizio degli speculatori e le decisioni vengano imposte sulla pelle dei cittadini.

Del buon uso delle passioni

Per avere un mondo diverso da quello a lui contemporaneo bisogna consentire all'individuo di recuperare i propri istinti e le proprie passioni. Dalla civiltà secondo Fourier bisogna cercare di uscire il più presto possibile, per cercare di entrare nel periodo successivo del garantismo - dove si cominceranno ad avere una serie di garanzie sociali, come il reddito minimo garantito per tutti. Dal garantismo si passerà poi gradatamente al periodo armonico.

Semplificando, l'armonia sarà incentrata sulla piena soddisfazione della natura passionale dell'uomo. Infatti sono le passioni, secondo Fourier, le molle attrattive naturali che, se assecondate, possono far rientrare l'uomo nel periodo pieno di aderenza al piano naturale e divino dispiegato per la specie umana.

Il lavoro nei falansteri

Attenzione e cooperazione sono i segreti del successo sociale: una società i cui membri cooperassero realmente potrebbe vedere un immenso miglioramento della propria produttività. La società organizzata deve rendere attraente il lavoro verso cui l’uomo si sente chiamato. Quindi piuttosto che ostacolare la naturale tendenza al piacere, occorre utilizzarla per ottenere il massimo rendimento.

L’organizzazione adatta a liberare le passioni e a rendere il lavoro attrattivo è la falange, gruppo di circa 1600-1800 persone che vivono in un falansterio. I falansteri sono unità agricolo-industriali autonome, “dove le abitazioni sono alberghi e non caserme, e dove ciascuno trova occasioni svariate per soddisfare le sue inclinazioni”.
Nessuno sarà vincolato qui ad uno specifico lavoro. Ognuno produrrà ciò che gli piace produrre; tuttavia, per evitare la monotonia o la sovrapproduzione, ciascuno imparerà diversi mestieri, se lo voglia, da alternarsi a piacimento e all’occorrenza.
I lavoratori sarebbero ricompensati per la loro opera secondo il loro contributo, con un bonus per chi scegliesse un lavoro negletto dai più, come la nettezza urbana.

Le passioni e la vita sessuale e amorosa nei falansteri

La provvidenza ha distribuito in tutta l’umanità le stesse passioni, come delle forze attrattive, un ponte tra dio e l’universo, che non vanno assolutamente represse ma soddisfatte. L’antisessismo equipara l’uomo alla donna e nel falansterio vige la libertà sessuale. L'uomo non deve avere una sola partner e le donne devono poter avere più uomini. In breve bisogna abbandonare sempre l'unidimensionalità.
Inoltre la vita familiare è abolita; i bambini vengono educati dalla comunità e viene così alleggerita la fatica del lavoro domestico.


24/02/12

Yarrrr! Il mio corpo e il mio desiderio bramano energia

-> Per tutte le pensate assurde che ho in mente di fare - e se il corpo non c'è, neanche l'anima e la mente possono stare in vita: considerazione lapalissiana che talvolta, come intellettuali un po' decadenti e malinconici poeti maledetti, tendiamo a dimenticare.
-> Per tutti gli atti di resistenza e se possibile le contro-offensive in cui intendo stare - se un raffreddore mi può annientare, non sono un granché credibile.
-> Per tutto ciò che voglio godere sul serio, istante dopo istante, e che passa nove volte su dieci anche - e prioritariamente - attraverso il mio corpo (dal mangiare, al bere, al sesso, alle percezioni sensoriali del mondo intorno a me).

Quindi, approfittando di quei 22° che registra stamane il termometro sul mio balcone, si comincia:
- questa dieta (sì, durissima, già so che vi lamenterete, ma non avete idea né di quanta energia vi fa guadagnare, né di quanto poi vi godrete, una volta ultimata, il primo bicchiere di vino, o pezzo di formaggio o cioccolattino)
- questi atteggiamenti (ché io una felice e spiantata bohemienne lo sono sul serio, oppure solo una affamata di vita)
ché, se non è così, vuol dire che siamo già morti-in-vita.
Forza, miei amati, approfittatene!
E' delle nostre vite, che - come sempre - si sta parlando! :-)

 

Fortunata al gioco...

... sfortunata in amore?
Così si dice e invece io, che non ho mai avuto tanta fortuna, in questi giorni sto un po' vincendo tutto - dalle catene di Sant'Antonio tra blogger che mi premiano con cose simboliche (OrsaBipolare alla prossima ennesima richiesta d'autonarrazione ti sparo) e concrete (il marzianino di maglia: grazie, Grande Marziano) - a concorsi che mi 'costringono' a lavorare (ahem...), a sessioni con amici affettuose e con amanti che mi lasciano senza fiato (va da sé che queste ultime sono quelle che prediligo).

Trovo drammatici invece i numeri di chi gioca sul serio, con la speranza di vincere denaro, e continuo a pensare che piuttosto che aumentare le esigenze senza sapere come farvi fronte bisognerebbe diminuirle, ma... qui stanno togliendoci la possibilità anche della più magra sopravvivenza a stenti, quindi il cambiamento richiede proprio un ripensamento e uno sforzo di dimensioni inaudite. Ovvero richiede proprio di cambiare il 'modello' di riferimento in base al quale abbiamo condotto e strutturato le nostre vite sinora.
E le pubblicità che promuovono il gioco con vincite in denaro (e che lasciano un bel po' di guadagni e tasse nelle casse dello stato) le trovo una vergogna e una violenza in questo paese e col modo in cui la cosa pubblica e le nostre vite vengono decise togliendoci tutti i giorni un po' di fiato - un po' come trovo delinquenziali tantissimi atti con i quali la politica ci sta uccidendo.

Gramellini, oggi, come sorta di necrologio per l'inventore del flipper Steve Kordek mancato alcuni giorno orsono a 100 (!) anni, scrive quanto segue:
"Intorno a quell’aggeggio colorato e chiassoso, un frammento di Las Vegas capitato quaggiù, imparavi un mucchio di cose sul mondo e su di te. Conoscevi l’imperscrutabilità del dolore quando la pallina si infilava con perfida precisione in mezzo alle palette, vanamente sbatacchiate come le nacchere di uno strabico. Assaporavi il piacere della rivalsa quando lo smargiasso della compagnia scuoteva il flipper neanche fossero i fianchi di una preda erotica, ma veniva atterrato dall’immancabile castigo divino: il tilt. E scoprivi il piacere impagabile del lavoro ben fatto quando colpivi il cuore della pallina e la vedevi improvvisare una danza dionisiaca fra i buchi del percorso, raddoppiando il punteggio a ogni rimbalzo. Felicità minime, ma piene".

