11/02/14

Donare simboli :-)



No, non mi sto riferendo ai regali di San Valentino, bensì a quei piccoli oggetti che talvolta i miei amici - specie coloro che viaggiano - lasciano come ricordo di sé e come augurio alle persone che incontrano quando poi se ne separano.

In questo modo Alberto, che oltre a studiare paleontologia, zappare l'oltro e viaggiare avventurosamente suona pure la chitarra, mi ha donato un plettro con un piccolo foro che io ho inserito in un bracciale che porto sempre addosso.
E Aurora, che di recente è stata in Australia, mi ha fatto scegliere tre pezzi da un sacchetto pieno di ritagli esagonali di tessuti stampati con disegni aborigeni - tessuti con i quali aveva girato intorno a Uluru pensando intensamente ogni bene per i suoi amici e caricandoli così di 'energie positive'. E ora quei tre esagoni puntinati stanno sempre nel mio portamonete.

Viaggiando molto, in questi ultimi anni, provato anche io il desiderio di lasciare piccole cose simboliche caricate di tutta la mia gratitudine alle persone meravigliose che ho la fortuna di incontrare e conoscere, eppure non ho ancora trovato la soluzione giusta che sia soprattutto 'leggera' - facilmente trasportabile per me e facilmente gestibile per coloro cui la lascio. Dovrebbe essere qualcosa che parli di come sono e che appunto rappresenti al tempo stesso un 'grazie'.

Avete consigli? :-)
E voi, fate atti del genere per coloro che incontrate e amate? E, se sì, cosa lasciate?

20 commenti:

Charlie Brown ha detto...

odiavo spedire cartoline quando andavo in vacanza e ancora adesso normalmente tendo a non portare nessun ricordo agli altri quando vado da qualche parte.
A meno che non trovi qualcosa che in qualche modo mi ricordi una determinata persona, e a quel punto devo fargliela avere per forza

Minerva ha detto...

A me invece spedire cartoline piace, ma non è questo l'argomento in questione: pensavo più a cose simboliche che porto con me e che lascio a chi incontro come segno di gratitudine e affetto :-)

Charlie Brown ha detto...

se è una cosa simbolica che rappresenta te stessa, sei solo tu ad avere la risposta su quale sia la cosa che ti rappresenta e della quale hai piacere a donarne un pezzetto alle persone a te care.
Io per esempio sono un appassionato di birre belghe e mi piace molto coccolare i miei amici invitandoli a casa mia e offrendogliene una, servita dentro il bicchiere giusto e magari accompagnata da qualche buon formaggio francese.

OrsaBIpolare ha detto...

Regalo un abbraccio unito ad un sorriso (che mi sembrano pure facilmente trasportabili) ;-)

Minerva ha detto...

@Charlie: Dalla tua risposta mi rendo conto che continuo a non spiegarmi o tu continui a non capire. Lasciamo perdere, ché non so più come dirlo atrimenti :-(

@Orsetta: ecco, tu invece capisci (ma davvero non si riesce a capire ciò che ho scritto per cui Charlie continua a fraintendere così profondamente?), anche se io pensavo a qualcosa di tangibile/materiale.

OrsaBIpolare ha detto...

Lo so bene che intendevi qualcosa di tangibile, la verità è che quando faccio un regalo deve essere assolutamente azzeccato in base a quella determinata persona a cui è rivolto (e quindi non posso elencarli qui) nel dubbio però gli regalo un abbraccio sincero che è sempre gradito.

Charlie Brown ha detto...

Non capisco se tu vuoi regalare una cosa che ti appartiene o se intendi trovare all'estero un qualcosa che ti rappresenti. Perchè i due esempi che fai sono in contrapposizione; il plettro è una cosa che appartiene al quotidiano della persona che te lo ha regalato, mentre la ragazza ti ha portato un qualcosa che comunque apparteneva al paese che ha visitato
Proviamo a partire da qui?

OrsaBIpolare ha detto...

Nel tuo caso, il consiglio è di regalare una farfallina coloratissima sotto forma di ciondolo o anello che so, in base al gusto del ricevente (sarebbe un grazie e allo stesso tempo ti rappresenterebbe).

Minerva ha detto...

