03/02/11

Guardare e/è desiderare: sulle immagini che ci danno piacere


Il desiderio nasce da quello che vediamo ogni giorno 
(Anthony Hopkins alias Hannibal Lecter)

Negli ultimi tempi mi è capitato di frequente di riflettere con alcuni amici sulla potenza della visione, e sulla dimensione quasi tattile dello sguardo posato su qualcuno o qualcosa. Lo sguardo, in un certo senso, è un contatto, un tocco dell'altro, e tale tattilità viene ripreso nella lingua, diventando foriera di reciproci atteggiamenti e relazioni, così che ci 'accarezziamo', 'coviamo', 'fulminiamo', 'frughiamo' e addirittura  'mangiamo' con gli occhi; parliamo di sguardi penetranti, acuti, taglienti, inquietanti, cattivi; ci si guarda 'in cagnesco', 'di sbieco' o 'di buon occhio' e via dicendo. Un divieto frequente dice "guardare ma non toccare".

Di fatto, tra i sensi con i quali percepiamo l'altro, lo sguardo ha una posizione di rilievo, forse solo analoga al tatto, così che Freud si spinge addirittura ad affermare che "l'impressione ottica rimane la via attraverso la quale più spesso è risvegliato l'eccitamento libidico. [...] La zona forse più lontana dall'oggetto sessuale, l'occhio, di trova - nelle condizioni del corteggiamento dell'oggetto - più spesso di tutte le altre nella situazione di essere stimolata da quella particolare qualità dell'eccitamento proveniente da ciò che, nel caso dell'oggetto sessuale, noi chiamiamo bellezza". Lo sguardo rivolto all'altro, in sintesi, non è mai indifferente. Esso è "incontro, emozione condivisa, godimento inconfessato, oltre a racchiudere la minaccia dell'eccesso e dello straripamento. [...] Vedere è già darsi oltre misura, ed essere visto conferisce una presa su di sé di cui l'altro può approfittare" (D. Le Breton).

La mia esperienza mi insegna - ma pur cercando di afferrarle non ne comprendo le ragioni - che lo sguardo ha inoltre una declinazione di genere, per cui se nell'uomo ho più volte notato un'eccitazione legata alla visione, per esempio, del corpo femminile nudo, in una donna la medesima cosa verso il corpo maschile è alquanto rara. Personalmente, poi, mi capita raramente di provare eccitazione alla visione di corpi o dettagli di corpi nudi  (maschili o femminili che siano), tant'è che in alcuni blog addirittura certe immagini mi disturbano*.
Privilegio l'odore, il tatto, lo scambio verbale con quel corpo che per me non è mai disgiunto da quella specifica persona - mentre i miei amici di sesso maschile si nutrirebbero talvolta bulimicamente di immagini di corpi femminili che non vengono mai loro a noia, pur se si tratta per decine di fotografie dello stesso corpo, talvolta anche di una donna della quale nulla sanno.

Mi raccontate del vostro rapporto tra immagine e desiderio? Ché anche qui, come sempre, ho voglia di ascoltarvi e imparare :-)

Vi lascio, inoltre, come piccola chicca, un video realizzato da Alessandro Amaducci, che sul rapporto tra sguardo, desiderio ed erotismo ha costruito gran parte del suo percorso artistico: Shedding (2010). Buona visione!

________________________

  * Personalmente (ignoro se sia opinione condivisa da altre donne eterosessuali) opero una distinzione molto semplice tra 'pornografia' ed 'erotismo': 'pornografia', per me, è l'immagine del corpo in sé (un 'pezzo di carne' buttata come su un banco di una macelleria - senza cottura, senza aromi, senza il tempo speso seguendo ricette per la sua preparazione, senza alcuna preparazione per renderla 'gustabile', senza conoscerne nemmeno l'origine ecc.); 'erotismo', invece, è l'immagine precedente preparata/cucinata come ho indicato, oppure l'immagine non perfettamente visibile - allusiva, evocativa, che mi sposta l'attenzione su altro pur richiamandomi a quello. In questi ultimi due casi, ovvero quelli dell'immagine che per me è erotica, allora mi si può accendere il desiderio (talvolta), sebbene appunto in un'intensità decisamente minore, ho visto, rispetto alla mia controparte maschile.

12 commenti:

Alligatore ha detto...

Immagine e desiderio? Direi immagine è desiderio, a conferma di quanto scrivi su noi alligatori, cioè uomini. Sì, direi l'immagine gioca un ruolo principale nell'eccitazione. Non solo guardare, ma anche essere guardati, oppure vedersi durante ... non a caso si cita come perversione la mania degli specchi. E poi il confine pornografia/erotismo è molto sottile.

dark0 ha detto...

amo molto il fetish che un tipo di erotismo pieno di dettagli, ma è anche fatto di sensazioni.
penso anche che non bisogna scavarci troppo dentro nella propria sessualità, si potrebbe trovare un qualcosa di torbido che poi torbido non lo è affatto.

Minerva ha detto...

@ Alligatore: io mi chiedo proprio in che cosa affondi il piacere del guardare rispetto ad altre percezioni sensoriali che invece per me sono prioritarie.

@ darko: appunto, per me non esiste nulla di torbido se è consensuale e vissuto con serenità e intensità - desiderato - dalle persone che lo stanno vivendo.

Michele La Porta ha detto...

E' un dato di fatto che per gli uomini e' importante lo sguardo, e per fortuna, aggiungo io, perché se fosse importante toccare sarei rovinato visto lo sguardo a raggi x con cui osservo qualsiasi essere femminile mi trovi davanti!
Almeno nel mio caso pero' (subito dopo le Tette) lo sguardo corre a cercare dettagli che mi permettano di capire la personalità e il carattere della persona. Quando vedo una ragazza, non mi basta valutare l'aspetto fisico per
desiderarla, mi serve anche un'indicazione della sua personalità.

