31/10/11

Minerva Steampunk Halloween

"Lost In Her Steam Punk World"Tra le varie passioni recenti di Minerva vi è lo steampunk - 'recente' si fa per dire dal momento che lei quell'immaginario lo ama da sempre, prima ancora di sapere che vi fosse un nome specifico a definirlo.
Lo steampunk sembra racchiudere tutto ciò che la incanta - l'immaginazione, l'arte, la scienza, i viaggi, le scoperte, l'educazione - nonché quell'abbigliamento un po' d'altri tempi ch'ella indossa anche nella vita quotidiana, suscitando la perplessità degli astanti dei quali se ne infischia serenamente dall'alto della sua prepotente arroganza ;-)

In particolare, una delle ossessioni dello steampunk è anche l'ossessione di Minerva: il tempo (tic tac tic tac). Lo scorrere di questo segna possibili scelte compiute e altre che non si sono mai realizzate - e lo steampunk è anche il futuro immaginato nel passato che mai s'è compiuto (ricordate Metropolis di Fritz Lang?).
Parimenti, l'attitudine fantascientifica e il gusto per cercare soluzioni tecnologiche e meccaniche - con sprazzi di vera genialità nell'immaginazione - si palesa nel frequente ricorso a rendere visibili, negli oggetti d'uso o negli accessori di coloro che seguono tale sottocultura, meccanismi e ingranaggi, spesso di dimensioni ridotte nella loro pur estrema complessità.

Gli orologi, quindi, sono la sintesi eccellente delle due istanze e il tempo rappresentato per mezzo di quelli è l'emblema che Minerva s'è scelta per Halloween e per il proprio personaggio: una dama vittoriana di fine '800, con indosso vestito nero, pizzi vari e le creazioni di una sua amica che reinterpreta in pezzi unici gli ingranaggi di sveglie e orologi che la gente non usa più. Per ricordare a se stessa e a chiunque che il tempo è il nostro bene più prezioso!
Buon divertimento a voi! :-)



28/10/11

Cosa cancelleresti di te?

Leggo su una rivista online che l’edizione sudafricana di Marie Claire - e qui ci sarebbe già parecchio da dire rispetto all'ipocrisia di una rivista per donne che fino a ieri promuoveva ideali estetici impossibili e oggi compie una svolta verso l'etica e la realtà concreta del suo target, ma stavolta evito (tanto già sapete) - ha commissionato a un’agenzia pubblicitaria una campagna affinché i lettori accettino il corpo che hanno, smettendo di preoccuparsi delle apparenze e domandando: “Se ti liberassi di ciò che odi del tuo corpo, cosa rimarrebbe?”.
Appunto, di cosa ti libereresti e cosa rimarrebbe?

[Ecco, Minerva se ne va felice e serena al FemBlog Camp, dove di sicuro si parlerà anche di questo e di come liberarci degli stereotipi che ancora affliggono le donne nella loro percezione di sé, e parimenti incatenano i soggetti umani (uomini, donne, e qualsiasi altro genere ci sentiamo d'essere) in ruoli che sono prigioni e gabbie che ci soffocano e poi uccidono. E porta con sé ipercalorici biscotti al cocco e una buona torta di mele da condividere con le altre partecipanti ;-) ]


26/10/11

Trasparenze materiche

Buongiorno!

No, non avete sbagliato… è il blog di Minerva, sì… ma oggi ospita me, Ginevra.
Ogni tanto farò capolino in questa meravigliosa casa, dove l’entusiasmo contagioso e le splendide suggestioni di Minerva ci sollecitano a riflettere su noi stessi e sul mondo, ad imparare, a chiacchierare amabilmente, a sorridere ed a ridere di cuore, ad aprire i nostri occhi su direzioni sconosciute e su percorsi inconsueti.

Il racconto di oggi è anch’esso figlio di una delle nostre chiacchierate: ESSE e DI, personaggi narranti la loro storia, caratterizzata da traversie dolorose alla fine delle quali il mondo è da loro percepito con tratti, linee e colori originali.


ESSE e DI, i miei occhi, SINISTRO E DESTRO.
















Ohmamma, ESSE… ha preso il kajal! Ogni volta, ci riduce come se avessimo fatto un incontro di boxe!!!
Senti, DI, a lei piace e basta!
ESSE, hai visto che colori cangianti e diafani ha il mare, oggi?
Sì, meravigliosi, DI!

DI, c’è qualcosa che non va; hai anche tu una cosa strana, nera, di lato?
No, non c’è niente, ESSE, il campo è libero e focalizzo come sempre.
Hai sentito, DI? Niente di grave, per fortuna!

Soffoco, soffoco, DI, mi manca l’aria!
Stai calmo, ESSE, calmo!!! Lo so, stare al buio è paralizzante.
Ma devo lasciare la luce, DI, hai sentito? Per sempre! Per sempre.
Ti voglio bene, tanto, ESSE.

DI, DI, DI, ma come caspita fai??? Come si fa a stare al buio??? Non ci riesco!
Immagina il mare, ESSE, così faccio io. Così faccio io.

Una distesa d’acqua azzurra grande quanto un anno di vita.

GI, ferma, ferma! E’ il decoro del piatto…
Ahahahahah! E dimmelo, U! Ecco perché ‘sta lasagna non veniva mai su!

