20/12/11

Atti radicali di gentilezza

Trovo questa sera nel blog di un'amica - che in realtà ha pure un altro blog dedicato al senso dell'olfatto e ai profumi che vi consiglio vivamente d'andare a sbirciare - questa fotografia, e seppur sia consapevole di quanto è sempre più difficile trovare delle strategie per stare bene ed essere felici, vi esorto ancora a provarci e a non rinunciare mai.

Inventiamoci qualsiasi cosa, cerchiamo nei nostri ricordi desideri (ancora) inavverati e passioni dimenticate, pensiamo e agiamo per piccoli passi tutto ciò che ci può dare un sorriso ogni giorno e compiamo ogni giorno anche solo una singola azione che ci dia soddisfazione e che dia un senso ad averlo vissuto.

E' della nostra vita che si parla, non lasciamola andare alla deriva come se fosse di proprietà di qualcun altro - anche se questo è ciò che vorrebbero da noi: un esercito di persone tristi, sconfitte, supine e manipolabili.
Non glielo concediamo.

11 commenti:

digito ergo sum ha detto...

mica lo so, sai, se "questo è ciò che vorrebbero da noi". forse è così che ci piace essere. anestetizzati. chiusi in casa a doppia mandata, ché, poi è ben più di una condizione di vita, è la condizione di un pianeta arido, dove la vita non s'è ancora sviluppata

mark ha detto...

La felicità in se non dovrebbe esser un problema, il problema sta nel consideralo un obiettivo. Considerare la stessa come una forma privata ne limita oltretutto la sua forza benefica. Mi piace ritenerla come una malattia incurabile, da diffondere, e spargerene, per vederne contagiate più esseri possibili. E in questo senso il post è contagioso. :-)

Blackswan ha detto...

Essere felici dipende poco da noi stessi.Tuttavia,io mi impegno tutti i giorni per esserlo.Ma è una gran fatica:)

Cri ha detto...

Sono appassionatamente d'accordo con te. Con gentile fermezza.

Minerva Jones ha detto...

@ digito ergo sum: più le persone sono tristi, meno sono reattive e più comprano compulsivamente per cercare di saturare l'insoddisfazione. Quindi sì: è il loro obiettivo, puoi starne certo. Ed è per questo che qui io parlo di cose che ci possono far felici a costo zero o quasi.

@ mark: la felicità può semplicemente accadere, se hai una gran fortuna e la sensibilità per rendertene conto, può essere un atteggiamento con chi guardi alla tua vita, oppure ancora può essere un obiettivo. Sono comunque d'accordo con te sul contagio sociale, ma anche proprio facendo cose piccole e assurde tutte le volte che è possibile, che facciano sorridere gli altri. Non so se serva, ma di certo è la mia stranezza (@OrsaBIpolare, so che mi capisci).

@ Blackswan: sì, è una gran fatioca, specie con tutto il negativo che arriva da fuori. Ed è tantissimo.

@ Cri: mi piace così risoluta :-) Buona giornata!

Hob03 ha detto...

cara minerva, non potresti trovarmi più d'accordo...non cederemo al grigiore e alla tristezza :)) buona vita

Ernest ha detto...

credo che sia davvero ricordarselo ogni tanto, perchè a volte ci facciamo prendere da tutt'altro, cose futili, magari concrete ma che poi non danno niente.
Felici ricordiamocelo e ricordiamolo.

Ginevra ha detto...

La parola felicità evoca sempre una condizone chimericamente estremizzata di uno stato di benessere che, spessissimo, si associa al possesso di beni materiali; così ce la fa passare questa società apparentata e dipendente dal consumo, dall'obsolescenza rapida dei prodotti, impegnata a sostenersi con l'induzione di bisogni che si moltiplicano, nella loro inutilità tesa a raggrinzirci la mente e la sua creativa industriosità.
Anche per me, la felecità è seguire i miei piaceri, le mie passioni, sperimentare e scoprire nuove attitudini, nuove possibilità, occasioni di stare bene; e guai a chi si mette in mezzo fra me e loro! :-)

Alberto ha detto...

Sì sì, a poco a poco, e sorriso dopo sorriso saremo capaci (forse) di tramettere contentezza anche ad altri. Adesso vado a vedere il blog sugli odori e i profumi che mi interessa molto.

OrsaBIpolare ha detto...

Quando parli di stranezze ti capisco sempre ;)
Anche se forse alcuni non afferreranno il nesso, io tempo fa ho scritto "Ricordatevi che dovete morire" che equivale a dire "ricordatevi di essere felici" e comunque non disperatevi per le idiozie...
Concordo tra l'altro al 100% sul fatto che ci vogliano così; tristi, frustrati e senza la forza di reagire. Col cazzo che mi avranno!
Scusa ma quanno ce vò ce vò :)

Buon mercoledì!
(perchè nessuno non lo augura mai?) =D

mr.Hyde ha detto...

Mi piacerebbe ma sono mollto distratto!