17/03/12

A sud del confine, a ovest del sole

"Non posso fermarmi, devo andare a casa".
"Stai leggendo Murakami, eh?".
Ormai i miei amici lo sanno: se ho tra le mani un libro di questo scrittore, nessun piacere supera quello di infilarmi nelle lenzuola con lui e godere di ogni parola, immaginare la calda umidità delle situazioni descritte (furbo, eh, nella strategia per ammaliarci e tenerci legati a sé?), farmi risuonare nella mente le musiche citate, assaporare - ancorché virtualmente - la consistenza della pelle dei suoi protagonisti.
A sud del confine, a ovest del sole - un libriccino di una ventina d'anni orsono che ho finito di rileggere stanotte perché intriso d'eros adolescenziale e post- che non mi dispiace affatto, ed è anzi abbastanza la dimensione in cui io stessa lo vivo.

Che cosa rende una vita felice? Un problema di fondo per un giovane quasi quarantenne che ha perso il primo amore - quello dell'infanzia - con cui ascoltava ossessivamente Pretend di Nat King Cole senza capirne le parole, e ferito per sempre la ragazza dell'adolescenza. E ora che è adulto, sposato, proprietario di due jazz club, ricco e anche serenamente 'sistemato', rivedere la ragazzina dell'infanzia, divenuta donna riservata e complessa (la sua Star-Crossed Lover), gli sconvolgerà per un istante la vita e l'aprirà a quello che non è stato. Ma senza neanche impotizzare come sarebbe stato - perché quando le cose non accadono, e prendono un'altra strada, non si può tornare indietro.

Si possono solo al limite far esplodere per un istante, che è la celebrazione della massima felicità, del massimo piacere, di una vera e propria estasi-in-vita, così come anticipazione - prefigurazione - della propria morte.
Capite perché non v'è nulla - se non il vivere in prima persona la medesima cosa - che possa distogliermi da questa lettura?


2 commenti:

Dreamy Melrose ha detto...

Ma dai..abbiamo un'altra passione in comune! Lui è il mio autore preferito. Io lo adoro. Sto leggendo piano piano tutti i suoi libri.
Non sono una lettrice costante, ma lui lo leggerei in qualsiasi momento. Mi piace il clima che c'è nei suoi libri..una solitudine che pervade le sue pagine, quella solitudine umana che esiste ed ognuno prova, la solitudine che si prova nel provare emozioni e passioni; non so..ma quando lo leggo mi sento meno sola nel capire che c'è una persona al mondo che ha colto dei sentimenti così profondi e riesce a renderli così bene. Lui proprio riesce a descrivere la sensazione che prova ogni persona nella vita quando è a tu per tu con un desiderio, una nostalgia, una malinconia o un nuovo sentimento. Mi piace troppo perché non banalizza i sentimenti, non li rende i classici "sentimenti" da libro, ma molto simili al reale.

Minerva ha detto...

Ciao tesoro: sì, è anche il mio autore preferito. Mi mancano gli ultimi 4 libri, ma ho sbranato i precedenti con tutto il corpo. Concordo con tutte le tue osservazioni, e in più vi aggiungo il mio apprezzamento per la dimensione della rarefazione che sa creare, in cui mi ritrovo particolarmente.