Porca miseria, signora! E’ rimasta una grossa bolla di silicone, la vede?
Sì, dottore, la vedo; e le dirò che, quando piego la testa, per leggere per esempio, da lì si scatenano piroette di bollicine ancora più piccole, come i giochi di fuoco! Beh, c’è chi lo ha nelle tette, io nell’occhio! Ehhh, sono sempre stata un tipo strano!

Scusi signora, di che colore sono quelle scarpe? Sa, non ci vedo benissimo.
Rosa, signora, il rosa che si usa tanto!
DI le vedeva nere!

DI vede il mondo a modo suo: tutto storto, senza profondità, tridimensionalità, colori immaginari, solidi dissolti in volumi acquosi, spazi frastagliati e privi di confini; metti l’acqua fuori dal bicchiere, afferri l’aria anziché gli oggetti che vuoi prendere, qualche centimetro più in avanti o indietro, non percepisci se c’è un avvallamento sul tuo cammino, pericoloso, puoi cadere.

E’ un mondo rivisitato; DI, diversamente abile: no, DI abile a modo suo, uno dei tanti modi possibili. Basta seguirlo con pazienza, apprendere nuove coordinate, essere malleabili ed aperti ai mutamenti dell’esistenza, amare i cambiamenti, il dolore che essi ci provocano, diventarne alleati, coccolarli,
DI mi fa vivere e godere la vita, camminare, viaggiare, vedere.
Ti amo, DI.



22/10/11

Revelations, Bill Hicks

La mia giornata è cominciata con la rinnovata visione dell'opera omnia di Bill Hicks - in cui attraversi tutti i possibili stati emotivi e ridi fino alle lacrime, provi eccitazione e voglia di fare l'amore con l'umanità, ti indigni sin nel midollo delle ossa e pensi solo a come incanalare la rabbia in qualcosa di utile e produttivo.
Fatevi del bene anche voi, questo weekend: ritagliatevi un paio d'ore per vedere con attenzione questo spettacolo.



18/10/11

Microstorie illustrate (inclusa, in fondo, la mia)

"Credo che ci sia davvero qualcosa di magico nella realtà
e nella quotidianità di tutti i giorni
che vale la pena non distrarsi
e allenare la sensibilità per cercare di percepirlo."
[Riccardo Guasco, fumettista, illustratore e pittore]


Andrea Maggiolo cura da tempo un progetto, dal nome Micronarrativa, nel quale racconta vite di singoli personaggi nell'arco delle 140 battute concesse su twitter. Riccardo Guasco - già disegnatore della serie 106 | Barrì Gotic - ne rimane incantato e prova a illustrarle.
Questo il primo risultato: semplice, profondo e per me decisamente ispirante - ché mi fa venire voglia di aprire gli occhi, ascoltare e lasciarmi sedurre dalle persone e dalla vita (*).



(*) E no, Minerva non è un'allegra superficialotta che non ha ben presente la situazione politica, sociale ed economica in corso - anzi, ne fa ben le spese! Però di contro a chi urla, parla dei limiti della non-violenza, inneggia a rivoluzioni di piazza ecc., lei è giunta alla convinzione che, in questo momento, fare la propria parte - che nel suo caso significa stare bene pur nella propria (apparente) miseria, trovare i modi per essere pacificati, indipendenti, sereni, non supini alla propaganda, alla depressione e a modelli fasulli di felicità personale basati sull'acquisto compulsivo dettato dal mercato - può già essere 'rivoluzionario'. Ed è questo che, ancora una volta, lei promuove qui e nel sistema di persone-in-relazione di cui fa parte - agendo come se il mondo futuro che lei vorrebbe fosse già qui e ora, e lasciandosi ispirare dalla bellezza, dall'umanità e dalla libertà ;-)


17/10/11

FemBlog Camp 2011, Torino 28|29|30 ottobre @ Askatasuna

A Torino, presso l'Askatasuna, il 28/29/30 ottobre il Laboratorio Sguardi Sui Generis organizza il Feminist Blog Camp, un meeting interamente gratuito in cui si farà il punto sulla presenza delle donne e della lotta femminista in rete, e si discuteranno possibilità e strategie per liberare dagli stereotipi sul femminile (come anche sul maschile) la società in cui viviamo attraverso i nostri blog.

Nel contesto delle giornate saranno parimenti organizzati workshop di scrittura, montaggio video, e web radio. Vi invito, qualora foste interessati, a leggere voi stessi la griglia e gli itinerari tematici.
La sottoscritta vi parteciperà, per via della consueta curiosità che la caratterizza e dell'amore per la conversazione e il confronto, e tanto le farebbe piacere incontrare in tale contesto amiche blogger, specie quelle che con lei già sono attive a livello politico e culturale.

Qui trovate le informazioni logistiche. Per iscriversi è necessario compilare e inviare la SCHEDA DI PARTECIPAZIONE agli indirizzi che trovate cliccando appunto quest'ultimo link.


16/10/11

Danzare un’altra danza

Trovato in rete stamane, risuona con i miei pensieri - già desumibili dai commenti che ho disseminato in giro tra ieri e oggi, dopo gli eventi di ieri.

"Se non posso danzare, non è la mia rivoluzione" (Emma Goldman) - e io danzo ebbra al mio passo, alla musica e alle parole che amo.
E poi vediamo, magari i pazzi di cui mi circondo daranno luogo a una fantastica, inaudita, inedita jam session ;-)

[questa musica, come sfondo, per pensare meglio e con le giuste energie e la giusta passionalità: ché no, non penso neanche lontanamente ad arrendermi!]



