12/12/10

Bandile Gumbi, poetessa sudafricana

Attivista culturale, poetessa e scrittrice formatasi in Kwa-Zul Natal, Sud Africa, Bandile Gumbi ha auto-pubblicato nel 2004 l'antologia Pangs of initiation, volume considerato un testo “cult” tra gli amanti della poesia underground sudafricana.

Gumbi ha inoltre lavorato con diversi collettivi di artisti, quali il 3rd Eye Vision di Durban, l'EVE Network di Johannesburg e il Badilisha Poetry Project di Cape Town. Attualmente fa parte del Dead Revolutionaries Club. Il suo sito è http://www.wordinitiate.co.za, il suo blog http://wordinitiate.blogspot.com.
Ho trovato in rete e riporto qui una sua poesia che mi è piaciuta molto. Si intitola Freedom (Libertà). La traduzione è a cura di raphael d’abdon (minuscolo, seguendo bell hooks), italiano di origine nigeriana che cura un blog sulla poesia africana nel sito Absolute Poetry.

Freedom

I had an in-depth investigation
On the workings
Of an African mind
Let loose

As this wordsmith
Licks the mic

Unleashing molten fire
Lava to pent-up energy
Uncoiled
To bite
The hand that feeds white guilt

The heat
Ignited my woman's desire
To binge on these butterflies
I nearly vomited
In the grip of an emotion

As this wordsmith
Licks the mic again and again
I pause
To chew the ever so familiar
Taste
In the vibration stringing
The fine hair
Down my belly
On a descent to the core of
Human creation
Procreating
A zeal to satisfy
Hunger pangs, breaking the hunger strike
Of a woman in protest

As this wordsmith
Keeps on licking the mic
Licking the mic
Again and again

I strip at the altar of your incarnated third self
My redemption
Is suspended
In the static synergy
That disturbs the foundations
Of my confirmed faith

As I dance to the temptations
I realized
Insanity and freedom
Is the same side of a butcher's knife
Whether facing up or down


Libertà

Ho fatto ricerche approfondite
Sul funzionamento
Di una mente africana
liberata

Mentre questa poetessa
Lecca il microfono

rilasciando fuoco fondente
Lava in energia ingabbiata
Che si snoda
Per mordere
La mano che sfama la colpevolezza bianca

Il calore
Infiammò il mio desiderio di donna
Di lasciarmi andare su queste farfalle
Ho quasi vomitato
Nella morsa di un'emozione

Mentre questa poetessa
Continua a leccare il microfono senza sosta
Io mi fermo
Per masticare il sapore
Mai così familiare

Nella vibrazione che allaccia
capelli fini
Giu' fino al mio ventre
Scendendo fino al cuore profondo dell'
Umana creazione
Procreando
Un fervore per soddisfare
I morsi della fame, rompendo lo sciopero della fame
Di una donna che protesta

Mentre questa poetessa
Continua a leccare il microfono
A leccare il microfono senza sosta
Io mi spoglio davanti all'altare della vostra terza incarnazione
La mia redenzione
è sospesa
Nella sinergia statica
Che molesta le fondamenta
Della mia fede cresimata

Mentre tentazioni mi fanno danzare
Mi rendo conto
Che pazzia e liberta'
Sono lo stesso lato del coltello di un macellaio
sia esso rivolto verso l'alto o verso il basso 

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