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Visualizzazione dei post con l'etichetta politica

Avishai Cohen, Israele, la musica e il cambiamento (magari non violento: grazie)

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L'altra sera sono stata al concerto d'un jazzista che mi piace molto, Avishai Cohen , di fatto cittadino di quel paese sciagurato che è Israele. Fuori dal teatro che l'ospitava, un presidio di sostenitori della Palestina invitava civilmente il pubblico a prendere coscienza del massacro (perché quello è) dei palestinesi in atto. Ora: che costoro fossero specifici sostenitori di quel paese o meno, personalmente ritengo che quando c'è un massacro in atto poco importa chi ne sia la vittima. E' il massacro di vite umane - di qualsiasi età, luogo, origine, cultura, religione - che ritengo inaccettabile in sé. Ciò detto, le reazioni del pubblico sono state diverse, e - accanto a coloro che avevano piacere di ascoltare il concerto, ma erano anche ben coscienti della situazione - vi è stato chi, ottusamente, ha giustificato e avallato ciò che sta accadendo (e questo è così tragico che davvero ti pone interrogativi sui limiti della non violenza). Ma vi era anche ch...

Buone ispirazioni /3: Carovana Balacaval

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In questo paese ridicolo che celebra Sanremo e accetta ancora di tollerare l'esistenza della 'casta', nonché in questo mondo sempre più confuso e annientato dalla violenza dei rappresentanti delle istituzioni evidentemente intoccabili nel loro potere di vita e di morte su di noi, tra le buone ispirazioni per vivere nonostante tutto ciò ( già atto di Resistenza e di rilancio esistenziale, eh? ) oggi vi presento i miei amati amici della Carovana Balacaval . La Carovana Balacaval è il nome che un gruppo di artisti 'nomadi', appassionati di musica, danze popolari, cinema e teatro s'è dato per viaggiare su 4 carrozze trainate da cavalli - avete capito bene! - per 5 mesi l’anno, portando in giro concerti, sketch, laboratori di danza, e proiezioni cinematografiche sonorizzate dal vivo. Come scrivono essi stessi, "tutto ruota attorno ad alcuni temi centrali: la sostenibilità ambientale; la creazione di nuovi modelli di comunità e la lor...

Al Quirinale subito!

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L'unico discorso di Capodanno che valesse la pena sentire - l'unico a rappresentare un manifesto contro l'ipocrisia, la mediocrità e la stupidità dei tempi in cui viviamo, e di tanti che ci circondano e/o ci governano. Buona ascolto.

Buone ispirazioni /2: Sobrietà non significa austerità (José Mujica)

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Vi assicuro che non avevo ascoltato questa intervista, e che il mio commento in fondo alle foto sulle case cinesi della settimana scorso era del tutto originale. Per questo sono particolarmente felice e onorata d'aver ora appreso che José "Pepe" Mujica, presidente dell’Uruguay, nell' intervista rilasciata a Riccardo Staglianò per il Venerdì di Repubblica all'inizio di novembre operava la stessa distinzione. Probabilmente basta essere ancora un po' sensibili e lucidi, mlagrado tutto, per arrivarci... Cosa ha detto Pepe Mujica? Ha distinto tra sobrietà e austerità, e - con questo - lanciato un j'accuse pesante al sistema di governo dell'Unione Europea e offerto materiale su cui riflettere per le nostre vite quotidiane. Queste le sue parole, riflettete bene su ogni frase: sono preziosissime. "La mia idea di vita è la sobrietà. Concetto ben diverso da austerità, termine che avete prostituito in Europa, tagliando tutto e lasciand...