Ecco, la bellezza del gioco è questa: semplicemente giocare. Il piacere vero è quello di stare dentro la partita, fare mosse perfette, battere l'avversario in un modo tale che lui stesso provi ammirazione nel venire battuto, per la bellezza e l'intelligenza della mossa effettuata dall'altro giocatore.
Qualsiasi cosa inferiore o diversa da questa è un patetico surrogato e quindi può serenamente stare fuori dalle nostre vite ;-)
Ché alla fine anche la nostra stessa vita è solo un gioco, dove la vittoria coincide con l'atto del giocarcela bene, non trovate? :-)

22/02/12

Cose sfiziose per prolungare il piacere? ;-)

Ovvero tutti parlano di alimenti afrodisiaci, ricette stuzzicanti, composizioni solleticanti le papille gustative e infine bevande intriganti e che - seppur non frizzanti i sé - possono rendere tale il rapporto tra i due commensali.

E invece io sto pensando a ciò che si può mangiare dopo che il rapporto c'è già - goduriosamente - stato, quando siamo ancora spalmati a stella marina sul letto, in paradiso, con quello sguardo alla Michelle Pfeiffer del genere "Oh, mio/a amato/a, non hai idea di quanto stia bene e me la stia ancora ora godendo..." e abbiamo addosso quel calore che ci fa sentire che apparteniamo esattamente a quel luogo e a quel tempo di perfezione in cui ci troviamo.

Ecco, che mangiare in quei momenti, a letto, con il/la nostro/a amante?
Io vado come segue (a volte una cosa, a volte l'altra):
Cioccolato con arancia e lamelle di mandorle.  


Arancia candita ricoperta di cioccolato fondente.

Marron glacés.

Che altro mi suggerite? :-)
Anche cose buone da bere, ché al momento sono ferma al rum scuro e ai vini passiti...


Suggerimento delirante (ma democratico) per la riforma elettorale






Ne butto lì pure una io, eh?, proprio come i soliti miei 2 cent di surrealtà quotidiana... 


Premessa: sarò pure una cialtrona, ma secondo me in una *vera* democrazia - concetto che per me rimane una favoletta per di più qui inesistente già per varie ragioni - dovrebbero essere rappresentati tutti coloro che vanno a votare, cosa che ora come ora non accade.



Mi spiego. Se riconosco le istituzioni e il sistema rappresentativo, quindi vado a votare, ma poi non ritengo vi sia nessuno che meriti la mia delega a rappresentarmi, e quindi voto scheda bianca o nulla, secondo me sarebbe cosa giusta che questo mio non avere avuto alcun candidato credibile/votabile/delegabile venisse rappresentato in Parlamento assegnando proporzionalmente al numero delle schede bianche/nulle posti vuoti a fianco di coloro che invece sono stati reputati degni del voto da parte di altri elettori.

In primis, appunto, ciò sarebbe più democratico.

Poi obbligherebbe le varie parti a essere sempre pienamente d'accordo per trovare il numero legale per compiere qualsiasi atto, visto che con le percentuali attuali delle schede bianche/nulle non è detto che gli altri partiti raggiungerebbero sempre il 50%+1.
Tal sistema farebbe sì che avremmo negoziazioni *vere* in cui tutti cedono qualcosa di ciò che vorrebbero in realtà spuntare - con l'effetto secondario che tutta la cittadinanza potrebbe godere di una sorta di 'limitazione del danno'.

Se infine, invece, dalle votazioni, i rappresentanti inesistenti (= i posti vuoti) fossero il 50%+1, ciò significherebbe non poter addirittura mai arrivare al numero legale, ergo, coerentemente, si dovrebbero sciogliere le camere, ché la maggioranza degli italiani avrebbe scelto l'anarchia (anche se in modo magari involontario e di certo molto poco ortodosso, giacché votare, ovvero riconoscere un sistema di rappresentanza vieppiù all'interno dello stato, per chi è anarchico è ovviamente una contraddizione in termini).

Non potevate realmente aspettarvi una pensata seria...

21/02/12

Micropaesaggi fiabeschi: Takanori Aiba

Da circa una decina d'anni l'artista nipponico Takanori Aiba si dedica alle creazione di labirinti di case e alberi bonsai costruendo fantastici micropaesaggi che sembrano concretizzazioni di isole erranti nello spazio.
Sono rimasta completamente senza parole, perciò non ne aggiungo inutilmente altre e vi lascio alla contemplazione di queste opere, e se volete a vederne altre ancora qui.
Bonsai Tree Houses by Takanori Aiba sculpture art
Bonsai Tree Houses by Takanori Aiba sculpture art
Bonsai Tree Houses by Takanori Aiba sculpture art
Bonsai Tree Houses by Takanori Aiba sculpture art
Bonsai Tree Houses by Takanori Aiba sculpture art
Bonsai Tree Houses by Takanori Aiba sculpture art

19/02/12

Prendersi cura di sé: dialogo surreale con l'ortopedico

Il mio corpo è una soglia - attraverso la quale percepisco l'esterno e provo piacere all'interno. Quindi una qualche manutenzione, di tanto in tanto, mi sembra cosa sana. Anche per evitare che la salute se ne vada e, anzi, per favorire il fatto che quanto più possibile venga ;-)
Per chi come me ogni tanto ha problemi (in passato anche seri) con la stessa, l'incontro con i medici può però essere inquietante. Quindi la sottoscritta lo riduce allo stretto necessario, anche persuasa dal fatto che meglio sta d'umore - e si prende cura di se stessa con amore e senza ansie - e meglio sta.

Ciò non toglie che talvolta deve pur incontrare taluni medici e, avendo una certa immaginazione e una vita - anche sessuale - che non è proprio quelle della casalinga di Voghera, può accadere che rida da sola per tutto il 'non detto' che attraversa la conversazione tra me e i dottori che mi hanno in cura...


Dialogo con l'ortopedico (tre anni orsono)

Per problemi diversi, ero ricoverata in ospedale. A margine di questi, un'infiammazione non ben localizzata mi impediva di camminare e dava dolori inauditi all'altezza delle reni. Alla fine una risonanza magnetica svelò un'infiammazione ai nervi dovuta allo spostamento di un dischetto vertebrale. L'ortopedico, con l'esito dell'esame in mano, venne a visitarmi.

"Signora, lei ha un orto?".
"Un orto? No." E sulla faccia mi comparve un primo punto interrogativo.
"Ah, ok. E le pulizie di casa, le fa? Cioè, li lava i pavimenti?".
Ero sempre più perplessa. Perché mai mi rivolgeva queste domande?
"Sì che le faccio".
"E lei i pavimenti li lava tutti i giorni?".

