23/01/12

La metafora della spaccata al biliardo

Sapete giocare a biliardo, quello americano nello specifico? Chi di voi lo conosce sa - e chi non lo conosce lo scopre qui ora - che il colpo d'apertura, detto 'spaccata', consiste nel colpire con la stecca una biglia di colore bianco (che anche successivamente sarà sempre quella sulla quale mirare in primis per colpire con questa tutte le altre) indirizzandola verso le altre 15 disposte a triangolo in modo tale da muoverle/aprirle portandole verso le buche e dando inizio alla competizione.

Va da sé che questo colpo normalmente è ragionevolmente forte in modo tale da distanziare e magari già orientare verso le buche almeno una parte delle biglie. Così come può accadere che alcune biglie cadano già in buca. Così come, ancora, che tra queste ultime possano esservene sia di nostre, sia di altrui - cosa che ovviamente agevolerebbe il nostro avversario.

Quando sono in crisi, in situazioni senza uscita, in cui tutto gira storto, e soffoco, mi dimeno, combatto, ma nulla cambia, l'ultima mia risorsa è sempre questa: attuare una spaccata rispetto a tutto ciò che è in corso in quel momento nella mia esistenza. Ovvero mettermi in posizione e buttare tutto all'aria - con un colpo talmente forte che non sia possibile tornare indietro. 

Chiudere un lavoro esprimendo tutto ciò che si pensa - se necessario con l'accortezza e l'intelligenza di aver magari trovato altre soluzioni alternative, se per qualsivoglia ragione non ci si potesse concedere un periodo di disoccupazione e ricerca di nuovo impiego dopo la spaccata.
Rompere relazioni che ci stanno uccidendo, pur se il senso di colpa dell'onda d'urto che colpisce le altre persone ci/le farà soffrire - tutti si deve imparare a essere responsabili di se stessi, noi come gli altri, quindi proteggere chi amiamo castrando noi stessi è un atto di cura fuorviante perché basato sulla finzione (è questa che vogliamo dare a chi amiamo? io no) e alla fine de-responsabilizzante per gli altri rispetto alle loro stesse vite - se visto su lungo periodo.
Liberarci di amicizie o situazioni in generale foriere di sofferenza. Buttare via cose, fare spazio per attendere che la vita ci porti nuove esperienze, persone, parole calde, intense e meravigliose per riempire tale spazio e riempire la nostra anima.

Perché ciò che sappiamo - ma che a volte dimentichiamo - è che le relazioni umane sono visualizzabili, concepibili e, in ultima analisi, funzionano come un sistema 'chiuso', e i sistemi chiusi tendono all'omeostasi, a un equilibrio statico. Quindi - se al loro interno si verifica un cambiamento violento della situazione e dei rapporti tra le sue componenti - il sistema stesso troverà nuovi modi per far tornare ferme le biglie.

Dare un colpo violento significa cambiare la configurazione in equilibrio di cui facciamo parte, ma che ci fa male. Certo, nel dare tale colpo non sappiamo dove andranno le biglie, né che posizione definitiva assumeranno.
Alcune andranno a posto da sole - e questa è una cosa che ovviamente ci auguriamo. Magari le soluzioni nuove (e felici) non le avevamo in precedenza neanche ipotizzate perché - per come stavano le cose - non erano neanche pensabili! Altre, invece, potranno porsi in posizioni negative, ma almeno saranno in una configurazione nuova con la quale confrontarci. Magari ci sorprenderanno costringendoci a mosse laterali inedite per venire risolte.

Quando proprio non ce la faccio più, io faccio una spaccata e - per me - ha sempre funzionato: a volte il caso trama in nostro favore, sapete? Basta non aver paura, e accettare di affrontare la responsabilità delle possibili e inedite conseguenze.
Ma quando si sta male, consapevoli che di vita ce n'è una sola, prima o poi bisognerebbe fare un atto di coraggio e d'incoscienza del genere. O almeno: io ve lo suggerisco ;-)
Chissà che non funzioni pure per voi? Per lo meno avrete problemi nuovi, e non quelli soffocanti e irrisolubili con cui cincischiate magari da anni nella continua sofferenza...

[la metafora della spaccata è un suggerimento di quell'altro essere delirante che è mio padre; un autore ad hoc che invece ho scoperto io e che dice, articolandole e approfondendole in modo eccezionale, le stesse cose è PaulWatzlawick:
Watzlawick, P., Weakland, J.H., Fisch, R. (1974). Change. La formazione e la soluzione dei problemi. Roma: Astrolabio.
Watzlawick, P. (1983). Istruzioni per rendersi infelici Milano: Feltrinelli]

16 commenti:

ganfione ha detto...

già.

