14/03/11

Autobiografia in musica

Ispirato a Lucien e indie rocker.
E ringraziando Baule.

Qualche giorno fa, Lucien, in un bel post, scriveva che "i ricordi suscitati da una musica o da un odore per me sono sempre i più forti e struggenti". E proseguiva proponendo di raccontarci attraverso la musica.
Riprendo quel post ampliando il commento che ho scritto lì, e proponendo anche a voi questo 'gioco' - curiosa di ascoltare le vostre storie.

I miei genitori non erano particolarmente appassionati di musica, sebbene anche loro legassero certi brani a elementi significativi delle loro vite. Ieri sera ho casualmente incrociato una musica che avevo temporaneamente rimosso, ma che è stata molto presente nella mia infanzia sino alle scuole elementari. Quella musica erano gli Inti Illimani, all'epoca molto famosi in Italia: io e mia madre si ballava insieme, in cucina, Papel de plata e Tinku. Lei aveva una bellissima energia. Gli Inti Illimani si ascoltavano continuamente, insieme a Fabrizio De Andrè - da La guerra di Piero a Fiume Sand Creek (colpa di mio padre) - e a varia robaccia italiana della quale non ho piacere di serbare memoria.
I primi dischi 45 giri me li regalò una giovane (all'epoca) amica di mio padre: avevo l'influenza ed ero barricata in casa. Lei mi comprò My Sharona (The Knack), I was made for loving you (tamarrissimi Kiss) e Video killed the radio star (dei Buggles, un vero capolavoro per quanto i contenuti si rivelarono poi errati) che ascoltai ossessivamente per settimane.

Alle medie cambiai loop e mi dedicai ad Aftermath dei Rolling Stones (Mother's Little Helper mi faceva impazzire - pur se mica ne avevo compreso bene il senso...), registratomi da un vicino di casa che viveva rintanato in una stanza con migliaia di dischi (morto una decina d'anni orsono, ancora mi chiedo la sua collezione che fine abbia fatto - ci teneva così tanto!). E, come ho scritto in altra occasione, i Rolling Stones sono ancora la mia colonna sonora del risveglio, dopo una notte di sesso e amore che meriti ;-)

A casa si ascoltavano, mio malgrado, pure Simon e Garfunkel, che mio padre amava molto perché assomiglia vagamente a Garfunkel e pur non essendo laureato s'è sempre immedesimato nell'omonimo film. La prima musica che comprai nella vita fu così la cassetta doppia della registrazione del loro concerto a Central Park (qui The Sound of Silence) il giorno del suo compleanno [eh sì, Lucien, mi ero dimenticata di questo!]. Quella sera arrivai trafelata al negozio che stava chiudendo, ci misi tutti i soldi che avevo, e poi tranquilla tornai a casa - felice. Mio padre, per tutta accoglienza, mi fece una girata tremenda perché s'era spaventato a morte per il mio ritardo, e la smise (mortificato) solo quando gli diedi tra le lacrime il suo regalo. Sempre una piccola fiammiferaia che cerca di farle giuste e mai che gliene vada dritta una al primo colpo! :-D

Poco tempo dopo quell'episodio comprai il primo disco per me, un altro doppio, ma di genere ben diverso: London Calling ("London calling to the faraway towns/Now war is declared, and battle come down", i miei adorati Clash) nel negozio Rock&Folk che era un mito, perché importava le riviste musicali dagli UK. Il resto delle superiori lo passai tra i Pink Floyd di Wish You Were Here, ancora i Clash, poi i Cure, i Depeche Mode (dove ovviamente morivo come qualsiasi ragazzina per Dave Gahan - guardatelo qui dal min.3:32, signore!, e mi darete atto che non parlo a vanvera!) e Siouxie.
Amai parecchio anche i Jethro Tull (Aqualung, "Feeling alone/the army's up the rode/salvation à la mode and/a cup of tea") cui ero legata da un amore particolare per Ian Anderson, in braccio al quale saltai a fine concerto quando li vidi live a Inverness durante il mio primo Inter-Rail. Lui fu molto sorpreso da quella mia manifestazione di apprezzamento, ma ne scoppiò a ridere e mi tenne in braccio qualche secondo...