Stava cominciando a salirmi l'ansia. Il dottore continuava a guardare la radiografia...

"No, ho una casa pulita senza bisogno d'essere paranoica".
 "Ah, e come lavoro fa le pulizie in casa d'altri?".
"No, faccio l'antropologa".
"Ah, e quindi non passa le giornate chinata come per fare movimenti come zappare l'orto o lavare i pavimenti?".
"No".

Ero sempre più perplessa, e un secondo punto interrogativo mi si materializzò in mezzo alla fronte. Dove voleva andare a parare?

"Sa" - disse lui - "questo spostamento che le è accaduto deve darle un dolore spaventoso, ma è tipico di chi zappa l'orto o lava i pavimenti e quindi il dischetto si sposta piano piano dalla sua posizione in asse tra le vertebre.
In alternativa, può esserle capitato di colpo, ma quando ciò accade il dolore è così acuto che uno non può non accorgersene, perché non si sta più in piedi, le gambe cedono di colpo, e la fitta le avrebbe provocato minuti di lacrime e mancanza di respiro.
Sì ricorda se qualche settimana fa le è capitato qualcosa del genere? Perchè non può non essersene accorta, ci dev'essere stato un evento preciso..."

No, non ricordavo. Andando indietro nel tempo, non avevo memoria di alcun momento in cui mi fossi chinata senza piegare le ginocchia, oppure in cui qualche movimento brusco m'avesse dato un tale dolore...
"Vabbè, non importa ai fini della terapia...". Il dottore uscì dalla stanza e io mi rimisi a guardare fuori dalla finestra.

Eggià, chissà quando sarei stata bene di nuovo. Chissà quando avrei camminato e soprattutto potuto mangiare di nuovo tranquillamente (i problemi principali erano relativi a quello).
Chissà se e quando avrei potuto di nuovo fare l'amore - mi chiedevo - e chissà in quali posizioni il mio corpo l'avrebbe sopportato, se sarei riuscita o avrei dovuto limitarmi perché dolorante, in quali posizioni non mi avrebbe fatto male e...
... un attimo...
...
posizioni?
...
..
.
Dannazione! :-D

E mi venne di colpo in mente quando e come mi si spostò questo maledetto dischietto. E pure perché non sentii alcun dolore, cioè lo sentii eccome, ma... Ok: non ero chinata con la faccia rivolta al pavimento, bensì avevo le gambe in sù con la faccia rivolta al soffitto - 180° rispetto alla posizione ipotizzata dall'ortopedico.
E sì, il dolore fu lancinante, e piansi, persi il respiro, e sentii le gambe cedere di colpo sul letto - ma stavo avendo uno degli orgasmi più potenti della mia vita e pensavo che quello fosse l'effetto collaterale di un amante ben dotato, in una posizione profonda e con energie e desiderio travolgenti.

Morale: due mesi di ultrasuoni, infrarossi e fisioterapia. E poi sì, la completa guarigione.

Adesso faccio tanto sport, ché i muscoli siano allenati e i dischetti stiano dove devono stare senza andarsene in giro alle sollecitazioni d'un amante appassionato ;-)
Vi consiglio di fare lo stesso - prevenire è meglio che curare...


Confronti etnografici d'infinita bellezza


Ok, fate un bel respiro profondo e - con ancora gli occhi che brillano, il fiato trattenuto e il rossore sulle gote - continuate a leggere :-)

Mi è arrivata qualche giorno fa quest'immagine, condivisa su facebook da un conoscente. Ignoro chi ne sia la protagonista, così come chi l'abbia scattata, ma tendo a pensare che la prima sia un'antropologa (vuoi per i canali attraverso i quali mi è pervenuta, vuoi per l'immagine in sé).
E gli antropologi fanno confronti: di corpi, abitudini, modi di vivere, sistemi di valori :-)

Qui un confronto di corpi tra donne - per il tramite del guardare e del toccare. Un confronto spontaneo, sereno, 'naturale' - per quanto possa essere naturale qualcosa che attiene alla vita dell'essere umano, invero così intriso di "cultura" (ancorché informale: pensiamo a tutte le conoscenze che abbiamo per sopravvivere e che non ci sono state insegnate a scuola, ma abbiamo imparato come per 'osmosi' dal contesto e dall'ambiente in cui siamo cresciuti) - che attiene a una parte del corpo femminile di indubbio fascino e attrattiva per la sua pacificante rotondità, per il piacere che dà nell'amplesso, per la dimensione simbolica e la funzione cui rimanda.

Attuato da donne diverse per origine, ma analoghe per genere e soprattutto che si parlano e si tengono abbracciate - in contatto - nel momento in cui stanno attuando qualsiasi riflessione stiano facendo. Una cosa ben diversa dal corpo che si dà come 'merce' per lo sguardo prioritariamente maschile - corpo svuotato dell'identità della persona e frammentato in ripetitivi dettagli anatomici che diventano infine anonimi pezzi di carne! Non trovate vi sia un abisso tra questa immagine e quelle?

Ecco, questo scatto è parte della mia concezione del'eros, e sono ben consapevole che un'immagine come questa possa provocare non poca eccitazione. Ma dite la verità: non siete mossi a qualcosa di molto più intenso, felice, assoluto e profondo da questa che dalla sciattezza pornografica con cui ci investono i media?

E non sarebbe meraviglioso se riuscissimo a liberarci dagli stereotipi, dalla paura, dalla vergogna, dalla scabrosità, dalla perversione e a incontrarci, toccarci, conoscerci reciprocamente con tanta delicatezza? :-)


17/02/12

Audre Lorde, Usi dell'erotico. L'erotico come potere

Buongiorno! Al risveglio stamane un'amica mi ha inviato questo, un estratto dal volume che dà il titolo a questo post. Mi sembra così appropriato, visti gli immaginari patetici cui siamo continuamente sottoposti, che lo condivido subito con voi.
Audre Lorde parlava come donna, ma il suo discorso è rivolto a mio avviso a qualsiasi essere umano - perché tutti possiamo vivere con questa intensità desiderio e piacere. E' una cosa alla nostra portata, sì sì. E' proprio per noi esseri umani ;-) Buona lettura, cominciate con l'assaporare ogni parola...*


La stessa parola erotico viene dalla parola greca eros, la personificazione dell'amore in tutti i suoi aspetti. Eros è nato dal Caos, e personifica il potere creativo e l'armonia. Quando parlo dell'erotico, dunque, ne parlo come di un'asserzione della forza vitale delle donne; di quella potenziata energia creativa, la cui conoscenza e il cui uso stiamo ora rivendicando nel nostro linguaggio, nella nostra storia, nella nostra danza, nel nostro amore, nel nostro lavoro, nelle nostre vite.