Hob03 ha detto...

"Per lo meno avrete problemi nuovi, e non quelli coffocanti e irrisolubili con cui cincischiate magari da anni nella continua sofferenza..."

adoro il biliardo e adoro quello che hai scritto...una perfetta metafora della vita...

Minerva ha detto...

Allora la prossima volta ci troviamo davvero e facciamo una partita, eh? ;-)

Minerva ha detto...

E ora che sapete che la sottoscritta è sgnacchera e single, ama vestiti e atmosfere retrò, intimo semplice, buon cibo, piacevoli conversazioni quanto intensi silenzi, adora il mare, ballare per strada, vivere con lo zaino e il sacco a palo in spalla e infine pure giocare a biliardo, chi vi ferma più dal corteggiarla spudoratamente? :-DDD

Ernest ha detto...

effettivamente non avevo mai pensato al biliardo "americano" in questa maniera. Hai decisamente ragione, a volte la spaccata può mettere a posto le cose, si rischia certo ma magari va bene, ci posiziona le palline in posizioni facile e altre lontane.
In fondo poi la vita è anche questo...

Carolina Venturini ha detto...

Molto interessante questo parallelismo fra biliardo e relazioni. Complimenti!

Mauro ha detto...

beh, tu saresti stata da corteggiare anche prima, a priori, anzi a prescindere, perché in quel che scrivi c'è tutta te, e già quello credimi basta per far girare la testa.

Comunque io son un artista delle spaccate, una ogni 10 anni magari, ma esagerata, folle, sragionata, stupidamente assoluta

Minerva ha detto...

E' quella, è quella: è la follia ENORME - quella che, come dice una mia amica, è propria di chi è saggio ;-)

Humani Instrumenta Victus ha detto...

Avrei bisogno di un biliardo progettato secondo geometrie non euclidee.

Alberto ha detto...

Come dice l'adagio, la fortuna aiuta gli audaci. Tu l'audacia ce l'hai, potresti aprire un corso per insegnarla agli indecisi, quelli che tentennano sempre nella vana attesa di Godot. Ciao Minerva.

Cri ha detto...

Ma questo è quello che, inconsapevolmente, ho sempre fatto! Un po' più nell'accezione di "buttare tutto all'aria" in modo scomposto, ma non troppo, sempre con giudizio. Quando si arriva ad un ristagno tossico è un atto liberatorio che spezza lacci, catene, e fa sentire viva!

Minerva ha detto...

@HIV: Eh, a chi lo dici! :-D

@Alberto: Non mi conosci bene, evidentemente - sono l'essere più indeciso del pianeta e con i piedi dannatamente nelle nuvole (come la testa) :-D

@Cri: Può anche far sentire la terra mancare sotto i piedi e le ginocchia divenire fragilissime, ma poi tutto il corpo torna bello in forze e in equilibrio - se si sopravvive, certo ;-)

Grace (ma gnappetta della Val Gina) ha detto...

Bellissima questa metafora.
Tante volte siamo vili, ci ostiniamo a vivere situazioni tristissime pur di non dover prendere decisioni che potrebbero far stare peggio altri e di conseguenza anche noi stessi.
Non pensiamo quasi ma che uno scossone possa cambiare l'assetto di cose che, magari, viste da altre prospettive, potrebbero apparirci diverse, più semplici.
Da oggi mi metto a giocare a biliardo, ora esco a comprare la stecca e comunque sempre calma e gesso :)

Minerva ha detto...

Urca, Gnappetta, che commento serio e ponderato: m'aspettavo piuttosto che indicassi potenziali destinazioni finali della stecca da biliardo rispetto a interlocutori sgraditi e metafore sull'espressione invero serissima - se riferita al gioco in oggetto - di "spaccare le palle" :-D
[OT: la tua immagine del profilo è a dire poco meravigliosa, già è proprio bellissima in sé la persona, ma poi adoro questa tua autoironia!]

OrsaBIpolare ha detto...

Complimenti anche al papà allora :)
Metaforicamente parlando ne ho fatte fin troppe di spaccate...
Mentre a biliardo ho provato a giocarci una volta e facevo saltare le palle fuori dal tavolo; niente da fare, non mi riesce di stare dentro le regole ;)
(devo dire che era molto più divertente per tutti veder saltare queste palle per tutta la sala!).

Ciao bionda, visto che ogni tanto trovo il tempo di dire ancora qualche cazzata? =D

Hob03 ha detto...

@minerva ok, alla prossima non mi tirerò indietro :)