20/12/14

Sulla parola inglese "fuck" :-D

Osho Rajneesh, nella sua curiosissima vita, è riuscito a dire tutto e il contrario di tutto. Non entro nel merito, ma vi regalo una chicca che vi farà - io spero - ridere tanto, a partire da una parola che si sente pronunciata ogni due secondi nella lingua inglese, e spesso non con significato (o augurio) positivo :-D


17/12/14

A compartimenti stagni



Dev'essere potente
avere le energie e la voglia
distribuite nel corpo,
un po' meno nella mente,
ancora meno nel cuore,
e vedere che il primo s'attiva
con poca sollecitazione degli altri
o anche senza, nei casi migliori.

Dev'essere piacevole
di qui farsi scopate-di-passaggio
e godere d'orgasmi
che accedi all'assoluto
ti unisci all'universo
annullando lo scorrere del tempo.
No, questo no - troppo, senza mente e cuore.

“ti unisci all'universo
annullando lo scorrere del tempo”
lo cancelliamo e andiamo avanti.
Non amare, ma voler bene,
un po', e attaccare e staccare
pensieri e sentimenti a comando
per scopare, e poi tornare a casa.

Vorrei una droga potente,
vorrei una droga innocua
negli effetti collaterali
che mi attivasse la pelle e la figa
senza bisogno della mente
anzi sedasse questa,
e atrofizzasse il cuore
- lasciandolo giusto lì a pompare.

Mi manterrebbe in vita
mentre mi lecchi il clitoride,
e non sarebbero invidioso
della felicità del mio corpo
tanto da annullarla
o dandogliene una tal miseria
da celebrare il trionfo il giorno dopo
con scrosci di lacrime come uno sciacquone.



Grazie a Slavina, attraverso la quale m'hanno raggiunto le parole "infilami le dita fin dentro al cuore e scoprirai che non batte" di Diana Pornoterrorista.
 

16/12/14

Come conquistare un uomo, farsi adorare da lui, e tenerlo legato a sé per sempre /2










Qui era la prima parte.






Qui invece la seconda.

Volete davvero così poco dalla vita malgrado tutte le possibilità appassionanti - se solo fossimo dei coraggiosi! - di assaporarla profondamente in tutte le sue ispirazioni, i suoi colori, le sue sfaccettature, e le risorse e i tentativi messi in atto dai nostri simili per condurla, consapevoli che abbiamo in sorte di stare al mondo giusto una manciata di anni?
...

Perché vorrei scritti di donne e uomini liberi dalla visione patriarcale, anche e soprattutto su quella cosa che insistono a chiamare/definire/stereotipare come il 'femminile'













"Non è cosa tanto comune voler conoscere con precisione ciò che accade nelle storie d'amore romantiche tra uomini e donne. Chi vorrebbe far vacillare uno dei miti più solidi del patriarcato: la coppia amorosa? Peraltro la maggior parte degli esseri umani è convinta di aver vissuto in prima persona l'esperienza dell'innamoramento quale mistero insondabile: quella sensazione di rapimento che si manifesta improvvisa togliendo, alla donna, sonno e respiro. Anche le donne sono create da un cervello maschile integrato nell'ordine patriarcale. Gli uomini non amano donne reali ma sono sempre compulsivamente ricondotti allo stereotipo della “femminilità” e dunque alla propria immagine speculare.

D'altro canto le donne hanno sempre aderito a questa immagine fatta di bellezza, arrendevolezza, bisogno di protezione, premura, calore materno, riserbo e quanto corrisponda ai desideri maschili. Gli uomini non desiderano lasciarsi sorprendere dall'altra mentre la vera autentica passione consiste nell'amare volgendosi a qualcuno o a qualcosa, anziché ridurre l'altro o la cosa amata a specchio dei propri desideri; consiste nel cercare il contatto e il camminare insieme anziché l'unità e l'univocità. [...]

Se la viva attenzione costante per l'incancellabile alterità dell'altro non viene rapidamente trasposta all'interno del matrimonio, della famiglia, di un buon affare, di un incarico pubblico, di un sistema dogmatico, di un sacerdozio, allora quell'alterità deve morire in altro modo [...]. Non sembra infatti possibile conservare la tensione della passione nel tempo e nella fedeltà: lo stato di innamoramento è breve, eccitante e dispendioso; il matrimonio è lungo, noioso, vantaggioso. Questa è la logica sottesa all'appropriazione dell'altro, che va ben oltre il rapporto reale tra un uomo e una donna. Ma è inevitabile che così sia e sempre rimanga?

