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Visualizzazione dei post con l'etichetta società

"Ogni uomo è un artista", già lo diceva Joseph Beuys

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"Qui nessuno lavora più, tutti fanno qualcosa di artistico" - ho sentito nuovamente qualche giorno fa questa frase pronunciata dalla voce lenta e depressa del Cheyenne di This must be the place . E ho avuto nuovamente una crisi di rigetto. Perché io non conosco le condizioni in cui viene pronunciata nel film, ma sempre più - essendo circondata da 'artisti' (o sedicenti tali) - questi operano una distinzione tra sé e il resto del mondo per cui veramente pronuncerebbero tali parole con il più truce e offensivo snobismo nei confronti altrui. Convinti della giustezza, plausibilità e assolutezza di tale affermazione e distinzione. La quale si porta dietro - sempre - ragioni di ordine economico: gli artisti hanno diritto a venire pagati per l'esercizio della loro arte - in quanto nel loro caso è lavoro - dal resto della società, la quale, invece, se ha piacere di esprimersi in qualche modo sarà sempre relegata all'esercizio della pratica artistica...

Le Corbusier e la loi du méandre

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Prima di realizzare un progetto per un palazzo o interi quartieri, Le Corbusier era solito sorvolare lo spazio in cui questi avrebbero avuto sede al fine di prendere coscienza del territorio naturale di quei luoghi. Guardandolo dall'alto, tracciava una serie di schizzi preliminari di alture ed avallamenti, delle piante e dei fiumi, dal momento che la sua architettura - sebbene articolata secondo moduli ricorrenti e basata su un numero esiguo ma imprescindibile di premesse teoriche ch'egli aveva elaborato nel tempo - affermava l'insensatezza del progettare se non a partire dal contesto locale in cui l'opera sarebbe stata realizzata: ché, di fatto, "se si tiene in considerazione l'effetto di un'opera architettonica nello spazio, l'esterno è sempre un interno". Nell'ottobre del 1929, mentre sta sorvolando fiumi e foreste del Sud America, scopre quello che chiamerà "il commovente teorema dell'ansa": "L'ansa che risulta da...

Non ho mai dovuto pagare una donna per farci sesso insieme, e mai lo farò!

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"Non ho mai dovuto pagare una donna per farci sesso insieme, e mai lo farò!". Alzo gli occhi al cielo e sospiro. Qual misto di ingenuità e arroganza mi tocca periodicamente sentire - è un refrain - da molti uomini quando si discute dell'argomento 'relazioni sessuali avute nella vita'. Chiaro, ciascuno vuole allontanare da sé l'immagine di 'miserabile' che s'accompagna all'idea di dover tirare fuori del denaro per la realizzazione di un bisogno (o un desiderio) che nelle nostre menti dovrebbe essere libera, gratuita e vissuta con piacere e passione da entrambe le parti. Però, di fatto, la vostra Minerva è sempre più urtata da questi atteggiamenti, che - a suo avviso - sono veramente riduttivi rispetto alla complessità in cui hanno luogo concretamente le relazioni uomo-donna. Mi spiego. Di fatto, la distinzione tra ciò che - nelle relazioni umane - è 'prestazione a pagamento' o 'dono gratuito' è, a ben...

Buone ispirazioni /3: Carovana Balacaval

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In questo paese ridicolo che celebra Sanremo e accetta ancora di tollerare l'esistenza della 'casta', nonché in questo mondo sempre più confuso e annientato dalla violenza dei rappresentanti delle istituzioni evidentemente intoccabili nel loro potere di vita e di morte su di noi, tra le buone ispirazioni per vivere nonostante tutto ciò ( già atto di Resistenza e di rilancio esistenziale, eh? ) oggi vi presento i miei amati amici della Carovana Balacaval . La Carovana Balacaval è il nome che un gruppo di artisti 'nomadi', appassionati di musica, danze popolari, cinema e teatro s'è dato per viaggiare su 4 carrozze trainate da cavalli - avete capito bene! - per 5 mesi l’anno, portando in giro concerti, sketch, laboratori di danza, e proiezioni cinematografiche sonorizzate dal vivo. Come scrivono essi stessi, "tutto ruota attorno ad alcuni temi centrali: la sostenibilità ambientale; la creazione di nuovi modelli di comunità e la lor...