All'università scopro Sakamoto (Thousand Knives) che sarà la colonna sonora dei miei studi legati alla videoarte, altro punk (stavolta quello californiano dei Bad Religion), l'hardcore - Nomeansno, Dead Kennedys (altro giro, altro sgnacchero: stavolta è Jello Biafra), Sick Of It All di Die Alone - e Diamanda Galas, della quale ascoltavo Double Barrel Prayer al massimo volume in ogni stato di alterazione :-P

E qui mi fermo, ché ho voglia di sentire voi ora (è un bell'anello di memorie e sonorità, che si potrebbe creare, e gli 'anelli' ci fanno sempre sentire meno soli).
Raccontatemi, ve ne prego! :-)

32 commenti:

ganfione ha detto...

no. no. se comincio a scrivere di musica ti scrivo un blog nei commenti. non te lo consiglio :-D

Minerva Jones ha detto...

Facciamo così: prenditi il tuo tempo, scrivi un post nel tuo blog in cui fai ciò che ho fatto io invitando i tuoi lettori a raccontarsi pure loro, e mettimi una sintesi del tuo post qui in commento. Sù, sù, pigrone - sono queste le micro-storie individuali che ci fanno bene ;-)

ganfione ha detto...

lo so, lo so; stavo giusto pensando di fare quel che hai suggerito tu. è che non c'è una singola cosa della mia vita che non sia stata scandita da una musica, e sai, in 51 anni di cose ne succedono... :-D

Blog Surfer ha detto...

direi che , per i primi anni , abbiamo avuto gli stessi gusti. Gli Intillimani...Simon&G....
Allora: io ho iniziato con i Beatles poi i classici di sempre : Pink Floyd, Police , Queen e tutto il rock di quegli anni.
Musica italiana , a parte i cantaturi, son fermo a Caputo e , soprattutto, al Maestro Paolo Conte.
Per quanto mi riguarda, dopo il 1982 , buona musica non c'e' piu' stata.

Marco (Cannibal Kid) ha detto...

bello, bello!
chissà, potrei fare qualcosa del genere anch'io, partendo dai primi ascolti con gli oasis, ma poi roba ancora più vergognosa come le spice girls :D

Minerva Jones ha detto...

@ Blog Surfer: mah, io trovo molte cose interessanti anche dopo il 1982 ;-D
E i Beatles, no: proprio non stanno nelle mie corde!

@ Marco: Ti prego, fallo anche come post, sarei curiosa di sentire te e i tuoi lettori... e quello che ti disgusta puoi ometterlo, eh? - sarebbe solo una mezza bugia (o una mezza verità) :-D

FrammentAria ha detto...

Pink Floyd, Clash, poi i Cure, i Depeche Mode, e ancora Talking heads, lou reed...mi rendo conto di essere rimasta un po' indietro!
prometto che torno con più calma, inseguo sempre il tempo e poi finise che me lo ritrovo dietro :)
un sorriso

ganfione ha detto...

1969, la prima registrazione su nastro: "deborah". in mezzo a tutta quella sanremità, io avevo già scelto wilson pickett.

1972, le prime schitarrate con gli amici e le prime cotte, obbligatorio battisti.

1974, la scoperta del rock quello vero, led zeppelin, hendrix (ce l'ho tatuato sul polpaccio), pink floyd. "wish you were here" era la colonna sonora dell'incontro con quello che io reputo mio fratello.

1976, il primo gruppo e la scoperta di musica che alla radio non si sentiva: la fusion, che allora si chiamava jazz-rock, e la porta aperta sul jazz. chick corea, john mclaughlin, il divino miles davis.

non continuo se no vien lungo una quaresima...

MrJamesFord ha detto...

Minerva, ottima l'idea della "catena" fatta di biografie musicali.
Che dire!?
Io ci sto, dalla volta in cui mi truccai da Space Ace ai Weather report!

Lucien ha detto...

"Ian Anderson, in braccio al quale saltai a fine concerto" certo che anche tu sei un bel soggetto! ;-)
Una canzone che non avevo incluso nella biografia, alla quale ho dedicato un post a parte è Lovecats dei Cure, colonna sonora della prima estate amorosa con la mia copilota.

Dopo il 1982 finisce il periodo d'oro della new wave, ma di roba interessante ne è uscita ancora tanta. E' un luogo comune quello di definire gli anni '80 piatti e poco interessanti musicalmente

Inneres Auge ha detto...

Mi sa che pure io dovrei fare un post apposito

Chicca ha detto...