Narrative contro-egemoniche

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Così chiesi al vecchio: "Allora noi - ricercatori sociali, intellettuali, attivisti culturali o politici - cosa dobbiamo fare? Qual è il nostro ruolo?". E lui rispose: " Cogliere le narrative contro-egenomiche man mano che le vediamo, interpretarle e rilanciarle, facendo loro eco ". Eccola lì, la soluzione che in un istante sintetizzava la scelta del fare certi tipi di ricerca sul nostro essere umani, il nostro senso nello stare al mondo, e la nostra relazione con ciò che ci circonda - nella breve durata delle nostre esistenze. Ché poi le narrative contro-egemoniche (termine apparentemente pomposetto, ma in realtà puntuale per definire un intero discorso) sono semplicemente le storie delle persone comuni che con le loro scelte, il loro modo di vedersi, desiderare, agire e raccontarsi si oppongono quotidianamente alle decisioni che vengono loro imposte dall'alto, da chi le tira a comandare e schiavizzare per i propri fini, e vivono nonostan...

Io *non* cammino in fila indiana (a commento del post precedente)

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E a tutti coloro che non sono 'guerrieri' nel senso perverso cui ci esorta la campagna vergognosa dell'Enel, ovvero come schiavetti di padroni che ci succhiano l'esistenza e vogliono ancora convincerci di non essere numeri in fila, dedico il seguente monologo di Ascanio Celestini. Io non cammino in fila indiana, e vi invito parimenti a rompere le righe!

Io non sono un guerriero (e comunque non nel senso squallido di questa pubblicità agghiacciante!)

Riporto l'articolo uscito su Il fatto quotidiano ieri a proposito d'una pubblicità televisiva che ritengo una vera e propria offesa nonché una sorda violenza piena di propaganda contro tutti noi - almeno quelli che sono in grado di leggerla come tale perché, malgrado la fatica di sopravvivere, hanno ancora la lucidità di 'vedere' come stanno realmente le cose. E di non essere schiavi complici dei loro stessi sfruttatori. I quali dovrebbero piuttosto VERGOGNARSI PROFONDAMENTE. Cara Enel, io non sono un guerriero di Simone Perotti | 28 settembre 2013 Ancora una volta dissento . La cosa grave, però, è che non condivido quelli che la pensano come me. Mi riferisco all’ondata di attacchi, insulti e invettive contro lo spot dell’Enel “Guerrieri” . Immagino lo conosciate tutti: “Siamo i guerrieri dei posti in piedi, siamo i guerrieri delle tangenziali, delle scartoffie, siamo i guerrieri del lavoro… Vincere è possibile se lottiamo insieme”. Come riassu...

Anarchists do it better ;-)

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Esiste una connessione tra il modo in cui si fa sesso e il proprio afflato etico|politico|ideologico? Per me sì, già lo penso da tempo ma è emerso in pieno in commento al post precedente: secondo me, infatti, quando si fa sesso ci si spoglia degli abiti, ma si è pienamente carichi della propria identità. E se in quella certi elementi sono rilevanti, rimangono e guidano proprio ciò che si sta vivendo - quindi anche il modo di vivere il rapporto. E per quanto mi riguarda, la sottoscritta ribadisce senz'ombra di dubbio che gli anarchici lo fanno meglio - sebbene il mio campione sia limitato e non possa affermare ciò con dati statistici sulla sinistra (e continuerà a essere così), così come mi manca tutta l'esperienza (che non è mia intenzione farmi neanche nel più remoto futuro ) rispetto alla destra. A quanto pare non sono l'unica a pensarla così e la (stonatissima, ma è punk quindi sta bene: filologicamente è corretta) canzone che segue ha un testo che mi ha fatto...

Riprenderci la bellezza che ci appartiene (e senza discussioni, ché era 'dignità')

Scendo giù a comprare un litro di latte, e - vista la bella giornata - mi risolvo a fare due passi anziché prendere la bici. La doccia l'ho fatta, i denti li ho lavati, i capelli se ne stanno tranquilli raccolti con le mollette. Senza trucco - ma senza per questo essere sciatta - indosso un vestito semplice e comincio a camminare. Per strada, come qualsiasi donna, mi specchio nelle vetrate degli androni dei palazzi per controllare d'avere un aspetto 'presentabile' e tutto sommato me lo riconosco - pur senza troppe pretese. Che sceme siamo noi donne a volte, eh? Facciamo tutto da sole... Mi vengono incontro in due momenti diversi due uomini che non avranno molti più anni di me, eppure sono già 'rovinati'. E subitaneamente provo disgusto per me stessa e per questo mio giudizio impietoso, severo, squallido. Me lo dico da sola: "Vergognati! Proprio tu che non hai mai guardato più di tanto all'estetica, in un uomo, così come poco interesse hai per la co...