OLTREZETA

La parola è proiezione del pensiero che la sollecita, in tutto o in parte; si dirama elaborando costrutti, creando simboli, indizi, icone, identità, culture, idiomi da branco, uniformità e piattezza, slogan e vessilli, mostrine. Spesso, di questi tempi, cammina al centro della strada narcisisticamente, ridondante e furiosa, procede con protervia, si inoltra per contrapposizioni violente che non ammettono altri percorsi. Non conosce umiltà, ascolto, riflessione e silenzio. Si fa rabbia, paura e difesa incontrollata della perdita del poco che ha e non è; scheggia che trafigge d'insulti il soma, il genere, l'altrui défaillance rispetto ai modelli normalizzati e normalizzanti. Facile e orroroso, così. È il "nonluogo"-pensiero che parla, non più forte o debole ma inconsistente, un grappolo di idee i cui acini si polverizzano nella banalità e nella regressione del ragionamento, in un intermezzo che vacilla quando non è vittorioso, che sfonda con l'ariete i...

Al Quirinale subito!

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L'unico discorso di Capodanno che valesse la pena sentire - l'unico a rappresentare un manifesto contro l'ipocrisia, la mediocrità e la stupidità dei tempi in cui viviamo, e di tanti che ci circondano e/o ci governano. Buona ascolto.

Narrative contro-egemoniche

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Così chiesi al vecchio: "Allora noi - ricercatori sociali, intellettuali, attivisti culturali o politici - cosa dobbiamo fare? Qual è il nostro ruolo?". E lui rispose: " Cogliere le narrative contro-egenomiche man mano che le vediamo, interpretarle e rilanciarle, facendo loro eco ". Eccola lì, la soluzione che in un istante sintetizzava la scelta del fare certi tipi di ricerca sul nostro essere umani, il nostro senso nello stare al mondo, e la nostra relazione con ciò che ci circonda - nella breve durata delle nostre esistenze. Ché poi le narrative contro-egemoniche (termine apparentemente pomposetto, ma in realtà puntuale per definire un intero discorso) sono semplicemente le storie delle persone comuni che con le loro scelte, il loro modo di vedersi, desiderare, agire e raccontarsi si oppongono quotidianamente alle decisioni che vengono loro imposte dall'alto, da chi le tira a comandare e schiavizzare per i propri fini, e vivono nonostan...

Esondare per non esplodere

"Anche tu la senti arrivare?". "Sì". Andrea mi guardava pacato e pensieroso. "E come?". "Cominciano ad arrivare come dei segnali le settimane prima. Sai, tutti quei pensieri realistici che normalmente ti impedisci. Cominciano a imporsi. Frasi brevi, lapidarie, chiare. Vere. Assolute. Si impongono nella mente e negli occhi. Fanno il vuoto intorno". "Sì, è così anche per me. Quando cominciano so che ho tempo una settimana per correre ai ripari". Ovvero entrare di nuovo nella periodica routine di psicofarmaci per impedire l'esplosione autodistruttiva della crisi. Io invece non faccio nulla. O meglio, qualcosa faccio e non è proprio una cosa da poco: l'anima si carica, come un fiume man mano ingrossato da piogge continue, fino al punto in cui comincia a esondare e fluisce in piena travolgendo canali e campi, distruggendo ponti, erodendo argini e - dopo aver percorso così vallate e pianure - si placa. In realtà, ...

