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Visualizzazione dei post con l'etichetta rivoluzione

Avishai Cohen, Israele, la musica e il cambiamento (magari non violento: grazie)

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L'altra sera sono stata al concerto d'un jazzista che mi piace molto, Avishai Cohen , di fatto cittadino di quel paese sciagurato che è Israele. Fuori dal teatro che l'ospitava, un presidio di sostenitori della Palestina invitava civilmente il pubblico a prendere coscienza del massacro (perché quello è) dei palestinesi in atto. Ora: che costoro fossero specifici sostenitori di quel paese o meno, personalmente ritengo che quando c'è un massacro in atto poco importa chi ne sia la vittima. E' il massacro di vite umane - di qualsiasi età, luogo, origine, cultura, religione - che ritengo inaccettabile in sé. Ciò detto, le reazioni del pubblico sono state diverse, e - accanto a coloro che avevano piacere di ascoltare il concerto, ma erano anche ben coscienti della situazione - vi è stato chi, ottusamente, ha giustificato e avallato ciò che sta accadendo (e questo è così tragico che davvero ti pone interrogativi sui limiti della non violenza). Ma vi era anche ch...

Bisogna far ripartire le teste

Stamane trovo online un articolo in cui si riporta il caso d'una maestra che ha rimosso il crocifisso da un'aula scolastica, ricevendo la solidarietà del preside. I commenti all'articolo - di integralisti cattolici - farneticano sul rimuovere invece maestra e preside, dimenticando che viviamo in uno stato laico. Mentre mi accingo a scrivere tal commento, vedo che l'ha già fatto Sassicaia . Così apro la chat diretta con lui, e ne approfitto per uno scambio veloce. L'esito è sempre lo stesso ( Occupy: ispira il mondo con la tua presenza, le tue parole, le tue azioni ), ma l'invito stavolta vi arriva con più veemenza, e in stereofonia (noi si continua a urlare, comunque...) . Minerva: +1 per lo stato laico senza crocifissi (e poi sarebbe pure il caso di + 1 sul no allo stato, ma vabbè) Sassicaia Molotov: +1 è già una notizia Minerva: dici? Sassicaia Molotov: eh, di solito mai una gioia Minerva: credo che comunque si stia andando in quel...

Prendete e godetene tutti

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  Una persona che è felice non rinuncerà facilmente a tale condizione quando ravviserà segnali che tendano a soffocarla e spegnerla. Per tal ragione esortai un amico - che mi parlava in continuazione di 'cambiare il mondo' attraverso una qualche 'rivoluzione' - ad appendersi un cartello al ***** (avete capito) invitando così tutte le donne che avesse incontrato a usufruire di lui, e provarne il certo piacere che il suo membro (collegato a rara intelligenza, mani sensuali e sorriso perverso) avrebbe loro donato, permettendo a sicure ignari 'casalinghe disperate' l'accedere al disvelamento della felicità più assoluta e profonda. L'amico non si prestò a tal fine (vigliacco!), ma l'ipotesi per me rimane valida. Volete fare la rivoluzione? Fateci godere! Anzi, facciamoci reciprocamente godere! ;-)

Vergognamoci per loro: lo facciamo?

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Anni orsono io e il mio migliore amico avevamo avuto la pensata, mai realizzata, di aprire un'associazione di volontari che in forma altruistica e gratuita si vergognavano pubblicamente - come prefiche dell'antica Roma - "per coloro privi del buon gusto di vergognarsi da soli per l'inaudita inaccettabilità sociale e umana delle loro affermazioni o azioni". Che dite, non sarebbe il caso di ripensarci e di realizzarlo, oggi? Chi aderisce lo scriva nei commenti, e indichi per chi vorrebbe vergognarsi e di cosa ;-)

Emma Goldman, l'amore libero, e il problema del dominio

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Mentre leggevo di Bertha Thompson e verificavo che il libro citato in questo post era stato scritto da lei e Ben Reitman , mi informavo su quest'ultimo e sul suo rapporto con la Goldman - attivista che amo molto per diverse ragioni tra le quali la posizione sul sesso e sull'amore che promosse come femminista ante-litteram. Su Anarchopedia, infatti, troviamo scritto che "oltre alla specifica propaganda dell'ideale anarchico, Emma Goldman tenne diverse conferenze sull'emancipazione della donna, sull' amore libero , sull'uso dei contraccettivi ed il controllo delle nascite [...]. Emma Goldman tentò di tradurre in pratica tutto il suo ideale teorico e le sue aspirazioni libertarie, spesso scontrandosi con gli stessi anarchici e con il loro «istinto maschile di possesso, che non vede altro dio all’infuori di se stesso»" . Accidenti! Quanto aveva ragione: io stessa, ancora oggi, in uomini pur meravigliosamente attivi sul fronte della parità dei ...