Danzare un’altra danza

breve riflessione in forma di sentenze sui fatti del 15 ottobre e sui giorni a venire:

- i nostri nemici non sono i poliziotti
- i poliziotti sono servi
- gli infiltrati esistono
- la strategia della tensione esiste
- esistono persone che hanno modalità di lotta così lontane dalle nostre da apparirci antitetiche
- spesso lo sono, antitetiche
- i nemici sono i padroni dei poliziotti
- i nemici sono i padroni
- i media e i mezzi di comunicazione ci sono ostili
- ci è necessario comunicare
- un nostro obiettivo è quello di creare obiettori di coscienza fra i servi del nemico
- i media sono servi del nemico
- la forma del corteo non è più praticabile
- i funerali vanno in corteo
- i carnevali morti e omologati vanno in corteo
- il carnevale è vita e va ovunque
- un movimento vivo è carnevalesco e va ovunque
- il carnevale rovescia il potere
- il carnevale ha durata limitata nel tempo
- gli spazi si difendono manu militari
- il potere ci impone spazio e tempo
- sfuggire ai confini spaziali, essere ovunque, come il carnevale
- trasformare il tempo, rifondarlo
- ogni azione carnevalesca è una festa
- ogni azione funeraria è una cerimonia
- il funerale è ordinato
- il carnevale è anarchico, sincero e mascherato
- il carnevale è identità collettiva
- il carnevale è liberazione personale
- il carnevale è un tempo altro che rinnova i luoghi
- il funerale è un percorso chiuso (casa-chiesa-cimitero-casa) in un tempo circoscritto (veglia, rosario, messa, corteo, pianto)
- il carnevale è contagioso
- il funerale è omologante
- la veglia non può protrarsi oltre i limiti di decomposizione del cadavere
- il ricordo autentico di un defunto rinnova la vita
- se il cavallo ti sgroppa lesto rimontaci in sella
- se una cosa non funziona falla diversa la volta dopo
- se una cosa funziona falla diversa al giro dopo
- pietà e carità
- essere spietatamente sinceri
- pensare da sé, pensare con gli altri
- diffidare delle locuzioni che suonano bene
- suonare quel che ci piace
- suonare quello che a noi dice
- e poi danzare.


13/10/11

Riprendiamoci le parole, e custodiamole! Un progetto che può anche essere politico.

Una delle ragioni per la quali Minerva è esasperata dai politici attualmente al potere è che l'immaginario mediocre, deprimente, disumano e patetico cui ci hanno sottoposto e che continuano a tirare a inculcarci come modello di felicità, benessere e successo (ma per favore!), si nutre di parole che costoro ci hanno rubato e delle quali fanno un uso perverso - ben distante dal loro significato originario. Ma "le parole sono importanti", perché è attraverso queste che diamo forma ai concetti e alle nostre esperienze - ben consapevole ne è chi abitualmente traduce tra lingue differenti, dove in una hai bisogno di fare un 'giro di parole' (perifrasi) per esprimere quel concetto che in un'altra lingua è riassunto in un singolo termine.

In un post molto agguerrito di alcuni mesi fa esprimevo proprio il mio rifiuto, disgusto e disprezzo per questo processo. Come già scrivevo allora, la parola 'libertà' in bocca a chi pretende di regolamentare questioni così private che investono la medesima gestione personale del nostro corpo fosse un evidente paradosso (nonché un abominio), così come il termine 'amante' – potenzialmente ricchissimo di connotazioni di dono d’amore appassionato (e gratuito) – è ora decaduto a designare persone che vivono ruoli sgradevoli in relazioni fasulle.

Benissimo: abbiamo ora la possibilità di partecipare a un progetto collettivo per riprenderci le parole, custodirle e difenderle. La Società Dante Alighieri, che sostiene la diffusione della lingua italiana e lo fa anche attraverso i dizionari più autorevoli in Italia, lancia il progetto "Adotta una parola", con il quale chiunque può candidarsi (volontariamente ma anche senza alcuna spesa: il progetto è interamente gratuito) a divenire custode per un anno di una parola a sua scelta della lingua italiana - impegnandosi a diffonderne il significato corretto, partecipare alle discussioni che la riguardano, segnalare alla società in oggetto gli usi errati (o perversi!) della medesima.

"La rivoluzione comincia a casa", scrivevano gli Hüsker Dü. Perfetto: possiamo essere profondamente rivoluzionari e cominciare a cambiare le cose anche solo coi nostri computer e le nostre connessioni internet. E, ciliegina sulla torta, lo facciamo all'interno del 'sistema', con i suoi stessi strumenti (date un'occhiata ai credits della società...).
Non vi sentite già dei brillanti bombaroli dotati delle armi migliori - ovvero la scrittura, l'intelligenza e un po' di strategia? ;-)


Biscotti al cocco


Adoro il cocco, per me è uno dei sapori fondamentali dell'estate! E naturalmente, nel cercare di prolungarla quanto più possibile, ieri ho preparato dei biscotti - mentre ero in casa a scrivere - proprio con quella farina. Sono venuti deliziosi - e giusto per non perdere alcuna occasione di piacere ho pensato bene di condividerli in buona compagnia (ahem... yes!) e accompagnarli con un fresco Passito di Pantelleria.
Eccovi la ricetta, sono davvero facilissimi da fare, vi assicuro! ;-)


Biscotti al cocco

Per realizzare 40/50 biscotti:

