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Visualizzazione dei post con l'etichetta felicità

COSE CHE HO CAPITO DI RECENTE QUANDO NON E' ANCORA TROPPO TARDI.

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Stare lontana, pur se per lavoro, mi ha permesso di pensare un po' alla mia/nostra vita (ne parlai già qui in passato, del bene che fa l'andare altrove) Il passato ha due facce: quello della * sicurezza * - di luoghi, persone, impegni, valori cui tornare e che ti impediscono a volte di dare di matto rispetto a una realtà assurda - e quello del * fardello * - ovvero di una prigione in cui ci si è (auto)confinati, in cui ogni giorno si portano avanti gli elementi suddetti non come volontà, bensì come obbligo e condanna. La vita scorre allora magari confortevole lungo binari prestabiliti, ma talvolta costellata di rimpianti, e alla fine insoddisfacente. L'umore altalenante, la nostalgia delle vite non vissute, il tempo che fluisce in modi non naturali - a volte contratti, a volte dilatati - minano la psiche, l'emotività e la salute, e tutto ciò ci rende ancora più fragili. Vi sono coloro che sono iper-riflessivi (e io sono tra quelli) e an...

La vita è una partita di calcio con l'esito già scritto, ma...

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“Ora dimmi, seguace di Dioniso, qual è la cosa migliore e più desiderabile per l’uomo?”, domandò il re Mida al Sileno, e questi, costretto dalla sua insistenza, con voce stridula gli rispose: “Il meglio è per te assolutamente irraggiungibile: non essere nato, non essere, essere niente. Ma la cosa in secondo luogo migliore per te è – morire presto” (F. Nietzsche, La nascita della tragedia ). La vita è come una partita di calcio dall'esito già scritto: la nostra sconfitta al fischio dell'arbitro dell'ultimo minuto. Certo, vivere con questa prospettiva in mente è tragico, ma una volta definiti i confini temporali e spaziali della partita di calcio, non potrebbe essere appassionante giocarla con tutte le energie che abbiamo in corpo pur sapendone già l'esito? Già sapremmo che i goal non conterebbero niente, ma correre e segnarli da prospettive impossibili facendo esultare chi ci circonda e tifa per noi non ci darebbe comunque piacere? Costruire azioni con i...

El poder... ¡Que se joda!

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In queste settimane mi trovo per un piccolo lavoro di ricerca a Barcellona. In questa città ho molti amici, che ogni volta che vi passo cerco di incontrare. L'altro giorno, all'uscita dall'ufficio, ho chiamato un'amica per proporle di vederci e pranzare insieme, e così è stato - con gli ovvi aggiornamenti reciproci dei mesi in cui non ci siamo viste. Dopo un pomeriggio passato nella conversazione più affettuosa - le donne buone, quando si trovano tra loro, sanno riportarsi reciprocamente in equilibrio con la parola meglio di qualsiasi droga o terapia - mi dice che vuole andare alla presentazione del libro di una sua collega , che vi saranno tutte loro e che vorrebbe davvero che io le conoscessi. Non avendo programmi l'accompagno volentieri, per cui ci mettiamo in marcia verso una delle librerie più chic della città, situata nella via dei negozi d'abbigliamento delle marche più altisonanti e costose della moda, e andiamo a sentire di questa raccolta di micro...

L'invasione delle nanas: Niki de Saint Phalle

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Ah - cielo! - parlerei anche io di joie de vivre se, tanto per cominciare, avessi quel bonazzo geniale di Jean Tinguely come marito! ;-) Ciò detto, Niki de Saint Phalle nasce nel periodo perfetto per giocare con l'arte tra gli anni '40 e '90 del secolo appena conclusosi da autodidatta - ma un'autodidatta piena di immaginazione, entusiasmo, passione, determinazione, dolcezza e voglia di cambiare la società. E, come spesso accade per chi cerca la propria strada fuori dall'ortodossia dell'accademia, comincia a sperimentare libera da condizionamenti e 'ansie da prestazione' che magari l'avrebbero intimidita. Di fatto le sue prime opere ricordano Pollock, le avanguardie americane, i collage, i lavori di Arman e tutto ciò cui si può ispirare e che può imitare per rielaborare ciò che le fa male sia questo in relazione con la sua memoria e la sua immaginazione, o sia in termini di elementi della società che lei rifiuta (l'ip...