@Charlie: scrivi che i due esempi che faccio sono in contrapposizione e per questo non si capisce cosa io voglia dire. vabbè: per me il prendere qualcosa in anticipo o andarne in cerca quando sono altrove fa lo stesso, e - nella mia richiesta di consigli - di certo ho indicato elementi precisi: cose trasportabili, leggere, che in qualche modo possano essere legate a me e che indichino 'gratitudine'. Il tuo esempio della birra che offri ai tuoi amici quando sono tuoi ospiti è meraviglioso, ma è completamente off topic - scusa se te lo faccio notare, eh? :-D
Comunque problema risolto: su facebook mi sono arrivate un mare di idee, dai segnalibri fatti in stoffa/carta per origami, a portachiavi realizzati bucando legnetti/conchiglie che posso trovare per terra, a bottoni da inanellare a mò di braccialetti.
E quindi alla fine ho trovato la mia soluzione! :-)))

@Orsetta: ci sei andata vicinissima e proprio nel momento in cui stavo facendo già le prove. Carta da origami 15x15, colorata da un lato, bianca dall'altro, sul lato bianco stampo il monologo del giro di giostra di Bill Hicks, o il monologo di bartolomew Roberts o ancora altre cose simili, e poi piego a origami di farfalla :-)))

Minerva ha detto...

Ok, nessuna sopresa, un po' di capacità manuale e si fanno pure gli origami, qui :-)))
(e non stupitevene, è solo che ho più di 40 anni di tempo perso nella vita a fare di tutto, per questo solo così versatile - o dispersiva, nell'accezione negativa che ne dà mio padre :-D )

OrsaBIpolare ha detto...

Potremmo dire che sei dispersivamente versatile ;-)
Gli origami richiedono pazienza e precisione quindi non fanno per me però se tu ci riesci mi sembra una bell'idea anche e soprattutto con l'aggiunta di uno scritto a te caro.

Vitamina ha detto...

Versatile/dispersiva: direi versatile, è sempre bello saper fare cose, le più diverse, aiuta ad esprimersi e può venire utile. I padri e le madri spesso dovrebbero tacere, me compresa.Ciao.

Gio ha detto...

Eccoli qui, i tuoi doni.
E credimi, si portano con se' come una collanina o un bracciale :-)

Ti abbraccio, viandante Minerva :-)

Cirano ha detto...

io alla fine del percorso di studi al liceo regalo ai miei studenti una piccola resistenza elettrica, simbolo di "resistenza".

Minerva ha detto...

@Vitamina: grazie. Comunque mio padre non lo dice con cattiveria, anzi ridendo e prendendomi in giro. E io stessa non riesco a dissentire del tutto dalla sua interpretazione ;-)

@Gio: questi sono solo messaggi che rimangono lì eterei ed evanescenti nell'aria :-)

@Cirano: idea meravigliosa! E' esattamente il genere di ispirazioni che vi stavo chiedendo. I tuoi studenti magari si stupiranno un po' sul momento, ma che pensiero brillante una volta che lo capiranno appieno! :-)

Gio ha detto...

Ho motivi per credere che siano molto di piu'.
O che al limite sia la mia vita ad essere eterea ed evanescente.

In ogni caso ... grazie di te.

:-)

Gio

Sole ha detto...

Io raccolgo sassi e conchiglie...e finora ho solo donato le seconde a una persona speciale...

Minerva ha detto...

Eureka! :-D
Alla fine ho comprato carta per origami decorata con piccoli disegni stilizzati, l'ho stampata dal lato bianco con poesie/ esortazioni/riflessioni intense dal blog, e l'ho ripiegata in mini lettere-auto-imbustanti (così: http://www.wikihow.com/Fold-Paper-Into-a-Secret-Note-Square) secondo appunto la tecnica dell'origami. E ora ho una scatola di velluto rossa in cui ne ho messi una cinquantina che prossimamente porterò con me per regalare simboli/pensieri/grazie in giro :-)

Cri ha detto...

Io ho regalato musica. Musica che amavo: il Secondo concerto di Rachmaninov, per esempio, sopra tutto e tutti. Oppure libri, anche quelli tra i più significativi della mia vita. Ma un CD è più portabile di un libro, e ha il pregio di non far sprigionare il suo miracoloso contenuto se non in certe circostanze che richiedono la collaborazione di colui che ha ricevuto il dono. Chissà che fine ha fatto l'ultimo CD del Concerto, che ho regalato accompagnato dalla frase "ti offro un pezzo della mia anima"...

Cri ha detto...

Io ho regalato musica. Musica che amavo: il Secondo concerto di Rachmaninov, per esempio, sopra tutto e tutti. Oppure libri, anche quelli tra i più significativi della mia vita. Ma un CD è più portabile di un libro, e ha il pregio di non far sprigionare il suo miracoloso contenuto se non in certe circostanze che richiedono la collaborazione di colui che ha ricevuto il dono. Chissà che fine ha fatto l'ultimo CD del Concerto, che ho regalato accompagnato dalla frase "ti offro un pezzo della mia anima"...