Ci sono frequenti tentativi di equiparare pornografia ed erotismo, due usi del sessuale diametralmente opposti. In seguito a questi tentativi, è diventato di moda separare lo spirituale (psichico ed emotivo) dal politico, vederli come contraddittori o antitetici. "Cosa vuoi dire, una rivoluzionaria poetica, una contrabbandiera d'armi che medita?". Nello stesso modo, abbiamo tentato di separare lo spirituale e l'erotico, riducendo così lo spirituale ad un mondo di piatta affettazione, un mondo dell'ascetico che aspira a non sentire nulla. Ma niente è più lontano dalla verità, perché la posizione ascetica è quella della massima paura, la più grave immobilità. La severa astinenza dell'ascetico diventa l'ossessione dominante. Ed è quella non di un'auto-disciplina, ma di un'auto-abnegazione.

La dicotomia tra lo spirituale e il politico è anch'essa falsa, risultato di una incompleta attenzione alla nostra consapevolezza erotica. Perché il ponte che li connette è formato dall'erotico, dal sensuale, dalle espressioni fisiche, emotive e psichiche di ciò che è più forte, profondo e ricco entro ciascuna di noi, e che è condiviso: le passioni d'amore, nei suoi più profondi significati.

Al di là della sua espressione superficiale, se riflettete sulla frase "lo sento giusto", essa riconosce la forza dell'erotico come una vera consapevolezza; significa che ciò che si sente è la prima e più potente luce-guida verso ogni comprensione. E la comprensione è un'ancella che può solo servire, o chiarificare, quella consapevolezza profondamente nata. L'erotico è la nutrice di tutta la nostra più profonda coscienza.

L'erotico agisce per me in molti modi, ed il primo è fornire il potere che deriva dal condividere profondamente qualsiasi occupazione con un'altra persona. Condividere la gioia, sia fisica che emotiva, psichica o intellettuale, crea un ponte tra coloro che la condividono, che può essere la base per comprendere di più quello che non è condiviso tra loro, e riduce la minaccia della loro differenza. Un altro modo importante in cui la relazione erotica agisce è la sottolineatura aperta e senza paura della mia capacità di gioia. Come il mio corpo si distende con la musica e si apre in risposta ad essa, ascoltando i suoi ritmi più profondi, così ad ogni livello del sentire mi apro all'esperienza eroticamente soddisfacente, sia essa danzare, costruire uno scaffale, scrivere una poesia, esaminare un'idea.

Quando questa relazione con me stessa è condivisa, è una misura della gioia che so di poter sentire, un promemoria della mia capacità di sentire. E quella profonda e insostituibile conoscenza della mia capacità di gioia mi porta ad esigere che tutta la mia vita venga vissuta nella consapevolezza che questa soddisfazione è possibile, e non deve essere chiamata matrimonio, nè dio, nè un'altra vita.

Questa è una delle ragioni per cui l'erotico è così temuto, e così spesso relegato soltanto nella camera da letto, oppure non viene addirittura riconosciuto. Perché una volta che cominciamo a sentire profondamente tutti gli aspetti delle nostre vite, cominciamo ad esigere di sentirci, e che le nostre occupazioni vitali ci facciano sentire, in sintonia con quella gioia di cui sappiamo essere capaci. La nostra consapevolezza erotica ci potenzia e diventa una lente attraverso la quale scrutiamo tutti gli aspetti della nostra esistenza; e ci obbliga a valutare questi aspetti onestamente, nei termini del loro relativo significato nelle nostre vite. E questa è una seria responsabilità, proiettata dall'interno di ciascuna di noi, che non ci permette di accontentarci di ciò che è conveniente, scadente, di accettare l'aspettativa convenzionale, la semplice sicurezza.

Durante la seconda guerra mondiale, compravamo pacchetti sigillati di bianca e incolore margarina, con una minuscola pillola colorata di giallo intenso collocata come un topazio proprio dentro l'involucro chiaro del pacchetto. Dovevamo lasciare la margarina fuori per un po' ad ammorbidire, e poi dovevamo sbriciolare la pillola nel pacchetto, distribuendo il ricco colore giallo dentro la massa soffice e pallida della margarina. Poi, prendendola attentamente tra le dita, dovevamo impastarla dolcemente avanti e indietro, ancora e ancora, finché il colore non si fosse amalgamato in tutta la libbra di margarina, lasciandola completamente colorata.

Considero l'erotico come un simile nucleo in me stessa. Quando viene liberato dalla sua costrittiva pillola, fluisce e colora intensamente la mia vita con una energia che innalza, sensibilizza e rafforza tutta la mia esperienza.

Audre Lorde "Usi dell'erotico. L'erotico come potere"


*No, niente immagini: è l'intensità della parola - questo è eros.
No, niente farfalline, tanga, "è nuda", "non è nuda": per carità, quella è pornografia, ovvero lo strumento di oppressione definitivo col quale stanno castrando le nostre energie più rivoluzionarie e luminose.


16/02/12

Coppie di fatto e nuove famiglie: metteteci faccia e firma!

Andrea e Giuliano, che hanno prestato come molti altri la loro immagine per l'iniziativa, sottolineando come "anche l'amore è un'opera d'arte".
Come sapete, Minerva è da sempre molto sensibile alla questione delle nuove famiglie così come ai diritti di tutti - etero e GLBT - in ambito di identità di genere, sessuale e affettività.
Ho già scritto spesso (vi basti leggere questo, che ho proprio scritto di cuore: Minerva, cosa è 'famiglia' oggi e leggi/modelli anacronistici della stessa) del perché ritengo fondamentale che - in uno stato di diritto quale dovrebbe essere il nostro - vengano riconosciute le scelte di tutti coloro che oggi decidono di convivere, prendersi cura gli uni degli altri, e sostenersi reciprocamente indipendentemente da sesso/procreazione e che oggi patiscono un vuoto normativo (cosa inauditamente anacronistica) che non permette loro in alcun modo l'esercizio di diritti che non sono sciocchezze, bensì hanno a che fare con momenti e situazioni anche particolarmente gravi delle nostre esistenze.

