30/08/11

Un sassolino, del gesso e il Cielo

"Alla campana si gioca con un sassolino, che bisogna spingere con la punta del piede. Ingredienti: un marciapiedi, un sassolino, una scarpa e un bel disegno fatto col gesso, preferibilmente colorato. In alto c’è il Cielo, in basso c’è la Terra, è molto difficile far arrivare il sassolino al Cielo, quasi sempre si calcola male e il sassolino esce dal disegno. Poco a poco, però, si acquisisce l’abilità necessaria per saltare sui vari tipi di caselle (c’è la campana lumaca, la campana rettangolare, la campana fantasiosa, poco usata) e un giorno si impara a lasciare la Terra per rilanciare il sassolino verso il Cielo, riuscendo ad arrivare al Cielo, la cosa brutta è, che giusto in quel momento, quando ancora quasi nessuno ha imparato a rilanciare il sassolino verso Cielo, finisce di colpo l’infanzia e si cade nei romanzi, nel angoscia del razzo divino, nella speculazione dell’altro Cielo a cui si vuole arrivare. E solo a causa della fine dell’infanzia, si dimentica che per arrivare al Cielo, gli ingredienti sono, un sassolino e la punta di una scarpa".
(Julio Cortazar)


29/08/11

Della meravigliosa bellezza meticcia

Miei cari, torno a voi con gli occhi che brillano di incanto e immaginazione - quale bellezza essi hanno potuto inaspettatamente contemplare di recente! :-)

Nel corso delle mie ancora non concluse peregrinazioni tra sud della Francia e Spagna di quest'ultimo mese sono stata esposta felicemente alla visione di volti e corpi diversi da quelli ai quali sono abituata in madrepatria. Di fatto, come antropologa, so bene che il significato comune che diamo al termine "etnie" è scientificamente scorretto (per non parlare di quello di "razze"!), bensì che dovremmo piuttosto discutere della variabilità somatica degli esseri umani sul pianeta in termini di genotipi-fenotipi.

Lungi dall'approfondire qui il tema in termini accademici (ma potete farlo agevolemente per conto vostro cliccando sui termini suddetti), ciò che voglio sottolineare è la personale fascinazione che provo per gli uomini che ho incontrato sinora, dove la loro bellezza - ai miei occhi, ognuno ha i propri gusti - sempre più verifico essere determinata dalla mescolanza tra patrimoni genetici differenti piuttosto che dalla concentrazione dei caratteri propri di una determinata popolazione che abita stabilmente un certo territorio.

In sintesi, nei luoghi in cui sto muovendomi (ma il discorso vale anche per quei contesti che da più tempo sperimentano migrazioni e mescolanze tra gli individui), forse per la lunga immigrazione legata alle colonie e all'ambiente costiero in cui nel corso della storia si sono incontrate genti da provenienze diverse del Mediterraneo, gli uomini che vedo per strada o con i quali casualmente mi trovo a parlare presentano un mix di caratteristiche nel viso e nel corpo che testimoniano moltiple origini: rispetto a un insieme di ricorrenze che li renderebbe afferenti a una singola popolazione, il caso ha estrapolato dal loro patrimonio genetico alcuna singole caratteristiche che mescolate insieme danno origine a quello scarto dalla norma che per me è ciò che rende una persona unica e 'bella' a livello visivo (sottolineo che si tratta solo di una questione estetica e non caratteriale, di personalità, comportamento ecc.).

Accade in questo modo che l'incontro tra francesi e - di volta in volta - algerini, marocchini, e popolazioni dell'Indocina, dia origine a individui con tratti del viso marcati e zigomi alti su volti triangolari, con occhi dai tagli più improbabili e dai colori più inediti su carnagioni raramente chiare e ben più frequentemente di diverse tonalità ambrate. Per non parlare di corpi sinuosi, sottili, dalla muscolatura lunga - elementi, questi, che mandano la sottoscritta in brodo di giuggiole!