150 gr. di farina di riso (io uso questa, ma potete anche usare quella normale)
150 gr. di farina di cocco
70 gr. di burro
3 cucchiai di zucchero a velo
un uovo
qualche goccia di essenza di rum
latte q.b. per spennellare

Mescolate le due farine e lo zucchero. Aggiungete il burro tagliato a pezzetti e ammorbidito, quindi l'uovo - sbattuto in precedenza con una frusta. Aggiungete infine qualche goccia di essenza di rum.
Lavorate con le mani il composto finché non è ben amalgamato, quindi fatene una palla, avviluppatelo in pellicola trasparente e riponetelo mezz'ora in frigo.
Trascorso tale tempo, tiratelo fuori dal frigo, distendetelo a 4/5 mm di spessore sul piano di cucina con un matarello, quindi ricavatene dei biscotti della forma che desiderate (io ritaglio i biscotti con il bordo dei bicchieri da liquore, come faceva mia nonna, ma si sa: sono una un po' retrò).
Adagiate i biscotti sulla teglia rivestita di carta da forno, spennellate di latte e lasciatevi cadere un po' di decorativa farina di cocco.
Infornate per 25min a 150°, quindi - a cottura ultimata - aspettate che si raffreddino per mangiarli (vedrete che si solidificheranno ulteriormente, ma rimarranno gradevolmente friabili quando li gusterete).


12/10/11

Voce, lingue straniere, abilità performative: io mi perdo...

Avendo ultimamente amici che lavorano in radio, nonché essendomi imbattuta di recente in un giovine dalla voce di Nick Cave - che credo sia la più bella che abbia mai sentito nella vita - una volta di più mi sono chiesta quale sia il ruolo della stessa nel desiderio e nell'eccitazione sessuale. Perché ormai è pacifico che la voce calda con accetto romano mi fa impazzire - è quanto di più sexy io possa immaginare - ma anche il sentire voci straniere, ancorché eventualmente impostate, può rappresentare per me fonte di indubbia eccitazione. Insomma, sono un po' come Jamie Lee Curtis in questa scena:



E per voi, tra voce e desiderio c'è un nesso? Quali voci vi attraggono, quali vi respingono?

11/10/11

Eroticismi - non è solo sesso, non è propriamente amore

Alessandra Racca è una performer e poetessa che ha scritto una poesia di raro incanto sui rapporti uomo-donna, i ruoli reciproci rispetto al sesso, e l'intrusione - nel rapporto fisico - di un po' d'amore. In pratica, ha definito l'eros in versi.

Riporto qui il testo in questione - un dialogo in cui in rosso minuscolo sono le parole della donna, in nero maiuscolo quelle dell'uomo. Godetevela con calma, che è un vero piacere :-)




EROTICISMI

Posso guardare il tuo…?
POSSO GUARDARE LA TUA…?
POSSO?
Puoi?
Come funziona il tuo…?
COME FUNZIONA LA TUA…?
Ma se ci dobbiamo chiedere
come funziona
allora forse non è amore vero
se fosse amore vero
non ci dovremmo chiedere nulla l’uno
dell’altra, né l’altra
dell’uno
NON SO
MA QUASI SICURAMENTE È SESSO
Allora facciamo il sesso
MA SENZA AMORE
Ok
Allora mi spieghi come funziona il tuo…?
ALLORA MI SPIEGHI COME FUNZIONA LA TUA…?

BELLO
Sì.


Sì, SÌ, Sì
Senti…
SII?
Mi scappa un po’ d’amore…
…MA IL SESSO SENZA AMORE?
Ma a me mi scappa un po’ d’amore!
RESISTI. AL PRIMO AUTOGRILL MI FERMO
Ma a me mi scappa…
MA AVEVAMO DECISO SESSO SENZA AMORE!
Ma però…
NON SI DICE “MA PERÒ”
E POI DECIDITI
NON PUOI TENERE UN PIEDE
IN DUE SCARPE:
O SESSO
O AMORE.
Eros.
LO VUOI FARE CON IL CANTANTE?
Ma no!
LO VUOI FARE CON IL DIO GRECO?
No.
Era greco o latino?
Comunque non mi piacciono i vecchi.
E ALLORA COSA VUOI FARE?
Eros.
E CHE ROBA È?
È un sesso che non importa
se c’è amore
o non c’è.
MA È UN SESSO? SIAMO SICURI?
Sì sì
E COME SI FA STO’ EROS?
Che facciamo gli eroticismi
E TU LI SAI FARE?
No, non si sanno prima
si sperimentano.
E IO POSSO SPERIMENTARLI?
Non puoi fare gli eroticismi senza
sperimentarli.
E LA GENTE LI FA?

LA GENTE NORMALE?
Li fanno in molti
MA MOLTI SFIGATI O MOLTI OK?
Molti strafighi
ALLORA OK
Allora se mi scappa l’amore
tu non ti devi preoccupare
NO… SE FACCIAMO GLI EROTICISMI…
…se poi ti dovesse scappare anche a te
l’amore, dico
se poi ti dovesse scappare
non ti preoccupare
…TANTO FACCIAMO GLI EROTICISMI…
…infatti….
…IN EFFETTI, ORA CHE MI CI FAI PENSARE
PRIMA MI SCAPPAVA ANCHE A ME
L’AMORE
Se ti scappa
fallo scappare
OK, SE CI TIENI…
PERÒ NON SPEGNERE LA LUCE

08/10/11

E se le pin-ups fossero uomini? :-D

Rion Sabean è un fotografo americano il cui attuale work-in-progress dal titolo 'Men-Ups' consiste nel ritrarre giovani uomini nelle pose e nelle ambientazioni tipiche delle pin-up (in particolare, sembrerebbe riferirsi a Gil Elvgren). Il progetto si inserisce pienamente nel suo orizzonte di ricerca che da un lato esplora la società, concentrandosi su genere e sessualità con l'obiettivo di portare alla luce sistemi di controllo sociale sull'essere umano anche quando questo non ne è consapevole, dall'altra guarda alla propria esperienza personale condivisa con gli altri, nella volontà di esplorarne la dimensione emotiva anche quando questa non è visibile agli occhi altrui.

