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Come Vassilissa

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Periodo strano, di quelli in cui ti ripieghi su te stessa e rifletti su chi sei - a volte sorridendoti, a volte piangendo, a volte sentendo una tremenda solitudine, altre percependo quella solitudine come il tuo felice destino. Accompagnata dalla lettura di Zorba il greco , di Nikos Kazantzakis, conclusa eleggendo tale romanzo a quello più appassionato e vitale che abbia incontrato nella mia esistenza insieme a Tamburo di latta di Günter Grass - l'altro che parimenti celebra la vita libera, senza censure, folle ed estrema, ma ancora con profonda comprensione e compassione verso gli altri esseri viventi. Forse non è un caso che tutto ciò sia ambientato in Grecia, e che in Grecia abbia scritto a lungo anche il mio autore preferito, Haruki Murakami, sebbene i lavori di quest'ultimo impallidiscano a confronto con Kazantzakis. Il sole che getta una luce accecante, il frinire delle cicale e dei grilli nell'erba secca, il rumore del mare, gli odori che a ogni minima so...