08/11/12

Smontiamo l'ennesima comunicazione di propaganda sul sesso ;-)

Dando un'occhiata a Repubblica durante l'ora di pranzo mi imbatto in un articolo dal titolo "Ecco perché la dipendenza sessuale va riconosciuta come disturbo mentale" a cura di tal Irma D'Aria. Chiaramente non posso esimermi dalla lettura, ben sapendo che ne sarò profondamente disgustata. Perché, di fatto, anche questa è parte di una strategia di castrazione del desiderio e dell'istinto vitale che ritengo uno dei più violenti e perversi soprusi ai nostri danni da parte del sistema capitalista e dei suoi protagonisti.

Vediamo il testo da vicino (in nero l'originale, in blu il mio commento, in rosso i link), così capiamo meglio. Cito solo alcune parti, rimandandovi alla lettura del testo completo, qualora lo vogliate, al link sopra citato (ché sono una ricercatrice seria e onesta, io, tzè, altro che costoro!).


Rory Reid, ricercatore e docente di psichiatria presso il Semel Institute of Neuroscience and Human Behavior della Ucla, ha guidato un team di psichiatri, psicologi, terapisti di coppia ed assistenti sociali (ah, cominciamo bene: continuiamo a dare credito a questi che hanno costruito le proprie teorie sulla falsariga di studi ottocenteschi maschilisti eurocentrici e classisti, e su servi del potere che hanno il diritto di sottrarre i figli alle coppie non allineate nelle proprie prassi educative al diktat culturale dominante per quanto becero possa essere!) che hanno validato i criteri individuati, considerandoli utili per poter arrivare a una diagnosi di questo tipo di problema che in Italia riguarda il 6% degli uomini e il 3% delle donne. (come facciamo ad avere già la statistica italiana visto che lo studio è stato appena fatto e i criteri di diagnosi appena validati in USA?...)

[...] "E' una sorta di bulimia sessuale senza controllo, ma il meccanismo è identico a quello che si verifica con la dipendenza da droghe o alcol perché vengono attivate le stesse aree del cervello", spiega Claudio Mencacci, direttore del dipartimento di Psichiatria dell'Ospedale Fatebenefratelli di Milano. Anche ammesso che tale patologia esista - e già in virtù della vostra identità, della vostra prospettiva, delle vostre premesse teoriche e delle vostre modalità di indagine io tendo a dubitare assaissimo delle vostre conclusioni - che forse forse il fatto che 24h/24 siamo sottoposti a messaggi pubblicitari televisivi che sempre e comunque hanno riferimenti sessuali, tizie con culi in vista, parlamentari messe lì per 'servizi' resi a politici sia magari un tantino co-responsabile del fatto che ormai vediamo sesso ovunque anche quando chiudiamo gli occhi, anche quando non vorremmo pensarci? Il problema, ammesso che esista, forse andrebbe rovesciato: piantatela con questa cura Ludovico di iperstimolazione a oltranza e non avrete bulimici (che poi 9 volte su 10 non riescono ad avere un'erezione, a mantenerla o a trattanersi per più di 5 minuti!)
Il fenomeno è cresciuto negli ultimi anni anche a seguito della diffusione nella rete di contenuti a sfondo sessuale con il cyber sex che vede sempre più adolescenti coinvolti. "Due i comportamenti estremi - spiega lo psichiatra - : (Irma, ma che razza di punteggiatura usi? orrenda! per favore, già comunichi contenuti ridicoli, fallo almeno con un po' di buon gusto!) quello di chi abbraccia l'anoressia sessuale astenendosi del tutto da ogni attività legata al sesso e, all'opposto, coloro che non riescono a controllare l'impulso sessuale che è, però, del tutto scevro da emozioni e sentimenti" (come il porno, che guarda caso è la seconda 'azienda' italiana dopo la mafia...).

