29/09/11

Imparare/insegnare/condividere

Ho scelto in qualche modo (o mi ha scelta lei) una vita in cui non mi accontento mai, ma non ho desideri che non possa soddisfare. Molti di questi riempiono la mente e l'anima e annoverano il mio imparare e insegnare continuo - in un processo fluido di scambio e condivisione di saperi con gli altri.

Ciascuna mia opinione si costruisce attraverso la sintesi di diverse prospettive di interpretazione, e cerco sempre di guardare alle cose da punti di vista inediti - non per amor di distinzione, ma per evitare posizioni dogmatiche non basate su alcuna riflessività ma solo su posizioni immotivate quanto assolute del tipo "se tutti la pensano così, è la giusta interpretazione".

Sono diventata esperta di cose inutili, so fare molto per conto mio, e alla fine sopravvivo sempre. In più alimento la curiosità - grazie alle ispirazioni che mi danno gli altri, ciascuno con le proprie passioni e i propri interessi, che aprono finestre su pezzi di mondi dei quali spesso ignoro l'esistenza.

Sì, studiate sempre (ovvero leggete, guardatevi intorno, ascoltate gli altri): e non perché vi servirà a qualcosa a livello lavorativo, ma per il vostro piacere. Quando vivete in questo modo, con curiosità e voglia di imparare, non sarete davvero mai poveri né infelici. Malgrado ciò che vi diranno gli invidiosi frustrati che seguono modelli fasulli di felicità, e non riuscendo a raggiungerli vi criticheranno e tireranno a farvi stare male - ovvero a farvi stare come loro ;-)

Buona giornata! :-)


13 commenti:

Notizie del Futuro ha detto...

Pensa che ho 30 anni suonati e mi sono appena iscritto all'università per prendere una seconda laurea (però stavolta di una cosa che mi piace)...

Cawarfidae ha detto...

Wow! Mi rincuora parecchio questo tuo discorso :) concordo in tutto e spero che, alla fine della mia carriera di studente (che vorrei diventasse di studioso), non sia troppo frustrato da dimenticare quanto sia "piena" l'esistenza dedicata a questo...

Ernest ha detto...

studiare per sapere per conoscere per affrontare e per guardarsi le spalle... per vivere.

Minerva Jones ha detto...

@ Notizie dal futuro: sono curiosa (ahah!), mi dici cosa stai studiando ora? ;-)

@ Cawarfidae: ti auguro di riuscire a diventare uno studioso secondo percorsi ortodossi, ma qualora così non fosse (siamo in Italia, ahimè!)... suggerimenti al volo: 1) non avere paura d'andare altrove, anche solo temporaneamente, finché sei giovane (e dico questo solo perché ho verificato non solo per me ma anche per altri che nel tempo gli affetti e il radicamento al territorio iniziano ad avere un certo rilievo emotivo) o 2) pensa fuori dagli schemi, e porta il tuo studio e la tua professione dove non c'è ma secondo te avrebbe un senso ci fosse. Combatti. Si può essere studiosi, studenti e insegnanti anche fuori dal mondo accademico e nel nostro paese c'è un gran bisogno di diffondere educazione/istruzione con ogni mezzo possibile ;-)

@ Ernest: amen, fratello! ;-)

@ tutti: è una questione di piacere. Avete letto questo: http://minervajones.blogspot.com/2011/09/una-certa-armonia-ritrovata.html ? Secondo voi, se una persona non si fosse allenata nel corso della vita all'attenzione, all'amor di conoscenza, alle sfumature, sarebbe in grado di percepire tanto e quindi di provare tanto piacere? Secondo me, no. Insisto: un Mr. B. - con le sue stupide palpatine a pagamento - il vero piacere che prova una come me non lo conoscerà mai! ;-)

ganfione ha detto...

mio figlio maggiore adesso ha 12 anni. da (più) piccolo un giorno mi disse: "papà, da grande voglio fare l'inventore!". gli ho risposto: "ottimo, ma adesso si chiama ricercatore. comincia a studiare le lingue straniere". un paio d'anni dopo ha scoperto la musica e la passione per la batteria; ha quindi cambiato idea e ha detto che da grande farà il batterista. gli ho detto: "figlio mio, ne sono felice. impara sempre le lingue, però". e rimani su questa terra, ché il mondo è vasto e vale la pena di conoscerlo tutto...

Minerva Jones ha detto...

Amen, fratello! :-) [stamattina l'ho detto per primo a Ernest, sorry, mio caro ;-) ]

Lucien ha detto...

Letto e condiviso. :-)

Cawarfidae ha detto...

La valigia è già lì che mi aspetta! ;) grazie per i consigli! ce n'è sempre un gran bisogno (e rimaniamo in tema di insegnamento/condivisione ;))

Ginevra ha detto...

E' arioso questo post, ossigena la mente e l'anima! Immaginare di assumere altre posture esistenziali, diverse da quelle da te descritte, viene difficile anche a me. :-)

@ Notizie dal futuro: Beh, io ne ho molti, molti più di te e l'ho fatto l'anno scorso; coltivare le proprie passioni, anche attraverso lo studio universitario, è meraviglioso! In bocca al lupo!!! :-)

Carlo ha detto...

Condivisibile assai. Anch'io m'incuriosisco di quasi tutto, pur essendo incostante nello studiare e svagato e sognante e pure perditempo. Qualche desiderio che non posso soddisfare ce l'ho, però, e mi sembra naturale: non mi sembra neppure "giusto" lavorare (?) per l'estinzione di un desiderio con la motivazione che è impossibile. È impossibile ma c'è, dunque perché cercare di ucciderlo? E poi non si sa mai: domani è un altro giorno, si vedrà.

Minerva Jones ha detto...

@ Cawarfidae: in bocca al lupo nuovamente, caro! :-)

@ Ginevra: ;-)

@ Carlo: la mia incostanza è anche per me uno dei più gravi assilli! ma ormai ho deciso di non combatterla più, tanto non ero particolarmente gratificata/soddisfatta quand'anche mi dedicavo a qualcosa secondo il "volli, volli, fortissimamente volli". Ovvero, sono perfezionista, ma non maniacale: c'è differenza...
Rispetto ai desideri, per me quelli materiali sono alla mia portata e quelli immateriali di norma li raggiungo. Poi accade che 9 volte su 10 quanto li ho raggiunti perda interesse, oppure che - mentre sto tentando di raggiungerli - perda parimenti interesse perché mi risultano meno appassionanti di quanto credessi. In particolare ciò vale per le persone che m'intrigano: se desidero qualcuno, mi viene facile averlo, altrimenti - nella lotta su lungo periodo per averlo - visto che nel frattempo arrivo a conoscerlo meglio, spesso questi mi delude, quindi mollo la lotta - ché se raggiungessi l'obiettivo nel frattempo mi sono già fatta il film nella mente, ed è un horror :-P

Saamaya ha detto...

La vita è la grande scuola continua: stimolo di smisurate conoscenze e fonte di incredibili piaceri. Alleva di giorno, i sogni che la notte cullerà.

;-)

Minerva Jones ha detto...

Condivido pienamente, tant'è che me ne sono sempre più lasciata travolgere :-)