27/04/14

Tutti pazzi

Stamane guidavo per la città e nel mentre pensavo...
Pensavo alla pazzia, all'insanità mentale, all'essere fuori dalla norma - categorie semplicistiche ma immediate con le quali vengo abitualmente definita e vengono definiti pure molti dei miei amici più cari.

E ovviamente riflettevo su chi sia pazzo veramente, in questo mondo, arrivando alla conclusione che di veri pazzi (secondo il mio punto di vista, quello folle, pazzo e visionario per i più) ce ne sono tanti e si esprimono in modi diversi:

- tipo coloro che nei cartelli elettorali si candidano esprimendo la volontà di far ripartire edilizia (inutili grattacieli, per esempio?) e infrastrutture (Tav?)
- tipo coloro che aggiungono la parola 'sostenibile' a iniziative economiche, politiche, sociali
- tipo coloro che parlano di 'cambiamento graduale' quando solo una retromarcia disperata, violenta e di massa potrebbe forse riportarci sull'orlo del baratro rispetto all'abisso in cui siamo caduti e stiamo prendendo velocità nella discesa prima dello schianto nel fuoco al centro della terra
- tipo coloro che continuano a comprare cose, cose, cose, rifugiarsi nella famiglia e nelle piccole sicurezze borghesi, nei ritmi e nelle azioni quotidiane compiute perché così si fa da sempre e che allora si iterano senza pensare perché pensare farebbe impazzire
- tipo coloro che ancora credono nei sindacalisti e nei politici, e delegano a costoro il proprio potere di decisione per pigrizia e quieto vivere, anziché impegnarsi in prima persona nel tempo extra dalla sopravvivenza quotidiana [e ci vorrebbe proprio poco per rendersi conto di quanto il sistema rappresentativo sia strutturalmente fallimentare, eh?, ché l'intera storia della 'democrazia' dimostra come, quando uno si professionalizza nel difendere gli altri, e non 'se stesso che sa ciò di cui sta parlando perché i suoi problemi sono gli stessi degli altri a nome dei quali parla', di fatto non li difende ]
- tipo coloro che prendono in giro i visionari e li additano come folli.

E vabbè, vorrà dire che continuerò a godermi la solitudine, o la compagnia delle persone più care.
Da quassù - mentre guardiamo il panorama della città condividendo una bottiglia di vino e brindando all'alba come al tramonto - c'è comunque una vista magnifica.




4 commenti:

Zio Scriba ha detto...

Sì: in fondo un'ottima consolazione, davanti al tramonto della civiltà umana _ perché il fatto che stia tramontando è abbastanza ovvio - è che i tramonti sono belli. La solitudine? A volte è bellissima e a volte meno, ma in un contesto così mentalmente inferiorizzato diventa inevitabile!

Vinicio Motta ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Vinicio Motta ha detto...

"Pazzia"... ecco una parola che non sento pronunciare da molto tempo! Buon segno? Oppure no? Mmh, se devo essere onesto, penso che darmi una risposta sarebbe da pazzi. A chi si crede (e si definisce) sano, dunque, la difficilissima sentenza. Resto, incuriosito dagli esiti, in ascolto.

Cirano ha detto...

In gita,
Riccardo ne combinò di tutti i colori. Nottetempo
saltò fuori dall’albergo per andare a vedere un concerto
dei Negazione; non si stupì che non l’avessimo
seguito, sapeva che eravamo pavidi e ancora
soggetti all’autorità riconosciuta.

da Blocco 52 di Lou Palanca....