16/02/11

Lo sguardo che interpreta

"Visivamente ogni percezione è una morale o, in altri termini, una visione del mondo. Il paesaggio è nell'uomo prima che l'uomo sia in lui, perché il paesaggio ha senso solo attraverso ciò che l'uomo ne vede. Gli occhi non sono semplici recettori rispetto alla luce e alle cose del mondo, ne sono i creatori, nella misura in cui vedere non è il calco di qualcosa di esterno ma la proiezione fuori di sé di una visione del mondo.
La vista è la messa alla prova del reale attraverso un prisma sociale e culturale, un sistama di interpretazione che reca il marchio della storia personale di un individuo all'interno di una trama sociale e culturale. [...]".

"Lo sguardo è interpretazione. Non vediamo forme, strutture geometriche o volumi, ma già significazioni, schemi visivi; in altre parole, volti, uomini, donne, bambini, nuvole, alberi, animali ecc. Negli occhi, la moltitudine infinita delle informazioni si fa mondo".

DAVID LE BRETON, Il sapore del mondo.

11 commenti:

7di9 ha detto...

Lo sguardo dell'osservatore cambia la materia osservata, rendendo quest'ultima di fatto imperscrutabile. Ciascuno di noi è una finzione.

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Minerva Jones ha detto...

Ok, mio caro, sulla prima parte posso anche riconoscere il principio di Heisenberg che tanto io e Jules Bonnot amiamo, e concordare. Ma mi spieghi l'affermazione "Ciascuno di noi è una finzione"? Dipende dal fatto che in virtù del riconoscimento della premessa precedente, tutti siamo illusori gli uni agli altri e pertanto 'finzioni'? O è altro? :-)

Zio Scriba ha detto...

L'aspetto bello (e sconvolgente) è che nessuno "vede" mai esattamente la stessa cosa, così come non ci sono mai due persone che leggono "lo stesso" libro... Se uno scrittore sentisse, attimo per attimo, cos'è la sua opera nella mente di ogni diverso lettore, verrebbe colto da vertigine. Forse morirebbe di paura. Forse smetterebbe di scrivere...

EMMA ha detto...

....è bene pero' che non ne consegua una distorsione della realtà....

fragolina ha detto...

sono d'accordo mia cara....come sempre....
mi piace quando dici" Il paesaggio è nell'uomo prima che l'uomo sia in lui, perché il paesaggio ha senso solo attraverso ciò che l'uomo ne vede." .....verissimo.....e penso anche che qst visione del paesaggio dipenda molto anche dagli stati d'animo dell'uomo....
un'abbraccio cara

7di9 ha detto...

Premetto: non vedo differenze tra finzione e realtà. Tutto è illusorio, nel senso che niente è quello che sembra e tutto cambia in base a quello che sembra. Detto questo, quando dico che ciascuno di noi è una finzione, intendo dire che ciascuno di noi è una realtà assoluta e completa, capace di colmare i vuoti e di crearne di nuovi, senza limiti e (soprattutto) senza (necessariamente) soluzione di continuità (senza regole). E se possiamo farlo è perché la realtà oggettiva è una finzione a sua volta, anche se condivisa da tutti gli osservatori o quasi.

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Minerva Jones ha detto...

@ 7: Come immaginavo, e ovviamente concordo su tutto ciò che hai scritto (grazie mille, di rara chiarezza oltretutto!).

@ fragolina: siamo noi che proiettiamo lo sguardo all'esterno, non le cose che si imprimono su di noi passivi.

@ Emma : uhm... si potrebbe discutere sulla questione "distorsione della realtà": leggi l'ultima risposta di 7di9 ;-)

@ Zio Scriba: come posso commentare la tua osservazione se non che come sempre concordo con te e pertanto sorrido silenziosamente alle tue parole? :-)

Alligatore ha detto...

Forse vado fuori tema, ma mi torna in mente Schnitzler/Kubrick Traumnovelle/Eyes Wide Shut: "Nessun sogno è interamente sogno".

Minerva Jones ha detto...

@ Alligatore: non mi sembri andare fuori tema affatto. Ci sta, questa prospettiva, ci sta.

Inneres Auge ha detto...

Uno sguardo può uccidere

Minerva Jones ha detto...

@ Inneres Auge: Paura, eh? :D