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COSE CHE HO CAPITO DI RECENTE QUANDO NON E' ANCORA TROPPO TARDI.

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Stare lontana, pur se per lavoro, mi ha permesso di pensare un po' alla mia/nostra vita (ne parlai già qui in passato, del bene che fa l'andare altrove) Il passato ha due facce: quello della * sicurezza * - di luoghi, persone, impegni, valori cui tornare e che ti impediscono a volte di dare di matto rispetto a una realtà assurda - e quello del * fardello * - ovvero di una prigione in cui ci si è (auto)confinati, in cui ogni giorno si portano avanti gli elementi suddetti non come volontà, bensì come obbligo e condanna. La vita scorre allora magari confortevole lungo binari prestabiliti, ma talvolta costellata di rimpianti, e alla fine insoddisfacente. L'umore altalenante, la nostalgia delle vite non vissute, il tempo che fluisce in modi non naturali - a volte contratti, a volte dilatati - minano la psiche, l'emotività e la salute, e tutto ciò ci rende ancora più fragili. Vi sono coloro che sono iper-riflessivi (e io sono tra quelli) e an...

Oh, cielo! Siamo ancora qui?

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Ormai questo è il mio sguardo... Ieri ho rivisto un mio ex dopo anni, e sono stata ben lieta di una piacevole conversazione con lui mentre si passeggiava lungo la sponda del fiume (no, non ero seduta ad aspettare che 'passasse il suo cadavere': non gli voglio così male) Tra le varie scoperte recenti, gli ho raccontato quella del movimento postporno, che come sapete seguo da lontano non essendo il mio interesse di vita e di ricerca prioritario, e dell'essermi trovata talvolta ad assistere a performance dal vivo dei promotori di tal prospettiva. "D'altronde a te queste cose sono sempre piaciute!" - commenta lui ridendo particolarmente goduto. Sospiro, e poi gli spiego per l'ennesima volta come si farebbe con un bambino di 5 anni. "No, non è che questa cose mi entusiasmino o appassionino. Mi sono indifferenti. Ma possono far riflettere su tante questioni - libertà, assenza di potere e gerarchie nelle relazioni, piacere - chi ancora non ci ...

Ahem, sulle modalità del leggere ;-D

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  Voi come leggete? Io di solito alla scrivania, più raramente distesa sul sofa o a letto. Però *mai* ho sperimentato la lettura dei miei libri preferiti mentre 'qualcosa' mi titillava stimolandomi il piacere! Invece è proprio questa la strategia del progetto video/fotografico Hysterical Literature del newyorkese Clayton Cubitt. Godetevi - nel vero senso della parola - le prossime immagini, che per Minerva sono segno di quella complicità monella e divertita tra modella e artista che già lei vedeva nelle pin-up, e che si rammarica sia andata perdendosi nei tempi attuali.... Buona visione!

365 giorni intonsi...

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Bene, vi stare riprendendo dai bagordi? Spero di sì. In caso contrario, suggerisco terapia d'urto con vitamine, zenzero e succhi di frutta, e un po' di aria fresca (ma ben coperti, mi raccomando!). La sottoscritta non ne ha bisogno, ché la notte scorsa è andata a dormire dopo cenetta deliziosa, qualche bicchiere di vino bianco e chiacchiere telefoniche/online con vari amici in giro per il mondo, essendo lei un po' allergica alle situazioni in cui ci si deve divertire a tutti i costi (nel vero senso della parola), facendo baldoria ed esponendosi a immotivati stress. Il che non significa non percepire il valore simbolico del Capodanno come momento di passaggio e potenziale cambiamento. Sentite mai l'impellente desiderio di fare danni? Ecco, io sempre. Pensate un po': ben 365 giorni nuovi nuovi, tutti puliti, intonsi e pronti da imbrattare con tutti i pasticcetti che vorrete fare! Io non ne sto più nella pelle, tant'è che ho comincia...

Dialogare col proprio corpo come altro da sé

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Minerva - è noto - è dissociata. Il primo ricordo traumatico del proprio corpo fu quando all'asilo cadde da un albero, ove s'era arrampicata fingendo d'essere il capitano d'una nave di pirati a bordo del proprio veliero (sì, già all'epoca, è un tarlo che ho da una vita...), e le si conficcò un rametto nella coscia che venne estratto un po' brutalmente al pronto soccorso con tanto di sutura senza anestesia (Rambo in erba...). Ma la prima memoria della consapevolezza del mio corpo come qualcosa di vivo, senza il quale sarei morta, avvenne in piscina. Quel giorno, come sempre, nella scuola di nuoto stavamo facendo esercizi di riscaldamento e ricordo che in piedi stavamo piegando le braccia l'una volta l'altra, così che con la mano destra dovevo toccare il braccio sinistro e viceversa. Ebbene, in quel momento mi resi conto - di colpo - di cosa significasse essere dotata di vita, e avere un corpo che era contemporaneamente il mio sé (la mia ani...