I Radicali Roma e Certi Diritti, con l'adesione di Sel Regionale, Uaar Roma, Giovani Idv, Consulta romana per la laicità delle istituzioni e numerose associazioni GLBT, promuovono un'iniziativa popolare per il riconoscimento delle unioni civili e il sostegno alle nuove forme famigliari dal titolo "Teniamo famiglia".
Qui il blog, cui siete invitati a inviare la foto della vostra famiglia se sostenete la proposta
Qui il testo della proposta
Qui la pagina dell'iniziativa su facebook

Metteteci la faccia, metteteci una firma quando si potrà, e intanto fate circolare l'informazione.

Bandi accademici di indubbio interesse

L'immaginazione dei cittadini di questo paese non manca mai di lasciarci allibiti, con trovate che ti chiedi veramente come abbiano potuto pensarle. Oggi accendo il pc, accedo a internet e vi vedo questo:



Il Ministero dell'Istruzione (sì, gli stessi del tunnel dei neutrini) bandisce ora un concorso per un assegno di ricerca dal titolo: 'Dalla pecora al pecorino' tracciabilità e rintracciabilità di filiera nel settore lattiero caseario toscano, che in inglese diventa - ovviamente - 'From sheep to Doggy Style' traceability of milk chain in Tuscany, ovvero da prodotto caseario a posizione sessuale che... ahem... la conosciamo ;-)

Santo cielo!, sono golosissima di formaggio, specie se accompagnato da pane fresco e un buon vino rosso, e sono la prima ad affermare che tra cibo e sesso vi sia un legame indubbio e di grande soddisfazione, ma che il consumo dell'uno mi portasse all'istante alla messa in pratica dell'altro - questa no, non l'avevo ancora immaginata!


14/02/12

Per farla finita con insane|nocive|deleterie visioni dell'amore

Oggi ho seguito i tweet di Slavina sul cortocircuito tra San Valentino e stupro a L'Aquila, intercalati dalle sue riflessioni in merito a tutte le volte in cui ella stessa ha accettato per amore invasioni della privacy e osservazioni che tradivano un atteggiamento patriarcale anche da parte dei partner più apparentemente impegnati e liberartari - di cui parla tra l'altro pure Lorenzo Gasparrini qui. Come mi ritrovo nelle sue parole, avendo vissuto esperienze analoghe (una delle quali sfociata in un drammatico rapporto simil-sindrome-di-Stoccolma dal quale non è stato uno scherzo liberarsi)!

Concordo con lei in tutto sulla necessità di ripensare i nostri rapporti e il nostro modo di pensare/vivere l'amore, perché quelli basati sull'esaltazione dell'amor romantico recano in sé anche il gravissimo rischio (non la certezza, non fraintendetemi, non li sto 'demonizzando', bensì solo il rischio - se vengono estremizzati|assolutizzati elementi di dipendenza, ruoli, aspettative reciproche ecc.) di re-incasellarci in stereotipi non solo castranti del pluralismo delle nostre identità (e non sto riferendomi esclusivamente a quelle di genere: parlo proprio dell'unicità delle intersezioni delle esperienze di vita che rendono ciascuno di noi unico), ma soprattutto riproponenti una dinamica di violenza che magari non vorremmo esperire, ma della quale - inconsapevolmente - siamo complici.

Quindi:
- amare ed essere amati è una necessità che abbiamo come esseri umani, ma cominciamo a renderne partecipi tutti coloro con i quali siamo in relazione: ovvero rendiamola un'attitudine verso il mondo, e non un'ossessione verso una singola persona :-)


- non confondiamo amore e possesso: 'amare' significa anche capire che le persone hanno diritto a scegliere come vivere la propria vita e pure a cambiare idea, atteggiamento, desiderio nei nostri confronti allontanandosi da noi; è durissimo, ma come dobbiamo poter avere noi tale possibilità, così la dobbiamo dare agli altri per quanto male staremo a causa della loro assenza, altrimenti quello che stiamo vivendo non è amore, ma sono dominio e prigione;


- l'amore è nel modo in cui ci si comporta verso l'altro/a, non in ciò che si afferma: smettiamola di chiedere 'parole', e impariamo a osservare, dare, vivere, condividere i mille modi in cui si esplica tale sentimento tra gli esseri umani :-)

- e infine facciamola finita anche con le definizioni, che lasciano il tempo che trovanobasta pensare ai momenti in cui il nostro modo di essere e ciò che facciamo sta facendo stare bene e rende felici e sereni sia noi sia contemporaneamente gli altri intorno, e in relazione, a noi - lì è amore, non è necessario girarvi tanto intorno...


Che questa giornata, come il resto della vostra vita, sia piena d'amore - amore vero, sincero, forte, intenso e puro - per l'umanità intera :-)


13/02/12

La malegría


Conoscete la sensazione della Malegría?
Manu Chao, che ha coniato questa parola, la descrive come "esa dulce y a la vez amarga emoción que se tiene cuando la alegría y la melancolía se funden en una sola sensación, cuando todo parece ir bien, pero no cómo más nos gustaría. Es lo que sientes cuando la mujer a la que amas no está a tu lado, pero sabes que es feliz, o cuando un ser querido muere, pero no volverá a sufrir" ("questa emozione dolce e amara che si ha quando l'allegria e la malinconia si fondono in una sola sensazione, quando tutto sembra andare bene però non come più ci piacerebbe. E' quello che senti quando la donna che ami non è al tuo fianco, però sai che è felice, o quando una persona cara muore ma senza soffrire").

Malegría
Manu Chao

Por la calle del desengaño
Esta mañana yo pasé
Con malegría otra vez
Por la calle del desengaño
Mi malegría emborraché
Dentro un vasito de jerez
Cuando tú me hablas...
Por la calle del desengaño
Mañana pasearé
Con malegría otra vez
Por la calle del desengaño
Mi malegría ahogaré
Dentro un vasito de jerez...
Cuando tú me hablas...
Alíviame, María, alíviame
Dame otro beso de jerez
Mañana te lo pagaré
Tu risa me da risa
Tu calor me da valor
Dame otro beso de licor...
Cuando tu me hablas...

