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Piccole creature esplorano spazi pubblici

Artificial Dummies è un progetto dello studio di design ToDo che costruisce una relazione tra i movimenti disegnati da algoritmi delle sue buffe creaturine e lo spazio pubblico di una facciata, un edificio o un monumento, adattando l'animazione in tempo reale alle specifiche caratteristiche architettoniche della superficie di proiezione. Strani animali prendono vita, si riuniscono in branchi e fluttuano, esplorando il nuovo territorio in cui si trovano, evitando ostacoli e nemici. Come appena migrati in un nuovo habitat, le creature esplorano e cercano di adattarsi all'ambiente. Tra lo spazio e i suoi abitanti virtuali si crea così una relazione unica che a seconda della location genera ambienti sempre diversi.

'Se non ora, quando?': una rete di 1,2,3,4,5,10,100 fili...

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Ieri Minerva ha partecipato alla manifestazione Se non ora, quando? , pur se rispetto a questa aveva moltissime riserve - come d'altronde tutte le persone che erano con lei e un nutrito numero ancora di amici e conoscenti. I discorsi veterofemministi, le affermazioni sulla presunta superiorità del genere femminile più flessibile e multi-tutto, e le rivendicazioni alla società e al mondo delle istituzioni come 'donne' (e gli uomini che negli stereotipi del maschile non si ritrovano? e i gay? e i trans? e le infinite altre possibili declinazioni del 'genere'?) che ha sentito in questi giorni le hanno fatto venire la pelle d'oca, e l'hanno riportata al contesto culturale di 40 anni orsono. Nel peggiore contesto culturale di 40 anni orsono . Il che - Minerva s'è resa conto - è ulteriormente indicativo di quanto in basso siamo decaduti culturalmente, di quanto siamo diventati ignoranti, di quanto stereotipi, pregiudizi, e 'sentito dire' stiano gove...

L'ironia contro gli stereotipi di genere

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Lo scorso weekend nella struttura di Villa5 a Collegno (Torino) ha aperto e dopo tre giorni chiuso il MAD, Museo d’Arte delle Donne (ne parlano anche in Marginalia ). Provocazione, perché con gli irrisori fondi ricevuti si poteva aprire l’iniziativa solo per un tempo limitatissimo, nonché con riproduzioni delle opere o con donazioni da parte delle artiste stesse, ma non si sarebbe parimenti potuto pensare di dare vita a una struttura permanente aperta al pubblico. “Ma noi l’abbiamo chiamato museo lo stesso”, mi racconta Rosanna Rabezzana, una delle curatrici, responsabile anche delle azioni performative che nelle serate attrici e danzatrici hanno messo in scena tra il pubblico. Perché tipico di Villa5, nonché del modo in cui viene concepito l’essere donne in questa sede, è la continuità tra riflessione-azione-partecipazione – spesso molto ludica e ironica di contro a un quotidiano pesante e a un immaginario castrante (e non dobbiamo fare alcuno sforzo per ricordarci quale sia, visto...

Quando i Lego curano strutture ferite...

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L'arte è sempre il riflesso della società e dell'epoca in cui ha luogo, ma quella più felice riesce a muovere al sentimento di bellezza mentre contemporaneamente fa riflettere la società di cui è espressione sul proprio status quo . In tal modo ne promuove il cambiamento e, si spera, in una direzione più appagante per un numero sempre più ampio di individui che appartengono a tale società. Nel caso più riuscito ancora, essa fa tutto ciò mentre vi smuove al sorriso. Jan Vormann è un artista tedesco che riempie crepe e buchi di case e  monumenti in ogni parte del mondo con i coloratissimi mattoncini LEGO , spesso facendosi aiutare dai passanti. Il progetto, descritto nel sito in cui l'autore pubblica man mano anche le fotografie dei suoi interventi, si chiama Dispatchwork . Eccovene alcune immagini, sperando vi ricordino momenti piacevoli in cui anche voi, magari, avete giocato come me con questi piccoli mattoncini. Io costruivo astronavi spaziali incredibili! Londra ...

Musica, sorrisi e aria di famiglia

Qualche sera fa ho avuto l’occasione di vedere in concerto dal vivo Paolo Tofani, Patrizio Fariselli e Ares Tavolazzi - ovvero i componenti degli Area - accompagnati da Walter Paoli. Gli Area erano stati, insieme a una varietà di musica psichedelica, punk, elettronica e jazz, la colonna sonora dei miei anni universitari, e in anni recenti - attraverso percorsi anche lavorativi - ho avuto occasione di ‘conoscerli’ più da vicino con l’ascolto di interviste e racconti di conoscenti comuni. Sempre ho avuto l’impressione di avere a che fare con persone serene e felici delle loro scelte, pacificate con la vita e con il passato. Persone che sono diventate simbolo di un periodo storico-sociale-musicale, e da qui– dopo il colpo della morte di Stratos – hanno intrapreso percorsi autonomi, finché ‘qualcosa’, nell’ultimo anno, li ha in qualche modo riuniti nuovamente. La prima metà del concerto si è svolta in assoli e in duetti. Come una danza, uno entrava, suonava il proprio brano, un secondo vi...