24/11/12

Sedatrici, gattemorte e perversioni in nome della sopravvivenza



Freddy: ... presto dategli...
Igor: Cosa, dategli cosa? Cerchi di mimarlo, quattro sillabe, prima sillaba, suona come...
Inga: Se? suona come me? te? se?
Igor: Se!
Inga: Seconda sillaba, preposizione come di, con, su?
Igor: Da! Se-da, ha detto sedano, ha detto sedano. Come?... se-da-davo, date un sedadavo.


"Che strano si comporti così male, ora che ha pure una donna" - mi disse un giorno un mio ex parlando d'un nostro amico comune il cui comportamento isterico avrebbe mandato a catafascio tutte le riflessioni sessiste di Freud in merito (il mio ex, per la cronaca, venne mandato a stendere dalla sottoscritta di lì a poco, proprio in virtù di tali sue interpretazioni sessiste da primitivo con clava).
Un altro conoscente, a proposito d'un suo amico libertino con benestare della sua compagna invece a lui fedele, mi confidò: "Lui la compagna ce l'ha, ma lei sa che lui ha bisogno di altre perché è fatto così, e le sta bene" ("o le fa comodo la situazione", pensai io, ché la so più lunga di voi maschietti in merito alla scaltrezza di certe donnicciole...).

Quando sento questi ragionamenti, il mio stomaco si contorce in una smorfia da maschera della commedia dell'arte, procurandomi inauditi spasmi di dolore. Al di là della bassezza e mediocrità di certi modi d'esprimersi, infatti, e della considerazione dei soggetti in questione non solo come oggetti, ma anche come 'proprietà' di qualcuno, insita in affermazioni di questo genere è la concezione della donna come 'sedativo' del 'naturale istinto maschile alla perdita della ragione'.

Ovvero la donna deve essere quella che pazientemente conduce l'uomo - come se fosse un bambino scemo - a calmarsi, a ragionare, a smorzare eccessi che starebbero naturali per il genere maschile. Amorevole e affettuosa, ancora per lei funzionerebbe il vecchio adagio del "chiudere la bocca e aprire le gambe".
E quante ce ne sono che lo fanno, pur di avere qualcuno a fianco e sentirsi vagamente 'amate'.
Così come quante ce ne sono che su questo ruolo ci giocano opportunisticamente, 'salvando' la vita di uomini incapaci di stare al mondo da soli!
E quanto le disprezza - entrambe - la vostra Minerva!

Ché secondo lei, gli uomini come le donne dovrebbero imparare a stare bene / essere felici da soli o a stare bene / essere felici insieme, ma sul serio, e non come 'sedativo' reciproco agli istinti, anzi!
Dovrebbero imparare a stare bene insieme per qualcosa di esattamente opposto: come celebrazione congiunta della vita, del piacere, della felicità.
Così come questi ruoli reciproci fissi, questi 'incarichi', queste percezioni del maschile e del femminile sono così mortificanti delle potenziali sfumature infinite dei generi degli esseri umani che davvero rivelano solo le profonde mediocrità di coloro che ne sono portatori e promotori.


Di fatto - pur se di sesso e genere femminile - Minerva rivendica per sé il diritto d'essere viva, appassionata e di non temere la morte. E non vuole in alcun modo avere né un sedativo, né un lagnoso intorno.
S'astengano allora coloro che in una donna cercano balie, mamme o infermiere - oltretutto silenziose, remissive e dotate di buon senso comune. Minerva non fa per voi: lei è bipolare come voi, ed 'estrema'.
S'astengano parimenti anche gli 'ultimi cavalieri' - ché a lei tale comportamento sta bene solo quando lo vede compiuto verso qualsiasi essere umano in stato di bisogno, ovvero come rapporto-solidale-tra-persone e non come protezione-della-pulzella-indifesa.

S'astengano poi coloro che si sottraggono allo scontro dialettico col silenzio e non con la riflessione anche accesa e appassionata a oltranza che la mette - divertendola, oltretutto! - con le spalle al muro. Ché Minerva gioca con le parole, i pensieri e le azioni come la nonna agitava il matarello col marito.
E infine, davvero, s'astengano coloro che grazie a una relazione vogliono giusto sopravvivere, ché lei proprio non riesce a pensare a tal soluzione per sé: è masochista, ma non lo è mai stata sino a questo punto. Quel punto sta davvero troppo, troppo in basso.


3 commenti:

Shamira Gatta ha detto...

Leggo sempre molto volentieri ciò che scrivi, ma questa volta mi sono fermata alle prime righe e mi ci sono soffermata per parecchi minuti, oddio come amo quel film ahhaha "sedadavo!?!?!?" Ahahaha ho ancora in mente la scena!!!!

Shamira Gatta ha detto...

Comunque davvero un bellissimo post, illuminante, ed q tratti aimè tristemente vero...

Accompagnatrice Torino ha detto...

Ciao Minerva! Hai ragione. Su tutto. Questi sono i motivi per cui eseguo la professione più antica del mondo... senza vergognarmene!
Accompagnatrici a Torino