21/08/12

Camminare a testa alta - e passo leggero




Era inverno, e passeggiavo lungo il mare indossando un vestito lungo alle ginocchia e scarponcini comodi. "Si vede che non sei di qui" - mi disse un ragazzo per strada - "tu cammini in modo diverso dalle altre". Che bello, anche se perfettamente cosciente di quella ch'era solo l'ennesima strategia d'approccio maschile, ebbi un moto d'orgoglio.

Il modo in cui si cammina può dare - come qualsiasi comportamento non verbale - molte informazioni su di noi. E la sottoscritta, sempre così incantata dal movimento che i nostri corpi disegnano nello spazio, come tutti voi ha sviluppato anch'ella sin a piccola il 'suo' modo di camminare.

Per prima cosa, a Minerva risuonano ancora nelle orecchie le parole della nonna (quella che sputava nelle tinture delle fasciste, per intenderci) la quale le ricordava a ogni occasione che solo chi orientava la propria vita secondo un sistema valoriale che includeva l'onestà (in primis!), la sincerità, la dignità e qualche altra virtù non per forza caritatevole verso il prossimo quanto indicativa del rispetto di se stessi poteva camminare a testa alta davanti a chiunque.

E quindi, tanto per cominciare, Minerva cammina a testa alta, il che non solo riflette appunto il suo sistema valoriale, ma si tira anche dietro le spalle dritte (ovvero aperte) a loro volta segno di una generica inclinazione a una pacifica disponibilità nei confronti altrui.
Qual differenza rispetto alla massa di persone che tengono posizioni ricurve, sguardo basso, petto incassato - tutte cose indicative di ipocrisia e perversione o, cosa ancor più frequente e drammatica, di abbattimento esistenziale, non trovate? :-(

Poi il passo: Minerva cammina relativamente rilassata, non va mai di fretta, ma non è neanche una lenta (cosa che implicitamente associa alle donne lagnose, soggetti che le risultano intollerabili). Si prende il tempo per godere delle cose che vede e dei profumi che sente, si permette di fermarsi per percepire il tutto meglio. Soprattutto, tiene il passo giusto che le permette di proseguire con poco sforzo potenzialmente per ore, perché chi lo sa se si fermerà o qualcosa la spingerà a proseguire? Bisogna sapersi gestire le energie per poter sempre soddisfare con queste il desiderio improvviso del momento!

Infine, la sottoscritta cerca in tutto la leggerezza e tende sabaudamente a "non disturbare" - per cui fa attenzione a non poggiare mai il piede in modo sonoro e pesante, cerca di non provocare rumore e di non impattare della sua presenza l'ambiente.

E voi, come camminate? Cosa dice il vostro corpo quando vi muovete nello spazio? :-)


2 commenti:

Roberto ha detto...

Molto interessante questo argomento, Minerva.

La postura in generale dice molto sia di come siamo, sia di come vogliamo apparire, ed i due aspetti risultano evidenti a chi sa osservare.
Se Minerva non avesse rettitudine in sè, a nulla servirebbe camminare a testa alta e spalle dritte, se non a simboleggiare una pretesa che si smaschera facilmente.
Una postura dignitosa e non pretenziosa rispecchia virtù morali che hanno radici nella propria natura.

Io cammino dritto ed un collega, osservandomi da una finestra che dà sul corridoio, ha osservato come la mia andatura fosse regolare e la testa sempre alla stessa altezza.
Sarebbe molto facile identificare un'attitudine milonguera in questo mio portamento: è molto facile che gli schemi motori, una volta appresi per uno scopo specifico, vengano poi usati anche al di fuori di quel contesto. Però il rischio qui è di confondere la causa con l'effetto. Io penso di aver scelto il tango perchè congeniale ad un mio modo di essere (e di muovermi) piutttosto che il contrario.
Vengono invece dal tango alcune "deviazioni" specifiche, come per esempio usare la dissociazione del bacino quando devo attraversare degli spazi stretti (come tra due scrivanie per esempio).

Quando sono per strada cammino abbastanza velocemente, purtroppo questo è conseguenza di una vita frettolosa e sempre in ritardo.
Per contro, quando sono in vacanza, perdo tutto ciò di cui ho parlato finora e ciondolo mollemente ciabattando per città straniere :-)

OrsaBIpolare ha detto...

Io cammino come se l'Universo (!) mi appartenesse.
Ma credo che il fatto di essere nata Leonessa abbia influito...

Ganza la tua nonnina :)