05/04/11

La patetica schiavitù della taglia 42

Fatima Mernissi, ne L'harem e l'Occidente, scrive che qui da noi il corpo femminile è costretto a rimanere per sempre adolescente e magro, diafano, acerbo e privo di maturità, soggiogato ai dettami maschili della moda e del mercato. Come darle torto? È ciò che abbiamo tutti i giorni davanti ai nostri occhi, basta sfogliare qualsiasi rivista dedicata al pubblico femminile (intrisa ipocritamente di articoli di impegno nella lotta all'anoressia).
Alcuni anni orsono ingrassai di molti, molti chili, per una somma di infelicità varie cui reagivo mangiando per compensare la tristezza. Tutte le calorie si trasformavano in ciccia, il mio corpo diventava sempre più brutto e informe e più ciò accadeva, più io ero disperata e mangiavo ancora. Cercavo i vestiti nelle catene in franchising, o nei grandi magazzini dell'abbigliamento per verificare come maglie, gonne, abiti graziosi e belli – nonché dai prezzi contenuti – arrivavano nel migliore dei casi alla taglia 44. Sopra questa c'erano solo capi che neanche mia nonna avrebbe indossato, e a prezzi decisamente superiori.

Cominciai ad andare in giro con vestiti informi e jeans comprati nei negozi dei cinesi, che annoveravano taglie extra-large a prezzi abbordabili. Una giovane donna infelice, che già stava male e si sentiva brutta, veniva ancora più umiliata dalla società intorno che le imponeva la definitiva somiglianza con un sacco di patate perché incapace di stare per converso dentro una taglia e un modello che nello stereotipo collettivo coincide con la 'bellezza'. Sprofondai nella depressione.
Ne venni fuori cominciando a riflettere sul senso della mia vita da una parte e su tutti questi processi, queste aspettative, questi stereotipi dall'altra, e giunsi da sola, con determinazione e impegno, facendo sport e mangiando regolamente a dimagrire di 1/5 del mio peso totale (mica cotiche!) per prendermi infine sul serio cura di me stessa dedicandomi al piacere in tutte le sue forme – cibo incluso. Un vero atto di forza – altro che il controllo del proprio corpo che attuano le anoressiche quando si sentono tanto dotate di volontà perché si privano del cibo (che a un certo punto non è neanche più questa grande vittoria, visto che il corpo si abitua a non riceverlo e a sopravvivere come può senza più dare alcuno stimolo di appetito)!

Ora sono una donna morbida e 'rotonda' – e a chiunque non mi conosca ancora dico che non si faccia illusioni sull'incontrare l'ennesima malata del mondo della pubblicità o della moda con camicia aperta sino all'ombelico, labbra dischiuse e sguardo spento da tossicodipendente. Vado piuttosto in giro con strani vestiti personalizzati disposti a strati, faccia buffa, orecchini grandi come il mio sorriso e un cartello virtuale appeso al collo che dice: “sono felice, sto bene, benvenuto nel mio mondo, ma non cambio per te: se ti va sono così, altrimenti ciao!”.
Ho imparato che le persone che amo e con le quali reciprocamente ci si incanta, quelle che mi affascinano e con le quali voglio condividere il tempo della mia vita, hanno occhi che emettono luce e sono bellissime – qualsiasi sia la loro taglia.
Ho imparato che ciò che guardo e che gli altri guardano in me non sono neanche i nostri corpi, ma il disegno che questi creano nell'aria e sulla strada quando camminiamo come danzando, e quando mi lascio prendere nell'altrui movimento facendolo diventare il mio.

Come ben sapete, non amo pubblicare mie immagini, ma qui innanzitutto non si vedono dettagli di me e, seconda cosa, volevo corredare questo post di un'immagine che sentissi 'bella' - se non altro per il contenuto di un corpo che sembra un paesaggio di dune e avallamenti. E se poi anche solo alcuni di voi commenteranno "vai così, sgnacchera!", forse qualche donna che legge questo blog sorriderà, la pianterà a sua volta di fare a pugni tra le lacrime con la bilancia e uscirà dall'essere vittima depressa e consenziente di stupidi stereotipi. Con il guadagno, per tutti noi, di un po' di più di verità, apprezzamento reciproco e quindi piacere in questa società altrimenti fasulla ;-)

30 commenti:

Blog Surfer ha detto...

scusami ma "soggiogato ai dettami maschili " e' un scusa per scricare responsabilita' verso gli uomini che , per quanto mi riguarda, verso le donne anoressiche proprio non hanno alcuna attrazione.
Almeno qui prendetevi le vostre responsabilita'.
Tra l'altro , a conferma di quanto dico, poi tu citi le "riviste dedicate al pubblico femminile"...Ecco, diciamolo ,che siete voi le prime a classificarvi sotto o sovrappeso.