L'amore che produce sorpresa e meraviglia deve necessariamente trasformarsi in morte, nella morte reale o in quella sociale, diluita nel tempo? Perché abbia luogo l'opera della differenza sessuale occorre una rivoluzione di pensiero e di etica. Quello che è l'altro, chi è l'altro, io non lo so mai... Ciò che potrebbe aver luogo al momento di un primo incontro, prima ancora del fidanzamento, resterebbe sempre come prova della differenza. Non ci sarebbe mai tra i sessi oltrepassamento dell'intervallo. Né consumazione completa. C'è sempre un resto. Passione e durata non si escludono più a vicenda."

Ina Praetorius, Penelope a Davos. Idee femministe per un'economia globale.



Certo, sarebbe necessario fare un bel salto, quindi è molto più confortevole continuare ad alimentare i suddetti stereotipi sul 'maschile' e sul 'femminile' - così uomini e donne non devono fare lo sforzo di ripensarsi ed eventualmente cambiare per essere realmente compagni mutualmente rispettosi, solidali, e starsi accanto per scelta piuttosto che per 'convenienza' - in ultima analisi addirittura alimentando e sostenendo un qualche potenziale futuro 'matriarcato', ipotesi sciagurata come il patriarcato che la precede e apparentemente vi si contrappone!
Ah, la pigrizia dell'essere umano, quanti danni ha fatto e continuerà a fare!

11/12/14

Buone ispirazioni /4: George Mallory

Se non potete capire che c'è qualcosa nell'uomo che risponde alla sfida di questa montagna e va a incontrarlo, che la lotta è la lotta della vita stessa verso l'alto e per sempre verso l'alto, allora non capirete perché andare. Ciò che otteniamo da questa avventura è solo pura gioia. E la gioia, dopo tutto, è il fine della vita.
- George Mallory, Climbing Everest.

25/11/14

Ho annullato l'intelligenza di tutti e tre...

Se il mio corpo stesse dietro alla mia mente, sarebbe già morto di infarto.
Se il mio corpo stesse dietro al mio cuore, sarebbe - com'è - moribondo.
Se la mia mente stesse dietro al mio corpo, sarebbe - com'è - piena di dubbi.
Se la mia mente stesse dietro al mio cuore, sarebbe - com'è - in pieno delirio.
Se il mio cuore stesse dietro al mio corpo, forse sarei salva.
Se il mio cuore stesse dietro alla mia mente, sarei certamente salva.

21/11/14

La vita non è equilibrio (Jorge Wagensberg)






"La vita non è equilibrio. E' assoluta insabilità - tensione per la ricerca dell'equilibrio ma con la consapevolezza che, qualora venisse raggiunto, esso coinciderebbe con la stasi, ovvero la morte. D'altra parte allontanarsi dall'equilibrio comporta il rischio della perdita di sé.
Qual è la soluzione, allora? Cercare di realizzare equilibri continuamente mutevoli, che abbiano in sé la dimensione caotica che permette il loro superamento repentino o lo scarto da quell'obiettivo qualora vi sia il rischio di raggiungerlo".

Dagli appunti d'una lezione di Jorge Wagensberg su Ordine e Caos.

19/11/14

L'invasione delle nanas: Niki de Saint Phalle











Ah - cielo! - parlerei anche io di joie de vivre se, tanto per cominciare, avessi quel bonazzo geniale di Jean Tinguely come marito! ;-)

Ciò detto, Niki de Saint Phalle nasce nel periodo perfetto per giocare con l'arte tra gli anni '40 e '90 del secolo appena conclusosi da autodidatta - ma un'autodidatta piena di immaginazione, entusiasmo, passione, determinazione, dolcezza e voglia di cambiare la società.
E, come spesso accade per chi cerca la propria strada fuori dall'ortodossia dell'accademia, comincia a sperimentare libera da condizionamenti e 'ansie da prestazione' che magari l'avrebbero intimidita. Di fatto le sue prime opere ricordano Pollock, le avanguardie americane, i collage, i lavori di Arman e tutto ciò cui si può ispirare e che può imitare per rielaborare ciò che le fa male sia questo in relazione con la sua memoria e la sua immaginazione, o sia in termini di elementi della società che lei rifiuta (l'ipocrisia delle relazioni e la subalternità delle donne in primis), o siano ancora gli stessi oggetti materiali inventati dall'uomo per arrecare sofferenza/morte quali coltelli, pistole, fucili.

