31/05/12

Basta menzogne: togliamo un po' di pregiudizi sull'anarchia


ribloggato da Terra Battuta 





La proposta anarchica è una proposta di rivoluzione che se applicata andrebbe a modificare sostanzialmente l'esistente, eliminando qualsiasi forma di autorità, potere, istituzione, privilegio, sfruttamento. È quindi facilmente intuibile come tale proposta sia sempre stata ostacolata da ogni Potere mediante la repressione diretta e con la distorsione del messaggio antiautoritario.
Quindi prima di andare avanti, per cercare di definire e meglio comprendere cosa sono e cosa propongono gli anarchici, conviene da subito chiarire cosa non è l'anarchia e cosa non sono gli anarchici.

"L'anarchia è caos invivibile"
Questa affermazione lascia intendere che una società anarchica sarebbe una società senza regole, dove ognuno tenterebbe di uccidere, rapinare, stuprare l'altro. Niente di più falso: l'anarchia è sostanzialmente un messaggio di cooperazione con l'altro, basato però non sulla paura e sul ricatto dato dalla Legge, ma sulla responsabilità degli accordi liberamente presi. Tra l'altro, il mutato tessuto sociale, nella maniera che cercheremo più avanti di analizzare, modificherebbe sostanzialmente i rapporti umani in maniera tale che essi verrebbero ridefiniti e di conseguenza
ridotti anche i rapporti conflittuali.



"L'anarchia sarebbe bella ma non è possibile"
Presupponendo che l'essere umano sia fondamentalmente incapace di autorganizzarsi o autogovernarsi e che quindi abbia naturalmente bisogno di qualcuno che lo comandi, che lo indirizzi e scelga per lui. L'affermazione è falsa perché parte da presupposti falsi, ovvero che l'essere umano abbia solo istinti innati o naturali... L'essere umano, invece, è soprattutto il risultato della società in cui cresce: se cresce in un ambiente autoritario sarà per lui "naturale" muoversi su ordine, e a sua volta dispensarne; se cresce tra relazioni paritarie e responsabilizzanti sarà poi in grado di autoregolarsi, senza la necessità di capi.

"L'anarchia è disorganizzazione"
Facendo intendere che sarebbe impossibile poi sopravvivere in un tale stato primordiale. Niente di più falso. L'anarchia è super organizzazione (dei beni, delle risorse, degli spazi, etc.), proprio perché non delega ad un ente questa funzione, ma implica l'assunzione di responsabilità individuali. Quindi non c'è nulla di più organizzato che la proposta anarchica in quanto tale. Si tratta solo di adottare una diversa modalità organizzativa (non autoritaria, autogestionaria), non di eliminarla.

"Gli anarchici sono violenti"
Gli anarchici in quanto tali ripudiano la violenza studiata ed applicata nei confronti di altri esseri senzienti; come quella sistematicamente perpetrata dal Dominio nei secoli attraverso il carcere, la tortura, l'omicidio. La violenza che possono a volte applicare si esprime solo sotto forma di autodifesa degli spazi di libertà attaccati dal Potere.

"Gli anarchici sono terroristi"
Questa considerazione, che fa il paio con la prima, mira tendenziosamente a scambiare la vittima con il carnefice: casomai è vero che gli anarchici sono a volte terrorizzati dall'attuale stato delle cose. Quando storicamente hanno fatto uso di mezzi o modi conflittuali l'hanno sempre fatto per cercare di difendersi da un sistema sociale particolarmente violento od oppressivo.


8 commenti:

Xtc ha detto...

Concordo su tutto a più non posso, però temo che il punto due ci azzecchi. Per due ragioni.
Tu dici che se l'uomo "cresce tra relazioni paritarie e responsabilizzanti sarà poi in grado di autoregolarsi, senza la necessità di capi.
Se fosse vero occorrerebbe un inizio. Si sposta solo il problema: come è possibile crescere tra relazioni paritarie?
Occorre qualcos'altro che non c'è.
La seconda ragione è che sono convinta che un condizionamento culturale non basti; L'anarchia potrebbe esistere solo se esistesse un'Etica condivisa. Questa non si imprime culturalmente.
L'uomo concepisce l'Etica, ma gli sfugge sempre.
Un bacio.