Contro la condivisione

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  No, non sto parlando di Facebook che per ogni minima stupidaggine che ti segnala ti chiede se vuoi pure condividerla secondo un'ottica di viral marketing che mi dà un fastidio disumano. Sto parlando - più concretamente - del piacere che proviamo nella contemplazione di un'opera d'arte, di un'alba o di un tramonto, nell'ascolto di un brano musicale o di un concerto, nella visione di un film. Sarà che sin da piccola sono stata abituata alla solitudine, ma da sempre, quando mi trovo in una situazione che mi dà piacere, tendo a vivermela da sola. La presenza altrui mi distrae e 'media' tra me e l'oggetto/evento al quale mi sto esponendo impedendomi di viverlo senza filtri, di percepirlo addosso come assoluto, di farmene attraversare il corpo . La presenza altrui mi dà la sensazione che mi si stia smorzando il piacere e l'esperienza che potrei vivere, che me ne si stia distanziando e - così facendo - mi si stia 'rubando' un pez...

Richiesta confronto 'losco': da dove viene il vostro orgasmo?

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No, non sono impazzita, né caduta preda di chissà quali fantasie porno-postoporno-erotiche. Sto anzi leggendo un saggio filosofico (udite udite, niente di meno!) sul corpo scritto da Jean-Luc Nancy , e in un passaggio che vi citerò oltre nei commenti - qualora siate interessati a una brillante elucubrazione (altrimenti detta volgarmente 'inaudita sega mentale') che vi causerà di certo un'ingestibile emicrania per alcune ore - si discute appunto della possibile origine fisica del piacere. Io via aggiungo anche la dimensione della manifestazione di questo e pertanto vi chiedo , in modo schietto e per amor di conoscenza e speculazione antropologico-filosofica: 1) sapete individuare il punto d'origine del vostro piacere/orgasmo? 2) se si, qual è? 3) come si manifesta, come processo, a partire da quel punto d'origine e a quale direzione/esito tende? Confido in voi. Datemi stimoli per ulteriori riflessioni ;-)

Alimentazione DIY – tre produzioni facilissime

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Avendo ogni genere di intolleranza e dovendo fronteggiare – cosa che faccio con la delicatezza d'un carro armato – una salute parecchio fragile, mi sono risolta nel tempo a dare molto valore a ciò che mangio, di prestare attenzione al modo in cui (me) lo cucino e di selezionare con cura chi decido di volta in volta di rendere partecipe del piacere di consumarlo con me. Ah, che snobismo, direte voi! E fate bene. Ché la questione è sempre quella: di vita una ne abbiamo, quindi meglio assaporarsela con gusto. E poi scegliere cosa introdurre nel mio corpo, come prepararlo e con chi mangiarlo per me è un atto d'amore verso me stessa – una piccola cura quotidiana di sé. PANE . Dopo anni di ricerche non hanno ancora deciso se io sia celiaca, intollerante al glutine, allergica a lieviti, ecc. La medicina non è una scienza esatta, quindi l'imperativo per chi soffre è armarsi di buona volontà e verificarti da solo ciò che ti fa bene e ciò che ti fa male: certo, a me sembra...

Istruzioni per l'uso felice del nostro corpo :-)

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Si disquisiva, col mio ultimo compagno di viaggio, della timidezza e dell'insicurezza per cui non abbiamo mai - noi esseri umani in generale - il coraggio di dire ciò che ci piace realmente quando facciamo l'amore. Tutti diversi come siamo, abbiamo anche gusti differenti: c'è a chi piace più dolce, a chi più irruento, a chi più romantico, a chi più giocoso. E poi abbiamo due corpi a disposizione da esplorare, e che possono godere dall'A alla Zeta - dai capelli agli alluci - e chi lo sa quale lettera dell'alfabeto più ci piaccia: magari non è necessariamente intorno alla Q! E poi che farne del corpo altrui con gli strumenti che abbiamo disponibili dal nostro? Toccarlo, carezzarlo, leccarlo, succhiarlo, morderlo, massaggiarlo, accoglierlo, penetrarlo? Forse dovremmo imparare a dire ciò che ci piace, serenamente. A dare 'istruzioni '. Perché se è vero che non siamo tutti uguali e quindi è un'idiozia pensare di ricorrere a tecniche standard ...