Tra l'altro,personalmente, quello che vedo in foto mi sembra un corpo assolutamente magro .. vedi di ingrassare ancora un po' ;))

un abbraccione.

Ale ha detto...

Semplificare le forme, allinearle, classificarle e numerarle, serve solo a livellare le diversità. Quanto cangiante e potente è un corpo le cui forme sono imprevedibili.

Minerva Jones ha detto...

Già, credo che alla fine sia questa continua perversione di stereotipi e aspettative relative anche tra maschile e femminile che condizionano le relazioni reciproche e il pensiero della bellezza e del desiderio. Così come pure l'ignoranza: quello che dici tu, Blog Surfer, non è infatti qualcosa che pensino tutti i maschietti esistenti al mondo (sebbene lo pensino molti dei miei amici e di coloro dei quali amo circondarmi, ovvio).
E le responsabilità delle donne ci sono eccome: tant'è che dò serenamente delle deficienti alle donne che sono incapaci di pensiero autonomo e/o che si ritengono gran fighe perché sono anoressiche/bulimiche, sebbene sia invero il pensiero del controllo su di sé e della propria presunta perfetta bellezza che le rende tanto arroganti. Insomma, un sistema di dominio-controllo-privazione-potere-bellezza di cui faccio volentieri a meno e che combatto. Mica ho usato l'aggettivo 'patetico' a caso, nel titolo ;-)

Blog Surfer: grazie dell'invito a ingrassare oltre, ma ti assicuro che già funziono - in più punti del corpo - come un effacacissimo antistress. E in quanto alle tette grosse e al sorriso ammiccante sto alzando e sventolando la mano come la noiosissima scolaretta che in classe sa tutte le risposte :-D

Minerva Jones ha detto...

@ Ale: quanto mi piace la diversità di forme, l'unicità che ti rende qualcuno interessante da indagare, e quanto la bellezza è proprio scarto dalla norma, dalla ripetizione di forme tutte uguali l'una all'altra!

Marisa ha detto...

Cara Minerva, non sono mai stata magra ma ti assicuro che ho sempre avuto un codazzo di ragazzoni belli e spesso più giovani di me.
Le mie doti?
Di sicuro un seno "da infarto", un sorriso ammaliante e una simpatia travolgente fino a quando ho cominciato ad usare il mio cervello.
Da quel momento gli uomini sono schizzati alla larga da me ad una velocità impressionante e così, grazie al mio cervello ho capito che degli uomini non mi importa più nulla.
Sono felice di non agghindarmi per piacere a loro, di non fare diete se non per me stessa e che essere single è felicità allo stato puro!!!

p.s. somplimenti per il fisico, sei messa molto bene!!!!
ehehehhehehe

Minerva Jones ha detto...

Marisa, che peccato che la tua esperienza sia mettere in moto il cervello e avere uomini che scompaiono. Io mettendo in moto il cervello vedo che scompaiono quelli che non mi interessano, il che è semplicemente perfetto :-D
Poi ok per l'essere single - ci sto benissimo - ma non disdegno il piacere della presenza altrui quando la relazione è gratificante per entrambi, fosse anche solo per un istante in cui senti assoluta condivisione e complicità, su qualsiasi cosa tu stia pensando e facendo in quel momento, con un altro essere umano :-)

NB. Sulla foto, era solo un'ovazione per la ciccetta, sulla falsariga della battuta di un mio compagno delle superiori che diceva che le magre erano come vestiti senza tasche :-P

Sleeper ha detto...

Per quello che si vede nella foto posso solo dire che il tuo corpo mi sembra ottimo così com'è:)

Minerva Jones ha detto...

Alè, grazie Sleeper, un altro punto a favore delle donne oltre la 42 :-D

pesa ha detto...

Non posso che concordare con te, l'immagine è bella :)

Farnetico ha detto...