Minerva ha detto...

Ciao bella. 1) L'inizio è dato dai genitori e da come educano un figlio, per esempio: i genitori sono quelli che dovrebbero operare lo scarto - con intelligenza, senso di responsabilità e relazioni con amici/conoscenti - per cominciare a educare così i figli. 2) Qui parzialmente non concordo: l'etica si può insegnare mostrandone i vantaggi che si avrebbero per tutti. E l'insegnamento sta nell'esempio e nel fare concretamente, più che nel parlare. Ciao!

Cavalier Amaranto ha detto...

Non faccio in tempo a leggere tutti i commenti del precedente post che mi trovo a commentare qui.

Tesoro sei un massaggio alle mie materie grige.

Allora, e qui trovo un collegamento forse ai più inaspettato, la persona a cui dobbiamo la parola sadismo, il Marchese de Sade era un fervente e convinto sostenitore dell'anarchia.
In lacune sue opere la rappresentazione del sadismo altro non è che la trasfigurazione della forza del potere verso l'inerme, il popolo, tema ripreso da Pasolini ne: Le 120 Giornate di Sodoma.

Anche su quel film si potrebbe scrivere tanto.

Comunque De Sade pubblicò un opuscolo "Francesi, ancora uno sforzo per essere Repubblicani" dove propone una sorta di utopismo anarchico.

Testo molto controverso data la natura dissacrante dell'autore, molti l'hanno interpretato come riflessioni sul limite dell'anarchia, altri come riflessioni sulla libertà dettata dal piacere.

Ciao cara ^_^ baciiiiini.

Xtc ha detto...

Ma chi li educa i genitori?
:-)

OrsaBIpolare ha detto...

Questo post ha definitivamente saldato l'idea che noi due si parta quantomeno da un sentire comune. Sista ;)

Il secondo punto però ha sempre lasciato perplessa anche me, vale a dire che se è vero ciò che viene affermato (ed è VERISSIMO!):

"L'essere umano, invece, è soprattutto il risultato della società in cui cresce: se cresce in un ambiente autoritario sarà per lui "naturale" muoversi su ordine, e a sua volta dispensarne; se cresce tra relazioni paritarie e responsabilizzanti sarà poi in grado di autoregolarsi, senza la necessità di capi."

L'ho sempre pensato però fattibile soltanto dentro "piccoli" nuclei sociali distaccati dalle IDEE e le AZIONI che regolano il resto del mondo (e l'ho visto realizzare), quindi certo che è possibile, ma non su larga scala a mio avviso.
A meno che...non si distrugga tutto il marcio (o comunque l'antitesi alla cooperazione) per poter seminare questo tipo di educazione.
La vedo ardua.

Anche se per me è ancora importante vederla.

Sogni d'oro ;)

Minerva ha detto...

@Cavaliere: Non amo pasolini - tutt'altro - ma sono curiosa a questo punto di leggere quanto suggerisci di De Sade. Ciò che penso sulla ricerca del piacere potrebbe non essere così distante ;-) Grazie per il suggerimento!

@Orsetta: Concordo con te. E ho un dubbio ulteriore, al momento. L'intelligenza delle persone, che quando scarseggia può invalidare tutto quanto il progetto proprio perché non ce la fanno a concepirlo. Nel senso: ci sono persone che potrebbero aver bisogno di ricevere istruzioni semplici e chiare e fine lì - perché da sole non pensano. Questa è una delle cose che sto verificando al momento e che mi inquietano.

OrsaBIpolare ha detto...

"Non ce la fanno a concepirlo" brava è proprio qui il punto e non so se è solo mancanza di intelligenza.
Credo che la paura di cambiare sia più pericolosa della stupidità.

Ma non t'inquietare, continua a pensare a quel progetto...in fondo è un voler ricreare un'isoletta anarchica no?

Granduca di Moletania ha detto...

Questo post mi è piaciuto parecchio. Ti dico solo "complimenti, non è da tutti".
E lo stesso vale per tutti i tuoi amici lettori.