25/11/11

25 novembre. Un sistema di violenza. La violenza del sistema.


Oggi siamo a 129 donne vittime della violenza maschile solo da gennaio 2011. C'è chi sta tenendo i conti di una mattanza che in primis accade in famiglia - nella civilissima Italia.

Ma a denunciare anche 'solo' uno stupro, oggi - nella 'civilissima' Italia - si rischia anche di venire messe in un centro di detenzione temporanea se straniere: violenza su violenza.
Quindi nessuno dica nulla di diritti che le donne avrebbero acquisito, tanto più che poi non vi sono né politica né modelli culturali a sostenerli.

Vogliamo parlare infatti della devastazione culturale operata da anni di governo di individui in malafede che ci hanno progressivamente sottratto la possibilità di decidere che fare del nostro corpo (concedendo l'obiezione di coscienza ai medici antiabortisti delle strutture pubbliche, sottraendo fondi alle politiche d'assistenza per le vittime di violenze, depenalizzando chi oggettifica le persone alla stregua di 'merci' ecc.)?
E di discorsi mediatici che non si possono più sentire?

Una devastazione di cui sono vittime le donne più degli uomini, ma dove anche questi ultimi vengono 'imprigionati' nell'(im)possibilità di scelta e ridotti ad animali da riproduzione a sostegno d'un sistema che arricchisce pochi con lo sfruttamento di moltissimi - nella civilissima Italia.
Leggete da Me-deA perché la data di oggi è stata scelta per parlare della violenza contro le donne.
E continuiamo a impegnarci perché certe cose, un giorno - anche se non dovessimo vederlo noi stessi di persona - queste cose non accadano più.

3 commenti:

UIFPW08 ha detto...

Permetti di condividere questo post Mai piu violenza sulle donne.
Maurizio

Minerva Jones ha detto...

Certo Maurizio, fai sempre liberamente ciò che ti serve dei miei post. Buona giornata :-)

Ginevra ha detto...

Ogni due-tre giorni, in Italia, viene assassinata brutalmete una donna: è un martirio insostenibile. Ed insostenibile è il pensiero violento che alligna nelle menti di questi assassini, che lo traducono in azione; altrettanto allarmante è il pensiero violento strisciante, che si compone in parole e comunicazione triviali, che si sostanzia nell'induzione di sensi di colpa, che si congela nell'indifferenza.
In questa difficle lotta, abbiamo bisogno di tutti, uomini e donne, uniti; il mio auspicio è quello che un giorno si possa fare a meno della sottolineatura di genere: siamo tutti esseri umani, al di là delle x o y che identificano il nostro DNA.