L'intera costa mediterranea della Francia mi presenta sosia di Jean Reno e Vincent Cassel che vengo poi a scoprire avere ascendenze algerine, tunisine, marocchine, libanesi, siriane nonché ovviamente spagnole - dove poi questo paese ha la propria bella storia di incroci con il Sudamerica, a sua volta in certe aree densamente meticcio.
Per poi ritrovarmi a condividere un giorno di viaggio in auto con il sosia di Raz Degan che mi porta da Nizza a Tolosa raccontandomi di viaggi in Rajasthan e musica barocca. E qui a bere nell'enoteca del mercato con l'Antonio Banderas della situazione che nel pomeriggio mi saluterà allontanandosi in sella a un'Harley Davidson.

"Come fai a vivere qui?" - chiedo all'amica che mi ospita - "Io sarei in un costante stato di eccitazione!".
"Infatti io sono in un costante stato di eccitazione, per questo non penso neanche lontanamente ad andare da nessun'altra parte al mondo" - mi risponde con un sorriso da un orecchio all'altro.
La mia teoria sul 'guardare e desiderare' come declinabile prioritariamente al maschile è andata completamente a farsi benedire quest'estate, alè :-)))


16/08/11

Nizza, e sul sentirsi fuori luogo e fuori tempo

Non mi sento solo fuori da questo tempo, ma anche dai luoghi che abito. Sebbene qui - ne sono persuasa - starei molto meglio.
Mi costringo a uscire.
Stasera sulla Promenade la città di Nizza offre i fuochi d'artificio come tutti gli anni a Ferragosto. Amo i fuochi d'artificio - specie quelli bianchi che lanciati in alto, più di tutti gli altri, poi ricadono color lilla oppure come mille stelline bianche luccicanti nella notte.
A fuochi finiti, 7 diversi palchi semoventi ospitano altrettante band o dj set ciascuna per un diverso genere musicale.


Cammino sulla passeggiata, quando una decina di ragazzi africani cattura la mia attenzione. Ballano al ritmo di una musica che non riesco a sentire, in perfetto coordinamento, rivolti verso il mare: ne riconosco i passi - Waka Waka versione Shakira. Mi avvicino. Comincio a percepire la musica in arrivo dalla spiaggia sottostante, dove si trova uno dei più esclusivi stabilimenti balneari della città frequentato dai ricchi nizzardi - spesso aristocratici inglesi o russi viaggiatori del tempo come me, ancora legati a un immaginario dello scorso secolo di modi ed educazione ormai scomparsi dal patrimonio comune, viaggi faticosi, gusto della scoperta e lunghi periodi di formazione all'estero e in particolare nel Mediterraneo. Cose che se fossi vissuta all'epoca non mi sarei mai potuta permettere, ma tant'è - nei sogni posso immaginare qualsiasi cosa.


E sopra, appunto, giovani e meno giovani africani che ballano a scrocco. Cammino da un palco all'altro, arrivo ai giardini e alla città vecchia. Guardo la Promenade verso la zona nuova dell'aeroporto - una distesa di lampioni e palme a perdita d'occhio nella notte.


Torno sui miei passi verso casa, in una calca di persone, età, lingue e fisionomie diverse. Innumerevoli famiglie con bambini nel passeggino. Anziane demodé e visibilmente non europee seppur nate e cresciute qui all'inizio del secolo. Altrettanto numerosi giovani gay che camminano mano nella mano e volti sorridenti. Cerco da bere, nella mia solitudine, quando dal palco giungono le prime battute di quello che qui suonano come chiusura della festa nazionale tutti gli anni. E la folla lancia un urlo di approvazione, in centinaia di uomini, donne, anziani, bambini, si mettono in posizione e aspettano lo sviluppo della musica, e in particolare il ritornello: braccia alzate, lettere disegnate, per una città che conclude anche questa serata con YMCA dei Village People.
Sto cominciando a guardare le offerte di lavoro ;-)

10/08/11

Dove diavolo è... da un viral video l'ispirazione per una campagna sociale a Napoli