[...] I criteri diagnostici - sviluppati da un gruppo di ricercatori al lavoro sulla nuova edizione del DSM -  includono una serie di sintomi collegati alla sex addiction tra cui la ricorrenza ossessiva di fantasie sessuali (ok, ammazziamo l'immaginazione e coloro che ne sono  portatori: gli artisti, i musicisti, i filosofi, "la fantasia al potere"; "E tu, guardia svizzera! Vogliamo darci una mossa a spostare la Bibbia nella sezione fantasy della libreria? Ché alle, 10 ti ricordo, hai l'esecuzione dei creazionisti!" - ah, no, vero: questo non si può dire/fare!), manifestazioni di dipendenza sessuale che durano sei mesi o più (beh, analizziamo meglio la cosa: magari è energia vitale e resistenza ad allinearsi ad essere dei frustrati che riversano nell'acquisti compulsivo la propria lacerante insoddisfazione esistenziale!) e che non sono riconducibili ad altre cause come abuso di sostanze, disturbo bipolare (ah, ecco: questo c'è sempre, in qualsiasi studio, mi sembrava strano non averlo ancora incontrato durante questa lettura - Orsetta, vuoi commentare tu?...). Inoltre, perché sia fatta una diagnosi di ipersessualità devono verificarsi attività o comportamenti legati alla sessualità anche in presenza di stati emotivi poco piacevoli come la depressione o il ricorso al sesso come strategia per combattere lo stress [accidenti, non pensavo d'essere una psicotica perché ritengo che un orgasmo faccia bene al mio umore e alla mia salute! Corro subito a comprarmi un paio di scarpe e del Parmodalin (così sostengo anche le povere aziende farmaceutiche) e giuro che non mi masturbo più, no, no, no!].

[...] Le conseguenze - Un altro importante aspetto emerso dallo studio è che i pazienti affetti da sex addiction hanno subito maggiori conseguenze rispetto a chi soffriva di altri tipi di dipendenza o disturbi psichici. Dei 207 pazienti esaminati, il 17% ha perso il lavoro almeno una volta, il 39% ha dovuto chiudere una relazione, il 28% ha contratto una malattia sessualmente trasmissibile e il 78% ha avuto dei problemi di interferenza nella vita sessuale ("interferenza" - di chi è stato escluso dal rapporto? uhm... non capisco).

A che età si manifesta - Secondo la ricerca, il 54% dei pazienti ipersessuali si è reso conto di soffrire di questo disturbo prima dei 18 anni, mentre per il 30% l'età della scoperta è più ampia e va dai 19 ai 25 anni. "Questo dato è molto interessante perché se da un lato ci dice che il problema insorge precocemente, dall'altro ci dà la possibilità di mettere in campo azioni preventive" sostiene Reid (tipo castrandoli prima della pubertà così non diamo loro la fantasia? Siamo già nel Mondo Nuovo di Huxley e nessuno mi ha avvertita?).

I comportamenti tipici - Le manifestazioni di ipersessualità più comuni emerse dallo studio includono la masturbazione (ah, quella con cui si diventa ciechi; e non replicatemi che "masturbarsi è fare sesso con qualcuno che amate": quella è solo propaganda ebraica!) e l'uso smodato di pornografia (vedi sopra, già discusso), seguito dall'avere rapporti sessuali con un adulto (adulto, cioè: ADULTO) consenziente (consenziente, cioè: CONSENZIENTE; se fosse stato con un minorenne non consenziente era ok? Ma state dicendo sul serio o siamo su Candid Camera?) e dal sesso virtuale. "Per questi pazienti il sesso diventa una vera e propria ossessione che controlla ogni aspetto della loro vita e che li fa sentire impotenti e incapaci di cambiare", spiega Mencacci.

[...] Negli Usa esistono anche associazioni come Sex Addicts Anonymous che replica il modello di assistenza e sostegno degli alcolisti anonimi (sì, vabbè, è il medesimo paese che ha messo al bando Darwin e che insegna nelle scuole il creazionimo...). In Italia, non ci sono cliniche di questo tipo e per il momento la figura di riferimento resta lo psichiatra. "A seconda della gravità del problema e delle possibili cause - spiega Claudio Mencacci - si ricorre alla terapia cognitivo-comportamentale e talvolta alla terapia farmacologica con stabilizzatori dell'umore o anti-depressivi" (e ti pareva che i ribelli non allineati al consumismo, alla frustrazione, alla mediocrità imposti dal Moloch capitalismo-politica-media non dovessero ingurgitare la solita pillola blu!).

20 commenti:

Cavalier Amaranto ha detto...

Pura propaganda per me e spero mi perdonerai, per una volta ho voluto postare una bella notizia, a Bologna le coppie di fatto saranno riconosciute in quei provvedimenti che riguardano la sepoltura.

Lo so è macabra ma la trovo così romantica.

Cavalier Amaranto ha detto...

Ma questo articolo è una porcheria sia a livello di studio sulla sessualità, sia dal punto di vista d'impostazione giornalistica.

1) La dipendenza da sesso non è riconosciuta universalmente come malattia, per cui darla per certa mi pare un passo azzardato.