Ho avuto i brufoli, ho messo l'apparecchietto e, di certo, c'è stato un momento in cui ho creduto che il mondo si dividesse in esseri-brufolo-apparecchietto/dotati ed esseri-umani.
Avevo 16 anni, poi ho smesso di guardarmi da spettatore.
Credo che, per quanto valgano le generalizzazioni, gli Uomini siano incapaci di porsi all'esterno di se stessi per giudicarsi, anzi per condannarsi e gli esempi di uomini panzuti "affascinanti" o che si credono tali, si sprecano. Si sprecano perchè le donne non sono una razza, grazie al cielo. Possono infatuarsi da uno e non da un altro, caso per caso.
La grande operazione di generalizzazione estetica, attualmente pro magre, riguarda le donne e a mio parere è fatta dalle stesse donne: non mi risulta che se esse siano in carne, formose, piene, grasse ecc. siano rifiutate, a meno che si versi nel campo del soprannaturale e, se cosi fosse, sarebbe un discorso molto diverso. 44 46 48 50..siete questo?
Minerva! (era una specie di imprecazione ;))Sebbene il tuo ritratto delinei appassionanti scenari dai colori desertici, penso che la pubblicazione di questa foto sia un ulteriore modo per alimentare anche solo nel subconscio o anche tramite la contestazione, la generalizzazione sul modello di donna.
Il corpo, a mio modesto parere, dovrebbe essere attaccato al resto, se esiste (...).
Ah.. se si usa il cervello e tutti gli uomini scompaiono, non vuol dire necessariamente che tutti gli uomini siano senza cervello; c'è anche la remota, ma effettiva possibilità che il cervello si sia un po' atrofizzato a causa del disuso.

Minerva Jones ha detto...

La grande operazione di generalizzazione estetica, attualmente pro magre, riguarda le donne e a mio parere è fatta dalle stesse donne.
In realtà è fatta 1) dal mercato e dall'economicità e dai profitti potenziali derivanti dalla produzione in serie di capi standard, 2) dalla volontà di dominio perché se riesci a condizionare delle persone sulla base dell'estetica e della privazione hai esseri docili e stupidi che ti seguono (e qui allora non vorrei dire ma non mi sento di dire "i responsabili sono gli uomini" o "i responsabili sono le donne" - sebbene il potere sia di fatto nelle mani degli uomini, a livello sociale/politico/economico, quindi un po' di sospetto su chi vuole ridurre le donne al silenzio e alla manipolabilità ce l'ho...).

A te poi non risulta che vengano selezionate magari in base alla taglia, ma a me sì - ti assicuro. Io ho ben chiaro il ricordo delle occhiate e dei sorrisini, del disgusto subito ecc. ecc. Fidati...

Come ho detto nella risposta a Marisa, nella mia esperienza invece se si usa il cervello si allontanano quelli che appunto non mi interessano, quindi è perfetto :-D

Infine, d'accordo con te che il corpo dovrebbe essere attaccato al resto (che nel mio caso esiste, tranquillo), ma se non mi si vede il viso - così come d'altronde uso uno pseudonimo - è proprio perché sono una persona che ha una vita, e su internet ci sono tante persone in gamba quanto dementi che ti vengono a prendere a casa. Ho già esperienza anche di questo e non ho piacere di replicare la cosa... Ciò non toglie che di cose da dire ne ho, e che volevo fare vedere che un corpo, anche se rotondo, può comunque essere gradevole - e proprio perché le forme sono altre, così come non si vedono particolare intimi, dettagli o nudità esibite, ho tutti i miei dubbi che un'immagine del genere promuova un'idea di standardizzazione. Promuove solo un "rotondetta è bello" :-D

MrJamesFord ha detto...

Continuo a pensare che stereotipi e limiti sociali imposti possano essere facilmente vinti e superati da quell'elettricità che si forma quando l'istinto ti indica qualcuno, a prescindere da quelli che saranno i vostri destini.
Nessuna regola, dunque, solo armonia delle linee e voglia di godersi quello che ci piace assolutamente il più possibile!

Cavalier Amaranto ha detto...

Non vorrei elogiarmi troppo ma vedendo la tua foto posso dire senza smentita che il ragionamento sul tuo commento al post "differenza d'età", presente sul mio blog era esatto.

Il piacere di avere ragione è la speme di essere riusciti ad aver ragione del nostro interlocutore (cit:Cavalier Amaranto).

Minerva Jones ha detto...

Vero, MrJamesFord, decisamente d'accordo con te. Però a volte è dura quando non trovi vestiti accettabili, o hai il viso che invecchia e via dicendo in una società dominata da certi canoni estetici (ed esistenziali loro relativi, anche). Io l'ho superata proprio perché nella realtà concreta e quotidiana c'è molto più apprezzamento della verità con cellulite e desiderio che della plastica senza dialogo...

Minerva Jones ha detto...

@ Cavaliere: amico mio un po' svampito :-P io non ho mai commentato quel tuo post perché in realtà non l'ho ancora letto (sono stata impegnata in questi giorni, li sto leggendo piano piano oggi), quindi men che mai commentato. Quindi non so cosa tu ti riferisci, così come tu mi stai confondendo con un'altra (ach! gravissimo errore! :-D ), ma andrò a leggere quanto prima. Baci!