Vi sono alcuni video, che circolano in rete, i quali a un certo punto diventano 'virali' - ovvero acquisiscono un grandissimo successo di pubblico sebbene l'idea iniziale sia magari semplice, artigianale, talvolta goffa e non pensata per finalità di marketing o spettacolari.
Tra questi, uno che ha incantato il mondo per la delicatezza e la spontaneità è quello del 2008 che segue, in cui Matt Harding è ritratto mentre 'danza' in diverse parti del mondo, a un certo punto coinvolgendo persone del luogo a farlo con lui. Ovviamente Minerva ogni volta che lo vede metterebbe all'istante lo zaino in spalla e andrebbe - memore di tante avventure e occasioni di felicità che le hanno dato nella vita incontri casuali in ogni angolo del mondo.




Musica commovente, posti incantevoli, simpatia del personaggio: tutto lascia pensare a un fake perfettamente riuscito, dato che con YouTube e Vimeo il videoclip viene visto a oggi da 37.000.000 di spettatori solo su YouTube. E se non fosse così, come di fatto non lo è, dal 2° e 3° video (al primo realizzato spontaneamente se ne aggiungeranno, visto il successo di pubblico, altri due sponsorizzati da diversi soggetti privati) si può parlare di un'ottima operazione di marketing, che darà luogo a un sito nel quale potete seguire dove diavolo sia Matt.

E da qui alcuni ragazzi napoletani The Jackal, invero già attivi da tempo nella comunicazione audiovisiva e sociale con tenacia e sarcasmo (si vedano i video 30 Denari e Mission: Facebook), hanno ripreso idea e musica per una campagna di sensibilizzazione a riciclare i rifiuti a Napoli, un problema gravissimo cui tutti possono però cominciare a porre rimedio.
Di seguito il risultato e un'esortazione a tutti noi: guardiamoci sempre intorno, a ciò che fanno gli altri - l'ispirazione per la nostra medesima creatività ed espressione di noi stessi in questo mondo, e per un cambiamento in cui stare bene insieme e in mezzo agli altri, parte anche da quanto siamo curiosi e disponibili a guardare e ascoltare ciò che accade fuori di noi.



07/08/11

La metropolitana delle emozioni


L'Emotion Planner è un sito realizzato da alcuni designer svedesi che hanno replicato online la rete della metropolitana di Stoccolma rendendola una "metropolitana delle emozioni".


Come funziona?
I nostri hanno innanzitutto sostituito le stazioni con un consistente numero di possibili stati d'animo. Quindi hanno associato a ogni possibile percorso - da uno stato d'animo all'altro - una musica specifica che accompagna nel tragitto il viaggiatore virtuale.
Per la navigazione (e l'ascolto) basta inserire partenza e destinazione nella finestra in alto a sinistra.

Io ho provato ad andare da Desire -> a Ecstasy e... come auspicavo e non ne sono stata delusa, m'ha accompagnato L'amour est un oiseau rebelle ovvero l'habanera dalla Carmen di Bizet - la mia opera preferita ;-)

Buon viaggio a voi! :-)


05/08/11

This is your life

A volte devo io stessa ricordarmi un po' di cose, quando tendono a sfuggirmi. Per fortuna, il caso mi fa trovare sempre esattamente ciò di cui ho bisogno nel momento in cui ne ho bisogno.
Fatelo girare, se pure per voi ha un senso - siate il 'caso' per qualcun altro ;-)

Buona notte, e un meraviglioso weekend a tutti voi.



03/08/11

I libri scolpiti di Brian Dettmer

Quando mi imbatto in opere come queste - sintesi di libera e curiosa immaginazione da una parte e di abilità meticolosa (per non dire maniacale) dall'altra - penso davvero che se permettiamo all'ignoranza, alla mediocrità e all'apatia di prendere il sopravvento saremo perduti nelle nostre potenzialità umane e nel piacere della contemplazione della bellezza.
Brian Dettmer 'scolpisce' vecchi libri, lasciando emergere forme, significati, contenuti e testimonianze che rielabora proponendo nuovi viaggi visivi e verbali allo spettatore. Non vi dà un profondo piacere la contemplazione della sua opera?
A me, in particolare, ha soprattutto trasmesso in un istante un intensissimo desiderio di tattilità. Rispetto al quale vi rimando a questo post dei Ladri, che rende perfettamente l'idea di ciò che sto provando al momento...