Occupy: ispira il mondo con la tua presenza, le tue parole, le tue azioni

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[La gente non sa cosa vuole. Quindi meglio che chi la ispira stia sì in una dinamica di ascolto e relazione, ma non se ne lasci poi condizionare troppo nella propria valutazione di sé ;-) ] Quando l'anno scorso partecipai al FemBlog Camp, una delle cose che mi rimase più impressa fu il pensiero che bisognava occupare spazi (anche virtuali) con la nostra presenza, il nostro pensiero, le nostre parole, le nostre azioni , perché lo spazio - qualora non l'avessimo preso noi - se lo sarebbero presi gli altri (dove 'gli altri' erano, in quel contesto ma possiamo identificarli con i nostri nemici in generale anche oggi, una certa politica, il sistema dei media, quello della finanza e in generale di tutti i promotori di forme di dominio e oppressione di una persona sull'altra o un sistema sulle persone).

Letteratura e confitto, Torino 8-9|05|2012

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“Nel disinteresse ufficiale, sta crescendo una nuova leva di combattenti per la libertà, che occupano case e piazze, rivendicano diritti incomprimibili, sovvertono l’ordine sepolcrale in cui si vorrebbe rinchiudere la scuola, si ribellano alle nuove schiavitù del precariato e della fabbrica-galera. La vera novità, in precedenza vista molto di rado, è che questa generazione trovi subito nella letteratura un momento di lotta efficace quanto gli altri” (Valerio Evangelisti) Apre oggi a Torino una due giorni organizzata dai collettivi universitari di Lettere e Filosofia e di Scienze Politiche dal gradevolissimo programma di reading a tema (già pubblicati sul sito Letteratura e conflitto ), musiche, mostre, e banchetti con autoproduzioni.  Minerva, pur essendo talvolta dall'altra parte, non ha mai smesso di pensarla così rispetto al sapere , quindi oggi e domani sarà lì in giro a sostenere 'i ragazzi', che nel frattempo hanno elaborato racconti decisamente be...

Obey: Make Art Not War

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Si chiama Shepard Fairey , ma è divenuto celebre in tutto il mondo con il nome Obey dopo la realizzazione del manifesto di Barak Obama stilizzato in blu e rosso con la scritta HOPE. Come Banksy anche Obey è un artista politico che lavora a smontare l'immaginario corrente con soluzioni inedite, riempiendo di nuovi significati memi da noi così assorbiti da risultare ormai naturalizzati. Rispetto a Banksy, però, Obey è più glamour e meno performativo, più 'istituzionale' e meno anarcoide. Il che non ci impedisce d'apprezzare e di lasciarci ispirare anche da lui, comunque ;-)

Bibel Kaltoun: Zoo-Project Tunis

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Lo street-artist Bilel Kaltoun è un giovane artista franco-algerino non nuovo ad usare la propria arte (disegnare sagome di persone simboliche in contesti sociali di conflitto, così come realizzare murales sui medesimi soggetti) per commentare e ricordare i promotori di cambiamenti e rivoluzioni collettive. Zoo Project Tunis si inserisce all'interno di tale prassi e celebra l’inizio della "Primavera araba", quell'ondata di rivolte di piazza che portò alla caduta e all'esilio del presidente tunisino Zine Abidine Ben Ali e all'apertura (si spera) di Tunisia e dei paesi vicini alle istanze della cittadinanza. Uomo-simbolo del movimento tunisino è Mohamed Bouazizi, venditore ambulante che si diede fuoco per protestare contro il sequestro da parte della polizia della sua merce, insieme e ad altri 40 'martiri' che Kaltoun rende omaggio con altrettante figure a grandezza naturale delle vittime. Sul sito ufficiale di Kaltoun, inoltre, trovate...

Utopie concrete

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"Mi si nota di più se vengo e sto appoggiato alla parete senza divertirmi tutto il tempo o se proprio non vengo?". Questo amletico dubbio morettiano è in realtà metafora del mio dilemma personale da un po' di tempo a questa parte rispetto alla mia partecipazione alla vita politica e sociale di questo paese, che m'ha visto sinora invero speranzosa e attiva. Perché se tutto ci influenza e parimenti noi influenziamo qualsiasi cosa abbiamo intorno, il medesimo essere noi stessi a prescindere da ciò che ci sta intorno potrebbe - oltre all'indubbio vantaggio di farci in primis del bene - comportarne indirettamente un cambiamento. E sarebbe, come diceva Watzlawick, un cambiamento di secondo livello, ovvero non un'opposizione alla fine complementare al dominio che subiamo, ma un'uscita da un sistema chiuso le cui componenti sono in rapporto profondamente sbilanciato che - su grandi numeri - provocherebbe una destabilizzazione definitiva al sistema forza...