Nel guardare le immagini sinora prodotte da Sabean, la prima reazione è stata un'autoironica risata di cuore!
Ma poi - osservandole meglio - mi sono resa conto che questi uomini ammiccanti in posture alla fine innaturali, tanto quanto interpretate da donne quanto da uomini, in questo caso mi allontanavano dal desiderio nei loro confonti, e me li facevano percepire più come teneri compagni di gioco, privandoli completamente, anche se bei ragazzi, di qualsiasi attrattiva sessuale; e - si noti - io non amo l'uomo macho, virile e rude di converso, pertanto non è una loro potenziale 'effemminatezza' che me li distanzia.

Voi che ne pensate, che effetto vi fanno (uomini o donne che voi siate)?


 
 
 
 
 
 

Sterntaler, un murale per esaudire i desideri :-)


Sterntaler è un'opera murale di NeSpoon - artista polacca che che lo considera il più importante e più personale tra i suoi lavori, nonché il suo autoritratto.
L'opera si ispira all'omonima favola tedesca dei fratelli Grimm che ha per protagonista una giovane orfanella premiata per la sua bontà da una pioggia di stelle che si trasformano in monete d’argento (talleri).

“Questo murale ha il potere di esaudire i desideri. Chi si trova vicino a lui, può esprimere il desiderio. Se lui/lei davvero lo vogliono, il sogno si avvera”, dice l'artista.
Se quindi andate a Grottaglie, dov'esso è stato realizzato nel contesto del Fame Festival 2011, non dimenticate di passarvi accanto desiderando intensamente ciò che più avete nel cuore :-)

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05/10/11

Norma ammazzablog, come invalidarla? Facendo casino :-)

 

Ispirandomi all'analogo post di Metilparaben sulle potenziali conseguenze del comma 29 dell'articolo 1 del DDL di riforma delle intercettazioni - sinteticamente definito comma "ammazzablog" - qualora dovesse entrare in vigore così com'è, tiro in causa alcuni amici blogger e ve ne offro esempio costruendo questo post piano piano, man mano che le persone citate mi faranno notare ciò che non va in quello che ho scritto. Buona rettifica a tutti.
Aggiornamento del 5/10/2011. La norma "ammazzablog" non è passata, limitatamente alla realtà dei blog. Rimane in essere, se appunto verrà approvata definitivamente dal parlamento, per le testate giornalistiche. Ergo, le questioni della mancanza di libertà di stampa e della censura rimangono purtroppo ancora attuali :-(

Alberto Cane è giornalista, vive tra Milano e la Liguria e organizza iniziative dedicate alla letteratura e alla cultura dei luoghi che ama; Alessandra Bacci è una talentuosa laureanda, cura blog e siti internet, è appassionata di fotografia; Marco Goi è critico musicale e cinematografico, abita in Piemonte, e cura il sito Pensieri Cannibali; Ganfione è un impiegato, appassionato di musica jazz e ha come simbolo del proprio blog una coccinella; Enrico Sull'Amaca è anch'egli critico musicale, profondamente non violento e pacifista; Vincenza è una femminista militante, cura Marginalia e Zapruder, e organizza eventi e iniziative su questioni di genere e colonialismo; Inneres Auge è uno studente di scienze biologiche, nei suoi blog scrive racconti, e di frequente solleva critiche in merito alla gestione del post-terremoto in Abruzzo; Sassicaia Molotov è un livornese che odia di cuore i pisani, lavora nel mondo dello spettacolo ed è libertario; Aria scrive poesie, ha un blog con ricercate immagini oniriche e fantasy, ed è una bellissima donna dai capelli rossi; Marisa è toscana, fa parte della banda dei Ladri di bellezza, ed è cantante d'opera; Petrolio-muso ha e collabora a innumerevoli blog, è grafico pubblicitario, ed è attiva nella realizzazione di progetti ed eventi cosiddetti 'di comunità'; Ginevra Vitali è anche parte della banda dei Ladri di bellezza, nonché mia amica e collega d'una competenza nell'uso della lingua italiana che io me la sogno".