Con questi ultimi si misurerà tra l'altro a partire dagli anni '60, nella volontà di investire di nuovo significato quelle armi costruite per offendere che ora, con lei, diventano strumenti per la creazione di bellezza. Date un'occhiata alle opere che seguono, realizzate sparando appunto a tele bianche che celano sacche o uova piene di colore le quali - esplodendo al contatto con la pallottola - colano la pittura sul quadro con effetti ovviamente imprevedibili.

Ma si diceva della joie de vivre: Niki combatte la sua rivoluzione attraverso la realizzazione delle nanas, le donne appassionate, colorate, giocose, buffe, dolci, libere, serene che la renderanno famosa. Le nanas incarnano l'energia creatrice femminile che non si pone in competizione con l'uomo al quale parimenti non è sottomessa.

E' l'attivismo della de Saint Phalle, che si concretizza nell'urlare attraverso la loro monumentale (affinché siano visibili: "d'altronde" - ella diceva - "se Pollock realizza opere monumentali, chi impedisce a me di fare lo stesso?") creazione e diffusione in quantità nel mondo per promuovere nuovi rapporti tra i generi, e una nuova società matriarcale che - se si realizzasse - consisterebbe nella massima liberazione di istinti, espressività e felicità per tutti gli esseri umani.

Vi sia allora di ispirazione nelle vostre pensate: osate, non trattenetevi mai - portate bellezza, passione, e straniamento intorno a voi! Anche questo è un modo per far ripartire menti e cuori nostri e dei nostri simili quando sono bloccati ;-)

Ah, e se non sapete come passare un'oretta, godetevi questo documentario che ha per protagonisti lei e Jean, ed è una vera delizia:


11/11/14

Bulimica di vita /5

















Nei prossimi giorni vi racconterò delle cose meravigliose che ho visto, ben sapendo quanto i nostri cuori si incantino e i nostri occhi brillino davanti alla potenziale bellezza dell'agire umano quando libero e sincero, sebbene spesso inquieto. Ora mi limito invece a scrivere la solita giostra di passione che ho avuto la fortuna di godere e che condivido con voi augurandovi presto analogo turbinìo.
Ah, e stavolta non ero sola, ma con lei, mia sorella e amica.

Café Hugo, mostra di Niki de Saint Phalle, cimetière du Père-Lachaise, Jardin Flottant, Musée du Quai Branly, cimetière du Montparnasse, charcuterie, Comptoir General, Musée d'Art Moderne, Bastille, Tatoueurs Tatoués, Bistrot Aux Ous, Maison Européenne de la Photographie, Pinacoteque, mostra Kâma-Sûtra, Musée d'Orsay, The Art of love in the time of Geishas, Place des Vosges, Côtes du Rhône, fromage de chèvre, pain au chocolat, zuppe patate|carote|zucca, Gaillac, fontaine Stravinsky, Kiosque des noctambules, canale Saint Martin, tombe di Tristan Tzara / Charles Baudelaire / Pierre-Joseph Proudhon / Man Ray, baguette, guacamole|hummus|taramosaláta, Marais, Jean Tinguely, Gare de Lyon, Gavi (scorta dall'Italia...), Tomba di Ricardo (col gatto di Niki!), Parc de Belleville, Senna, Archives nationales, Jardin des plantes, quiche, escargot chocolat pistache, soupe à l'oignon, tombe su cui fare rituali...

Stiliamo la suddetta lista nel dehor d'un bistrot mentre beviamo del vino Côtes du Rhône. Scriviamo l'ultima voce e decidiamo che abbiamo abbastanza concluso l'elenco delle cose divertenti o appassionanti. Le contiamo. Sono - guarda caso - coincidenti con quel numero che è la risposta al senso della vita, dell'universo e di tutto quanto, metà delle posizioni del Kâma-Sûtra e metà delle cosa cui ha sparato Niki de Saint Phalle (ma di questo vi racconterò, appunto, prossimamente).

08/11/14

Rapporti liberi e potenti (e ancora umani, profondamente umani)

Io ho visto che nel tempo, e soprattutto in questi ultimi anni, gli uomini che ho frequentato - persone dotate di un'intelligenza almeno pari alla loro 'inquietudine' - temono tutti la medesima cosa e la risolvono tutti allo stesso modo pagandone tutti le stesse conseguenze.