2) Quello che non dice l'articolo è che la base di studio di questa ricerca è formata da:"Reid e il suo gruppo hanno realizzato test psicologici e colloqui con 207 partecipanti, reclutati in molte strutture di salute mentale negli Stati Uniti. Tutti i pazienti coinvolti stavano cercando di risolvere un problema dato dall’abuso di sostanze, da comportamenti sessuali inappropriati o da problemi di ansia o depressione..." persone che sono già in strutture contenitive e di cura per altri problemi che non siano di natura sessuale, per cui possiamo capire come il campione non sia stato scelto tra detentori con un certo equilibrio e al massimo rende noto che tra gli altri problemi di patologie mentali gravi ci può essere il vivere la sessualità in maniera compulsiva anche come effetto collaterale.

Ecco l'indirizzo: http://ilsessoelamore.it/il-disturbo-di-ipersessualita/

3) Si parla di sesso con adulti perché in questo articolaccio ci si concentra maggiormente sugli adolescenti, che guarda caso vivono sconvolgimenti ormonali e naturale curiosità verso il sesso, come ho detto altrove l'adolescente ha il diritto di sbagliare, è l'adulto che deve essere in grado di contenersi e non attuare comportamenti equivoci, appunto perché adulto ha il dovere di capire cosa è giusto e cosa non lo è, per il bene proprio e dell'adolescente, che in quanto tale non vive sempre in piena coscienza di quello che fa.

Il soggetto uomo o donna già maturo che ne approfitta è solo un criminale.

Non vorrei si pensasse che sono angelicati in quanto tali perché non hanno raggiunto i 18 anni, che è poi un'età assolutamente arbitraria, perché la piena maturazione nel corpo e nella mente avviene dopo i 21 anni.

Hanno il diritto alla loro sessualità e alla scoperta tra coetanei senza essere etichettati come malati.

Questa è una deriva che non mi piace, è pericolosa per lo sviluppo delle generazioni che devono vivere una sessualità più serena e per quelle presenti di non trovarsi incastrate in costose cure e ambulatori.

Minerva ha detto...

@ Cavaliere, la notizia che riporti, per quanto macabra, la vedo anche io romantica e umanissima, e quindi concordo con te nell'esserne stra-felice! :-)

Su tutto il resto del tuo commento, parimenti, non posso che concordare.

gattonero ha detto...

Letto tutto, qua e di là.
Io non me ne intendo, le ricerche psico-psichiatriche mi lasciano sempre molto perplesso.
Così, d'amblé, mi viene in mente il buon Basaglia: ha chiuso per fare uscire i cosiddetti matti, avrebbe dovuto lasciare aperto per fare entrare coloro che quei cosiddetti matti 'dicevano' di curare.
Perfino qui in Italia sarebbe possibile fare una ricerca, e magari trovare pure una cura, per le "devianze" tra adulti.
E, tolta la violenza, basterebbe che il sesso e la sessualità fossero considerati quanto di più umano al mondo non c'è.
E' possibile contare, anche a occhio, le pippe dell'adolescenza; è possibile contare, a occhio, le scopate nell'età che le consente, abbondanti e goduriose; è possibile catalogare quelle della cosiddetta terza età, più scarse forse ma ancora più godute, come le cose che nel tempo diventano più rare.
Il sesso mentale, dall'adolescenza alla vecchiaia, è un tesoro talmente soggettivo che nessuno staff di psichiatri mai lo potrà scoprire.
Come si dice in questi casi, non stessero a rompere il cazzo, e vadano a lavorare.
Possibilmente la terra, che mi sa che altro non saprebbero fare.
Ciao, un abbraccio (prima che anche questo diventi devianza).

OrsaBIpolare ha detto...

Fantastico l'intervento della ricercatrice seria e onesta-tzè :)
A me però è venuto in mente "Shame" (l'hai visto?) e se nella vita reale esistono casi come quello di Brandon, il protagonista che fa sesso a destra e a manca ma invece di essere felice come una Pasqua vive un inferno privato, beh, allora forse avrebbero bisogno d'aiuto.
Certamente non con le solite terapie farmacologiche.

Ma sinceramente non ho mai incontrato una persona molto attiva sessualmente e contemporaneamente triste e profondamente infelice. Forse sono creature leggendarie ;)

Minerva ha detto...

@gattonero: "E' possibile contare, anche a occhio, le pippe dell'adolescenza; è possibile contare, a occhio, le scopate nell'età che le consente, abbondanti e goduriose; è possibile catalogare quelle della cosiddetta terza età, più scarse forse ma ancora più godute, come le cose che nel tempo diventano più rare." - mi hai scaldato il cuore, c'è una tale consapevolezza, pacatezza e saggezza in questo passaggio che... guarda, mille fusa sornione, affettuose e losche a te per ricambiarti di queste parole e del tuo abbraccio (in barba a tutti questi malati di mente che pretendono di pontificare se noi siamo a posto cerebralmente o meno)! :-)))

Minerva ha detto...