Continuo a stare con gli anarchici (e non è 'martirio', né 'utopia')

Un'altra cosa che mi è stata detta ultimamente è che io avrei una spiccata tendenza al 'martirio', affermazione cui ho risposto: "forse, d'altronde arriviamo tutti da questa maledetta cultura cattolica". La giustezza di entrambe le considerazioni, però, non mi ha convinto neanche nel momento stesso in cui io e il mio interlocutore le abbiamo scambiate. Non vivendo nei libri sul pensiero anarchico, ma esperendone la concretezza nell'azione, spero mi scuserete se non articolo un discorso dotto pieno di citazioni in ciò che vi sto per dire. Essere anarchici e/o utopisti (ché le due cose non vanno a braccetto più di quanto non vadano a braccetto pure comunismo+utopia, visti i regimi cui ha dato luogo l'applicazione concreta di quella prospettiva) non significa essere 'martiri'. Nel pensiero anarchico il sacrificio di sé è una solenne menata. Ma c'è sicuramente una cura degli altri estrema, e non potrebbe essere altrimenti, perché - se ...

E noi continuavamo a danzare (anche se c'era la guerra)

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Continuavamo a cliccare 'mi piace' su stupidi status Continuavamo a postare foto dei nostri bambini - quelli avuti senza pensare e senza curarci del loro domani Condividevamo virtualmente video, musiche, poesie, cuoricini e sorrisi Passavamo ogni sera al bar - sprecando il tempo delle nostre vite in chiacchiere insulse sul più e sul meno, approfittandone per lamentarci Ridimensionavamo i nostri sogni, auspicando la sopravvivenza e cercando mortificanti alternative bucoliche alla violenza che subivamo quotidianamente Pur di sopravvivere - in qualche modo. E là fuori c'era la guerra, che arrivava con corrispondenze su media laterali E ci sentivamo buoni a cliccare su 'condividi - ci sembrava l'unica cosa che ormai potessimo fare Perché la violenza era troppa - troppo continua, troppo articolata Ci circondava completamente - la polizia armata e i governi di stati ormai totalitari contro i cittadini inermi Gli uomini contro le donne, gli autoctoni contro...

Combattere per il potere è da perdenti - i vincenti non ne hanno bisogno: lo esercitano e basta

Mi sono sempre tenuta lontana dalle lotte e dalle smanie di potere. Quando le vedevo - sul lavoro - provavo sofferenza e vergogna per chi le praticava, per chi sgomitava, per chi cercava di vincere e 'prendere tutto': io piuttosto me ne stavo fuori e osservavo, o davo informazioni agli altri anche contro il mio interesse personale. Dove questo "non trattenere per me" non significava per forza che fossi generosa, caritatevole, ingenua - piuttosto ho sempre oscillato tra l'idea karmica del bene che ti viene restituito dopo un giro lungo e il bieco menefreghismo per cui so che alla fine il sistema è omeostatico indipendentemente dalle mie azioni - ergo Ei Ja Nai Ka ! (ええじゃないか). Lo stesso quando mi trovo in situazione d'amante, perché anche qui, di fatto, se uno mi prende in quel ruolo già lo vedo come un poveretto cui mi sto concedendo nella speranza d'una sua evoluzione mentale ed emotiva, e quindi l'ipotesi di competizione con un'altra do...

