21/09/12

L'unica cosa che mi interessava con te

Era cercare di rieducarti alla sensorialità (perché tu in gran parte l'hai persa), e di lì spingerti alla verità del tuo sentire, del tuo conoscere e infine del tuo essere.
Perché se perdi il rapporto col tuo corpo e con la sua possibilità di percezione di ciò che ti circonda, rimani sulla superficie dell'esperienza della vita e del sapere - privandoti di quella profondità che anche solo per il processo di conoscenza può essere così preziosa.

Tu sembri non provare più alcun piacere particolare nel mangiare. Quest'azione così curiosa sembra essere diventata per te un 'doversi nutrire' - pur se serbi il ricordo del sapore degli alimenti, del piacere che ti procuravano sulla lingua, della loro consistenza nella bocca, e della condivisione di quel momento con altre persone con le quali stavi bene.

E non senti più gli odori o te ne distanzi - a meno che il contesto in cui puoi percepirli e viverli non sia per te sicuro e protetto. Quasi ti vergognassi d'essere così potenzialmente sensibile a quelli, o temessi di perdere il controllo di te per il disequilibrio emotivo che ti provocano.

Tu sembri non cogliere più impercettibili sfumature del visibile, eppure sei sempre stato così attento ai dettagli. E mi sembra di doverti invitare continuamente a soffermarti, a dare tempo, a lasciare che il tuo occhio indugi. Vai troppo veloce, ormai, per guardare sul serio. Vai troppo veloce.

E hai un corpo bellissimo, e ancora vivo, che pur sembri 'portare in giro' come qualcosa di non tuo - piuttosto che incarnarlo e permearlo di te. E di qui il tuo imbarazzo a muoverti nello spazio, a lasciarti andare a gesti spontanei - anche solo ad allungare un braccio per richiamare l'attenzione di qualcuno o a tenere una mano altrui in modo saldo.

Ti è rimasto - intenso e puro - il piacere dell'udire musiche e suoni.
Ma il resto della tua sensorialità l'hai perso, e non sei pacificato né rassegnato in tale perdita: tu ne senti una struggente nostalgia.
E ancora hai momenti in cui per un attimo quell'allineamento tra percezione sensoriale profonda e conoscenza intellettuale riaccade.

Pensaci un momento: quante informazioni ne guadagni? E a quale livello di qualità?
Questo - io ti volevo far rivivere e ricordare.
O forse mi sono sbagliata e tu potevi ancora sentire per conto tuo tutto questo senza bisogno che te lo ricordassi io. Ma avevi e hai paura di farlo.


2 commenti:

Saamaya Saam ha detto...

Che non ti venga in mente di far la crocerossina, eh!

Prenditi il tuo... e lascia stare il resto: è privazione troppo grande.

Ecco: l'ho scritto.

:-P

Minerva ha detto...

Tesoro: io educo mentre mi prendo il mio ;-)
O almeno ci provo - poi se un altro non afferra il concetto, fatti suoi...
Bacio!