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ganfione mi chiede di pubblicare la seguente rettifica. Io ottempero, entro 48 ore dalla richiesta, con le stesse caratteristiche grafiche, la stessa metodologia di accesso al sito e la stessa visibilità della notizia:

gent.ma signora jones,

il giorno 5 ottobre u.s. lei ha pubblicato nel suo blog notizie sul mio conto che io ritengo inesatte e a tratti lesive della mia dignità. le chiedo pertanto di rettificare quanto da lei pubblicato, ai sensi delle leggi vigenti ed entro 48 ore dal suono del fischietto in cui sto per soffiare, trois, deux, un...

innanzitutto, lei ha usato la maiuscola nel riportare il mio nome, laddove chiunque sa che io scrivo appositamente solo in minuscolo: il fatto di aver apportato questa correzione mi dà implicitamente dell'ignorante; l'avermi descritto come "impiegato" sottintende poi, in maniera nemmeno troppo velata, la volontà di associare la mia figura a quella di fantozzi, da cui differisco per almeno una ventina di kg. infine, confinare le mie conoscenze della musica all'ambito del jazz fa di me un soggetto da cena dei cretini, e mi fermo qui per decenza.

la prego di voler pubblicare queste mie precisazioni, a meno di non voler incorrere nella sanzione pecuniaria prevista per la mancata rettifica, ovvero di non avere due-tremila euro da versare direttamente nel mio conto corrente di cui le fornirò a parte l'IBAN e con ciò amici come prima.

cordialmente (?)

ganfione

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Marco Goi mi chiede di pubblicare la seguente rettifica. Io ottempero, entro 48 ore dalla richiesta, con le stesse caratteristiche grafiche, la stessa metodologia di accesso al sito e la stessa visibilità della notizia:

Cara (e cara si fa per essere gentili) Minerva (e che razza di nome è, tra l'altro?),
le chiedo, anzi le ordino, di rettificare le sue dichiarazioni lesive della mia identità pubblica, privata, personale e impersonale!
Critico innanzitutto il fatto di essere considerato un critico. Il termine "critico" ha infatti comunemente un'accezione negativa nella nostra amata Società di cui tutti noi facciamo parte.
Musicale e cinematografico poi dice, ma ha dimenticato pure televisivo, visto che mi occupo anche di serie tv; la completezza d'informazione cos'è? Un optional per lei come per me quello della mia auto superaccessoriata da 250.000 euri?
Le sue affermazioni deliranti vanno avanti dicendo che abito in Piemonte, ma dovrebbe specificare che è la seconda regione della Repubblica della Padania, naturalmente dopo la Santissima Lombardia. Invito gli amici veneti a chiedermi un'eventuale rettifica nel caso non siano d'accordo.
Ultimo, ma più importante, lei sostiene che io "curi" il sito Pensieri Cannibali. Quindi sta dicendo che io sono il dottore e il sito è malato? Sta quindi diffondendo notizie sullo stato di salute di un mio paziente? Ma questo è vergognoso. Questo è davvero davvero vergognoso.

Marco "scandalizzato" Goi

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Aria mi chiede di pubblicare la seguente rettifica. Io ottempero, entro 48 ore dalla richiesta, con le stesse caratteristiche grafiche, la stessa metodologia di accesso al sito e la stessa visibilità della notizia:

Gentilissima ma imprecisa signora Minerva,
Le chiedo  di rettificare le notizie che mi riguardano appena apparse sul suo blog, io non scrivo poesie ma pensierini con gli accapo che sparpaglio nel mio blog alla rinfusa, sperando che si confondano con i veri versi dei veri poeti che pubblico e cito con rigoroso puntiglio nel mio blog. Tutto il resto invece va benissimo e guai a Lei o a chiunque altro rettifichi, soprattutto nessuno si azzardi a contestare il "bellissima donna", nel qual caso scatterebbe fulminea una denuncia per la controrettifica.

Aria

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Enrico Sull'Amaca mi chiede di pubblicare la seguente rettifica. Io ottempero, entro 48 ore dalla richiesta, con le stesse caratteristiche grafiche, la stessa metodologia di accesso al sito e la stessa visibilità della notizia:

Gentile Signorina Minerva Jones,

le chiedo di porre mano al suo post nella parte che mi riguarda:
"Enrico Sull'Amaca è anch'egli critico musicale, profondamente non
violento e pacifista".

Sono profondamente non violento e pacifista però non sono un critico
musicale, lei è stata così carina di darmi questo titolo però le devo
far notare resto un semplice appassionato di musica, questo si, da
molti anni e ogni tanto scrivo e intervisto.

Spero che lei possa fare una modifica al testo del suo post ed
esaudire la mia richiesta.

Grazie e saluti.

Enrico

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Ginevra Vitali mi chiede di pubblicare la seguente rettifica. Io ottempero, entro 48 ore dalla richiesta, con le stesse caratteristiche grafiche, la stessa metodologia di accesso al sito e la stessa visibilità della notizia:

Leggo con enorme disappunto ed irritazione notizie riguardanti la mia persona, da Lei diffuse arbitrariamente e senza mio consenso; in primo luogo, non solo non sono Sua collega ma, men che meno, amica! Dio mi guardi.... In secondo, mi domando come Lei possa mai giudicare la mia competenza nell'uso della lingua italiana, ma fosse anche su come cucino l'uovo fritto, non intercorrendo tra di noi rapporti di alcun genere. Per quanto concerne, poi, quell'orrido ed inutile blog, come il Suo del resto, chiamato "Ladri di Bellezza", confermo di averne fatto parte ma solo per un breve periodo, conclusosi a luglio scorso.
La prego, pertanto, di  voler rettificare queste erronee informazioni, ai sensi del comma 29, dell'articolo 1 del DDL di riforma delle intercettazioni.
In attesa di riscontro, Le porgo incordiali saluti.

Ginevra Vitali

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Muso-Petrolio mi chiede di pubblicare la seguente rettifica. Io ottempero, entro 48 ore dalla richiesta, con le stesse caratteristiche grafiche, la stessa metodologia di accesso al sito e la stessa visibilità della notizia:

Muso-Petrolio Illustratrice e Copywriter nel suo studio Eidolon lancia il suo sguardo curioso su tutte le arti soprattutto quella Grafica. Appassionata di Fotografia, Cinema, Teatro, Politica, Satira, Poesia cura il suo blog, Premio Petrolio (http://premiopetrolio.blogspot.com/), nel quale s'insinua ad analizzare e sintetizzare i vari vasti ambiti.

