23/03/12

L'incanto della radio: stay tuned!




Minerva ama molto la radio. La ragione principale è – senz'ombra di dubbio – che questa la trasporta in un'altra epoca in cui il ritmo della vita era molto più lento di quello ansiogeno attuale e la medesima comunicazione via etere, come quella reale tra i possibili interlocutori, era improntata a grazia e rarefazione.

Del conduttore o della conduttrice percepivi unicamente la voce – sempre sensuale, sempre impostata, sempre scandente in modo puro e chiaro le parole – immaginavi la persona e le adducevi le medesime caratteristiche in toto. In tale modo egli (o ella) veniva ad avere quella medesima bellezza cristallina – nell'aspetto fisico, nei tratti del viso, in quelli dell'anima – che percepivi nel suo parlare e nel suo intrattenerti, unici elementi sui quali si poteva basare la tua conoscenza di lui/lei.


E intanto attendevi alle tua mansioni quotidiane, prestando orecchio, ma solo quello, a parole e musiche che ti aiutavano a sentire volare il tempo o a uscire dalle quattro mura in cui il lavoro ti confinava per parte della tua giornata, assegnando una colonna sonora a questa e rendendo la tua vita, di volta in volta, un film drammatico, una commedia, un noir, una storia d'amore a seconda della frequenza, dell'ora e quindi del programma che sceglievi.


Minerva ha scelto Radio BlackOut e Pink is Punk! per amore della conduttrice – invero deliziosa nuova amica nella propria vita con la quale tanto condivide in termini di pensiero politico e relazionale. Per non menzionare l'attitudine ironica, vagamente queer, creativa e ludica del programma, che propone notizie della settimana con commento dissacrante e proprio in virtù di questa attitudine antidrammatica riesce forse a far riflettere con maggiore lucidità i propri ascoltatori anche sulle notizie più emotivamente sconcertanti.
Ad Affinity, co-conduttrice insieme all'altr* Affinity di Pink is Punk!, lascio ora la parola - ché vi racconti dall'interno l'emozione di questa esperienza e di questo mezzo di comunicazione ;-)

"Come al solito le parole di Minerva riescono ad esprimere l'inesprimibile. La sua visione romantica della radio è un dipinto di parole che racconta la bellezza di un mezzo unico, che è una compagnia piacevole e non invasiva. Certo, di Pink is Punk! non si può ammirare la sensualità della voce dei conduttori, almeno per quanto riguarda la sottoscritta gracchiante, che grazie alla radio ha anche scoperto di avere un accento torinese che neanche il più severo corso di dizione saprebbe correggere. 

Di certo una delle meraviglie del mezzo radiofonico è quella di lasciare che la fantasia dell'ascoltatore assegni un volto, spesso inesistente, a una voce; stimolare la sua immaginazione, stupire nel momento in cui riconosci in un viso mai visto una voce incredibilmente familiare, una voce che riconosceremmo tra mille... sempre sia lodato l'effetto sorpresa.

Questa settimana Pink is punk! ha compiuto il suo primo anno di vita, il 21 marzo, infatti oltre ad avere come vanto più grande quello dell'ironia, siamo pure un po' fricchettoni. Un anno di avvicinamento, un anno in cui ho imparato a conoscere la bellezza della radio, ma è bastato molto meno per innamorarmene perdutamente... Limone e Colpetto alla radio! ;-) ".

La radio, inoltre, ha il merito di trasportare parole e suoni nell'aria raggiungendo luoghi lontani e magari isolati, dove persone che non hanno altrimenti la possibilità di mantenersi in contatto col resto del mondo possono comunque continuare a rimanere informate rispetto a ciò che quivi accade e forse, un po', a sentirsi meno sole - come se i conduttori del programma parlassero esclusivamente per loro :-)

Che dire, infine, dell'interazione ascoltatore-speaker? Sicuramente è ben più sviluppata nel contesto radiofonico rispetto a quello televisivo, e proprio l'estrema facilità nel contattarsi reciprocamente per il tramite di una semplice telefonata - che porterà le voci di entrambi gli interlocutori sul medesimo livello di dignità di parola all'orecchio di terzi in quel momento all'ascolto di quelle frequenze - rappresenta la fortuna di tanti programmi basati su questa comunicazione di tipo 'circolare'.

Ebbene, se leggere questi pensieri ha stimolato la vostra curiosità, non possiamo fare altro che invitarvi ad ascoltare la puntata dei festeggiamenti, lunedì sera, dalle 22.00 alle 00.00, sull'unica frequenza libera e liberata di Torino. Radio Blackout 105.250 in Fm o in streaming su www.radioblackout.org/streaming Limone e Colpetto a Blackout! Ridete in faccia all'autorità. Frivolamente vostr* ma anche nostr*"



Convinti ad ascoltare? Bene, ché vi aspettiamo. Stay tuned! ;-)


4 commenti:

Ernest ha detto...

è la prima cosa che sento alla mattina dopo il mio sbadiglio!

Baol ha detto...

Lo diceva anche Finardi

Con la radio si può scrivere leggere o cucinare
non c'è da stare immobili seduti a guardare
forse è proprio quello che me la fa preferire
è che con la radio non si smette di pensare


Io adoravo ascoltare la radio di notte, mi faceva compagnia durante l'insonnia e poi ascoltare le voci degli speaker era come stare in un tempo sospeso.

Minerva ha detto...

@Ernest: Idem, radio anche per me al mattino, con caaaaalma mentre perdo tempo e bevo il caffè :-)

@Baol: sì, ricordo questo pezzo di Finardi. Il senso è quello, ma ti assicuro che c'è anche molta emozione e senso di sospensione dall'altra parte - ovvero dallo studio - nell'immaginarti gli ascoltatori, il luogo in cui sono, cosa stanno facendo mentre ti ascoltano :-)

Gio ha detto...

Trovata :D