Rapporti liberi e potenti (e ancora umani, profondamente umani)

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Io ho visto che nel tempo, e soprattutto in questi ultimi anni, gli uomini che ho frequentato - persone dotate di un'intelligenza almeno pari alla loro 'inquietudine' - temono tutti la medesima cosa e la risolvono tutti allo stesso modo pagandone tutti le stesse conseguenze. In pratica, funziona così: costoro sono intelligenti, appassionati di vita, e alla ricerca di tempi e modi per esprimere, realizzare, rendere visibile, e anche condividere con altre persone, ciò che la loro mente elabora (una teoria filosofica, una produzione manuale concreta, un qualche evento che sentono come molto importante). Ciò dà loro molto piacere - ovviamente - sia per narcisismo ("guarda come sono in gamba in ciò che faccio!") sia per la sensazione di una (temporanea) pacificazione calda, potente, momentaneamente risolutiva di quell'assenza di senso della vita che inquieta loro come inquieta tutti gli esseri umani. Insomma, il piacere di vedere risposte parziali che però nel...

Le luci di Madrid [racconto]

Su accorata insistenza di quegli amici cari che l'hanno letto e che insistono con parole intense, profonde e meravigliose che lo faccia, rendo pubblico un racconto che è ancora una ferita aperta per me e per chi me l'ha ispirato. Con la consapevolezza che comunque nella vita tutto scorre , e che anche rapporti come questi un giorno diventeranno immagini evanescenti di quella 'nostalgia della bellezza' che chiamiamo malinconia . Buona lettura. Le luci di Madrid   “mi ritrovo sempre confuso e impegolato a correre da una stella cadente all’altra finché non precipito.” – Jack Kerouac Mi prendesti per mano all'istante, al primo scossone, sapendo che sono inquieta quando non guido io (ma un aereo no, non lo so proprio pilotare: devo per forza fare un atto di fiducia nei confronti del pilota e della compagnia). E di lì sentii subito che non me ne importava più nulla di ciò che sarebbe capitato – a me, a te, a noi, a quell'aereo e a quel vol...

Auguri di cuore - e sintetiche accortezze per cominciare bene ;-)

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L'anno scorso* vi avevo rivolto i miei auguri attraverso le parole meravigliose di Eleonora Manca, e certamente quelle esortazioni così delicate, eppur intense e appassionate, rimangono le stesse che vorrei ripetervi oggi. Prima di queste, però, mi sembra ci sia da realizzare una premessa che è un po' un salto in un'altra dimensione, un'altra prospettiva, un altro punto di vista con cui guardare alla vita e rapportarsi agli altri. Questo salto consiste nell'abbracciare alcune linee-guida che a mio avviso sono fondamentali per stare meglio intanto con noi stessi, poi con gli altri (anche se questi in prima battuta non lo capiranno, e magari ne rimarranno addirittura sconcertati e offesi) e infine contribuire a cambiare un po' le cose su numeri più ampi. Prima cosa: siate sinceri . Sinceri e onesti. Esprimete ciò che provate, dichiaratelo, che sia bene o male, che sia inquietudine o fragilità, che vi suoni come perversione oppure come la cosa più deli...

Ho fucking ho.

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Bene. E anche quest'anno siamo arrivati al Natale, e di qui il Capodanno e l'anno nuovo. Mai come stavolta sono circondata da persone che stanno male e non potrebbe essere altrimenti sia per una situazione critica generale, in cui stanno sbriciolandosi a una velocità incredibile tutte le precedenti, poche certezze che avevamo e speranze che nutrivamo, sia per l'ipersensibilità che accompagna coloro che mi stanno intorno, di persona o virtualmente. Che ci volete fare? E' la nostra condanna. E coloro che sentono di più patiscono le feste in modo devastante, un po' perché non si riconoscono nei modelli e nelle false certezze di questa società ridicola, alla deriva e in generale disumana in cui viviamo, un po' perché quando si è veri, lucidi, e si rifiutano facili soluzioni 'anestetizzanti' (dalle droghe alla religione, dai farmaci allo shopping, dal sesso compulsivo al matrimonio ecc.) ci si ritrova soli.  Non vi starò a chiedere i vostri buoni...

Esondare per non esplodere

"Anche tu la senti arrivare?". "Sì". Andrea mi guardava pacato e pensieroso. "E come?". "Cominciano ad arrivare come dei segnali le settimane prima. Sai, tutti quei pensieri realistici che normalmente ti impedisci. Cominciano a imporsi. Frasi brevi, lapidarie, chiare. Vere. Assolute. Si impongono nella mente e negli occhi. Fanno il vuoto intorno". "Sì, è così anche per me. Quando cominciano so che ho tempo una settimana per correre ai ripari". Ovvero entrare di nuovo nella periodica routine di psicofarmaci per impedire l'esplosione autodistruttiva della crisi. Io invece non faccio nulla. O meglio, qualcosa faccio e non è proprio una cosa da poco: l'anima si carica, come un fiume man mano ingrossato da piogge continue, fino al punto in cui comincia a esondare e fluisce in piena travolgendo canali e campi, distruggendo ponti, erodendo argini e - dopo aver percorso così vallate e pianure - si placa. In realtà, ...