Audre Lorde, Usi dell'erotico. L'erotico come potere

Buongiorno! Al risveglio stamane un'amica mi ha inviato questo, un estratto dal volume che dà il titolo a questo post. Mi sembra così appropriato, visti gli immaginari patetici cui siamo continuamente sottoposti, che lo condivido subito con voi. Audre Lorde parlava come donna, ma il suo discorso è rivolto a mio avviso a qualsiasi essere umano - perché tutti possiamo vivere con questa intensità desiderio e piacere. E' una cosa alla nostra portata, sì sì. E' proprio per noi esseri umani ;-) Buona lettura, cominciate con l'assaporare ogni parola...* La stessa parola erotico viene dalla parola greca eros, la personificazione dell'amore in tutti i suoi aspetti. Eros è nato dal Caos, e personifica il potere creativo e l'armonia. Quando parlo dell'erotico, dunque, ne parlo come di un'asserzione della forza vitale delle donne; di quella potenziata energia creativa, la cui conoscenza e il cui uso stiamo ora rivendicando nel nostro linguaggio, nella nostra st...

La libertà comincia dall'ironia

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© Renato Fassino Manifestazione NoTav |Torino|28 gennaio 2012 * *Con tutto ciò che ho scritto in passato su ironia e rivoluzioni non violente, avete solo da cliccare sui tag se volete approfondire l'argomento ;-)

Gene Sharp, rivoluzioni non violente e orchidee

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Tra i film fuori concorso all'ultimo Festival dei Popoli, ho avuto il piacere di poter assistere alla proiezione di HOW TO START A REVOLUTION , documentario d'esordio del regista inglese Ruaridh Arrow sulla figura e il lavoro di Gene Sharp . Sconosciuto ai più, quest'uomo apparentemente mite e sicuramente modesto, che s'è meritato l'appellativo di "Clausewitz della guerra nonviolenta", è il fondatore dell' Istituto Albert Einstein , organizzazione no profit per lo studio e l'uso di strategie d'azione non violenza nei conflitti nel mondo, nonché l'ispiratore di quelle che i media hanno chiamato con molta superficialità ' rivoluzioni colorate ' - mancando per l'ennesima volta l'occasione di uno sguardo più approfondito alla istanze di intere popolazioni e alle modelità di liberazione non violenta da quelle che nella maggior parte dei casi erano vere e proprie dittature. Il film, finanziato con la strategia del crow...

25 novembre. Un sistema di violenza. La violenza del sistema.

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Oggi siamo a 129 donne vittime della violenza maschile solo da gennaio 2011 . C'è chi sta tenendo i conti di una mattanza che in primis accade in famiglia - nella civilissima Italia. Ma a denunciare anche 'solo' uno stupro, oggi - nella 'civilissima' Italia - si rischia anche di venire messe in un centro di detenzione temporanea se straniere : violenza su violenza. Quindi nessuno dica nulla di diritti che le donne avrebbero acquisito, tanto più che poi non vi sono né politica né modelli culturali a sostenerli. Vogliamo parlare infatti della devastazione culturale operata da anni di governo di individui in malafede che ci hanno progressivamente sottratto la possibilità di decidere che fare del nostro corpo (concedendo l'obiezione di coscienza ai medici antiabortisti delle strutture pubbliche, sottraendo fondi alle politiche d'assistenza per le vittime di violenze, depenalizzando chi oggettifica le persone alla stregua di 'merci' ecc.)?...

Let's take the night off - e sia, concediamoci un breve riposo

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Bene, godiamoci il weekend - un attimo solo, quanto basta per un breve ' riposo del guerriero ' (ovvero di tutti noi). Ché con questi che ci governano non c'è da stare tranquilli, ché il governo non è caduto per volontà popolare ma grazie a speculazioni bancarie, ché poche famiglie esercitano un controllo mondiale, e ché il capitalismo dell'1 contro 99 sta attendendoci per stritolarci oltre . Take The Night Off Brutal - the big picture is so cruel to us and everyone's life is such a tiny speck Some of the worst atrocities can pass, fifty miles away to no effect Power, power has always been abused work,debt, poverty, taxes life's oppressive rules Power, power just might never change No answers will come from our bloodthirsty ways Let's take the night off from mental stress let's take the night off - this world's a mess Captive - held captive by our hopes and dreams Our best intentions can destroy us We shouldn't grind...