Mah, crescendo da sola mi sono appassionata alle donne, olivia newton-jones quando cantava country, tracey thorne, annie lennox eurythmics degli '80, prima kate bush, poi anche tori amos, poi me'shell, sarah mclachlan, jewel, indigo girls, ahem alice, mina, giuni russo, sarah vaughn, ani difranco suzanne vega, pj harvey, messe del tutto a casaccio...dei maschi ho apprezzato pink floyd, depeche mode, smiths, king crimson, crosby, still, nash & young, insomma un bel casino.
Se dovessi fare un post dovrei dilungarmi per spiegare il percorso, se c'è. Comunque anche io ricordo più musica e odori e sapori. E meno male

Minerva Jones ha detto...

@ FrammentAria: la tua musica risuona nelle mie orecchie, mia cara. Buona giornata, un abbraccio :-)

@ ganfione: bel percorso! ach!, jazz: ho dimenticato di metterci dentro John Zorn per quanto mi riguarda...

@ MrJamesFord: "dalla volta in cui mi truccai da Space Ace ai Weather report" - me lo spieghi che significa? Il tuo riferimento non mi apre nessun cassetto nella memoria :-(

@ Lucien: Ian Anderson è uno sgnacchero :-) ed è pure simpatico e dal cuore d'oro. Che fai, lo butti? Sì, ho visto il post su Lovecats. E concordo: dopo gli anni '80 c'è ancora un sacco di bella roba. Meeeaaawwww! :-D

@ Inneres Auge: bravo, continua l'anello ;-)

@ Chicca: Tori Amos tutta la vita! Basta vederla suonare il pianoforte per eccitarsi - fa l'amore suonando e cantando quella donna! Un'altra come Bjork - per quanto molto diverse - donne di rara intensità! Un bacio, buona giornata, bellissima :-)

pesa ha detto...

Mmm però non capisco come mai reputi robaccia la roba italiana. Ok, in genere l'Italia produce schifo, dal 1990 in poi, però c'è un sacco di roba da prendere in considerazione, ma veramente tanta; pensa ai vari Gaber, Rocchi, Conte, Guccini, Battiato. Poi magari ho frainteso il tuo messaggio :)
Comunque se dovessi elencare tutto ciò che ascolto e ho ascoltato penso non finirei mai più :) Comunque a parte il denigrare la musica italiana bei gusti musicali. Anche io, due anni fa, vidi i Jethro Tull live. Spettacolari!

Minerva Jones ha detto...

@ pesa: no, no, non facciamo di tutt'erba un fascio!!! Mi riferivo a certa musica italiana di quegli anni che non mi piaceva proprio! Se vedi, De Andrè rimane il mio punto di riferimento essenziale, e Battiato... Battiato tutta la vita!! (ultimamente pure Samuele Bersani - altro che annoveriamo nella sezione 'sgnaccheri' - ma che mi piace proprio come testi e sonorità)

Minerva Jones ha detto...

E Ginevra su Facebook scrive: " ‎"A mille ce n'è..." le prime note della mia memoria, cantate da un mangiadischi colorato e legate a lunghe scorribande in macchina attraverso l'Italia.
Casa era popolata da vari strumenti musicali, pianoforte, chitarra, fisarmonica, banjo, ...ocarina, bonghi ed anche il tipico scacciapensieri; molto presto ho conosciuto, grazie a mio padre, Fabrizio De Andrè e da allora non l'ho più lasciato; con il passare del tempo, a lui si è aggiunta tutta la schiera dei cantautori italiani, Dylan, Baez, Pink Floyd, the Cure, Led Zeppelin, Cohen, Marley, Drake, Bowie, Doors, Genesis, Patty Smith, CSNY, Simon e Garfunkel, Rolling Stones.... il calore del jazz ma anche Brahams e Mozart, le colonne sonore di Morricone. Non ho perso occasione di andare per concerti e tu mi hai ricordato quello degli Inti Illimani, allo stadio della mia città.
L'elenco è lungo perchè sono onnivora; tengo a dirti che mi dà molto fastidio il razzismo musicale, quell'atteggiamento di disprezzo verso le forme ritenute meno 'colte'. La musica tocca un livello ancestrale delle nostre emozioni e dei nostri ricordi e ciascuno ha i propri, ingiudicabili e sacri.
Di certo senza musica vivrei malissimo."

indierocker ha detto...

wow, una dedica!!!
...
(blush)
...
comunque:
prima cassetta: let it be - beatles
primo 45": long train running - doobie brothers
primo 33": give 'em enough rope - the clash 1978
primo concerto "consapevole" - the damned 1979
miglior concerto: the smiths, roma 1985
miglior disco del nuovo secolo... per ora the strokes, is this it?

