12/01/14

Gotta live (and hope), before you die



Quando mio nonno morì, al termine di una malattia, avevo quindici anni e stavo studiando al ginnasio. Non ero particolarmente brava, ma ricordo alcune cose che già mi avevano - se ce ne fosse stato bisogno - dato da meditare. Così che di ritorno dal funerale, in auto, mentre mia nonna stava piangendo tutte le sue lacrime per la perdita del marito, io le dissi che avevo appena letto un testo greco che parlava d'una barca che ritornava in porto dopo una tempesta devastante, dolorosa, faticosa, durata anni. E del paradosso che quando nasce un bambino tutti si rallegrano, pur non sapendo quante sventure dovrà affrontare nella vita, mentre quando muore qualcuno si piange, mentre si dovrebbe essere sollevati per lui del fatto che non dovrà più affrontarne.

La vita alla fine è così, e di condizioni ottimali che pacifichino quella barca ce ne sono veramente poche - sono rarissime. Invidio chi le vive, e sono felice, guardandomi indietro, al ricordo che per un po' le ho avute io stessa. E che continuo ad andare avanti sperando che quelle condizioni di pace ritornino.
Preferendo passare tutta la vita con la speranza che mi capiti buon vento piuttosto che accontentarmi di sopravvivere sottocosta con folate che un po' mi accompagnano e un po' mi strattonano.

"Questa è una frase di quelle che mi rimarrà nella mente per il resto della vita" - mi ha detto.
"Vale per me, non deve per forza valere anche per te. Io per me ho scelto".
E rimango con il ricordo di fugaci perfezioni, e con la speranza che un giorno le condizioni del mare siano di nuovo perfette per un viaggio meraviglioso. Prima di rientrare in porto.



[per Giorgio, per Orsa, per Mauro - per tutti coloro che amo, e che so che pensano, sentono, e soffrono].

3 commenti:

miss K. ha detto...

Grazie. Questo me lo salvo per rileggermelo tutte le volte che ne avrò bisogno.

OrsaBIpolare ha detto...

Ma la vera domanda è...
chi è Giorgio?
;-)

Minerva ha detto...

@miss K.: prego, un abbraccio, bella :-)

@Orsetta: se è per questo, anche Mauro non è il 'nostro' Mauro ;-)