12/02/12

10 giochi erotici? No, grazie, meglio "right during dinner, I'm fucking you to death"

Cerco virtù e proprietà dello zenzero, e finisco sulle pagine online di quell'equivalente per casalinghe disperate del Cioè d'adolescenziale memoria che è alfemminile.com in cui si suggerisce come aumentare la possibilità d'avere un orgasmo, si discute di quali cibi sarebbero afrodisiaci e soprattutto si propongono "10 giochi erotici da provare al più presto" - nei quali (dopo le solite ipotesi patetiche, misere e tristissime "idraulico-cliente", "dottore-paziente", "professore-alunna") si passa a tutta una serie di fantasie in cui la donna, nella coppia etero in questione, è di volta in volta prostituta, spogliarellista, prigioniera, robot ubbidiente, addormentata nel bosco ecc. (e su questo ci sarebbero tantissime cose da dire e soprattutto tante sprangate pedagogiche sui denti da tirare, ma lascio che lo facciano le brillanti e cattivissime sorelle di Femminismo a sud e Un altro genere di comunicazione).
Tutti i giorni, proprio, mi si risveglia il desiderio con situazioni del genere! Ma l'abc dell'erotismo queste l'hanno imparato mixando la posta del cuore su Confidenze con le scritte nei bagni degli autogrill?

Ecco, quando vedo questi consigli penso proprio che il lavoro di risveglio sessuale ed erotico delle coscienze da fare sia tanto.
Un altro giorno però, ché ora sto cucinando e a breve arriverà il mio ospite. Il quale - ça va sans dire - comincerà ad abbracciarmi e baciarmi mentre spignatto col mio solito grembiule da casalinga anni '50 indossato per non sporcarmi, ficcherà le dita dappertutto negli intingoli che sto preparando e le porterà alla bocca tutto divertito e romperà le scatole facendomi fare dei disastri.
Inutile dire che - dopo quel quarto d'ora di risate e dispetti - abbandonerò tutti i miei atti fasulli di resistenza e ci sventreremo sulla prima superficie orizzontale a disposizione, con la sottoscritta che si toglierà maglia e grembiule solo dopo un tot che avrà già sfilato gli slip e in generale gli indumenti della parte inferiore del corpo. Ché quando la passione ci prende - signora mia! - mica si va tanto per il sottile a piegare i vestiti uno a uno e riporli con eleganza sulla prima poltroncina disponibile, eh?
Le pietanze cucinate nel frattempo si saranno bruciate o raffreddate, e così finirà che ci rifaremo della cena persa mangiando la torta di mele preparata in anticipo. Alè.

Buona serata a tutti voi - giocate come vi pare, ma fuggite gli immaginari tristanzuoli di gente priva di fantasia e inventatevi i vostri 'siparietti', al limite!
[questo mio non lo è, è proprio solo una scena ricorrente - ché non c'è nulla di meglio del mescolare cibo+complicità+risate per indurre la sottoscritta a sventrarvi come quagliette! ;-) ]

11/02/12

Enjoy the silence


A volte ho davvero bisogno di silenzio intorno. E' una forma di difesa dal sentir tanto parlare senza che si dica niente, e da quell'incessante rumore mediatico allarmistico che mira a renderci tutti isterici e perciò incapaci di valutare con calma le nostre scelte e strategie. E che nel frattempo, sollecitandoci a continue, nervose risposte, ci fa perdere le nostre vite.
Ecco, a volte ho paura che questa loro strategia per derubarci oltre dell'esistenza possa funzionare. Poi penso che questa possa funzionare solo se le siamo - sebbene involontari - complici.
Ovviamente, io non ci penso neanche a dargliela vinta :-)
Quindi ssssshhhhh: enjoy the silence.

E grazie a voi, perché nei vostri blog ritrovo quei discorsi intensi e quella pari concretezza e voglia di vita che sento 'sani' per me. Il vostro non è affatto 'rumore' ;-)
Mi verrebbe poi da chiedervi quali siano le sonorità che vi fanno bene - al di là delle vostre predilezioni musicali - in alternativa al silenzio. A me stamane sta girando in mente il pensiero del vociare allegro dei bambini delle scuole elementari nella ricreazione all'aperto: ecco, pur non amando io i bambini, quell'ambiente sonoro mi ha sempre messo serenità.
Se avete voglia di scrivermi nei commenti quale suono vi faccia bene, sapete che come sempre sono curiosa di leggervi/ascoltarvi. Di ascoltare voi, però - solo voi. Ché davvero tutto il resto intorno è rumore.

07/02/12

Concorso fotografico: ritratti del conflitto

Ricevo da Marginalia informazione del bando di concorso di fotografia sociale che vede protagonista la rivista Zapruder e l'associazione Storie in Movimento.
Sapendo che tra voi amici che mi seguite vi sono parecchi fotografi - così come che avete una sensibilità notevole per i problemi sociali - mi sembrava cosa proficua per tutti segnalarvelo :-)

*****

Dieci anni fa, il 2 febbraio 2002 veniva lanciato in Rete l'appello da cui sorsero l'associazione Storie in movimento (Sim) e la rivista di storia della conflittualità sociale «Zapruder». Da oggi fino al maggio 2013 saranno messe in cantiere una serie di iniziative per festeggiare il decennale.

Per cominciare, Sim e «Zapruder» bandiscono il concorso fotografico Ritratti del conflitto. Persone, luoghi e simboli del conflitto sociale dall'antichità ai giorni nostri. Gli/le interessati/e a partecipare possono inviare una fotografia in formato digitale all'indirizzo email concorsofoto@storieinmovimento.org
Ogni fotografia dovrà essere accompagnata da una didascalia in cui siano indicati il titolo, il luogo e la data dello scatto, oltre al nome o allo pseudonimo dell'autore o autrice. I/le partecipanti al concorso possono inviare una sola fotografia a testa. Tutte le fotografie saranno esaminate da una commissione nominata da Sim, che si incaricherà di valutare la resa del tema del conflitto sociale (inteso in senso lato) in immagine. La data di scadenza per inviare le fotografie è il 25 aprile 2012.

I/le vincitori/vincitrici saranno avvisati/e entro il 15 maggio e saranno premiati/e durante la grande festa organizzata da Sim sabato 9 giugno 2012 a Roma. La fotografia vincitrice sarà pubblicata su «Zapruder» e sono previsti altri premi targati Sim per altri Ritratti del conflitto ritenuti particolarmente belli e degni di segnalazione.
In occasione della festa di Sim saranno esposti alcuni degli scatti selezionati, mentre tutte le fotografie inviate saranno esposte nella mostra allestita nel suggestivo paesaggio che ospiterà l'ottava edizione del Simposio estivo di storia della conflittualità sociale (Monte del Lago, 26-29 luglio 2012).

