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La propria identità, e il raccontare storie

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Amo le persone che mi raccontano storie - ma non storie inventate, non favole, non menzogne. Storie come aneddoti, come ricordi, come momenti di vita. Il piacere che mi dà ascoltarle è pari alla condivisione del sesso più intimo e complice, o a quella del pranzo più saporito e gustoso. Minerva di storie ne ha tantissime. Ha quelle personali di lutti, malattie, violenze, e poi inquietudini, pacificazioni e nuove prospettive da lì originatesi. Ha quelle abituali della vita con studio, lavoro, relazioni - che, pur se solo sue (e non potrebbe essere altrimenti: ognuno declina a modo proprio i medesimi 'riti di passaggio'), lei vede d'una noia intollerabile e pertanto, appena può, fugge. Infine ha quelle che derivano dai suoi interessi letterari (ovvero i racconti di altre persone vissute prima di lei), e dai viaggi e dagli incontri che le sono accaduti per strada. E ama raccontarle - queste storie - non per autocelebrazione, ma per dare accesso ad altr...

I pischellini e l'amore.

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Si fa sempre un gran parlare dei “giovani d’oggi”, dei “giovani d’oggi” di tutti i tempi, e lo si fa di solito da adulti, dimenticandosi di esserlo stati. Ho la fortuna di svolgere un lavoro che mi porta a contatto con i contemporanei “giovani d’oggi”, adolescenti… particolarmente adolescenti! :-) Insegno in corsi destinati alla formazione professionale, frequentati da ragazzi la cui vita è precocemente segnata da prove difficili e dolorose, da condizioni esistenziali precarie (alcuni di essi vivono in casa-famiglia), da universi emozionali tormentati e violenti, da vuoti culturali; chiedono amore, carezze, le loro anime, anime sperdute e vaganti in una confusione di pensieri contrastanti, sbattono, di qua e di là, si dimenano, parlano e vestono i simboli di questa società, per non sentirsi ulteriormente alieni, chiusi nel ghetto. Considero un enorme privilegio potermi nutrire delle loro vite, sia quando mi offrono volontariamente le loro lacrime, che quando un apparente distacco ...