Io *non* cammino in fila indiana (a commento del post precedente)

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E a tutti coloro che non sono 'guerrieri' nel senso perverso cui ci esorta la campagna vergognosa dell'Enel, ovvero come schiavetti di padroni che ci succhiano l'esistenza e vogliono ancora convincerci di non essere numeri in fila, dedico il seguente monologo di Ascanio Celestini. Io non cammino in fila indiana, e vi invito parimenti a rompere le righe!

Io non sono un guerriero (e comunque non nel senso squallido di questa pubblicità agghiacciante!)

Riporto l'articolo uscito su Il fatto quotidiano ieri a proposito d'una pubblicità televisiva che ritengo una vera e propria offesa nonché una sorda violenza piena di propaganda contro tutti noi - almeno quelli che sono in grado di leggerla come tale perché, malgrado la fatica di sopravvivere, hanno ancora la lucidità di 'vedere' come stanno realmente le cose. E di non essere schiavi complici dei loro stessi sfruttatori. I quali dovrebbero piuttosto VERGOGNARSI PROFONDAMENTE. Cara Enel, io non sono un guerriero di Simone Perotti | 28 settembre 2013 Ancora una volta dissento . La cosa grave, però, è che non condivido quelli che la pensano come me. Mi riferisco all’ondata di attacchi, insulti e invettive contro lo spot dell’Enel “Guerrieri” . Immagino lo conosciate tutti: “Siamo i guerrieri dei posti in piedi, siamo i guerrieri delle tangenziali, delle scartoffie, siamo i guerrieri del lavoro… Vincere è possibile se lottiamo insieme”. Come riassu...

Riprenderci la bellezza che ci appartiene (e senza discussioni, ché era 'dignità')

Scendo giù a comprare un litro di latte, e - vista la bella giornata - mi risolvo a fare due passi anziché prendere la bici. La doccia l'ho fatta, i denti li ho lavati, i capelli se ne stanno tranquilli raccolti con le mollette. Senza trucco - ma senza per questo essere sciatta - indosso un vestito semplice e comincio a camminare. Per strada, come qualsiasi donna, mi specchio nelle vetrate degli androni dei palazzi per controllare d'avere un aspetto 'presentabile' e tutto sommato me lo riconosco - pur senza troppe pretese. Che sceme siamo noi donne a volte, eh? Facciamo tutto da sole... Mi vengono incontro in due momenti diversi due uomini che non avranno molti più anni di me, eppure sono già 'rovinati'. E subitaneamente provo disgusto per me stessa e per questo mio giudizio impietoso, severo, squallido. Me lo dico da sola: "Vergognati! Proprio tu che non hai mai guardato più di tanto all'estetica, in un uomo, così come poco interesse hai per la co...

La piccola free-school di etnografia comincia!

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Vi ricordate di questo post che scrissi l'anno scorso? Beh, ieri sera mi sono trovata di nuovo in compagnia della cara Luce e tra una bibita analcolica e una partita a biliardo ci siamo messe a conversare con barista e gestore d'un locale e questi - chiedendomi del mio lavoro - m'hanno fatto spiegare per filo e per segno, e io, di rimando, ho tratto i miei esempi concreti facendo riferimento alla loro professione e a come pure loro siano antropologi (o meglio 'etnografi'), in qualche modo, senza saperlo. Come scrissi in quell'altro post, infatti, ciascuno di noi ha accesso a situazioni specifiche, nella sua vita, che hanno linguaggi, modalità di relazione, pratiche, riferimenti valoriali e simbolici unici. Penso al contesto di una classe di studenti nei quali voi siete insegnanti, o a quello dello svolgimento di diversi lavori (da quello d'ufficio, all'ambito commerciale, ai trasporti, a qualsiasi altra cosa ancora), o a quello di rela...