Perché l'idea di rubare mi è inaccettabile

"If you want something, go there and grab it" - "Se vuoi qualcosa, và a prendertelo". Quante volte ho sentiro questo refrain in bocca a cosiddetti 'anarchici'. Eppure, malgrado tutte le belle affermazioni e teorie dietro il concetto che la proprietà sia un furto, rubare è qualcosa al di là della mia immaginazione e che mai potrei ipotizzare per me. Quest'estate ho abbandonato un centro occupato che mi ha definito 'capitalista' per tale mio rifiuto, ma io - pur avendo le mie idee sul vivere cercando di limitare i propri bisogni e quindi la necessità di denaro per raggiungerli o anche solo per raggiungere la possibilità di sopravvivenza - proprio non riuscivo ad accettare una cosa del genere. Perché in fondo il rispetto passa anche attraverso il persuadere altri della bontà delle tue idee verso strategie di autogestione, o verso il downshifting (un concetto che preferisco a quello di decrescita), ma non attraverso il depredarli pro domo tua d...

Atti osceni in luogo pubblico

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Leggo da Riverinflood che qualche sera fa due ragazzi hanno fatto l'amore sotto la statua di Dante in Piazza Santa Croce a Firenze. Andando a verificare i twitter dell'esponente della Lega locale che ha denunciato la cosa e le dichiarazioni del consigliere comunale del medesimo partito, si nota ovviamente (e ci sta, ché la politica è una guerra) la strumentalizzazione di tale evento per gettare discredito sul sindaco e parlare di degrado, mancanza d'ordine, mancanza di decoro ecc. E si sottolinea pure che i ragazzi erano stranieri e probabilmente ubriachi o drogati , così come che le persone lì presenti hanno fatto foto e girato video ridendo e godendosi la scena piuttosto che chiamare le forze dell'ordine per impedire il proseguimento dell'amplesso. Che invece i due ragazzi hanno potuto viversi senza, a quanto pare, considerare neanche l'esistenza di un pubblico intorno ;-) Mah, quante assurdità! Ma i leghisti non erano quelli del celudurismo , de...

Basta menzogne: togliamo un po' di pregiudizi sull'anarchia

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ribloggato da Terra Battuta   e A come Anarchia (pdf) La proposta anarchica è una proposta di rivoluzione che se applicata andrebbe a modificare sostanzialmente l'esistente, eliminando qualsiasi forma di autorità, potere, istituzione, privilegio, sfruttamento. È quindi facilmente intuibile come tale proposta sia sempre stata ostacolata da ogni Potere mediante la repressione diretta e con la distorsione del messaggio antiautoritario. Quindi prima di andare avanti, per cercare di definire e meglio comprendere cosa sono e cosa propongono gli anarchici, conviene da subito chiarire cosa non è l'anarchia e cosa non sono gli anarchici. "L'anarchia è caos invivibile" Questa affermazione lascia intendere che una società anarchica sarebbe una società senza regole, dove ognuno tenterebbe di uccidere, rapinare, stuprare l'altro. Niente di più falso: l'anarchia è sostanzialmente un messaggio di cooperazione con l'altro, basato ...

Urla d'impotenza

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Anni orsono - ero molto giovane - lavoravo in un ufficio a fianco d'un collega dichiaratamente gay. Un giorno in cui si stava dicendo qualche stupidaggine, ché l'ambiente lavorativo in quel posto era davvero sereno, ridendo lo mandai a ... e lui, (sor)ridendo, mi rispose "Lo prendo come un augurio!". Fu un'illuminazione: sino a quel momento usavo questo insulto (sebbene sempre in tono scherzoso, e tra poco ne spiego la ragione), senza rendermi conto di tutto il sottinteso di emarginazione e stigma verso un'intera categoria di persone - negativizzate e colpevolizzate dalla società in funzione dei propri gusti sessuali - insito in tale espressione. Che cosa penosa! :-( E quanto stupida e ipocrita mi si rivela essere proprio in sé, ora che - cresciuta - ho scoperto quanto sia apprezzato il sesso anale anche da tantissimi uomini etero (per quanto coloro che l'hanno provato e apprezzato pubblicamente non lo ammettano *mai* e anzi se ne vergognino pure). ...