Farnetico ha detto...

Hai fatto una fotografia del mercato.
Non prendo in considerazione i profitti potenziali dato che si tratta di mere proiezioni che si basano su delle variabili di cui si può avere in qualche modo una previsione, ma non la certezza. Dell'economicità mi è sfuggito il termine di relazione perchè pur essendo un parametro di produzione e di strategia commerciale, di certo ha bisogno di un termine di relazione e dunque si torna alle variabili.
In ogni caso condivido il linea di massima sia il primo che il secondo punto.
Ma i presupposti?
Il mercato non viene da Marte e il senso di dominio o la sottomissione, dolce o violenta, non sono frutto di un'azione mirata di extraterrestri superiori per specie, siamo solo noi.
MrJamesFord ha detto "Continuo a pensare che stereotipi e limiti sociali imposti possano essere facilmente vinti e superati da quell'elettricità che si forma quando l'istinto ti indica qualcuno, a prescindere da quelli che saranno i vostri destini.".
Io credo che questo genere di tensioni siano quelle variabili su cui il mercato vive,
Devo, tuttavia, aggiungere un posticino alla cultura e al sano e vecchio studio.
Se i gusti e i modelli che si formano si basano sulla scelta di un insieme di persone che ha, quali strumenti di conoscenza e relazione, il bagaglio formatosi in anni di Grande Fratello o Maria De Filippi, è chiaro che il mercato non solo accontenterà quel tipo di domanda senza mai saturare, ma si farà, altresì, il possibile per far crescere e ingrandire questo gregge che "fa" il mercato.
Se, invece, pur nella mia tranquillità del tuo cervello, la gente e i giovani in particolare, spontaneeamente o sotto la direzione familiare cominciassero a STUDIARE e fare attività simili/connesse e spegnere il televisore, credo, sono certo che il mercato cambierebbe e che il dominio/sottomossione crollerebbe da sè.

Non mi riferivo a te per ciò che attiene la relazione tra gli uomini e l'attivazione del cervello. Sono d'accordo con quello che hai scritto.

Le occhiate e i sorrisini ci sono dappertutto per ogni cosa non socialmente condivisa.
Dal grasso ai brufoli passando per il secchione o per la "emancipata". Si tratta, a mio parere, di una forma di discriminazione innata nell'uomo verso ciò che è diverso, sia sesso, religione, colore della pelle, stazza fisica...la paura del diverso o la necessità di sovrastare gli altri per propria insicurezza ha sempre generato dei fenomeni di questo tipo, vale a dire la ridicolizzazione di chi è diverso dal branco e li arriva il mercato..
Poi c'è la gente con cervello e con personalità gente che non fa mercato, che non partecipa col branco a certe operazioni di denigrazione, che non le sente, che non pettina come un idiota, che sa dire NO.

Comunque mi piace quello che hai scritto.

Minerva Jones ha detto...

Sull'importanza dello studio, del formarsi un gusto proprio e parimenti una propria capacità critica, non potremmo essere più d'accordo. Guarda però l'ignoranza anche delle famiglie, così come la loro rassegnazione e stanchezza davanti ai modelli che ci vengono proposti, e avrai un ulteriore contributo alla risposta del perché poi la tv faccia incetta di menti che si lasciano persuadere così facilmente :-)

Marco (Cannibal Kid) ha detto...

vai così, sgnacchera!

;)

Inneres Auge ha detto...

Vai sgnacchera!
"Ho imparato che ciò che guardo e che gli altri guardano in me non sono neanche i nostri corpi, ma il disegno che questi creano nell'aria e sulla strada quando camminiamo come danzando, e quando mi lascio prendere nell'altrui movimento facendolo diventare il mio."
Riesci a dire quello che penso anch'io ma che non posso dire causa contratto di affitto scaduto con alcuni motoneuroni.

Ps voglio vedere il seno da infarto di Marisa

Minerva Jones ha detto...

Amici miei, che danza meravigliosa con voi! E così tutti i qui presenti apprezzano le donne fuori dalla 'norma', uniche nel loro essere, nelle loro taglie e nella loro capacità di vedere e lasciarsi incantare! :-)
Bene, miei cari, la cosa è reciproca, e questa sera vi ringrazio d'aver partecipato a questa piccola lancia spezzata in favore delle nostre personalità, della nostra unicità e delle nostre vite invero 'ricche' e sincere - lontani dal lasciarci soggiogare da immaginari (come sempre) poveri, ripetitivi e mortificanti.
Ché di vita ce n'è una sola, e sempre perorerò la causa di buone cene, in complice compagnia, intrattenendo piacevoli conversazioni, sorseggiando una bottiglia d'un buon vino dal gusto rotondo come le nostre forme! Sperando un giorno di alzare i bicchieri in un brindisi con voi! :-D

MrJamesFord ha detto...

