Quelle perline di vetro che attraversavano il mondo...

Sto visitando un museo d'antropologia ogni due giorni, con una media di sei ore e 200 fotografie in ciascuno (non sono normale, lo so). E tra appunti, ostelli, e incontri in ogni luogo con amici deliziosi non ho materialmente tempo di scrivere. Ma stamane Cinciarella m'ha quasi estorto questo piccolo post per parlarvi d'una cosa che m'ha sempre incantato e ch'e' praticamente sconosciuta.

In sintesi, volevo solo rendervi edotti del fatto che le perline di vetro - proprio quelle che associamo alla cultura materiale dei nativi americani (tra i quali Navajo, Sioux, Lakota) e che consideriamo senza ombra di dubbio distintive della loro cultura - non sono di produzione autoctona, ne' di introduzione culturale recente, ma frutto degli scambi nativi-europei gia' dal XVI secolo.
Incredibile, nevvero? :-)

Essi davano beni del territorio ai commercianti europei che si spingevano sin nelle loro terre, e ne ricavavano in cambio perline prodotte in manifatture di Praga o - quelle piu' preziose ancora - addirittura da Venezia, gia' famosa all'epoca per la soffiatura del vetro con le quali poi ornavano i vestiti, le giacche e i mocassini con i quali sono divenuti famosi e conosciuti in tutto il mondo.

A me queste storie che prevedono contatti interculturali cosi' antichi fanno impazzire.
Le seguenti immagini sono esempi di tal produzione, dai musei di Monaco, Lipsia e Berlino.
Buona giornata a voi! :-)







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