Scrive, dipinge e costruisce case sugli alberi: Molly Rausch

Intorno a un francobollo si può immaginare un intero paesaggio. Molly Rausch scrive, dipinge e costruisce case sugli alberi - quindi già mi sta simpatica assai - a New Paltz, nello stato di New York, ma è nativa del Maryland. Da piccola cominciò a dipingere buste che il padre le regalava, inventando scenari e collocazioni per il francobollo che le accompagnava. Da grande ha continuato - dipingendo piccole opere d'arte ad acquarello intorno a francobolli di volta in volta diversi dei quali non indaga il contesto d'origine, e che pertanto risultano completamente inventati.
Di seguito alcuni suoi lavori, altri li trovate qui -> Postage Stamp Paintings

05/02/12

Tu me désarmes tu m'ouvres à la vie



Minerva è quella sagoma bianca che balla e gira su di sé per la stanza :-)


E anche quell'omino buffo e vestito colorato che vola insieme al pettirosso :-)


Perché io stamane sono in loop con un altro brano, il cui refrain comincia col titolo di questo post, sto ascoltando questo pezzo da ore, ma poi - cercandolo su youtube per condividerlo con voi - sono incappata in questi due video realizzati su altri brani dello stesso gruppo, e li ho trovati così incantevoli che non potevo esimermi dal segnalarveli :-)

Buona domenica!!



03/02/12

Ci sono certe cose per cui vale la pena di vivere


... e quindi reagire.

La sottoscritta, in ordine sparso e con una dose infinita di arroganza e snobismo*, ha cominciato un elenco cui sta man mano aggiungendo le voci che voi le suggerite e che comincia così:

le buone sorprese, la paella, il mare, la carbonara, il Nebiolo, la mia città, Ryuichi Sakamoto, la Liguria, la Camargue, i Clash, l'opera omnia di Werner Herzog (e in particolare Fata Morgana e Il paese del silenzio e dell'oscurità), le Canarie, l'antropologia culturale (in toto), Banksy, i pistacchi, le piantine di basilico, i centri occupati, gli anarchici, la Lacrima di Morro, il big bamboo attaccato a una persona intelligente, la musica gitana, il rai algerino, Berlino, le amiche, Iggy Pop, Bill Hicks, il profumo dei fiori e quello di mandorle, gli agrumi, l'estate, le avanguardie storiche, l'epoca d'oro della pirateria, Marina Abramovic, Laurie Anderson, le grigliate di pesce, il Pigato, l'origano, venir spiata da Brezsny, l'opera omnia di Aruki Murakami, Amy Tan, l'amore e la cura reciproca con i miei cari, i Sick Of It All, Roma, L'estate di Kikujiro e Dolls di Kitano, Sulla strada di Kerouac, i Rolling Stones, Peep Show, i Pink Floyd, il ricordo di mia nonna, Margaret Mead, il rum scuro, il sesso complice...

e continua con voi...

...oziare, i gatti, le birra rossa, suonare la chitarra, i fratelli Coen, le milf, il mascarpone, Rimbaud, gli scacchi, i fumetti di Magnus e A. Pazienza...

...l'opera omnia di Miles Davis (ganfione che l'hai suggerito: Woody Allen a tuo confronto è un parvenu!), il Mediterraneo (mare e coste), Chuck Palahniuk (secondo me no, ma questo è lo spazio espressivo di ganfione), le colline umbre e toscane, i Monty Python, l'abbraccio dei figli, il piacere della mia donna, Lisbona, Fellini, Kubrick, le sculture di Michelangelo, gli impressionisti, il Nobile di Montepulciano, il Sagrantino di Montefalco, il Lagavulin, la ganja (rinnovo la dissociazione anche su questa), la carne alla brace, le Ducati, il sesso fatto bene da soli o in compagnia...

...strappare a ogni giorno la piccola certezza che (visto che siamo nati) sia bello vivere...

... i ricordi che la vita ti dà (belli e meno belli che siano)...

...Caravaggio, Sergej Aleksandrovič Esenin, Isidore Lucien Ducasse Conte di Lautréamont (Franco che l'hai suggerito: sei un virtuoso dello snobismo!), Bukowski, tutto il buon cibo, i gatti sempre da ripetere, il sesso gioioso...

...Venezia, Venezia al tramonto, una certa estetica, i film di Cassavates, Sean Penn, Bob De Niro, l'arrosto di petto d'anatra farcito al foie gras con spadellata di fichi e mele (ti adoro!!!), il Châteauneuf du Pape, il Bacio, l'erotismo, i colori, il rosso e il nero, il cioccolato fuso, Johann Sebastian Bach, Aretha Franklin, la musica in generale, la fotografia, la creatività...

...i Queen, certa musica di Burt Bacharach e di Ennio Morricone (tipo la colonna sonora di Legami), tutta quella di Armando Trovajoli, tutta quella di Henry Mancini, quasi tutta la filmografia di Almodovàr, tutti i film di Miyazaki, Cavalleria Rusticana, Astori Piazzolla!, Sergej Vasil'evič Rachmaninov, soprattutto il II concerto per pianoforte ed orchestra, Breakfast at Tiffany's ("si nota dal mio avatar, no?", scrive Cri: sì, si nota), The shop around the corner e in generale molta commedia classica hollywoodiana anni '30, '40 e '50, The Truman show, The eternal sunshine of the spotless mind e Jim Carrey abbastanza in toto (qui Minerva si dissocia: Jim Carrey proprio no) le opere di Shakespeare, John Keats, i Simbolisti, gli ermetici italiani, Manzoni, Foscolo e forse anche Leopardi, Dante ma soprattutto Boccaccio, le fiabe dei fratelli Grimm, Oscar Wilde (come ho fatto a dimenticare Oscar??? grazie, Cri!!!), Jane Austen, la pittura italiana del '300, '400 e '500, Bernini, Portovenere, Tellaro, le città medioevali umbre e toscane, Todi, il gelato di Fassi!!!, la pizza napoletana, il vino rosso, la vitalità e indipendenza mentale dei miei figli, l'appoggio del mio marito trombamico, il sesso, le chiacchiere di tutto e di nulla dei blog che mi sollecitano i sensi, la mente e il cuore, il ricordo degli uomini che ho amato, l'amore per le persone significative della mia vita, gli occhi verdi di un'amica speciale, il sorriso di un amico speciale...

...il lambrusco tagliato con la bonarda (Ernest, questo lo devo assaggiare: un solo sorso, ché i due vini ciascuno a sé stante mi disgustano...), la pasta al pesto, le sofferenze d'amore da adolescente, tutte le volte che ci si innamora, lo sguardo di mia madre e quello di mio padre, il vento in faccia della moto, un gol in una finale, un abbraccio vero, il saluto da un treno, i miei nipoti, mia nonna che a 92 anni mi chiede quanto ha fatto il Genoa, gli occhi della mia compagna, il profumo di una donna che ti rimane sempre, il ragù e il touccu alla genovese, i ravioli, tutti gli errori fatti, una serata con gli amici e un po' di chitarra, un po' di alcool, un po' di tutto sì, il cubalibre di quando avevo 18 anni, i libri...