Minerva ha detto...

Sì, la sensazione ricorrente dalle conversazioni intrattenute con amici è proprio questa scissione nella sensorialità dell'attrazione. Ciò che mi chiedo è se questo sia dovuto a una diversa attitudine cerebrale (qualcosa di biologico/neurologico), oppure a un'abitudine culturale.
Così come anche tutta la retorica dello sguardo è infinita e potente - e gioca un ruolo fondamentale nella seduzione e nell'incontro.

Venerdi Sushi ha detto...

Uhm… argomento interessante ma che purtroppo in questa sede non può essere sviluppato sinteticamente e allo stesso tempo degnamente. Per quello che mi riguarda io allargherei il discorso, o perlomeno partirei da altri presupposti. Natura viva o natura morta? Attrazione o semplice eccitazione? Come si fa a parlare genericamente di immagine e desiderio senza chiarire i termini entro i quali si discute? Tutti noi siamo antenne, antenne riceventi e trasmittenti allo stesso tempo, riceviamo e trasmettiamo contemporaneamente immagini, comunichiamo anche attraverso esse, si chiama comunicazione non verbale. L’impatto che ha sull’immaginario una foto patinata non è e non può essere lo stesso di quello che può avere l’immagine di un corpo vivente, e anche in questo caso molto dipende dal tipo di rapporto che intercorre tra chi guarda e chi si lascia guardare. Ti stai volontariamente lasciando guardare da me o quello che vedo è solo una tua proiezione involontaria? Sei un corpo vivente o sei una fotografia? La differenza è enorme, e sta tutta nel tipo di rapporto che ci unisce, perché se c’è una relazione, la comunicazione non verbale sarà accompagnata anche dalla comunicazione verbale, e quando le due antenne che contemporaneamente trasmettono e ricevono immagini e informazioni si trovano sulla medesima lunghezza d’onda scatta l’attrazione, non la semplice eccitazione. Quando invece la comunicazione rimane sul piano non verbale, anche con una foto patinata, che io definisco una antenna solo trasmittente, chi riceve rimane sul piano dell’eccitazione. Tutto dipende dalla lunghezza d’onda sulla quale siamo sintonizzati, e sulla relazione che unisce le varie antenne. Mi fermo qui ma si potrebbe parlare per ore. Augh!

Minerva ha detto...

Caspita, Venerdì Sushi, come sei riuscito a definire benissimo le premesse (molto meglio delle mie, invero confuse!). Tutto il tuo discorso sulla volontarietà o meno del 'farsi vedere' e della dimensione di relazione tra persone (corpi abitati da menti) che producono immagini e le inseriscono in giochi intenzionali con altre persone mi spiega tutto quello che sinora non ero riuscita a capire nella differenza delle regole dell'attrazione basate sulla vista (e dell'eccitazione, che appunto ora capisco perfettamente che è un'altra cosa). Grazie infinite!!!

Venerdi Sushi ha detto...

De nada querida ;)
Bacio

shadow ha detto...

Complicato e, come giustamente sottolinea un tuo commentatore, che rischia in questa sede di non poter essere sviluppato degnamente.
Facciamo che rispondo alla domanda e lascio perdere, almeno per ora, gli altri pensieri...

L'immagine conta, per me donna, ma è un'immagine di dettaglio, un'intuizione dell'altro.
Non mi volterò mai per la strada perchè affianco mi è passato un macho e mai proverò eccitazione per il tipo sulla spiaggia che mostra i muscoli.
Molto più probabilmente coglierò un gesto, un chinar di capo, il modo di tenere il bicchiere, lo sguardo curioso, la scelta della cintura dei pantoli, insomma, l'attrazione nasce da dentro e mira dentro. la mia almeno.

erotismo/pornografia?
palle che ci raccontiamo :-)
la pornografia è la sessualità che non ci piace e come tale la chiamano

Venerdi Sushi ha detto...

Shadow...
permettimi una una domanda: tu cogli qualsiasi dettaglio da qualsiasi "trasmittente"? Voglio dire, ti accorgi di un chinar di capo di un obeso? Oppure prima selezioni le trasmittenti e poi cogli i dettagli?

Inneres Auge ha detto...

Gli occhi sono lo specchio dell'anima.
Per me non esiste l'anima (almeno wuella in senso religioso) però lo sguardo fa la sua parte. Prendiamo ad esempio il colpo di fulmine: ci s'innamora dell'altro senza sapere nulla. Ed io son del parere che quando c'innamoriamo la prima sensazione viene proprio dal vedere l'altra persona. C'innamoriamo perchè è bella, poi c'è chi (come me) cerca anche altro a livello della personalità, dei valori, ecc e chi invece si sofferma solo sull'aspetto estetico. Una mia amica la chiama "lussuria a prima vista"

Minerva ha detto...

@ Inneres Auge / Venersì Sushi / Shadow: la sensazione del colpo di fulmine... che cosa stupenda! :-) eppure davvero non la lego troppo alla 'bellezza' vera e propria. Nel senso: una volta selezionate, ancorché involontariamente (può accadere) le 'trasmittenti' (come dice Venerdì Sushi) per cui non devo provare repulsione a pelle, poi sì, tutto il resto che deve accadere accada senza sapere nulla e personalmente mi incanto per quello che forse è lo 'scarto dalla norma', quello che diceva Shadow: un modo particolare di bere, chinare il capo, fare un gesto, toccare, un profumo, una parola ecc.