30/11/10

We cannot *not* change the world

“Noi non possiamo non cambiare il mondo” – questo lo slogan di un sito web di un’amica che da anni raccoglie progetti reali e virtuali a livello mondiale che mirano a cambiare il pianeta secondo una maggiore attenzione all’ambiente e alle energie pulite, alle relazioni umane solidali, alla partecipazione politica di comunità, all’educazione diffusa e via dicendo. La semplice premessa è che qualsiasi nostra azione e qualsiasi evento ci accada (o azione altrui, o evento che accade ai nostri simili) ha effetti sugli altri – che possono essere a catena o a cascata – ma sempre modifica le cose/persone/situazioni intorno dando loro nuove direzioni.
Senza scomodare il principio di Heisenberg, la dipendenza sensibile alle condizioni iniziali di Lorenz e l’intera teoria del caos, mi è tornato in mente quello slogan nel momento in cui l’altra sera ho ringraziato una persona per un grande favore che mi fece vent’anni orsono, quando – aggredita verbalmente e senza ragione da uno sconosciuto – non me ne riuscii a liberare da sola, e mi rifugiai nel pianto e nella paura per ciò che mi stava accadendo (niente di grave, in realtà, ma se uno è vulnerabile per altre ragioni può non essere in grado di reagire). Questa persona che impedì all’altra di continuare, la allontanò e stette con me finché non mi calmai, era un ragazzo all’epoca poco più grande di me e l’ho ritrovata recentemente. L’altra sera parlavo appunto con lui, che non ricordava quasi nulla dell’episodio, né chi io fossi. Scherzando gli ho detto “si vede che fare gesti gentili ti viene così abituale che quando capita non ne serbi memoria”. Poi ci ho pensato sopra sul serio.
Le azioni negative che facciamo o che subiamo rimangono impresse nella nostra memoria – le riviviamo con compiacimento se siamo esseri perversi che appunto godono sadicamente del dolore che arrecano, con senso di colpa se invece quella non è la nostra natura ma è stato un momento di stupidità, insensibilità, debolezza. Quelle positive si dimenticano – a mia volta cado dalle nuvole quando mi si fa presente qualcosa di buono che avrei fatto per qualcuno in passato. Ciò che siamo è il risultato di forze diverse, alcune che abbiamo imitato, altre verso le quali ci siamo opposti. Siamo un immenso caos di casualità che sono precipitate – si sono catalizzate – nella nostra identità.

A volte sento l’istinto, il puro istinto, di ringraziare chi mi ha rivolto gesti positivi, che mi hanno resa a mia volta una persona attenta a guardare agli altri con sensibilità e affetto, piuttosto che quelli che mi hanno fatto del male cui mi sono dovuta opporre per poi andare a costruire la mia persona. Anche questi hanno contribuito a rendermi ciò che sono, ma talvolta avrei preferito non fosse andata così.
“We cannot not change the world”. Il male porta sempre sicuramente male, se non altro perché richiede energie per opporvisi. Sul bene c’è maggiore possibilità di un ragionevole dubbio. Chi decide in cosa consista l’uno o l’altro per noi e gli altri siamo solo noi e l’interlocutore/interlocutrice che di volta in volta ci è accanto. Cui noi potremmo rimanere, di nuovo nel bene o nel male, nella memoria – anche per vent’anni...

10 commenti:

intherainbow ha detto...

Belle riflessioni!!!
La cosa che mi lascia sempre scioccata è che riceviamo il bene da chi non ce lo aspettiamo e che magari non conosciamo, come anche riceviamo il male da chi non ce lo aspettiamo, ma che, ahimè,a volte conosciamo!!

Minerva Jones ha detto...

Sì, ma credo che in quest'ultimo caso giochino anche le aspettative che abbiamo nei confronti di chi amiamo e dai quali vorremmo essere soddisfatti, per cui ci sentiamo 'traditi' (ovvero sentiamo che ci viene fatto del male) quando invece questi preferiscono seguire loro stessi e i loro desideri, anche eventualmente a nostro danno...

In realtà, in questi casi le mie personali aspettative si basano sulle altrui affermazioni e soprattutto 'promesse': quindi, se non vuoi che abbia aspettative, non mi fare promesse, altrimenti - se me le tradisci - poi divento una iena ;-)

silvia ha detto...

e mettere un button mi piace nei tuoi post???? ;-)

just one more: è vero che molto è relativo e dunque che il "male" come il "bene" sono soggettivi, ma noi possiamo lavorare molto su questi due, prenderne le distanze, osservarli e poi anche allontanarcene se è il caso. Lo so, è ovvio, sto solo dicendo che anche i nostri concetti soggettivi possono cambiare, ma a me la cosa sembra molto liberatoria... essere liberi da se stessi, che pace :-)

Minerva Jones ha detto...

Tesoro, ma manco sapevo ci fosse l'opzione per quel bottone! :-D

Sarà anche ovvio per te, ma per me non lo è così tanto: grazie, mi piace questa idea di prendere un po' di distanza, osservare, ed eventualmente cambiare i nostri concetti soggettivi nella ricerca dell'essere liberi anche da se stessi - mi sa che comincerò a lavorarci sopra... :-)

silvia ha detto...

l'opzione bottone esiste, bisogna capire se e come funziona con cotesto blogspot che tu usi!

Minerva Jones ha detto...

yes, trovata+impostata+salvata, ma evidentemente non retroattiva. amen (ovvero: così sia)!

giorgio ha detto...

Quando studiai psicologia fisiologica a Padova capii che una delle poche cose certe che si possono asserire sulla memoria è che è legata ai sentimenti: si ricorda meglio ciò che ha avuto un impatto forte sul sentire.
C'è qualcuno che mi accusa di essere troppo incline alla melassa, ma io penso che i buoni sentimenti, gli apprezzamenti, la gioia per il bene degli altri debbano circolare il più possibile, se sono veri, proprio perchè noi non possiamo non cambiare il mondo, e il mondo lo cambiamo in meglio se siamo veri e esprimiamo i nostri sentimenti positivi.
Quanto a quelli negativi, sarebbe troppo lunga parlarne qui.
Giorgio

Minerva Jones ha detto...

Ecco, non c'è la possibilità di mettere un "mi piace" ai commenti?

Grazie, Giorgio, pensavo anche io a questa circolazione del 'positivo' e della propria verità, ma poi ho anche il dubbio - chissà se anche gli effetti a lungo termine di una scelta del genere saranno a loro volta positivi. Speriamo di sì...

Cavalier Amaranto ha detto...

Ottima iniziativa, devo dire che poi lo slogan è veramente accattivante, sarà che solitamente ci vengono offerte proposte su cose che dobbiamo fare, invece inoculare il concetto che aiutare dovrebbe essere come respirare, altro esempio di cosa non possiamo non fare, mi piace molto.
Potere pisitivo del saper vendere le proprie idee, fai un complimento suppletivo alla tua amica.

Cavalier Amaranto ha detto...

Grazie del commento sul mio blog! Sei stata molto gentile, un abbraccio.