La cajun [racconto]

La luce del tramonto filtra attraverso le frasche di pini, carpini e frassini tra i quali mi sono rifugiata, e risplende sulla superficie dell'acqua rendendola, a seconda di come inclino lo sguardo, violacea o dorata. Quando la sera mi siedo sul divano riparato dalla tenda che sporge dal tettuccio del mio camper, penso che sono davvero felice, e che questo è il posto più pacifico del mondo. Finalmente nel silenzio, col solo frinire di cicale intorno, sorseggio la mia birra ghiacciata osservando gli archi e le torsioni che tronchi e rami disegnano da una parte all'altra del limpido fiumiciattolo che scorre a pochi metri da me. In quel momento ripercorro con la mente gli insignificanti eventi della mia giornata. Sono mattiniera per forza: qui il caldo è così soffocante che conviene cominciare presto e godere almeno per qualche ora di non svolgere il proprio lavoro sotto un'afa che rende difficile il solo respirare. Ma, a differenza degli altri che stanno su a penare ...

La mano sinistra

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La mia mano destra scrive, impugna le posate, cambia le marce dell'auto, afferra saldamente gli oggetti, tira pugni dolorosi (per chi li riceve). La mia mano sinistra fa tutt'altro genere di cose. La mia mano sinistra tira i capelli del mio amato durante l'amplesso, e quando questo è concluso gli accarezza la nuca. Il suo palmo gli allunga una carezza sulla guancia per chiamarlo a un bacio delicato. Le sue dita percorrono le labbra sorridenti di lui mentre osservo la pace espressa dal suo viso. La mia mano sinistra è quella che non mi conosce ancora bene e tentenna nel toccarmi, sfiora, esplora, gioca e mi sorprende. La mia mano sinistra è il delizioso diavoletto che impugna il cazzo del mio amato e gli dà piacere - e anche per questo è sempre stata cosiderata 'cattiva' e pericolosa e riprorevole e per questo condannata . Ma queste sono solo imposizioni sociali su una dimensione privata che - se lasciata libera - potrebbe renderci fe...

Allo specchio...

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... per vedere cosa vedi tu - in quei momenti. Oggi l'ho fatto. In piedi - sì, lo so, gli uomini non si masturbano in piedi e mi chiedo perché visto che nessuno di voi ha saputo dirmi da dove arrivi il vostro orgasmo e quale forma prenda quando lo vivete (chiedetelo invece a una donna con un minimo di consapevolezza della propria sessualità da dove arrivi il suo orgasmo, e godetevi la risposta), quindi in piedi, seduti, sdraiati, che differenza vi fa? Io in piedi allora, davanti allo specchio, reggendomi con una mano al muro e con l'altra... beh, non devo spiegarvi. Volevo vedere come mi vedi tu. Come cambiano il mio corpo e il mio viso. Se è bello, o se la tensione del momento lo deturpa in una smorfia insostenibile allo sguardo. Ma no. Per fortuna questo non è accaduto. Sono sempre la stessa. No, non è vero, non esattamente. La pelle sembra risplendere e le rughe distendersi per un istante, i muscoli sono tesi e il corpo una corda d'un arco, i...

Gerontofilia

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L'altra sera conversavo con un giovane amico del fatto che se un uomo ha meno di, diciamo, 35 anni, io all'istante lo catalogo nella categoria 'potenziale figlio' e quindi assumo nei suoi confronti un atteggiamento che non è realmente materno (questo mai!) ma piuttosto quello di amica/sorella maggiore e fine lì. "Ma a 35 anni si è uomini fatti! Potresti dargli almeno un colpetto" - mi dice l'amico. Vero (a parte il fatto che la sottoscritta non dà 'colpetti', giovinastro, ma come parli?). Però io non riesco a non pensare questi 'ragazzi' - ecco, vedete come mi viene istintivo parlarne? - come giovani uomini che dovrebbero andare con le loro coetanee piuttosto che guardare a donne più mature. A questo 64enne darei tanti 'colpetti'... A me gli uomini piacciono âgé , non c'è nulla da fare. Chiaro, devono essere âgé , sgnaccheri e fascinosi - ché un nanerottolo patetico e volgare non lo prendo neanche in considerazione. Le...

Il piacere dell'hammam

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Stanze umide, a diverse temperature. Donne che raccolgono nel secchio, dal rubinetto in rame, acqua fresca che si rovesciano lentamente addosso per combattere il caldo e la sudorazione. Corpi cosparsi d'olio che sulla pelle diventa emulsione prima della profonda pulizia. La doccia. Il massaggio con creme profumate ai fiori (glicine, o papavero, o agrumi) mentre bevo tè alla menta o latte di mandorle. E se non c'è nessuno intorno ho sicuramente già indugiato con le dita sul profilo e dentro il mio corpo ;-)

Minerva va alla sua prima manifestazione enologica (e ne esce felicissima, ma non sbronza!)