...giocare a scopone scientifico con mio nonno, rifugiarmi tra le tette di mia zia da piccoli guardando i Visitors, bere coca cola con ghiaccio e limone e dire "che buona la coca cola con ghiaccio e limone quando fa caldo".

Andate avanti voi, così man mano - sempre che condivida i vostri gusti, eh? - aggiungo a questo post e si fa un bell'armamentario di buone motivazioni.

E PIANTATELA DI RIPETERE "ROMA" E "LA CAMPAGNA UMBRA E TOSCANA": SIAMO D'ACCORDO, LE ABBIAMO GIA' DETTE IN 4 :-DDD

Baci! ;-)


* Sì, questo è un salottino ottocentesco: che senso ha lavorare di immaginazione rimanendo nella dimensione della mediocrità e della miseria? Godete almeno nella fantasia, e peste colga chi vi vuole male! ;-)

02/02/12

Dear Mr President | Della violenza di questo stato, del suo modello disumano per la società, del nostro diritto di riprenderci la vita - e la morte - che vogliamo

Buongiorno a tutti/e,
questo è un pezzo serio - ogni tanto accade - perché ritengo che la violenza cui ormai siamo quotidiamente sottoposti dallo stato e dalle sue istituzioni è veleno per tutti noi.

Quella di ieri è stata l'ennesima violenza fisica sui suoi cittadini ad opera delle istituzioni di questo stato – stavolta nella figura del Presidente del consiglio.

Facile parlare così quando non sei stato vittima continua di concorsi truccati, cause per farti pagare lavori pur fatti a regola d'arte, competizioni inaudite per posti di lavoro dipendente che immancabilmente vedevi passare all'incompetente amico dell'amico, all'incompetente figlio del politico o del barone, all'incompetente cui si doveva un favore, all'incompetente che qualcun altro t'aveva indicato dovesse avere quel posto.
Facile.

Le conosce, il Presidente del consiglio, le spese, gli investimenti economici, di energie, di tempo, di impegno e i sacrifici fatti quotidianamente per anni nella speranza d'essere ripagati giustamente di tutto (come avverrebbe in qualsiasi sistema meritocratico) e mai avvenuti, i 'no' detti per onestà che ti ridicolizzavano agli occhi altrui o ti facevano ritenere pericolosa perché corretta in un paese a maggioranza di truffatori – e non perché lo si voglia tutti, ma perché i truffatori hanno preso il potere e lo gestiscono con la loro impostazione truffaldina, quindi sono gli onesti a doversi piegare per sopravvivere, imparando a tacere e guardare altrove.

Questa la soluzione per chi ha provato a costruirsi qualcosa - per chi paga mutui, mangia, nutre e veste i figli, paga le tasse di questo stato che non eroga in cambio neanche i servizi essenziali e mette a rischio quotidiano il posto di lavoro conquistato a suon di sputare su di sé e sulla propria integrità pur di sopravvivere. Che noia, vero, signor Presidente del consiglio?



Sa, il Presidente del consiglio, cosa significa non aver mai potuto fare un progetto di vita – perché sarebbe stato da stupidi illusi sperare di concretizzarlo – quindi s'è fatto che non pensarlo: non ci si è fatti una famiglia, non si sono avuti figli, non si sono comprate case, non s'è mai comprato se non il minimo indispensabile per sopravvivere.
Non hanno e non hanno potuto: la vita delle persone oneste si declina in negativo.

Ha idea il Presidente del consiglio di cosa questo significhi?
Milioni di italiani – questi poveri disgraziati come me, onesti, bravi e impegnati seriamente nel loro lavoro – hanno capito che vi sono solo tre possibilità di reazione:
  • diventare delinquenti, entrare in dimensioni servili, stare dentro ricatti, fare finta di niente e uniformarsi al malcostume che spopola e viene premiato in questa società e soprattutto in ciò che vedono quotidianamente arrivare come modello dal mondo della politica e dalle decisioni delle sue istituzioni
  • andare all'estero, dove in effetti, chissà perché, gli italiani sono tanto apprezzati e vedono il riconoscimento del loro impegno (già: chissà perché?)
  • farsi una tana, lontano delle vostre parole, cercando spazi a parte da quelli istituzionali, sperimentando tutte le possibili autogestioni e tentando di tornare a relazioni umane, pulite, solidali, senza denaro così come gli stessi soggetti che attuano questa strategia – e ciò che Le sto per dire è durissimo, sig. Presidente del consiglio – se ne fregano anche di durare a lungo, tanto, su queste premesse, il domani non lo vedranno.
Per questi ultimi tutto è diventato oggi, tutto è diventato presente, tutto è calibrato sull'istante. E ci riusciamo, e siamo anche felici – malgrado i tentativi della vostra politica e dei vostri interessi di farci languire in una condizione di non-vita, di stato vegetativo e soprattutto di farci sentire colpevoli del nostro fallimento esistenziale.
Non lo siamo.
E non saremo vostri complici nel farcelo credere.

Noi siamo umani, malgrado voi. E di fronte all'agonia cui ci state condannando per depredarci e prendere da noi per i vostri interessi – succhiandoci la nostra stessa vita fino all'osso e condannandoci a una (morte in) vita sempre più dolorosa finché dura noi possiamo almeno riprenderci per breve tempo la libertà di vivere come vogliamo. E di morirne quando e come vorremo.


NO: NON CI AVRETE MAI COME VOLETE VOI.


01/02/12

Degli strani gusti di Minerva...

Quest'uomo continua a essere il mio sogno. E vestito da donna mentre prende in giro movenze e posture tipiche di modelle-manichini, che quotidianamente ci fanno provare il voltastomaco dalle pagine patinate delle riviste di moda, è ancora più intrigante.
Quindi:
  • si rallegrino i lettori agée di questo blog - la bella Minerva non discrimina in base all'età
  • si rallegrino i lettori più giovani, che più avanti con gli anni avranno sempre delle altre Minerva che li prenderanno in considerazione
  • si rallegrino tutti coloro che giocano senza paura con il proprio genere.
Minerva ama quello maschile per mille ragioni, ma se glielo allestiscono vestito da donna, autoironico all'eccesso e capace di elasticità mentale e di sfida reale delle convenzioni di una società asfittica/bigotta/mortifera, lei prova moooolta più attrazione ;-)

AGGIORNAMENTO!!! Ho trovato anche il video della sessione fotografica, niente male! ;-)