25/07/14

Curriculum...

 

Sempre più spesso mi rendo conto che - se valutiamo la nostra vita e il nostro passato in base a questi maledetti CV (oltretutto secondo tragici modelli standard) che dobbiamo compilare per inseguire collaborazioni precarie - non possiamo non essere presi dallo sconforto, e dalla sensazione d'aver fatto sforzi da elefante per partorire topolini.

Ecco, io vorrei invece un CV in cui fosse possibile indicare - e venissero apprezzate - variabili quali la quantità e la qualità degli amici che abbiamo scelto d'avere intorno, i sorrisi e le risate che abbiamo regalato, le parole forti, utili e sane che abbiamo detto, le volte in cui abbiamo cucinato per gli altri, i successi che abbiamo aiutato gli altri a ottenere, i desideri che abbiamo contribuito a realizzare, i momenti in cui abbiamo tenuto chi soffriva per mano o tra le braccia, e via dicendo...

Le persone dovrebbero essere valutate - e dovrebbero potersi autovalutare - in base a queste cose.
Perché sono queste che, secondo me, alla fine danno la misura del loro valore, e del valore della loro vita.


08/07/14

Flyer motivazionali retrò



Miei cari,

chiedo venia per i mancati aggiornamenti puntuali di questo blog, ma ormai il lavoro - che come sapete per me coincide con la vita e con le passioni che mi tengono al mondo - m'ha felicemente risucchiato da tempo a questa parte.
Appena avrò un momento torno - con tutte le pensate assurde, le riflessioni dense e le coccole che meritate! :-)

Nel frattempo, in questa landa troppo frequentemente mediocre e desolata che è il panorama culturale e visivo cui siamo attualmente esposti, vi sporgo una di quelle chicche retrò che tanto ci piacciono - foriera d'esortazioni affettuose e vitali per tutti noi.
Scegliete la vostra - io mi prendo l'ultima! :-)

[PS: Il giochino-sfida dei 100 giorni continuativi in cui individuare ragioni di felicità continua sul mio profilo facebook (venite a seguirmi/aggiungervi lì, se ne avete piacere).]

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04/07/14

#100happydays #Day5 Citta' portuali

Per me queste citta' portuali - con odore di salsedine e di gasolio delle navi, vicoli stretti e scrostati, residui umani di vario genere, e tanta densita' di secoli di *piccole storie* appassionanti e avventurose di gente che ha solcato i mari o dato ristoro ai pazzi che lo facevano - sono sempre 'casa'.
Poi Genova e' pure piena di amici! :-)





Non posso dare appuntamenti con il reale, appuntamenti con l'ovvio, col razionale!

Avrei molto da dire a chi periodicamente mi dà dell'utopista e mi dice che non ho alcuna connessione con la 'realtà', quella in cui tutti siamo banali persone qualunque. Già solo per il fatto che al contrario, a mio avviso, siamo *tutti speciali*, poiché ciascuno di noi è unico, e che quindi proprio la premessa che porta a quel giudizio è talmente sballata - a qualsiasi livello scientifico e filosofico - che dimostra solo la riduttività analitica di chi vi ricorre.

Ma mi risparmio la fatica e vi regalo un minuto di folle lucidità di Carmelo Bene il cui auspicare che noi tutti si dissolva la soggettività diventando 'capolavori' significa per me anche espandersi in forma 'divina' oltre i nostri limiti - ovvero stemperarsi nell'umanità.
E quindi no, "non posso dare appuntamenti con il reale, appuntamenti con l'ovvio, col razionale!" ;-)

#100happydays #Day4 Un balcone, un caro amico e l'amore come non ci fosse un domani

Passare la serata a chiacchierare e bere vino sul suo balcone con un amico dolcissimo
che s'è salvato la pelle per il rotto della cuffia,
e venire a sapere che s'è innamorato riamato d'una donna
(infermiera nell'ospedale in cui era ricoverato)
incredibilmente profonda e brillante.
La vita, talvolta, ci riserva sorprese meravigliose! :-)


02/07/14

#100happydays #Day3 Svogliataggine, autoironia e masochismo...

Mettere in scena autoironicamente la propria svogliataggine
(citando uno dei primi che hanno praticato il bondage nella storia dell'Occidente)
quando arriva il momento di dover studiare...

[Vittorio Alfieri, lo so ch'eri masochista]


   [questo perché mi sto sfidando da sola con http://www.100happydays.com/it/]

01/07/14

#100happydays #Day2 Restauri di palazzi storici, e non gentrification né centri commerciali


Ricevere una telefonata in cui mi propongono una grossa consulenza
e informarmi che il mio laboratorio precedente aveva generato tal resistenza alla gentrification
di un'area urbana che di lì erano piuttosto riusciti a ottenere il restauro,
da parte del comune, del vecchio acquedotto storico del paese.


  [questo perché mi sto sfidando da sola con http://www.100happydays.com/it/]

30/06/14

#100happydays #Day1 Viaggiare con profumi e letture

 Se non posso viaggiare fisicamente al momento, che almeno viaggi con profumi e letture!