Obey: Make Art Not War

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Si chiama Shepard Fairey , ma è divenuto celebre in tutto il mondo con il nome Obey dopo la realizzazione del manifesto di Barak Obama stilizzato in blu e rosso con la scritta HOPE. Come Banksy anche Obey è un artista politico che lavora a smontare l'immaginario corrente con soluzioni inedite, riempiendo di nuovi significati memi da noi così assorbiti da risultare ormai naturalizzati. Rispetto a Banksy, però, Obey è più glamour e meno performativo, più 'istituzionale' e meno anarcoide. Il che non ci impedisce d'apprezzare e di lasciarci ispirare anche da lui, comunque ;-)

Atti simbolici in microesplosioni controllate

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Poco più d'un anno fa pubblicavo qui un piccolo post dal titolo " Continuare a danzare, finché ci sarà musica ". Riportava un brano da Murakami, in particolare dal libro Dance, dance, dance che è il mio preferito tra i suoi romanzi. Quando sono disperata, di fatti, ho imparato ad adeguarmi a quel testo e l'uomo-pecora, piano piano, muta poi nuovamente le mie giornate in positivo. Un po' come il motto "Keep calm and carry on" che continuiamo a vedere usato nell'ultimo anno un po' dappertutto. Tipo "stringere i denti e andare avanti", sebbene per me le istruzioni di Murakami siano più puntuali rispetto ai suddetti motti invero generici - definiscono piuttosto una modalità, uno stile, e un'intera prospettiva d'azione che include la speranza. Poi mi chiedo anche se ancora si possa, oltre a fare ciò, compiere qualche 'azione', e nella deriva politica (e ancor prima culturale) attuale, penso in primis - come ho scr...

L'incanto della radio: stay tuned!

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Minerva ama molto la radio. La ragione principale è – senz'ombra di dubbio – che questa la trasporta in un'altra epoca in cui il ritmo della vita era molto più lento di quello ansiogeno attuale e la medesima comunicazione via etere, come quella reale tra i possibili interlocutori, era improntata a grazia e rarefazione. Del conduttore o della conduttrice percepivi unicamente la voce – sempre sensuale, sempre impostata, sempre scandente in modo puro e chiaro le parole – immaginavi la persona e le adducevi le medesime caratteristiche in toto. In tale modo egli (o ella) veniva ad avere quella medesima bellezza cristallina – nell'aspetto fisico, nei tratti del viso, in quelli dell'anima – che percepivi nel suo parlare e nel suo intrattenerti, unici elementi sui quali si poteva basare la tua conoscenza di lui/lei. E intanto attendevi alle tua mansioni quotidiane, prestando orecchio, ma solo quello, a parole e musiche che ti aiutavano a sentire volare ...

Utopie concrete

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"Mi si nota di più se vengo e sto appoggiato alla parete senza divertirmi tutto il tempo o se proprio non vengo?". Questo amletico dubbio morettiano è in realtà metafora del mio dilemma personale da un po' di tempo a questa parte rispetto alla mia partecipazione alla vita politica e sociale di questo paese, che m'ha visto sinora invero speranzosa e attiva. Perché se tutto ci influenza e parimenti noi influenziamo qualsiasi cosa abbiamo intorno, il medesimo essere noi stessi a prescindere da ciò che ci sta intorno potrebbe - oltre all'indubbio vantaggio di farci in primis del bene - comportarne indirettamente un cambiamento. E sarebbe, come diceva Watzlawick, un cambiamento di secondo livello, ovvero non un'opposizione alla fine complementare al dominio che subiamo, ma un'uscita da un sistema chiuso le cui componenti sono in rapporto profondamente sbilanciato che - su grandi numeri - provocherebbe una destabilizzazione definitiva al sistema forza...