23/02/11

Parkour Flip Book, e la filosofia del parkour

Arrivano tutti da Singapore? Ho casualmente incontrato un'altra artista, una designer il cui nickname è Saggyarmpit, disegnatrice e animatrice del video Parkour Flip Book - in cui il protagonista corre, si arrampica, salta, attraversa ostacoli nell'ambiente urbano, ovvero pratica il parkour.

Nello spiegare in cosa consista questa disciplina, su wikipedia ho trovato un passaggio che mi piace molto. "L'allenamento si divide in due fasi: il potenziamento fisico e la pratica sui percorsi (o tracciati). La prima non è strettamente connessa al parkour, e può far uso di qualsiasi movimento che aiuti a migliorare il controllo del corpo e aumentare i propri parametri di forza, velocità, equilibrio ecc. La seconda invece prevede la scelta di un punto di partenza e uno di arrivo, e l'analisi critica di tutti gli ostacoli tra i due. Il traceur esperto è in grado di trovare le combinazioni giuste di tecniche e movimenti per percorrere il tracciato nel modo più fluido possibile. Molti traceur hanno dei tracciati prediletti che continuano a perfezionare negli anni.

Il parkour oltre ad una 'disciplina' è uno stile di vita, come un modo di pensare; infatti dopo l'inizio della pratica di questo sport, si inizia a analizzare tutto in un altro modo. Qualsiasi appiglio o ostacolo viene osservato come un punto di appoggio da superare in maniera fluida ed efficiente. Questo insegna nella vita di tutti i giorni a non arrendersi mai davanti ad un problema ma al contrario sfruttarlo per proseguire in modo ancora migliore la marcia verso il proprio obiettivo finale."

Non male, nevvero? Intanto che ci pensate, godetevi queste immagini. Buona visione! ;-)



14 commenti:

Inneres Auge ha detto...

Proponi sempre cose interessanti. Non arrendersi mai per la serie ho perso una battaglia ma non la guerra...

Minerva Jones ha detto...

Guarda, a me ciò che ha colpito è proprio questa idea metaforica di sforzarsi di pensare a come superare l'ostacolo attraverso un movimento inedito, non abituale. Questa cosa mi sta facendo impazzire come idea - è forse vicino a quello che viene chiamato in psicologia il 'pensiero laterale' (http://it.wikipedia.org/wiki/Pensiero_laterale)? Quindi urge summit, e allenamento tutti insieme :-D

Inneres Auge ha detto...

Il fatto che ti faccia impazzire mi rende "voglioso" di provare

Venerdi Sushi ha detto...

Il video è una autentica opera d'arte, Minerva è una scout senza pari. Per quanto riguarda il parkour però... non so... per me è il risultato dell'urbanizzazione selvaggia, può apparire affascinante ma in definitiva è triste. Ci si adatta a fare certe cose nel cemento per mancanza di spazi naturali. Quando avevo 14 anni (esattamente 36 anni fa) con dei miei amici facevamo le gare correndo sugli scogli del porto, direttamente sul mare... 500 metri di ostacoli enormi e rocce taglienti come rasoi. Il sistema era lo stesso, osservare, analizzare e prevedere. Certo un porto come ambiente non è il massimo della natura, ma almeno non si corre tra cemento e vetri.

Inneres Auge ha detto...

@ Venerdì: hai ragione, ormai è tutto cementificato e quei pochi spazi verdi che reestano dovrebbero essere venerati invece li riempiamo di carta e vetri.
Concordo sul fatto che MInerva sia una grande talent scout

Minerva Jones ha detto...

A tutti e due, amici miei: basta con questi complimenti che mi mettono in imbarazzo. Grazie :-)

@ Inneres Auge: mi fa impazzire il pensiero di risolvere i problemi nella vita reale con tale atteggiamento. Rispetto alla pratica vera e propria... sì, sarebbe strafigo farlo, è eccitante!, quanto mi piacerebbe!, ma non ho più né l'età né il fisico ;-)

@ Venerdì Sushi: concordo sul malessere da erosione di spazi naturali, dei quali tanto sentirei il bisogno!
con dei miei amici facevamo le gare correndo sugli scogli del porto, direttamente sul mare... 500 metri di ostacoli enormi e rocce taglienti come rasoi.
Ah, ma allora non sei solo sadico, c'è pure un po' di masochismo in te! :-D

Zio Scriba ha detto...

ti dirò che mentre dal punto di vista del disegno-animazione (e anche da quello filosofico di superamento degli ostacoli, per non parlare della denuncia contro la cementificazione) la cosa mi pare molto simpatica e originale, il parkour in sé, come "disciplina fisica", mi sembra come intelligenza piuttosto affine al famigerato "balconing" (anche se un po' meno stupido e pericoloso di quello...)
Bacioni!

Minerva Jones ha detto...

@ Zietto: nooooo, davvero. Il "balconing" è una delle peggiori forme di stupida autodistruzione di adolescenti privi di punti di riferimento e di genitori che minimamente li seguano. Il parkour è invece proprio un'attività sportiva che si apprende lentamente e per gradi, che ha tecniche, che richiede resistenza, potenza muscolare, e tanto fiato. Mica si buttano giù da due piani dopo aver bevuto come cammelli 'sti qui - anzi, scommento che ce ne siano un bel po' straight edge. E quando si buttano giù da due piani, è perché hanno gambe/ginocchia e muscoli in grado di ammortizzare - mica lo fai da un giorno all'altro! Tant'è che non cadono, non perdono l'equilibrio e non si sfasciano. D'altronde - ora che ci penso - se pensi alla stessa ginnastica artistica a corpo libero, si fanno piroette/capriole in volo da paura per poi ricadere senza danneggiarsi. Io stessa che da giovane la praticavo ho però ben presente il ricordo dell'allenamento, prima di arrivare a questo punto...

Inneres Auge ha detto...

Zio, paragonare il Parkour al balconing è un po' come asserire che Frattini è il ministro degli Esteri. Non esagerà

Venerdi Sushi ha detto...

@Inneres Auge: ahahahahahahahah questa è buona, Frattini Ministro degli Esteri ahahahahaahahah

Venerdi Sushi ha detto...

@Minerva: ahem ogni sadico ha una soglia del dolore molto più alta di un masochista ma a differenza del masochista il sadico non gode del dolore, semplicemente lo domina :-)

Minerva Jones ha detto...

@ Venerdì Sushi: ... Adesso m'hai definitivamente terrorizzata! :-D

7di9 ha detto...

Da ex-skateboarder, credo di capire la filosofia dei traceur. E sono d'accordo con te: non è niente male... Anzi, dico di più: penso che una tecnica-filosofia come quella alla base del parkour abbia una forte capacità catartica, abbia, cioè, la capacità di adattarsi a qualunque aspetto e problema della vita e di offrire soluzioni diversamente impensabili, così come uno skate o un paio di gambe possono qualunque cosa, se la mente che li governa è libera. La strada, gli ostacoli, l'asfalto... sono dentro la testa, non fuori.

7

Amore_immaginato ha detto...

Il video è fantastico e la disciplina mi ha sempre affascinata.
Io provo decisamente invidia per individui che sfidano la legge di gravità o comunque le girano intorno dando l'illusione che sia possibile