28/02/12

Di che cosa parlo quando parlo di fare l'amore

Dedico le semplici parole che seguono a tutti quelli che stanno resistendo e combattendo per noi per un'altra vita, un'altra società, un'altra politica - ringraziandoli profondamente.

Ogni volta che la vita mi dà un colpo troppo duro da sopportare, ogni volta che vedo la meschinità degli esseri umani, ogni volta che sento la violenza del potere, ogni volta che aspirazioni al vivere civile ci vengono negate, ogni volta che sento parole o vedo atti ipocriti, ogni volta che sto soffocando nell'impotenza, ogni volta che provo ingiustizia.

Ogni volta la mia anima urla la propria necessità di venire compensata - ripristinando quelle energie che mi fanno vivere e senza le quali sarei morta-in-vita - e di qui rilanciare.

Per questo ti cerco, sperando che tu voglia fare l'amore con me.

Anni orsono lessi un libro che presentava una rassegna delle modalità in cui, nelle diverse culture umane, si reagisce alla morte di qualcuno caro. I rituali funerari non sempre sono mesti compianti, anzi: spesso sono feste, con musica, danze, cibo, rumore e pure la pratica dionisiaca di atti sessuali.
Ovvero: nel momento della perdita più dolorosa, si celebra la vita nella sua massima potenzialità di energia e piacere.

Questo è, per me, fare l'amore: la sconfitta della paura, della sofferenza, della morte e l'accesso alla perfezione, all'infinito, all'eternità e all'universo. Anche se solo per un istante.
E tu ogni volta mi dai questo, e nulla di meno. Perciò - semplicemente - grazie.

24 commenti:

Cavalier Amaranto ha detto...

Per quello che scrivi Minerva fare l'amore con te deve essere una esperienza appagante.
Ovviamente non mi riferisco al mero rapporto carnale, sarebbe riduttivo, ma dell'esaltazione della fisicità,occhi, luce, suoni... Anche nelle sue imperfezioni.
P.S. Passa pure i tuoi scritti universitari.

f c p7p ha detto...

profondamente vero

Minerva ha detto...

@Cavaliere: Non mi faccio così tanto il problema di quello che il mio amante provi con me. Non ho l'arroganza di decidere cosa debbano provare gli altri, né la fastidiosa insistenza di chiederglielo.
Ma penso che 'appagante' sia un po' riduttivo per descrivere il modo in cui vivo un rapporto: o un rapporto con una persona ha le caratteristiche 'esistenziali' di cui sopra, o non faccio proprio nulla, ché per me non ne vale la pena ;-)

Cavalier Amaranto ha detto...

"Ma penso che 'appagante' sia un po' riduttivo"

L'ho sempre considerato un bel complimento, quello che soddisfa un afflato amoroso, sotto qualsiasi forma, lo considero degno della massima considerazione, ovviamente la pensiamo in maniera diversa e va bene così.

Trovate due sostanziali differenze nel modo di intendere l'amore, devo farmelo il problema di cosa il mio amante provi con me, perché agisco su di uno spettro più esteso che potrebbe non riguardare solo il piacere.
Se poi vogliamo chiamarla arroganza...^_^ va benissimo, però io sono scelto proprio perché devo decidere in vece altrui, sempre secondo dei limiti ovvio.

Chiederlo poi non solo è fastidioso ma iutile.

Kiara ha detto...

Bé... è atavico, celebrare la morte con la vita, con la sua espressione massima... il gruppo che perde un membro, un anello della catena... la rinsalda non disgregandosi ulteriormente, ma incrementando la vita... è sano! Certe culture l'hanno capito... noi geni tuttologi qui, mica tanto...
Un saluto!

Minerva ha detto...

@Cavaliere: temo che diamo alle parole significati diversi, oppure (più probabile, secondo me) stiamo proprio parlando di cose diverse: non so come spiegarti, ma per come la vedo io l'appagamento cui ti stai riferendo tu è qualcosa più simile a una 'corrispondenza d'amorosi sensi' - ovvero alla compresenza e alla condivisione di desiderio, attrazione, piacere - che non è ciò che invece sto descrivendo io qui e tantomeno ciò che mi interessa in generale provare. Io non voglio il piacere della 'petit mort'. Io voglio il trionfo della vita, e il totale ricongiungimento con l'assoluto - tant'è che non ho parlato di 'piacere'. E' qualcosa che va molto più in là di questo.

@Kiara: infatti. Ha proprio a che fare con una riconferma della vita di contro alla disperazione di fronte al dolore e alla morte.

AlmaCattleya ha detto...

Facendo l'amore si può toccare l'eternità. E' un attimo, ma non ha tempo, è un tempo che non è misurato dai minuti.

Sei Shonagon ha detto...

Grazie Minerva, condividerò con altri ;)

Minerva ha detto...

@ AlmaCattleya: vero, molto vero. Al di là di quasiasi possibile calcolo.

@ Sei Shonagon: grazie a te, con l'augurio di condividerlo e viverlo!

Erotici Eretici ha detto...

La condivisione di questi pensieri è un gesto d'amore incondizionato e per questo ti ringrazio.
Yin

UIFPW08 ha detto...