Minerva, dipende dalla realtà.
Come da chi la vive.
In "Mezzanotte nel giardino del bene e del male" Kevin Spacey dice "La verità sta negli occhi di chi la guarda: tu sai quello che credi, io quello che ho visto".
Godiamoci la verità di chi ci vede.

sassicaia molotov ha detto...

Quando la pregiudiziale per desiderare una donna diventerà la taglia 42 sarà bene che appendiamo tutti l'uccello al chiodo, perdonatemi la franchezza; e comunque è una condizione ben lontana visto che la percentuale di segaioli continua ad essere costante da 5000 anni.

petrolio-muso ha detto...

A me non piace l'esibizione del corpo… non è tabù, né scarsa considerazione del mio, è semplice frutto di esperienza, e di personale, molto personale idea della tentazione velata e della disponibilità non ostentata! col passare degli anni ho sperimentato che l'uomo non gradisce le ossa, ero arrivata a pesare 51kg per 1,72, per motivi di esasperata attività atletica e ho verificato la tesi della minore attrattiva! Sono d'accordo con gli uomini che si sono espressi prima di me nel dire che è solo colpa nostra! A dir la verità non ho mai avuto questo problema: sono sempre stata indipendente da questo tenore di giudizi, in sostanza non me n'è mai fregato un emerito… e ciò ha sempre attirato più sguardi e considerazione di molte altre che facevano a gara per piacere! Non è il confronto che porta a vincere, e anche questo termine non mi piace. È la consapevolezza delle proprie qualità e della propria personalità, della propria carica erotica e anche, perché no, della piacevolezza dei rapporti che si riesce ad instaurare: in una parola empatia! Le mie conquiste son sempre partite da una conversazione o da uno sguardo disinteressato! Perché non ribaltare i ruoli: anche noi a volte siamo attirate dai belloni imbecilli e tutti muscolo, cioè io per nulla… anzi! Per una volta facciamo un esame delle nostre delusioni e della nostra 'impotenza'. IO sono amante dei cervelli e non dei pacchi esibiti! ;)

Minerva Jones ha detto...

D'accordo con te: sempre ho notato che proprio il sostenziale disinteresse per la competizione o la caccia è ragione di fascino. Altro motivo per cui non mi esibisco mai (salvo in 'sta foto, ma per le ragioni dette): perdita di tempo e strategia errata - se mai uno avesse l'obiettivo della conquista.
Stessa cosa per me su ciò che mi piace in un uomo. Con relativo pensiero ulteriore che - se mai avessi qualche velleità di conquista (e non ce l'ho) - questo blog, con i suoi lettori, sarebbe una prelibata riserva di caccia. Gnam gnam, begli ometti! :-D

Chicca ha detto...

Per una vita intera ho 'lottato' col mio corpo, in questo incredibile inizio di primavera, uscendo da una vera e propria 'valle di lacrime', sto perdendo chili di dolore accumulati chissà da quanto. Non posso negare che non sia una bella sensazione...ma credo c'entri più con lo spirito che col corpo in sé.
Per il resto, il 'mito' della magrezza non mi interessa, lo trovo stupido e subdolo. Forse anche perché sono circondata da donne che se ne fanno un vanto e poi...sono persone che non hanno molto da dire e che non sanno apprezzare un buon piatto e un buon bicchiere! Anyway, Minerva complimenti;)

Minerva Jones ha detto...

@ Chicca: quell'immagine ritrae corpo non plastificato bensì risultante da buon cibo e bicchiere di vino, quindi salute a te e felicissima che tu stia perdendo i chili di dolore. Che tu possa arrivare presto a stare davvero bene - nel corpo e nell'umore ;-) Ti abbraccio, tesoro!

petrolio-muso ha detto...

ahahahahahhhaahah! ci pensavo anch'io! preda e cacciatrice nello stesso tempo! Dunque nella immaginazione mi vedo a cavallo in una landa deserta dell'Europa Settentrionale o dello stupendo continente africano o dei canyon americani! ;) naturalmente le ferite della battuta non sono mortali, sin da bimba ho sempre tifato per i pellerossa che cacciavano per "nutrirsi", piacere e passione per l'appunto! :) *

Fra ha detto...

gran bel post :)

Minerva ha detto...

Grazie! :-)

UIFPW08 ha detto...

.. però la foto e bella.. Maurizio