15/06/13

Combattere per il potere è da perdenti - i vincenti non ne hanno bisogno: lo esercitano e basta

Mi sono sempre tenuta lontana dalle lotte e dalle smanie di potere. Quando le vedevo - sul lavoro - provavo sofferenza e vergogna per chi le praticava, per chi sgomitava, per chi cercava di vincere e 'prendere tutto': io piuttosto me ne stavo fuori e osservavo, o davo informazioni agli altri anche contro il mio interesse personale. Dove questo "non trattenere per me" non significava per forza che fossi generosa, caritatevole, ingenua - piuttosto ho sempre oscillato tra l'idea karmica del bene che ti viene restituito dopo un giro lungo e il bieco menefreghismo per cui so che alla fine il sistema è omeostatico indipendentemente dalle mie azioni - ergo Ei Ja Nai Ka! (ええじゃないか).

Lo stesso quando mi trovo in situazione d'amante, perché anche qui, di fatto, se uno mi prende in quel ruolo già lo vedo come un poveretto cui mi sto concedendo nella speranza d'una sua evoluzione mentale ed emotiva, e quindi l'ipotesi di competizione con un'altra donna - che guarda caso è sempre brutta dentro e fuori, mediocre, di cuore misero da far raccapriccio - per quel modesto trofeo mi fa parimenti cadere le braccia. La mia lotta, in questo caso come in qualsiasi altro, è piuttosto per far aprire gli occhi ai miei interlocutori, ed è il fallire in questo che mi fa molto male.

Oggi ripenso all'affermazione di un mio amato ex fidanzato (che probabilmente è la persona più acuta con cui ho avuto la fortuna di entrare in contatto nella vita) a commento di questo mio atteggiamento: "combattere per il potere è da perdenti - i vincenti non ne hanno bisogno: lo esercitano e basta".
Ovvero ciò che io sono, e continuo ad essere, è la dimostrazione che tanti altri (che pur ancora respirano) hanno già perso. E per quanto non ami il pensiero di lasciar indietro nessuno, non posso continuare a trainare un carro con gli occupanti che mi chiedono di farlo mentre lo tengono frenato.

13 commenti:

Gio ha detto...

C'e' chi non condivide neppure le proprie idee - e costoro sono in perenne contraddizione, ansia, e non conoscono che insoddisfazione ed insicurezza.

Sono contento di ritrovarti cosi'.

Gio

Minerva ha detto...

Già, hai pienamente ragione!

[oggi sono esplosa e ho scritto un tot di post per tirar fuori tutti i sassolini...]

Gio ha detto...

Li ho letti tutti, e mi sono convinto una volta di piu' di una verita' semplice a tal punto che ce ne dimentichiamo.

In aggiunta agli alti prodotti del pensiero e dei sentimenti, ovvero le speculazioni profonde e l'intimita' invisibile ad altri se non ai membri della coppia, e' delle reciproche 'ovvieta'' che ci si deve sincerare, che' a queste si affida o spetta il compito di 'fondamenta', invisibili, di ogni rapporto.

Io non dubito mai abbastanza delle mie ovvieta' - nel senso che mi convinco, o mi sono convinto, con colpevole superficialita' che fossero condivise.

E davvero parlo di quegli elementi etici che tu hai elencato, esplodendo appunto, stamattina.

Ti abbraccio

Gio

Minerva ha detto...

Mi conosci abbastanza da sapere che - per come sono fatta - mi sta dando molta rabbia non la mancanza di condivisione di quelle ovvietà o di un rapporto sentimentale che le contempli, ma proprio il pensiero in generale che vi sia in giro chi so che vi sputa sopra privatamente e poi parli a livello pubblico di valori, nuovi modelli sociali e altrettante proposte politiche. Sono l'incoerenza e l'ipocrisia gli elementi per i quali ho bassa tolleranza e che mi fanno saltare i nervi.

Dovrei assumere un atteggiamento più buddhista e pacificato - del tipo "qualsiasi azione io compia e parola io dica, il cambiamento che voglio provocare non lo vedrò in tempi brevi, o forse non lo vedrò mai. Perciò fai le cose per te stessa indipendentemente dall'esito e dalla risposta dei poveretti che ti circondano".
Ci sto lavorando :-D

guido ha detto...

brava

Blackswan ha detto...

Io sono il re dei perdenti e ne sono felice : il potere,tutte le volte che ne ho l'occasione,nemmeno lo esercito.Me ne libero subito. Ed è bello essere liberi (e superperdenti):)

Minerva ha detto...

@Guido: grazie :)

@Blackswan: ergo - per come la vedo io - sei il re dei vincenti ;-)

Cri ha detto...

Ma che bei pensieri da leggere di sabato mattina :)
Guarda caso, è esattamente il percorso che sto facendo io... Non "tentando di fare", proprio "facendo". Perché il momento in cui questa consapevolezza ti penetra nella pelle e ti scende nell'anima è un momento di non ritorno: è la scintilla che mette in moto il circuito in cui la volontà coincide con una naturale necessità,autentica, spontanea e irrevocabile. :)

Minerva ha detto...

Parole sante, Cri! Sai che l'altro giorno ho proprio scritto lo stesso? Ovvero che "tentare di fare", "tentare di riuscire" non indica convinzione, necessità, volontà, urgenza, irrevocabilità. E che se si comincia così, s'è già destinati a fallire. Non si è né carne né pesce, si continua solo a ragionare mediocremente nei termini di 'salvare il salvabile', quando proprio sarebbe necessario andare oltre!

Gio ha detto...

Ti allontanano perche' sei uno specchio lucidissimo, e li obblighi a scoprirsi per come sono.

E dire che potrebbero ritrovarsi meravigliosi nei tuoi occhi.

Gio

Minerva ha detto...

Eh, Giò, il problema è che per scoprirsi meravigliosi dovrebbero fare lo sforzo di guardarsi dentro onestamente e volersi impegnare a mettere insieme tutti i loro pezzi - e non è detto che ne abbiano la forza o la volontà. Peccato perché sì: credo anche io che sarebbero meravigliosi (ma magari è una mia distorsione perché tendo sempre a voler vedere le persone migliori di ciò che sono, oppure perché sarebbero meravigliosi secondo me, ma magari ai loro occhi essi si vedrebbero orribili alla fine di questo pur faticoso processo... chissà!).

Minerva ha detto...

Il commento di Marco "Tu hai diritto di essere ciò che hai il potere di essere" è benzina sul fuoco.

Luca Massaro ha detto...

Ben ritrovata. Sono contento di rileggerti e sentirti così carica.
Buona continuazione.