Continuo a stare con gli anarchici (e non è 'martirio', né 'utopia')

Un'altra cosa che mi è stata detta ultimamente è che io avrei una spiccata tendenza al 'martirio', affermazione cui ho risposto: "forse, d'altronde arriviamo tutti da questa maledetta cultura cattolica". La giustezza di entrambe le considerazioni, però, non mi ha convinto neanche nel momento stesso in cui io e il mio interlocutore le abbiamo scambiate. Non vivendo nei libri sul pensiero anarchico, ma esperendone la concretezza nell'azione, spero mi scuserete se non articolo un discorso dotto pieno di citazioni in ciò che vi sto per dire. Essere anarchici e/o utopisti (ché le due cose non vanno a braccetto più di quanto non vadano a braccetto pure comunismo+utopia, visti i regimi cui ha dato luogo l'applicazione concreta di quella prospettiva) non significa essere 'martiri'. Nel pensiero anarchico il sacrificio di sé è una solenne menata. Ma c'è sicuramente una cura degli altri estrema, e non potrebbe essere altrimenti, perché - se ...

E noi continuavamo a danzare (anche se c'era la guerra)

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Continuavamo a cliccare 'mi piace' su stupidi status Continuavamo a postare foto dei nostri bambini - quelli avuti senza pensare e senza curarci del loro domani Condividevamo virtualmente video, musiche, poesie, cuoricini e sorrisi Passavamo ogni sera al bar - sprecando il tempo delle nostre vite in chiacchiere insulse sul più e sul meno, approfittandone per lamentarci Ridimensionavamo i nostri sogni, auspicando la sopravvivenza e cercando mortificanti alternative bucoliche alla violenza che subivamo quotidianamente Pur di sopravvivere - in qualche modo. E là fuori c'era la guerra, che arrivava con corrispondenze su media laterali E ci sentivamo buoni a cliccare su 'condividi - ci sembrava l'unica cosa che ormai potessimo fare Perché la violenza era troppa - troppo continua, troppo articolata Ci circondava completamente - la polizia armata e i governi di stati ormai totalitari contro i cittadini inermi Gli uomini contro le donne, gli autoctoni contro...

Combattere per il potere è da perdenti - i vincenti non ne hanno bisogno: lo esercitano e basta

Mi sono sempre tenuta lontana dalle lotte e dalle smanie di potere. Quando le vedevo - sul lavoro - provavo sofferenza e vergogna per chi le praticava, per chi sgomitava, per chi cercava di vincere e 'prendere tutto': io piuttosto me ne stavo fuori e osservavo, o davo informazioni agli altri anche contro il mio interesse personale. Dove questo "non trattenere per me" non significava per forza che fossi generosa, caritatevole, ingenua - piuttosto ho sempre oscillato tra l'idea karmica del bene che ti viene restituito dopo un giro lungo e il bieco menefreghismo per cui so che alla fine il sistema è omeostatico indipendentemente dalle mie azioni - ergo Ei Ja Nai Ka ! (ええじゃないか). Lo stesso quando mi trovo in situazione d'amante, perché anche qui, di fatto, se uno mi prende in quel ruolo già lo vedo come un poveretto cui mi sto concedendo nella speranza d'una sua evoluzione mentale ed emotiva, e quindi l'ipotesi di competizione con un'altra do...

Sintetica esortazione (qualora il mondo non finisca oggi)

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Se il mondo oggi non finisse, vogliamo prendere questa come l'occasione per cominciare a DIRE NO A CIO' CHE NON CI STA BENE, e a RIPRENDERE IN MANO IL CONTROLLO DELLE NOSTRE VITE (e così indirizzare questo paese nella direzione che noi vogliamo)? Risuoni ovunque il vostro barbarico Yawp sopra i tetti del mondo!!! Minerva comincia a dire NO alla violenza - in primis quella di stato , in tutte le sue forme: questa politica, questa polizia, questa falsa democrazia, questi soprusi, questa schiavizzazione di noi cittadini, questa mancanza totale di possibilità di partecipazione così come di autodifesa da quella violenza stessa (in sostanza questo nuovo feudalesimo); poi alla violenza quotidiana di tutti coloro che si sentono furbi perché replicano sul prossimo quel medesimo meccanismo - e quindi evadono le tasse cercando per di più la tua complicità, cercano di attuare piccoli continui soprusi ai tuoi danni, ti derubano o tirano a fregarti in una guerra tra ...