In pratica, funziona così: costoro sono intelligenti, appassionati di vita, e alla ricerca di tempi e modi per esprimere, realizzare, rendere visibile, e anche condividere con altre persone, ciò che la loro mente elabora (una teoria filosofica, una produzione manuale concreta, un qualche evento che sentono come molto importante). Ciò dà loro molto piacere - ovviamente - sia per narcisismo ("guarda come sono in gamba in ciò che faccio!") sia per la sensazione di una (temporanea) pacificazione calda, potente, momentaneamente risolutiva di quell'assenza di senso della vita che inquieta loro come inquieta tutti gli esseri umani. Insomma, il piacere di vedere risposte parziali che però nel momento in cui le stai vivendo le senti potenti e ti fanno stare bene.
Di qui la tendenza a ripetere, perché è chiaro che se una cosa ti fa stare bene una volta, tendi a replicarla e anche bulimicamente - così da scacciare sempre più quell'inquietudine. In tal modo potrai guardare al tuo passato e sentire d'aver vissuto intensamente, d'aver fatto tante cose, e che il tempo non è passato invano. Un po' come dover avere un curriculum pieno di roba per dimostrarti che non sei esistito invano, o anche solo che sei esistito.

L'amore rischia di far saltare tutto questo. Distoglie da questo piano, richiede energie e tempo, porta all'inazione della contemplazione reciproca e del benessere, finché c'è, dato solo dalla reciproca presenza: come una condizione prolungata del calore post-orgasmico.
Di qui, in tutti gli uomini che ho frequentato, il tenere a distanza quelle donne che facessero loro provare questo, e la scelta/accettazione (pensando che in fin dei conti la dimensione affettiva/sentimentale nella vita non conti molto, e sia piuttosto una risorsa cui attingere in casi di emergenza mantenendo nel tempo la situazione controllata dandole l'impressione di nutrire un qualche sentimento di 'cura'/'attenzione'/amore vero e proprio) di altre che di fatto li "lasciano in pace" (questa la definizione più frequente del legame, onesta per quanto brutale), ma sono poi anche completamente assenti e anaffettive. Completamente.

E non potrebbe essere diverso, se ciò che ricevono da parte degli uomini cui s'accompagnano è la concezione da parte di questi ultimi di sé come persone che hanno altre priorità esistenziali che rischierebbero d'essere trascurate a causa d'un rapporto d'amore (che loro non vedono in altro modo se non come passione che porta all'inazione). Di qui, da parte di queste donne, il calcolo degli svantaggi (una vita vissuta nella mortificazione della dimensione affettiva, in una situazione che è chiaramente fasulla, la riduzione delle proprie possibilità di 'espansione' per stare accanto alla luce emanata dall'uomo-guida) e dei benefici (economici/utilitaristici, di riconoscimento/accettazione sociale e ai loro stessi occhi in quanto "compagne/mogli di", di potere perché un uomo che ragiona così non si staccherà mai da loro: la frase "lui torna sempre da me" sai da quanti secoli viene ripetuta dalle donne?), e l'elaborazione di strategie, se decidono di starci dentro, per ottenere ciò che desiderano e mediare con tale comportamento maschile. Facendo credere di amare, che saranno presenti al bisogno, di sostenere/incoraggiare/stimare.

Se costoro agiscono così in risposta a un maschile che si comporta in tal modo, e quindi sono coscienti che la dimensione affettiva l'hanno mortificata come reazione alla funzione d'uso che in primis è stata data loro, gli uomini che hanno dato loro tale funzione cascano invece sempre dal pero quando si accorgono che non sono amati, che non hanno una persona realmente al loro fianco, che non c'è condivisione di nulla, e che nel presente c'è solo vera e propria, assoluta assenza con questa proiezione nel futuro in cui si compirà quello che in tutta la vita è stato rimandato (al momento del bisogno): ovvero la presenza dell'altra persona. Di qui chiaramente il vuoto affettivo nel presente e la ricerca di modalità parziali e controllabili - in modo tale che non mettano a rischio quell'ipotesi per il futuro, così come non tolgano tempo ed energie alle attività prioritarie della propria vita nel presente - per colmarlo.

Ecco: a me sembra che questo schema sia riflesso di un atteggiamento patriarcale - su due livelli - di potenza devastante.

Livello 1: quello dell'espressività e della produttività come modalità di pacificazione e istanze esclusivamente maschili. Vogliamo abbattere questo pregiudizio?
Anche le donne hanno questo bisogno, e non è che ciò che realizzano sia di minor valore della controparte maschile, vada messo in secondo piano rispetto a quella, sia da considerarsi un diletto/vezzo/capriccio rispetto ad altre presunte priorità o obiettivi (l'amore, il costruirsi una sicurezza economica che permetta loro l'esistenza, il figliare)!