Amore ed eroina

Hanno proprio esattamente gli stessi effetti eh? Quando ci sono ti fanno sentire così perfezione, pace, calore, sicurezza, piacere, felicità che non hai più bisogno di nulla. Così che provocano una straziante dipendenza. Quando li perdi ne cerchi surrogati, ma questi sono insipidi e poveri, e tu - memore delle sensazioni precedenti - ti tormenti nel rimpianto. Allora, disperatamente, cerchi gli originali - però quando li ritrovi non è più quella perfezione, ma qualcosa che al limite lenisce per un istante il dolore che ormai ha preso possesso di te. E intanto agiscono come veleno che corrode il tuo corpo dall'interno. Io cerco anche soluzioni alternative a religioni, ideologie, leggi/consuetudini/usanze, droghe di qualsivoglia natura, comportamenti automatici animali senza pensieri di sorta (quali la riproduzione), e via dicendo - per garantirmi la sopravvivenza e magari proprio la vita e la felicità - ma ogni giorno ne metto in dubbio uno, o lo scarto perché verific...

Bulimica di vita /3

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Mi chiedi come sia possibile che io non abbia bisogno di nessuno. Che proprio non ne senta la mancanza. E mi chiedi come sia possibile che non abbia più alcun desiderio di nessuno. Sai, è presto detto: sono sempre più autistica. Ovvero: nel mio mondo c'è un mondo migliore di quello là fuori e tutto ciò che posso fare - tenendoci alla mia autenticità e integrità che non potrebbe mai accettare compromessi in cambio della sopravvivenza - per stare bene, essere felice, e 'fare muro' rispetto alla violenza e all'ipocrisia intorno, è rifugiarmi in quello. E godermelo tutto! Ché poi - l'ho sempre detto, già mantenere la posizione è un atto di resistenza e di opposizione . E il mio mondo - è presto detto anche questo - è ricchissimo e pieno d'infinita bellezza: - ci sono i miei nastrini nei capelli, i miei trucchi e i vestiti sempre più fantasiosi e folli, - la mia ironia e spontaneità sempre più serene e libere dalle paure degli effetti che provochera...

Tessuti aerei

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Nella mia testa c'è un mondo migliore di quello che mi circonda, e che con cui sempre meno sono in contatto. Ergo - pur se ormai avviata alla senilità - io martedì comincio a fare questo. Ve lo dissi che tra le varie cose cui volevo dedicarmi prima o poi vi era quella d'apprendere una qualche arte circense, no? Bene, questa è quella che ho scelto! :-) La leggerezza di quest'arte mi appassiona e muove il cuore, così come mi incantano i tessuti, le luci, e i movimenti - invero spesso semplici ma pieni di grazia. Probabilmente cadrò alla prima lezione rompendomi la testa in due come una noce di cocco, ma la perdita non sarebbe grave, e il divertimento vale il tentativo :-D

La vita è un gioco a somma diversa da zero

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Lo stesso dicasi dei rapporti di coppia - così troppo disperatamente caratterizzati dal dominio (a volte silenzioso e invisibile) dell'uno/a sull'altro/a o dalla competizione con la meta della vittoria. Ché la sottoscritta è competitiva assai, ma perché bramosa di sapere, vivere, giocare al massimo ogni istante! Perché è così difficile rendersi conto che la vita è un gioco a somma diversa da zero? Che si può vincere insieme non appena si smetta di essere ossessionati dall'idea di dover battere il partner per non esserne battuti? E che - cosa del tutto inconcepibile per lo scaltro giocatore a somma zero - si può perfino vivere in armonia con l'avversario decisivo, la vita? Paul Watzlawick, Istruzioni per rendersi infelici , Feltrinelli (libriccino appena riletto che consiglio appassionatamente perché ricchissimo di spunti, e stimolante le celluline cerebrali di coloro che amano giocare con la parola, la letteratura, la psicologia prendendosi solo ...

Canadair

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Mi sono pesata e ho visto che sto dimagrendo, mi sono guardata allo specchio nuda e mi sono detta che "mi farei" (no, non è narcisismo, in quello si è innamorati di se stessi: io invece ho un desiderio di me stessa ben più losco e grezzo). Ho comprato perline da mettere di nuovo nei capelli per tornare all'immagine che mi piace di me e in cui mi sento me stessa. Sto immersa nella penombra delle tapparelle mezze abbassate, in profumi di agrumi che mi riempiono la casa, e mi faccio docce energizzanti con un mix autoprodotto di sale marino, olio essenziale di rosmarino e limone. Scrivo bandi, articoli, post senza sentire la fatica e ben concentrata - e butto lì pure commenti scemi su facebook in danze furibonde e spavalde con altri esseri surreali e indolenti come me. Penso agli altri tantissimi progetti in corso e futuri, alla fotografia, alla scrittura narrativa, ai tarocchi, alla m'bira, ai prossimi viaggi per conferenze/mostre con cui riempir...