Chicca ha detto...

E' veramente fico, scusate il termine giovanile, leggere della musica che appartiene agli altri, a me fa venire voglia di colmare le lacune. E di cantare cose mai cantate.

@Minerva: non so come ho fatto a dimenticare Bjork, ho anche Gling-Glò...Ma, 'Sinnò me moro' della grande Gabriella Ferri, insieme a Billie Holiday e Chet Baker non li tralascio (tanto per incasinare le cose;)
ps. la giornata è stata bella, ma proprio alla fine, e bel post...tutti hanno qualcosa da scrivere.

Lucy ha detto...

Wow! Primo disco comprato: il doppio vinile di London Calling dei Clash da Rock & Folk ;)
Seguito poi dalla loro discografia completa, e poi REM, Japan, Sylvian, Smiths, CCCP...

pesa ha detto...

Ah ecco vedi che ogni tanto fraintendo un po' troppo :)

Marco ha detto...

Minerva, bellissima proposta che giro sul nostro blog (siamo in 2 o 3 a seconda degli umori). però prima di postarla sul blog ti faccio un abstract. I primi 9 album sono nove album dei Beatles, poi mi estendo al resto degli anni 60 e giù Byrds, Kinks, Stones (proprio Aftermath), arrivo al prog con King Crimson e Van Der Graaf Generator. un giorno sento in camera di un mio amico "Should I stay or should I go?" e nulla è più lo stesso. Clash, Cure, Stiff Little Fingers, Billy Bragg, Pogues. Ventata di pop raffinato con Church, REM, XTC. L'evoluzione matura (o senile) è riscoprire il folk e qualcosa di strumentale (Penguin Cafè, René Aubry. Adesso ascolto di tutto, tranne il jazz. Marco

Marisa ha detto...

C'è posto anche per me che ho vissuto tutt'altra esperienza musicale?
Sono sicura che tu Minerva, cara amica, mi risponderai di sì e allora racconto un pochino di quando la musica è entrata dentro di me e cosa mi ha fatto diventare.
Sono stata una adolescente normale che ascoltava i gruppi italiani degli anni 60-70, grazie a mio fratello maggiore ho conosciuto la pfm, i pink floyd, ovviamente dei beatles era un continuo sentire in radio, i rolling stones ecc.
Fino a quando sedicenne, mio padre grande appassionato di opera lirica decise per me di mandarmi al conservatorio di musica della mia città per studiare il pianoforte.
Io che non avevo mai dimostrato alcun interesse verso lo studio musicale, io che odiavo sentire quegli urli che venivano dai dischi che la sera fino a tardi lui ascoltava mi accinsi a percorre per la prima volta il viale di quella bellissima villa, luogo in cui il grande Nino Rota componeva le sue famose colonne sonore, che era il Conservatorio di Musica.
Attraverso il verde rigoglioso in cui era collocata la scuola, un oasi in mezzo alla città, dalle finestre aperte udivo suoni di pianoforti, esercizi tecnici di una tromba, passaggi dolcissimi di violini.
Fui folgorata, la musica stava entrando dentro di me ed io diventai spugna assetata.
Sono diventata parte della musica, una unica entità, essenza pura, ciò che produce suono è per me linfa vitale, genio, felicità.
Ho studiato molti strumenti musicali e sono diventata cantante lirica ma amo il blues, il jazz, il pop, tutto ciò che è bellezza allo stato puro che muove le corde del mio cuore.
Saluto te amica mia e i tuoi amici perchè oggi sono qui con voi dopo il mio inferno a Tokyo.
Un abbraccio

Cavalier Amaranto ha detto...

Rischio di fare come Ganfione, mi ci vuole un post nel post, poi dopo averlo messo nei commenti mi lamenterei di averne lasciato uno, dovrei aggiungerlo e poi rileggere il tutto, ma ti rendi conto di quanto questo faccia a cazzotti con il mio essere pigro?

Minerva Jones ha detto...

@ indierocker: Smiths in concerto nel 1985 come miglior concerto? uhm... e adesso mi metto a pensare quale sia stato il miglior concerto per me...