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Alberto Cane mi chiede di pubblicare la seguente rettifica. Io ottempero, entro 48 ore dalla richiesta, con le stesse caratteristiche grafiche, la stessa metodologia di accesso al sito e la stessa visibilità della notizia:

Prego la signora Minerva di rettificare. In caso contrario chiedo i danni. Non sono mai stato un pennivendolo e in quanto a muovermi mi muovo sì, ma tra Pechino e Berlino. Non sono mai stato né a Milano né in Liguria.

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Inneres Auge mi chiede di pubblicare la seguente rettifica. Io ottempero, entro 48 ore dalla richiesta, con le stesse caratteristiche grafiche, la stessa metodologia di accesso al sito e la stessa visibilità della notizia:


Signora Jones (a proposito, parente di Indiana?), sono rimasto stupefatto dalla banalità delle parole che lei ha usato per descrivere la mia persona. Dire che io sono uno studente è alquanto riduttivo e lesivo del mio carisma oltre che una mancanza di rispetto verso ciò che rappresento per l'umanità intera. Io sono un tuttologo e soprattutto un SuperUomo. Dice che io scrivo dei racconti, ebbene quelli non sono racconti ma veri e propri carmi. Di frequente sollevo critiche verso la gestione del post-terremoto? In realtà dico semplicemente che la gestione è fallimentaria.
La prego di apportare questi cambiamenti e se vuole, aggiunga altre lodi.

Un museo per le relazioni che finiscono

Le relazioni d'amore possono avere diversa durata, essere più o meno felici o infelici, superficiali o profonde - eppure raramente trovano spazio pubblico se non sono rapporti convenzionali di coppia. Allo stesso modo, se esistono sì istruzioni per relegare immediatamente nell'oblio il passato e il dolore che ci ha arrecato una relazione ormai conclusa, non vi sono sistemi efficaci per aiutarci ad attraversare tale lutto nel momento in cui ci troviamo di fronte oggetti che ancora la testimoniano: regali raccolti con cura, sorrisi impressi in fotografie.

Le 'istruzioni' a nostra disposizione ci dicono che il materiale e l'immateriale residui di un rapporto spezzato dovrebbero essere distrutti, per sradicare il più presto possibile il ricordo e curare il proprio cuore affinché vi sia spazio per qualcosa di nuovo. Si buttano via fotografie, oppure - nel rispetto dell'ex o per una certa malinconia verso il passato - il materiale in oggetto lo inscatoliamo e consegnamo a un amico fidato, o ancora lo nascondiamo in cassetti che non verranno più aperti. 

Eppure, i ricordi e le emozioni dovute ai più svariati oggetti, messaggi, brani musicali o fotografie, sono veramente una parte preziosa della storia di ciascuno di noi. E cancellarli rischia di trasformarsi nella cancellazione di una parte di sé, della propria identità.
Il Museo delle relazioni interrotte ha come presupposto che gli oggetti ivi esposti sono integrazione di oggetto, ricordo ed emozione e vuole rappresentare uno spazio in cui la memoria della relazione conclusa diventi da una parte testimonianza materiale di qualcosa che è stato - che appartiene alla storia dei soggetti umani che ne hanno fatto donazione - e dall'altra occasione affinché l'individuo si liberi dell''oggetti controverso' donandolo al museo e quindi trasformandolo in un contributo per una storia collettiva del patrimonio emotivo dell'umanità.

In questo processo gli oggetti pieni di emozioni sono collocati all'interno di un nuovo quadro che cambia automaticamente la percezione dell'oggetto e stabilisce un nuovo contesto per le emozioni che genera nel visitatore. Per la medesima ragione, il Museo si rinnova ogni giorno, perché è un progetto in fase di generazione continua, condizionata dal continuo processo di formarsi e dissolversi di rapporti.

Vi auguro che non ne abbiate mai bisogno, ma - qualora malauguratamente fosse - voi stessi potete contribuire al progetto, mettendovi in contatto con il museo (dal loro sito tutte le informazioni necessarie) per donazioni di materiali e storie oppure anche per partecipare al progetto virtuale, nel quale è possibile pubblicare fotografie/sms/email e allontanarvi quindi - in un modo delicato, umano, condiviso e positivo (perché così io leggo il progetto e l'intenzione della costituzione di un "patrimonio emotivo dell'umanità") - dal dolore che si prova al termine di un rapporto.



04/10/11

L'ironia contro di stereotipi di genere II - Yolanda Dominguez

Poses è una critica diretta all'assurdità e all'artificialità del mondo delle riviste di moda, in particolare rispetto all'immagine distorta che si diffonde dalla donna attraverso modelli che non rappresentano donne reali ed evidente a tutti coloro che non rientrino nei suoi parametri limitati. Però tali immagini sono praticamente il solo riferimento alle donne che esiste nei media (tv e stampa) e hanno altresì un'enorme influenza sul comportamento di uomini e donne.

Le posizioni impossibili degli scatti fotografici di moda diventano nel lavoro di Yolanda Dominguez simbolo del grottesco e del surreale in questa industria: un gruppo di donne reali si trasferisce queste pose a scene di tutti i giorni: la coda di un museo, al supermercato o una serie di semafori, provocando la reazione degli spettatori (gli utenti regolari di queste immagini). Da questi nasce il video che ospito in calce a a questo post.