[questo perché mi sto sfidando da sola con http://www.100happydays.com/it/]

29/06/14

Buone ispirazioni /4: 100happydays, un gioco con noi stessi




Il male che ci circonda è presenza così inaudita e soffocante che trovare ancora ragioni per essere felici è una ricerca disperata, frustrante, sfibrante. Eppure guardare contemporaneamente a piccole e grandi cose in cui si esprimono i nostri gusti, le nostre attitudini, i nostri interessi - in pratica le nostre vite - può ancora farci sorridere e scaldare di tanto in tanto il cuore.

Sono persuasa che circondarsi di persone e cose belle, pulite, positive sia già una risposta parziale, così come coltivare in sé tale attitudine. E se buio c'è - e lo troviamo sia in eventi, cose e persone che ci avvelenano e mortificano il desiderio di vivere - non soccombere significa anche imparare a imporre almeno a noi stessi la nostra luminosità reale e potenziale.
Magari con la semplicità, ma l'impegno costante di individuare quell'occasione che ci fa sorridere, lavorando su/con noi stessi - chissà che ciò non porti poi, di rimando, risposte positive dall'universo e dal caso? :-)

Questo gioco semplice e apparentemente stupido può essere una pratica di questa attitudine: consiste nel trovare ogni giorno una ragione piccola o grande per essere felici - dall'incontro con un/a amico/a, a una gentilezza data o ricevuta, a un qualche buon cibo o buona bevanda, a qualsiasi cosa che ci ha riempito il cuore - e questo per 100 giorni consecutivi. E di qui, ogni giorno, cristallizzarla in un'immagine e/o una frase.

Domani è il 30 giugno 2014, a fine giornata inizia il secondo semestre dell'anno, e coincide con un lunedì.
Domani comincio a farlo.
Se volete provarci anche voi, leggete qui le semplicissime istruzioni, e buona felicità a tutti noi! :-)

http://www.100happydays.com/it/

28/06/14

Scheletri nell'armadio





Per una ragione fondamentale che non sto a spiegarvi in quanto troppo privata, ho sempre fatto molta attenzione - sin da quando ero adolescente - a non avere scheletri nell'armadio: la cosa più importante, per me, era parlare e agire in modo onesto e coerente, non cercare né sfruttare scorciatoie, non assumere atteggiamenti truffaldini, non dire cose che non pensavo, né fare diversamente da ciò che dicevo.
Ho improntato tutto su questo, per essere una persona trasparente - senza scheletri nell'armadio - in modo tale da non essere mai ricattabile sulla base di qualche passo falso compiuto in precedenza, e soprattutto, e continuo a non spiegarvene le ragioni perché troppo private, affinché la mia parola avesse un valore, cosa che trent'anni fa mi/le fu negato.

Ho tenuto pulito quell'armadio - mai uno scheletro mio. Mai. Con maniacale attenzione.

Ma ho visto una cosa, nel tempo. Che se pure io faccio un'attenzione maniacale a non mettere scheletri nel mio armadio, quando incontro persone nuove, con le quali non ci si conosce molto e che per mia malaugurata sfortuna non si pongono il problema di fare attenzione agli altri (anzi, magari li usano, calpestano, sfruttano pure per i propri bisogni), ebbene costoro mettono dei loro scheletri nel mio armadio fingendo che siano miei e poi vanno a dire in giro che nel mio armadio ci sono quegli scheletri e che sono miei - diffondendone la voce della presenza anche con chi non mi conosce ancora.

Ma non sono scheletri miei!

Eppure hai un bel dirlo, in giro, a queste persone che non ti conoscono, che non lo sono: di fatto, esse ti risponderanno che non è possibile non averne, che quindi non ci credono, che i loro 'amici' (loro analoghi, quindi con questa scarsa/inesistente attenzione ai loro scheletri e un'indole parassitaria nei confronti altrui) non mentono, oppure che stai negando la cosa con tanta veemenza d'essere noiosa e che, in fondo, avere o non avere scheletri propri o altrui nell'armadio non ha alcuna importanza e comunque tutti ne hanno.

La gente è perversa.
Ha così tanti scheletri nel proprio armadio che li mette in quelli puliti altrui per gettare discreto pure sugli altri, anziché fare pulizia nel proprio - dove i propri vi si sono incrostati e non si possono più rimuovere.

Guardo questi scheletri altrui nel mio armadio, cerco il confronto con chi ve li ha messi, ne chiedo la ragione per cui è stato fatto e rimango senza risposta - al limite ottengo la derisione o addirittura che mi venga tolta la parola.
E la cosa più assurda, nel mio modo di sentire, è che io provo addirittura compassione a vederli lì e mi chiedo perché le persone debbano fare tanto casino delle loro e altrui vite, rendendole così piene di sotterfugi, dispetti, offese, cattiverie, illazioni.

Poi arrivano gli amici veri, e senza tanti complimenti in un attimo prendono quegli scheletri, ne fanno mucchietti d'ossa e li buttano nell'immondizia, neanche differenziata, facendo attenzione che non ne rimanga alcuno e restituendo al mio armadio il suo/mio vuoto.
Ma insistendo che impari a chiuderlo a chiave e che non permetta mai più ai tizi in questione alcun accesso alla mia vita.

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