@Orsetta: no, non l'ho visto. Ma anche in questo caso che tu citi, mi sa che come sempre si fraintenda intenzionalmente la questione: ovvero si spaccia per problema quello che è in realtà il tentativo di soluzione!

Tipo che vado fuori dalla grazia di Dio quando si parla del problema droga o dell'alcolismo: vero, sono dipendenze, certo che se evitassimo di avere un sistema che schiavizza e disumanizza l'essere umano, cibi buoni a prezzi abbordabili e non schifezze tossiche, e magari un po' di cultura e spettacolo intelligenti e piacevoli a prezzi accessibili (ma porca paletta: perché l'opera dev'essere godibile sono da gente ricca sfondata, per esempio???), non avremmo bisogno di dimenticare la miseria della nostra esistenza bucandoci.

E allora risolviamo i problemi a monte, anziché prendercela sempre e solo con i disperati tentativi finali che l'essere umano mette in atto per sopravvivere!
E lo dice una che non potrebbe essere più critica con l'abuso di qualsiasi sostanza.

ganfione ha detto...

no go paròe. ma se scopassero di più e "ricercassero" di meno, non ne guadagneremmo tutti...?

Mauro ha detto...

voglio un'interferenza sessuale ^_^

boh, leggo e mi allibisco.
Vorrei che adesso arrivasse qualcuno che la pensa così, capire, provare a capire. Boh.

(Orsa, premetto che non sono figo come Fassbender, però io quell'infelicità a modo mio la comprendo...)

OrsaBIpolare ha detto...

@ Minerva
Ma io concordo con tutto ciò che hai detto anche nel post, solo mi domandavo se davvero nella realtà esista una situazione in cui questa "dipendenza" possa rappresentare per qualcuno una fonte di disagio enorme.
(se ti capita vedilo)

@ Mauro
Non avevo dubbi ;)

Cri ha detto...

Boh, non riesco a finire la lettura, non mi appassiona :)
So solo che il desiderio sessuale mi serve da formidabile spinta vitale. Eros, non Bios, è l'opposto di Tanatos. Poi mi piace tantissimo anche l'autoerotismo; e dopo decenni di inibizioni e tabù inculcatami dall'educazione cattolica lo pratico con costanza e grandissima soddisfazione ^^
(Ed è vero che chi sa masturbarsi sa anche godere meglio del sesso con un partner!)

Mauro ha detto...

@Orsa Che non sono figo come Fassbender? In realtà non è vero, ma mi piace essere modesto ^_^

OrsaBIpolare ha detto...

@ Mauro
Zitto scemo, che ti ho visto.




E non posso rivelare a tutte che sei MEGLIO di Fassbender ;)

OrsaBIpolare ha detto...

E poi dice che non gli sono amica...

Mauro ha detto...

Beh, in effetti il biondino non aveva proprio possibilità contro di me ;-)

Mauro ha detto...

Già, è un tripudio... Ho già la posta intasata da tutte le foto osé che mi stanno mandando

OrsaBIpolare ha detto...

Ma com'è che la bloggamaster ha eliminato la moderazione???

Occhio che questo blog potrebbe finire come il mio Minerva ;)

(slinguettamento sul lobo dell'orecchio sinistro, sono bipolare che vuoi, ho bisogno di cure)

:*

Mauro ha detto...

Allora verrai incurata... (ok, basta cazzate che il post è serio. Però siam tutti d'accordo qui. Vogliamo gli integralisti!)

kyra ha detto...

Ma dove sono questi con la dipendenza da sesso? Uhm... Se il fisico è d'accordo, dov'è il problema? O forse sto minimizzando....

specchioscuro ha detto...

Minerva, non lasciarti sviare, il problema è tutto dell'articolo italiano... per definizione, un disturbo psichiatrico è tale solo se crea serio intralcio al benessere e alla vita relazionale del soggetto, lo studio non vuole assolutamente dire che un adulto che fa spesso sesso e ne trae diletto è malato. Cioè, soddisfa i criteri di diagnosi uno che per masturbarsi tutto il giorno perde il lavoro, non uno che fa tutte le altre cose e poi riesce anche a fare sesso spesso. L'articolo è scritto ad arte per creare confusione e dare l'impressione che tutti quelli che si masturbano e fanno spesso l'amore siano malati. Vivissimi complimenti all'autrice....