Buona visione, e buona riflessione ;-)




Henri de Toulouse-Lautrec

Il matrimonio tra cugini di primo grado generò un uomo che ai primi movimenti da bambino e poi da ragazzo si fratturò prima una gamba poi l'altra e queste non crebbero più - lasciando il giovane in un corpo solo parzialmente sviluppato e terribilmente gracile. Di famiglia aristocratica, Toulouse-Lautrec potè soggiornare nell'ambiente parigino senza difficoltà, ma di questo si innamorò presto della rappresentazione di persone del popolo - che dipingeva con pennellate veloci per restituire movimenti, istanti, gesti quotidiani.

Quest'estate ho avuto la fortuna di visitare il museo Toulouse-Lautrec ad Albi, sua città natale: dipinti di cavalli, realizzati precocemente, per poi passare al ritratto di figure umane, in primis la madre - sempre così triste e con lo sguardo basso e perso nei propri pensieri - quindi gente comune, marginale (il mondo della prostituzione) e infine eccentrica (fuori dal cerchio della normalità: ballerine, cantanti d'opera).

Quante volte mi sono riconosciuta nelle sue donne che indossavano le calze, o che attendevano di fare il bagno. Quanto ho sorriso della complicità femminile tra le stanche prostitute. E quante volte mi sono chiesta come queste lo percepissero e vi si rapportassero - lui con una disabilità così grave che lo faceva apparire deforme agli occhi di chi non si sarebbe mai innamorata invero della dolcezza del suo sguardo, uguale a quello rassegnato della madre.

Perché questo mi sono chiesta tutto il tempo in cui passavo davanti ai suoi lavori e vedevo i volti rappresentati: se il rapporto con i suoi soggetti fosse basato su una complicità di pietas per la condizione umana quando le persone vivono situazioni errate, in qualche modo 'fuori dalla norma'. E per questo l'ho sentito parte del mio mondo, o voglio solo illudermi che vi sarebbe stato, e vi avrebbe trovato sollievo dalla solitudine e dalla disperazione.

Andate a vedere i suoi lavori, al momento sono in mostra alla Fondazione Magnani Rocca nella sede di Mamiano di Traversetolo (Parma).


03/10/11

I bilanci non sono sempre negativi ;-)

Miei Cari, oggi questo blog compie un anno. Esattamente il 3/10/2010, dopo molte titubanze date da una certa qual timidezza (ché in parte lo sono, timida, tra le tante e contraddittorie caratteristiche delle personalità di ciascuno di noi), pubblicavo un primo racconto.

Nelle settimane e nei mesi successivi sarebbero seguiti altri racconti, tra i quali alcuni erotici (come tali sono parte delle riflessioni che propongo/condivido con voi - sebbene nel mentre l'intensità della vita m'abbia travolta e dunque il tempo per scriverne di nuovi e degni di condivisione è venuto in larga misura a mancare), ricette di dolci per coccolarci e riprendere le energie da una quotidianità che io stessa - come molti di voi - passo a combattere sempre in prima linea di fronte a tutte le ingiustizia e i soprusi cui siamo esposti.
E poi la musica, i libri, l'arte, la poesia - tutto a profusione, ché i nostri occhi e i nostri cuori fossero sempre pieni di ragioni per immergerci intensamente e con passione in quest'unica vita che abbiamo a disposizione!

I lettori di quanto scrivevo/scrivo sono amici di lunga data, che mi hanno sostenuto in questa nuova avventura. Ma presto ho conosciuto persone nuove incantevoli, che si sono trasformate in vere e proprie amicizie - in cui le nostre anime risuonano unite malgrado le distanze che ci separano. Con voi che ogni giorno mi date da riflettere, sorridere, indignarmi e altri lettori/amici ancora - quanto ci si è sentiti sulla medesima lunghezza d'onda - si sono addirittura aperte appassionanti e inaspettate collaborazioni! Potrei essere più felice? :-)

Ho incominciato a scrivere questo blog perché tutte le belle sensazioni che avevo vissuto in una storia d'amore cui molto tenevo - e terminata malissimo - non volevo perderle. Vi ho messo dentro parte di ciò che sono, di ciò in cui credo e di ciò che fa vivere me per  ricordarle a me stessa nei momenti in cui ho crolli di speranza e di fiducia nei confronti della vita con pari speranza che potessero fare bene a chi di passaggio m'avrebbe letta. Per gli altri non so quanto abbia funzionato, ma a me ha fatto e fa bene - senza appunto menzionare le relazioni inaspettate che ne sono nate.

Quindi non è vero ciò che disse un mio ex, ovvero che "nella vita non si devono fare bilanci, perché i bilanci sono sempre negativi".
Quest'ultimo anno posso aver avuto ogni genere di problema concreto, economico, di salute e affettivo - ma quanto è stato ricco e intenso, e quanto sono stata bene! E questo blog ne è stato un piccolo pezzo, che ha accompagnato i momenti migliori e le cose più piacevoli e felici dell'altra vita - quella reale.
Ecco, avevo piacere di dirvelo e di ringraziarvi per esserci stati e per esserci. Spero che anche a voi, almeno un po', abbia fatto talvolta sorridere - e magari vi abbia fatto anche un po' bene sinora, come ne ha fatto a me.
Buona giornata, e buona settimana! :-)