@ Chicca: sì, è una bella danza quella che stiamo facendo tutti insieme, nel raccontarci attraverso la musica! un modo curioso per conoscerci :-)

@ Lucy: amen, sorella! :-D

@ Marco: bello il vostro sito, davvero bello bello bello. Cercate di pubblicizzarlo un po' di più con ogni mezzo possibile che ne vale davvero tanto la pena! Intanto lo faccio io qui e poi ve lo metterò in blogroll: http://lalbumbianco.blogspot.com/

@ Cavalier Amaranto: Io faccio una proposta, mica dico che per forza vi devi aderire! Eheheh, vedi un po' tu (che cosa ascolti?...) :-D

Minerva Jones ha detto...

@ Marisa: sei altro che benvenuta, e ovviamente puoi scrivere nella maniera più libera possibile e raccontare tutto ciò che vuoi!!

"Attraverso il verde rigoglioso in cui era collocata la scuola, un oasi in mezzo alla città, dalle finestre aperte udivo suoni di pianoforti, esercizi tecnici di una tromba, passaggi dolcissimi di violini."
Che meraviglia, che incanto leggere queste tue parole. M'hai davvero portata in un'altra dimensione, della quale in questo momento avrei molto bisogno :-)

Sono davvero felice del tuo ritorno, spero che da adesso tutto vada bene. Intanto sei di nuovo qui ed è un inizio.
Amici: leggete il report di Marisa, a Tokyo con il Teatro del Maggio Musicale Fiorentino proprio in questi giorni, sul suo blog http://marisa-dentroefuoridime.blogspot.com/ C'è da rimanerne sconvolti. E da rimanere agghiacciati rispetto alla (non) reazione del governo italiano per quelli che erano stati un istante prima difiniti gli ambasciatori della nostra musica e cultura nel mondo...

Ti abbraccio forte, Marisa. Buona giornata :-)

Cavalier Amaranto ha detto...

Molte cose, ascolto molte cose, pensandoci però una sola canzone rende bene l'idea di come la penso, di come vivo la vita, e di come mi piace, nei limiti di una canzone ovvio.
Ascoltala, ti lascio il link.
http://master-e-slave.blogspot.com/2011/03/amore-impossibile.html

Inneres Auge ha detto...

http://www.lastfm.it/user/LostKnight88 qui ti puoi fare un'idea (manca la classica perchè ascoltarla al pc mi sembra riduttivo)

Roberto ha detto...

bella l'occasione anche per me di focalizzare sul mio nomadismo musicale.

Siccome il testo è molto lungo e non me l'ha lasciato inserire qui perchè supera i 4096 caratteri, l'ho pubblicato su FREETEXT :-)

http://freetexthost.com/kgnekjhppn

Dreamy Melrose ha detto...

Non so se preferisco il post o i commenti! Tutto fantastico! Mi piace questa discussione musicale! Devo fare un post dedicato al tema dato che mi piacciono una marea di gruppi, diciamo che sono rimasta perlopiù ferma agli anni '60,-70 nonostante io abbia 25 anni e nn abbia nemmeno lontanamente vissuto quei periodi ,)

Minerva Jones ha detto...

@Dreamy Melrose: fai, fai, costruiamo questo bell'anello di storie e sonorità! :-)

Hob03 ha detto...

un bel giochino che mi riservo di fare più avanti, nel mio paniere ci sono i pink floyd, santana, elvis presley, nick kamen e tantissimo jazz

Unknown ha detto...

Un lavoro lungo, ricordare tutti i brani...
Ci provo, sintetizzando al massimo, ed in ordine temporale, per quanto lo permettano i ricordi.
- Folk piemontese
- Classica
- Jazz
- Musica italiana (Dalla, De Andrè, Farassino) e non (Aznavour)
- Musichetta pop da radio (top ten, italiana e non), con però varie chicche significative per i testi (R. Gaetano).
- J. S. Bach (organo prevalentemente).
- Rockets
- Pink Floyd (The final cut, grazie a My Music...) per sempre.
- Mike Oldfield (Ommadawn)
- Irn Butterfly, Jethro Tull (grazie, grazie !)
- Tangerine Dream
- Jimi Hendrix
- J. M. Jarre
- King Crimson
- Prokofiev
- Genesis
- Magma
- Ozric Tentacles
- Nirvana

Bye, Fred