Pratiche politiche femministe, di Sara Gandini

Non pensiate che le lotte femministe siano lotte delle donne per le donne. Ormai femminismo significa riflettere tutti insieme - qualsiasi sia la nostra molteplice e variegata identità - e lottare contro qualsiasi discriminazione perché una società garantisca davvero il benessere e la possibilità d'espressione a tutt* (dove l'asterisco segna proprio l'andare oltre il mero femminile/maschile). Leggo, e riposto anche per voi prendendolo da qui e da qui , il testo di Sara Gandini dal workshop dedicato alle pratiche politiche femministe nel FemBlog Camp 2011, condotto anche da Laura Colombo. E' lungo, ma si parla di eros, biografia personale, società, rivoluzione. Vale la pena prendersi il tempo di leggerlo. [Minerva intanto se ne va un po' di giorni per lavoro, buona settimana a voi!] Pratiche politiche femministe di Sara Gandini Ciao a tutte e tutti io vi parlerò di alcune pratiche politiche femministe, partendo da quelle più legate ad eventi p...

KEEP YOUR COINS: I WANT CHANGE. Strategie politiche, decrescita, lavoro dell'immaginazione

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Mie/-i care/i, avrei così tanto da scrivere in questi giorni! Tante cose belle da segnalarvi, tante buone ricette, tanti racconti intimi da condividere. Eppure prevale un'altra sensazione: quella di voler vivere il momento - il presente sul quale tanto sempre insisto - rimandando a domani tutto il resto e senza farmi prendere dalla fretta. Ché in realtà, poi, sto già facendo di tutto per vivere oggi il domani che vorrei, e vi invito a fare lo stesso perché anche questa è una strategia di cambiamento verso il mondo che vogliamo . Anzi, forse è una delle strategie più forti. Cosa c'è, al momento presente? Io non so se pure voi lo stiate avvertendo intorno, ma ciò che sento risuonare nella mia esistenza reale e nei blog che frequento è il bisogno di un'altra vita, di altri modelli esistenziali ed economici; avverto come un diffuso bisogno di fare, sperimentare e sbagliare anche, forse, ma in modo diverso da quello precedente; c'è intenzione di comunicare, in...

Dal FemBlog Camp -> report, post-porno e accorate esortazioni!

Duecento donne (dicono le organizzatrici Femminismo a Sud e Sguardi sui Generis ), ma che fossero donne o uomini alla fine non aveva più alcuna importanza nell'invito alla partecipazione al FemBlog Camp rivolto a chiunque, qualsiasi genere si sentisse d'essere e/o di voler vivere, ché sono state la condizione di sottomissione, assenza di potere, emarginazione e riduzione al silenzio in quanto altro/a/i/e rispetto al 'sistema patriarcale' le variabili alla base dell'incontro nel quale laboratori di autoformazione e momenti conviviali hanno permesso di approfondire meglio contenuti e strategie per opporsi a un sistema castrante le nostre possibilità d'espressione e di vita. Minerva da vent'anni partecipa a iniziative del genere, e tutte queste occasioni sono sempre state felici. In questa ha avuto la possibilità di incontrare molte/i che ancora non conosceva e che ha visto condividere in larga misura quella che è la sua prospettiva sulla questione. Fac...

Artisti, profeti, guerrieri

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Condivido con voi una visione intensa che in questo momento risuona con i miei pensieri, risoluti ma mai disperati. Ché intanto leggo, scrivo (a breve report dal FemBlog Camp, ve l'ho promesso!), e spunto l'elenco delle cose che, appassionata, mi dà vero piacere fare. da http://nishangainberlin.blogspot.com/ (grazie, sorella!)

Danzare un’altra danza

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Trovato in rete stamane, risuona con i miei pensieri - già desumibili dai commenti che ho disseminato in giro tra ieri e oggi, dopo gli eventi di ieri. "Se non posso danzare, non è la mia rivoluzione" (Emma Goldman) - e io danzo ebbra al mio passo, alla musica e alle parole che amo. E poi vediamo, magari i pazzi di cui mi circondo daranno luogo a una fantastica, inaudita, inedita jam session ;-) [questa musica, come sfondo, per pensare meglio e con le giuste energie e la giusta passionalità: ché no, non penso neanche lontanamente ad arrendermi!] Danzare un’altra danza di Filippo Sottile breve riflessione in forma di sentenze sui fatti del 15 ottobre e sui giorni a venire: - i nostri nemici non sono i poliziotti - i poliziotti sono servi - gli infiltrati esistono - la strategia della tensione esiste - esistono persone che hanno modalità di lotta così lontane dalle nostre da apparirci antitetiche - spesso lo sono, antitetiche - i nemici sono...