Questo è un comodo stereotipo costruito dall'uomo per sentirsi migliore e più efficente/produttivo delle donne, e che molte dementi insignificanti hanno appunto avallato col comportamento di cui sopra. Ma non è affatto naturale! Anche a molte donne farebbe piacere "essere lasciate in pace" e magari produrre opere d'arte o riflessioni filosofiche potenti anziché magari mettere al mondo un figlio e passare le giornate in cucina!

Livello 2: la totale svalutazione delle dimensioni di attenzione, cura, calore tra i viventi - dimensione in cui tradizionalmente è stato confinato il genere femminile, ma che non è detto che stia bene a tutte, né che sia 'naturale' anzi, per me non lo è in alcun modo!).
Quando io penso all'amore libero, all'energia, alla cura, alla solidarietà che dovrebbe circolare dal mio punto di vista tra tutti gli esseri umani io penso alla rivalutazione di questo e alla sua estensione al di là sia del genere, sia del rapporto di coppia. Ed è per questo che non ho più *bisogno* di una relazione: perché io quell'amore l'ho esteso a tutta l'umanità, in primis agli amici che ho accanto rendendoli 'famiglia', di qui aprendo all'amore nella relazione di coppia la possibilità che sia altro, ovvero qualcosa da inventarsi slegato dal bisogno di protezione, dalla carenza da soddisfare, e quindi da qualsivoglia rischio di dominio.

L'amore concepito come tale flusso di energia che abbraccia tutti gli esseri umani abbraccerà anche la coppia come parte di questi, ma avrà le caratteristiche del precedente: la cura, il rispetto, la solidarietà, il sostegno, la spontaneità, la libertà e la gratuità - perché la protezione è data dall'appartenenza a una comunità che ci fa provare questa sensazione di sicurezza, e quindi l'amare poi qualcuno in particolare diventa scelta e non sarà un dramma se ci venisse mai un giorno a mancare o se gli mancheremo noi (anche se sono persuasa che, in una condizione di amore vissuto in tal modo, nessuno abbandonerebbe mai nessuno perché si sarebbe al di là sia della sensazione di 'proprietà' sull'altro, quanto della noia perché avremmo persone vive e appassionate come noi intorno).

Ciò che voglio dire, in pratica, è che a me sembra che costoro siano vittime e promotori di uno schema castrante di voi stessi e dei rapporti uomo-donna basati su un pregiudizio patriarcale tremendo, ma le cose non le vedo stare così "di natura" - anche perché cosa sia "natura" noi non lo sappiamo, in quanto esseri umani e pertanto "culturali" che elaborano la propria concezione di ciò che è naturale e ciò che non lo è in base a un filtro culturale.
Quindi, data questa premessa, non avrebbe piuttosto un senso per gli uomini abbandonare questa concezione di sé come i soli eccellenti, mirabili, produttivi, 'geniali' (capisco sia cosa difficile, perché è dire loro in sintesi di scendere giù dal piedistallo) rispetto alla controparte femminile così da avere relazioni con le loro compagne veramente a pari livello e basate sul reale riconoscimento degli stessi bisogni e diritti?


E inoltre, da questo, non avrebbe piuttosto un senso rielaborare il pensiero delle modalità con cui soddisfare i propri bisogni "di amare ed essere amati" (citando la buona Emma Goldman) e instaurare rapporti intensi, forti, solidali, che non tolgano a fondo perduto quell'energia e quel tempo necessari a instaurarli, che non si risolvano nell'inazione, ma nel fare cose ognuno per conto proprio o insieme godendo l'approvazione e del sostegno dell'altro/a, così che non vi sia bisogno di energie o tempo per rinnovarli ma si costruiscano e rinnovino nel loro stesso compiersi in modo così appassionante, potente e felice?

Mah, io voglio credere che sia possibile. Si può chiamare utopia, ma per me invece è il mio attuale di sentire e di conseguenza di vivere - perché io già vivo come se la realtà fosse cosi ora, e penso a questo modo di intendere i rapporti umani come progetto a lungo termine (quei 700/800 anni), che non vedrò compiersi, ma cui mi piace aver contribuito, ed essere stata profondamente bene e felice mentre lo sentivo e vivevo così.

Questa, tra l'altro, è la mia idea di anarchia.