27/03/11

Carità, compassione, rivoluzione

Un testo di antropologia che lessi molti anni orsono si intitolava La società contro lo stato. L'autore, Pierre Clastres, ivi argomentava che fosse possibile vivere senza un'organizzazione statale, riportando l'esempio di alcune popolazioni amerindiane prive di potere coercitivo e delle loro modalità di auto-organizzazione.

Bene, da un po' di tempo non solo sto pensando sempre più che si possa vivere senza lo Stato - cosa che ho sempre creduto - ma che ci stiamo già organizzando per vivere nonostante lo Stato (dove questo è ormai contraddistinto nelle sue istituzioni e nei suoi rappresentanti da tale ipocrisia e perversione che ne auspico la definitiva implosione). Pensate agli orti urbani, al ritorno del baratto negli scambi senza moneta, ai gruppi d'acquisto solidale, alle banche del tempo - giusto per fare qualche esempio a caso. Non sono già modalità di autogestione che non passano attraverso meccanismi abituali di 'mercato', di lavoro 'salariato',  e che fanno riferimento ad appartenenze spontanee piuttosto che a coesioni imposte dall'esterno? Non dicono già "non mi interessano i vostri modelli e le vostre soluzioni, io mi creo la mia vita nonostante voi, i vostri soldi, la vostra violenza, e i vostri fasulli modelli di successo e felicità"?

Da dove stiamo ripartendo? Da noi, dalla società contro/nonostante questo stato. E dalla ricostruzione e valorizzazione di questo 'noi' - un sentimento d'appartenenza collettiva in cui come singoli, in modo fluido e dialogico, in qualche modo ci riconosciamo. Così come dalla discussione a oltranza con gli altri per trovare modalità di convivenza che passino attraverso 'regole'/'norme' concordate di volta in volta da noi stessi, per vivere insieme, giorno per giorno.

Oggi è domenica: se avete tempo e voglia di leggere, per coloro che se li fossero persi, vi segnalo questi due post in merito - uno mio e uno di Sassicaia Molotov - che casualmente sono molto vicini/simili e vi parlano di queste cose. 
Buona giornata a tutti! :-)

- CARITA' E RIVOLUZIONE, di Sassicaia Molotov

8 commenti:

Alligatore ha detto...

Splendide parole e splendida immagine di libertà ...dobbiamo ritrovarla.

Inneres Auge ha detto...

Come sempre impeccabile cara Minerva

fragolina ha detto...

passo per un saluto veloce......

buona domenica mia cara
un bacio tesoro.....

Minerva Jones ha detto...

@ tutti; Buon pomeriggio, miei cari. Risegnalavo i post proprio perché vedendo quello di Sassicaia ho pensato che coloro che ci seguono da poco certe riflessioni non hanno avuto occasione di leggerle. Quanto a voi, già sappiamo quanto le nostre menti risuonino già insieme, vero? Continuiamo, non possiamo fare altro che crederci e continuare.
Un bacio a tutti :-)

Venerdi Sushi ha detto...

Se lo stato implode...
posso smettere di pagare il mio mutuo?
A parte gli scherzi, sono e rimango un riformista, le cose si possono e si devono cambiare, uomini compresi.

Minerva Jones ha detto...

Amico mio: tu cambia lo stato che io cambio le persone - a ognuno il suo secondo le proprie capacità (e la propria modalità d'azione: io non prendo a pugni nello stomaco le brave persone ma parlo con loro, ma tu puoi prendere a pugni nello stomaco - e sarebbe educativo per loro e di monito per tutti gli altri - i politici che ci ritroviamo) ;-)

Venerdi Sushi ha detto...

Evvai... sarebbe proprio una jam session fantastica!

Minerva Jones ha detto...

@ Venerdì Sushi: Santo cielo, lo sapevo! Parlo di compassione e dialogo a oltranza, poi faccio una battuta sulla possibilità di menare qualcuno e ti trovo subito disponibile! Dannazione, e ipotizzare un po' di ironia in ciò che dico? :-D