Brian Dettmers Book Sculptures
Brian Dettmers Book Sculptures
Brian Dettmers Book Sculptures
Brian Dettmers Book Sculptures
Brian Dettmers Book Sculptures
Brian Dettmers Book Sculptures
Brian Dettmers Book Sculptures
Brian Dettmers Book Sculptures
Brian Dettmers Book Sculptures

02/08/11

Timelapse of Vivid Sydney 2011

Sydney m'è rimasta nel cuore, quando 13 anni orsono davanti all'Opera House si stava tenendo il festival multiculturale della città, in cui incappai per caso, e tanto per cambiare mi persi per ore con artisti di strada sulla scalinata di questo incantevole teatro di Jørn Utzon.

Buona visione!



01/08/11

Solo un giro di giostra (Bill Hicks)

 
Il mondo è come un giro di giostra in un parco giochi. Quando scegli di salirci pensi che sia reale, perché le nostre menti sono potenti. La giostra va su e giù, e gira intorno, ti fa tremare e rabbrividire, ed è coloratissima e rumorosa, ed è divertente per un po'.
Alcuni ci sono su da tanto tempo e cominciano a chiedersi: "È la realtà o è solo un giro di giostra?" Altri si sono ricordati e vengono da noi per dirci: "Ehi, non vi preoccupate, non abbiate paura, mai, perché questo è solo un giro di giostra." E noi... uccidiamo quelle persone. "Fatelo tacere! Abbiamo investito un sacco in questo giro di giostra. Fatelo tacere! Guardate le mie rughe di preoccupazione, guardate il mio grosso conto in banca, e la mia famiglia. Questo deve essere reale."
È solo un giro di giostra. Ma uccidiamo sempre quella brava gente che tenta di dircelo, l'avete mai notato? E lasciamo che i demoni si scatenino. Ma non ha importanza perché... è solo un giro di giostra. E possiamo cambiare le cose in qualunque momento. È solo una scelta. Niente sforzi, niente lavoro, niente occupazioni, niente risparmi o denaro. Una scelta, proprio ora, fra paura e amore.
Gli occhi della paura vogliono che voi mettiate serrature più grandi alla vostra porta, che vi compriate delle armi, che vi isoliate. Gli occhi dell'amore, invece, ci vedono tutti come una cosa sola. Ecco che cosa possiamo fare per cambiare il mondo, proprio adesso, in un giro di giostra migliore. Prendiamo tutti i soldi che spendiamo in armi e nella difesa ogni anno e spendiamoli invece per cibo, vestiti ed educazione per i poveri nel mondo, e basterebbero a farlo molte volte, nessun essere umano escluso, e potremo esplorare lo spazio, insieme, sia interiore che esteriore, per sempre, in pace.



Salvami, ma solo per finta


Salvami, ma solo per finta,

con amorevole cura
guarda silenzioso
il mio corpo e i suoi dettagli

fallo nella penombra
ché la pelle sembri fine
e ancora tesa,

scruta i miei difetti ma mentimi:
non essere impietoso.

Sottrai al tempo questa scatola
di lacrime, ricordi e circatrici
e di eventuali mali dentro di lei
che al momento ignoro.

Voglio continuare a non sapere
ma forse un giorno sarò costretta
a prenderne coscienza,

allora la mia anima rotolerà via -
perciò scattami foto adesso:
fallo ora, te ne prego!

Salva il ricordo del mio corpo
ancora abbastanza bello
da meritare lo sguardo

e fingiamo insieme
che questi memo siano realtà

e non un inganno che -
disincantata complice - faccio a me stessa.