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Terroir Vino 2010, stessa ambientazione di quella del 2012. Minerva vi deve assolutamente raccontare l'esperienza incantevole che ha vissuto proprio ieri, quando - andando a trovare a Genova degli amici che apriranno prossimamente un'enoteca nel centro storico - ha colto l'occasione per partecipare con loro alla prima manifestazione enologica nella sua vita: Terroir Vino . Terroir vino è un evento annuale che mette in contatto direttamente produttori, ristoratori/enoteche e promozione/vendita dei vini via internet, in un clima sì serio di degustazioni e racconti sul vino, ma non serioso: se l'organizzazione è perfetta, la semplicità e la convivialità caratterizzano l'incontro tra le persone, e pure una neofita del settore come la sottoscritta ha potuto apprezzare e imparare grazie a coloro che la circondavano - amici più competenti di lei che pur le rivolgevano domande stimolanti e la facevano riflettere su caratteristiche e processi che altrimenti si s...

L'ampiezza dell'oscillazione del pendolo

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E così mi è stato detto che sono estrema . Ovvero che le oscillazioni del mio carattere, del mio comportamento, e del modo in cui vedo le cose sono estreme. Non si tratta di fondamentalismo, ché quello è un'idiozia: il non darsi la possibilità di cambiare idea quando ne incontri una più funzionale alla tua vita sarebbe veramente da stupidi, e pertanto io mi concedo la possibilità di cambiare punto di vista. 'Estrema' nell'ampiezza delle oscillazioni che - anche nell'arco di un breve periodo di tempo - comportano l'equilibrio del sistema: quello sì, è stata una cosa di cui sono talvolta accusata (quasi ciò dovesse per forza avere una connotazione negativa). Vero, lo riconosco. In un certo qual modo sono così. Non mi accontento di nulla, specie d'un quieto vivere nell'autoconservazione - come se l'essere felice non fosse una possibilità che possiamo provare e vivere anche continuativamente come esseri umani, e/o le cose buone fossero sem...

La mia prima volta, i Cure e il pogare

Capitano a volte i periodi in cui ci si sente 'malmostosi', ovvero si prova una sensazione di vago fastidio/disturbo nei confronti del mondo e degli altri. In questi momenti io mi rintano in me stessa e nelle mie cose - ragione del mio silenzio ultimamente, come vi ho scritto - cosa che continuerà e avviene sia a livello virtuale che a livello reale. Oh, nessuna preoccupazione: sono sempre costruttiva e sempre combattiva, solo che la fase d'azione s'alterna a quella di riflessione e silenzio. Silenzio che interrompo velocemente e riprenderò all'istante dopo il racconto di un ricordo che m'ha evocato la lettura di un post di Blackswan che m'ha restituito la vividezza di una situazione e quindi fatto rivivere fisicamente il piacere (non desiderio, il piacere vero e proprio) di quel momento. Avevo 19 anni, e nell'educazione rigorosa del mio spartano padre sabaudo (non maschilista, tutt'altro, però spartano e sabaudo) non potevo uscire la sera...

La raccolta dei pomodori ;-)

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Pensando alle mie prossime vacanze estive e ai luoghi e modi in cui si svolgeranno ;-) Buon inizio settimana! (sì, fa sempre parte della serie "cose per le quali vale la pena vivere") (NB. buttate via i sottotitoli che chi ha caricato il video non è riuscito a eliminare, ma che non c'entrano nulla)

Charles Fourier: passioni, piacere e falansteri

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Più ci penso, più ne parlo e confronto la mia vita con quella dei miei amici, e più mi rendo conto che stiamo in qualche modo articolando le nostre diverse soluzioni di sopravvivenza all'interno del macro modello di Fourier - che in età adolescenziale ci sembrava un'utopia distante anni-luce dalla realtà. Oggi, invece, mi appare sempre più come l'unica speranza che ci permetterebbe non solo di sopravvivere, ma anche di vivere - non sprecando l'unica occasione che abbiamo di farlo. François Marie Charles Fourier (Besançon, 7 aprile 1772 – Parigi, 10 ottobre 1837) è stato un filosofo francese, le cui radici del pensiero sono da ricercarsi nell'Illuminismo e in particolare in Jean-Jacques Rousseau - soprattutto nel considerare la parità tra uomo e donna e nel nuovo metodo pedagogico, che dovrebbe favorire lo sviluppo libero e creativo dei bambini tramite la scoperta dei loro istinti individuali. Premesse Fourier pensava che lo sviluppo dell'uma...