26/10/11

Trasparenze materiche

Buongiorno!

No, non avete sbagliato… è il blog di Minerva, sì… ma oggi ospita me, Ginevra.
Ogni tanto farò capolino in questa meravigliosa casa, dove l’entusiasmo contagioso e le splendide suggestioni di Minerva ci sollecitano a riflettere su noi stessi e sul mondo, ad imparare, a chiacchierare amabilmente, a sorridere ed a ridere di cuore, ad aprire i nostri occhi su direzioni sconosciute e su percorsi inconsueti.

Il racconto di oggi è anch’esso figlio di una delle nostre chiacchierate: ESSE e DI, personaggi narranti la loro storia, caratterizzata da traversie dolorose alla fine delle quali il mondo è da loro percepito con tratti, linee e colori originali.


ESSE e DI, i miei occhi, SINISTRO E DESTRO.
















Ohmamma, ESSE… ha preso il kajal! Ogni volta, ci riduce come se avessimo fatto un incontro di boxe!!!
Senti, DI, a lei piace e basta!
ESSE, hai visto che colori cangianti e diafani ha il mare, oggi?
Sì, meravigliosi, DI!

DI, c’è qualcosa che non va; hai anche tu una cosa strana, nera, di lato?
No, non c’è niente, ESSE, il campo è libero e focalizzo come sempre.
Hai sentito, DI? Niente di grave, per fortuna!

Soffoco, soffoco, DI, mi manca l’aria!
Stai calmo, ESSE, calmo!!! Lo so, stare al buio è paralizzante.
Ma devo lasciare la luce, DI, hai sentito? Per sempre! Per sempre.
Ti voglio bene, tanto, ESSE.

DI, DI, DI, ma come caspita fai??? Come si fa a stare al buio??? Non ci riesco!
Immagina il mare, ESSE, così faccio io. Così faccio io.

Una distesa d’acqua azzurra grande quanto un anno di vita.

GI, ferma, ferma! E’ il decoro del piatto…
Ahahahahah! E dimmelo, U! Ecco perché ‘sta lasagna non veniva mai su!

Porca miseria, signora! E’ rimasta una grossa bolla di silicone, la vede?
Sì, dottore, la vedo; e le dirò che, quando piego la testa, per leggere per esempio, da lì si scatenano piroette di bollicine ancora più piccole, come i giochi di fuoco! Beh, c’è chi lo ha nelle tette, io nell’occhio! Ehhh, sono sempre stata un tipo strano!

Scusi signora, di che colore sono quelle scarpe? Sa, non ci vedo benissimo.
Rosa, signora, il rosa che si usa tanto!
DI le vedeva nere!

DI vede il mondo a modo suo: tutto storto, senza profondità, tridimensionalità, colori immaginari, solidi dissolti in volumi acquosi, spazi frastagliati e privi di confini; metti l’acqua fuori dal bicchiere, afferri l’aria anziché gli oggetti che vuoi prendere, qualche centimetro più in avanti o indietro, non percepisci se c’è un avvallamento sul tuo cammino, pericoloso, puoi cadere.

E’ un mondo rivisitato; DI, diversamente abile: no, DI abile a modo suo, uno dei tanti modi possibili. Basta seguirlo con pazienza, apprendere nuove coordinate, essere malleabili ed aperti ai mutamenti dell’esistenza, amare i cambiamenti, il dolore che essi ci provocano, diventarne alleati, coccolarli,
DI mi fa vivere e godere la vita, camminare, viaggiare, vedere.
Ti amo, DI.



4 commenti:

FrammentAria ha detto...

i miei D e S sono più o meno strambi, entrambi tendono ad accorciare le distanze, ad ammorbidire i contorni lontani, a smussare gli angoli distanti, ad amplificare la luce...( e da quando sono diventata, diciamo così, diversamente giovane?? :) hanno cominciato a lavorare anche sui dettagli troppo vicini, non vedo più le rughe, le imperfezioni, tutta questa tecnologia soffocante (i cellulari e i piccì, a che servirà mai poterne scorgere i dettagli?)
Mi hai convinta!! d'ora in avanti quando ogni volta che guardo qualcosa da lontano e da vicino non dirò più parolacce ma parole d'amore!
Bellissimo il tuo sguardo Ginevra!!
un bacio a te ed uno alla mia Minerva preferita!
:)
(se ci sono errori chiedo scusa, ma il video del pc è è troppo lontano per il mio astigmatismo e troppo vicino per la mia presbiopia, neppure se indosso entrambi gli occhiali non vedo:))

Ginevra ha detto...

Ciao,Frammentaria!
Vorrei dirti che i nostri D ed S sono proprio degli spudorati privilegiati!
Possono fare a meno di scorgere i dettagli, eppure partecipano e ci fanno scrivere senza errori!
Un bacio anche a te! ;-)

Minerva Jones ha detto...

Astigmatica sin da quando ero piccola, ridevo da sola del fatto di vedere - anziché lucine con contorni netti come tutti - enormi corone circolari intorno alle fiammelle dei ceri in chiesa, e mi perdevo a fare da sola esperimenti di visione con o senza occhiali durante le noiosissime omelie. Insomma, già anarchica e autistica (che poi la maggior parte delle parole che mi piacciono iniziano con la "A": anarchia, amicizia, amore, antropologia, arte, asociale...).

Sto cominciando ora a provare l'ebbrezza della visione senza occhiali da vicino causa inizio di presbiopia: nuovo stimolo a sperimentare, osservare interpretare e giocare - alè :-DDD

Bacio, Fram!, e grazie dal profondo del cuore a Ginevra per questo racconto stupendo!!! :-)

Ginevra ha detto...

:-DD

DI ed ESSE ringraziano te, Minerva, per essere stati accolti con partecipazione ed affetto immensi. :-)
E ringraziano anche quanti hanno gradito leggere la loro storia. :-)