L'amore è un mondo a parte fuori dalla ragione dagli schemi dalle attenzioni; è imprevedibile timoroso affettuoso e geloso. La paura in amore viaggia sul filo della biancheria non sai mai quando puoi perdere d'un tratto la pinza dalle mani.
Maurizio

Minerva ha detto...

Uhm, sai che non la penso così? Intanto non provo mai (per fortuna!) né timore né gelosia - né in amore né in qualsiasi altro contesto. E poi per me l'amore non è questa cosa da farfalline nello stomaco che mi fanno andare fuori di senno ecc.: quello è l'innamoramento, e diciamo che lo trovo divertente, ma 5 minuti di quell'esperienza mi bastano (detesto le condizioni in cui mi sento più stupida del normale). Per me l'amore è piuttosto una cosa estremamente razionale, per certi versi, ma non fraintendermi: non voglio dire 'studiata a tavolino' o opportunistica, quanto proprio voluta, desiderata ed estremamente profonda rispetto a quel tutto sommato superficiale amour fou o amor romantico che ci vogliono far credere sia. Il mio post il giorno di San Valentino spiega meglio ciò che intendo.

Ginevra ha detto...

E' fare l'amore con la vita, fare l'amore. :-)

Cavalier Amaranto ha detto...

Minerva@ Ci stavamo riferendo proprio a cose diverse, cerchiamo cose diverse, ma questa non è una novità, direi una conferma.
Sai che nella sessualità non nascondo la mia solarità ma per me l'assoluto è lo scambio con l'altra, non il raggiungimento di un apogeo.
Degnissima ricerca la tua, battiamo altre strade.

Interessante l'intervento di UIFPW08, mi ha portato a diversi anni fa quando ero ancora ancorato alla gelosia e non alla condivisione.

Ciao a tutti.

Minerva ha detto...

@Yin: di nulla, riflessione appunto solo buttata in circolo sperando di farci del bene :-)

@Ginevra: amen, sorella :-)

@Cavaliere: ecco, il mio è un apogeo mentale più che fisico. Come ha detto bene Ginevra, è fare l'amore con la vita - non tanto e non solo con un'altra persona :-)
Mi conforta il pensiero che - pur viviamo le cose in modo completamente diverso - queste posizioni inconciliabili non ci impediscono di convivere sul medesimo pianeta in perfetta armonia tra noi!! :-)

Il grande marziano ha detto...

Reagire al dolore e alla morte con la celebrazione dell'amore e della vita è il modo più efficace con cui ritrovare la fiducia nella (forse) unica vera cosa cui non si può rinunciare.
La speranza.

Minerva ha detto...

AMEN!

gattonero ha detto...

Credo di essere fuori posto, in questo post (scusa il cacofonico).
Finché c'è stato, il mio è stato un amore a tutto campo. Eravamo in due, ma quando le due mezze mele combaciavano, siamo stati mela intera a tempo pieno.
Quando le due mezze mele sono state forzosamente separate, mi sono reso conto che quello che era uno degli atti simbolo dell'amore, la sua sublimazione, era in realtà proprio solo un atto, come tanti altri.
Oggi, ogni giorno passo un paio d'ore accanto a una persona che, senza più esserci, c'è. La stringo a me, le parlo, cerco il suo sorriso...
Ecco, sono due ore d'amore, e non sento il bisogno di eiaculare per sapere che lo sono.
Se a un suo sorriso o a una sua parola, magari sballata, gli occhi mi s'intristiscono, non è per dolore ma perchè anche la lacrima è una forma d'amore.
Ciao.

Cri ha detto...

Io lo so, lo so bene quello che intendi, Minerva. E' la mia quotidiana esperienza di vita da tanti anni. E mi piace tanto sentirmela raccontare così calzante come pelle calda e viva in questo post.

Minerva ha detto...

@gattonero: amico mio, non sei affatto fuori posto. Sai bene con quel intensità io voglia vivere la vita, e sai pure bene che è proprio perché ne ho conosciuto nel tempo tante sfumature dolorose che esorto tutti noi a non perderne un istante e/o una componente, ma a stare dentro le situazioni sino in fondo, cercando ogni volta qualcosa di buono e felice per quanto difficile o impercettibile sia.

Qui nel post - a dire il vero - parlavo più di un'estasi che era fare l'amore con la vita (come ha perfettamente descritto Ginevra), più che con una persona, ma se dovessi parlare d'amore lo sentirei e ne direi esattamente come hai fatto tu e parimenti slegandolo dal discorso fisico. L'amore non ha bisogno necessariamente della sessualità, neanche la felicità ne ha bisogno.

Un abbraccio e un bacio, amico mio, con tutto il cuore.

Minerva ha detto...

@Cri: bene! ciao, bella, buona giornata! :-)

Humani Instrumenta Victus ha detto...

Ti sto immaginando come un'anarco-mistica
:-D

Minerva ha detto...

@HIV: oh, tu non hai idea di quanto io lo sia, darling, tu non hai idea... ;-D

Charlie68g ha detto...

Nel bene o nel male, la vita è un gioco da sfidare con un bel salto nel buio.
L'importante è avere una buona colonna sonora