Figlia (felice) del lato buono della globalizzazione

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Sì, lo so, la globalizzazione è un discorso spinoso, e certamente mi conoscete abbastanza da sapere che non sono assolutamente a favore dei disequilibri nord-sud del mondo che obbligano masse a migrazioni in cerca di migliori soluzioni di vita, così come non sono felice di sapere che i vestiti a cifre ridicole con cui spesso mi copro arrivano dallo sfruttamento di poveracci vessati da scaltri sfruttatori cinesi protetti e avallati da un governo a dire poco criminale, così come infine non sono contenta per nulla che le industrie che fino a poco tempo fa davano lavoro ai cittadini italiani siano state rilocalizzate (= spostate dove il costo della lavoro è più basso e la manodopera privata di diritti e protezioni). Ma io mi sto riferendo ad altro: mi sto riferendo al fatto che la circolazione di informazioni e merci ci ha esposto - volenti o nolenti - alla diversità culturale con più frequenza rispetto a quanto poteva avvenire al tempo dei nostri genitori o dei nostri non...

Beware! They are educated!

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Sto leggendo un libriccino istruttivo, Istinti e istituzioni di Gilles Deleuze, in cui ritrovo la distinzione tra "libertà da" e "libertà di" in relazione al sistema di governo in un passo di Groehuysen. Nel primo caso, il cittadino è lasciato in pace dallo stato , nel secondo è chiamato a parteciparvi per mezzo della democrazia rappresentativa . Ora, il maestro Fabio Chiari (in questo video che ho già postato, ma vi segnalo nuovamente per la sua mirabile sinteticità) ha chiaramente svelato la natura illusoria del concetto di democrazia così come interpretato e promosso da secoli da parte di chi ci governa: Eppure, non tutto è perduto (forse). Se non altro, pur se paralizzati dalle sanguisughe suddette, respiriamo ancora. E, ogni volta che ne abbiamo l'occasione, come singoli e come collettività dimostriamo resilienza - ovvero capacità di reagire raggiungendo risultati eccellenti pur partendo dalle situazioni più avverse. Bene, allora non trov...

Sgomberata la Verdi 15 occupata (ovvero quando lo stato distrugge le prassi positive della società)

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Martedì 30 ottobre la polizia ha fatto irruzione nella residenza universitaria Verdi di Torino, occupata da gennaio scorso dagli studenti dell'Università come protesta contro i tagli al diritto allo studio della Regione Piemonte in seguito ai quali ottomila studenti aventi diritto erano rimasti senza borsa di studio. "La Verdi 15 non è un centro sociale, ma una residenza universitaria autogestita, una comunità in lotta formata da più di sessanta studenti provenienti da tre diversi continenti. [...] Ciò che ci accomuna è la determinazione nel lottare contro chi, nella Torino che Fassino aveva promesso di trasformare in “città dei giovani”, sta smantellando il diritto allo studio lasciando senza un tetto e senza borsa di studio migliaia di studenti meritevoli [...]": così si descrivevano qualche mese fa nel loro sito , gli studenti della Verdi 15 di Torino, dopo essere stati definiti dai giornali una “succursale dell’Askatasuna”, “autonomi antagon...

Vergognamoci per loro: lo facciamo?

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Anni orsono io e il mio migliore amico avevamo avuto la pensata, mai realizzata, di aprire un'associazione di volontari che in forma altruistica e gratuita si vergognavano pubblicamente - come prefiche dell'antica Roma - "per coloro privi del buon gusto di vergognarsi da soli per l'inaudita inaccettabilità sociale e umana delle loro affermazioni o azioni". Che dite, non sarebbe il caso di ripensarci e di realizzarlo, oggi? Chi aderisce lo scriva nei commenti, e indichi per chi vorrebbe vergognarsi e di cosa ;-)