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Visualizzazione dei post con l'etichetta eros

COSE CHE HO CAPITO DI RECENTE QUANDO NON E' ANCORA TROPPO TARDI.

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Stare lontana, pur se per lavoro, mi ha permesso di pensare un po' alla mia/nostra vita (ne parlai già qui in passato, del bene che fa l'andare altrove) Il passato ha due facce: quello della * sicurezza * - di luoghi, persone, impegni, valori cui tornare e che ti impediscono a volte di dare di matto rispetto a una realtà assurda - e quello del * fardello * - ovvero di una prigione in cui ci si è (auto)confinati, in cui ogni giorno si portano avanti gli elementi suddetti non come volontà, bensì come obbligo e condanna. La vita scorre allora magari confortevole lungo binari prestabiliti, ma talvolta costellata di rimpianti, e alla fine insoddisfacente. L'umore altalenante, la nostalgia delle vite non vissute, il tempo che fluisce in modi non naturali - a volte contratti, a volte dilatati - minano la psiche, l'emotività e la salute, e tutto ciò ci rende ancora più fragili. Vi sono coloro che sono iper-riflessivi (e io sono tra quelli) e an...

Le luci di Madrid [racconto]

Su accorata insistenza di quegli amici cari che l'hanno letto e che insistono con parole intense, profonde e meravigliose che lo faccia, rendo pubblico un racconto che è ancora una ferita aperta per me e per chi me l'ha ispirato. Con la consapevolezza che comunque nella vita tutto scorre , e che anche rapporti come questi un giorno diventeranno immagini evanescenti di quella 'nostalgia della bellezza' che chiamiamo malinconia . Buona lettura. Le luci di Madrid   “mi ritrovo sempre confuso e impegolato a correre da una stella cadente all’altra finché non precipito.” – Jack Kerouac Mi prendesti per mano all'istante, al primo scossone, sapendo che sono inquieta quando non guido io (ma un aereo no, non lo so proprio pilotare: devo per forza fare un atto di fiducia nei confronti del pilota e della compagnia). E di lì sentii subito che non me ne importava più nulla di ciò che sarebbe capitato – a me, a te, a noi, a quell'aereo e a quel vol...

Prendete e godetene tutti

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  Una persona che è felice non rinuncerà facilmente a tale condizione quando ravviserà segnali che tendano a soffocarla e spegnerla. Per tal ragione esortai un amico - che mi parlava in continuazione di 'cambiare il mondo' attraverso una qualche 'rivoluzione' - ad appendersi un cartello al ***** (avete capito) invitando così tutte le donne che avesse incontrato a usufruire di lui, e provarne il certo piacere che il suo membro (collegato a rara intelligenza, mani sensuali e sorriso perverso) avrebbe loro donato, permettendo a sicure ignari 'casalinghe disperate' l'accedere al disvelamento della felicità più assoluta e profonda. L'amico non si prestò a tal fine (vigliacco!), ma l'ipotesi per me rimane valida. Volete fare la rivoluzione? Fateci godere! Anzi, facciamoci reciprocamente godere! ;-)

Ossa [racconto]

"Sai che alla fine tu sei l'unico che, di tutti, m'ha amata nel modo giusto?". "Che vuol dire nel 'modo giusto'?". "Vuol dire 'giusto' per me, per come sono fatta, per ciò che mi sta bene e ciò che no". "Ne sono contento". "Vuoi sapere perché dico questo e cosa significhi 'giusto' per me?" "Non necessariamente, ma tanto me lo dirai lo stesso, no?". E ride. Mi fa venire una voglia di prenderlo a schiaffi quando fa così! Sa perfettamente come darmi sui nervi, e ottiene sempre questo risultato senza alcuno sforzo - lui che è spontaneo, sicuro di sé e inno vivente all'amor proprio. "Il 'modo 'giusto' per me è che quando mi hai voluta c'è sempre stato amore, non mi hai mai preso in giro fingendo che fosse meno di questo. Il modo 'giusto' è che quando mi hai vista stare male o avere bisogno ti sei sempre preso cura di me, ma senza perdere te stesso, n...

Smontiamo l'ennesima comunicazione di propaganda sul sesso ;-)

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Dando un'occhiata a Repubblica durante l'ora di pranzo mi imbatto in un articolo dal titolo " Ecco perché la dipendenza sessuale va riconosciuta come disturbo mentale " a cura di tal Irma D'Aria. Chiaramente non posso esimermi dalla lettura, ben sapendo che ne sarò profondamente disgustata. Perché, di fatto, anche questa è parte di una strategia di castrazione del desiderio e dell'istinto vitale che ritengo uno dei più violenti e perversi soprusi ai nostri danni da parte del sistema capitalista e dei suoi protagonisti. Vediamo il testo da vicino ( in nero l'originale , in blu il mio commento , in rosso i link ), così capiamo meglio. Cito solo alcune parti, rimandandovi alla lettura del testo completo, qualora lo vogliate, al link sopra citato (ché sono una ricercatrice seria e onesta, io, tzè, altro che costoro!). Rory Reid, ricercatore e docente di psichiatria presso il Semel Institute of Neuroscience and Human Behavior della Ucla, ha guidato...

Sexual Intelligence (2005) - documentario

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Alcuni anni orsono ho visto per caso questo documentario in televisione su eros, sesso (per lo più etero), desiderio, piacere - che formalmente ho trovato girato e montato in modo assai gradevole (non dico nulla sui contenuti, che vi invito a verificare per conto vostro). Nel caso abbiate un'oretta libera, quindi, nonché voglia di sorridere (è assai ironico), dategli un'occhiata. Poi, se vi va, parliamone. Buona visione! :-)

La cajun [racconto]

La luce del tramonto filtra attraverso le frasche di pini, carpini e frassini tra i quali mi sono rifugiata, e risplende sulla superficie dell'acqua rendendola, a seconda di come inclino lo sguardo, violacea o dorata. Quando la sera mi siedo sul divano riparato dalla tenda che sporge dal tettuccio del mio camper, penso che sono davvero felice, e che questo è il posto più pacifico del mondo. Finalmente nel silenzio, col solo frinire di cicale intorno, sorseggio la mia birra ghiacciata osservando gli archi e le torsioni che tronchi e rami disegnano da una parte all'altra del limpido fiumiciattolo che scorre a pochi metri da me. In quel momento ripercorro con la mente gli insignificanti eventi della mia giornata. Sono mattiniera per forza: qui il caldo è così soffocante che conviene cominciare presto e godere almeno per qualche ora di non svolgere il proprio lavoro sotto un'afa che rende difficile il solo respirare. Ma, a differenza degli altri che stanno su a penare ...

Criselefantine erotiche

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Quello che la Francia mi stimola in termini intellettuali, la Spagna me lo risolve in termini fisici. A un livello più profondo degli stereotipi abituali con i quali viene percepito - e che invero mi lascerebbero alquanto indifferente - questo paese, è la continua connessione con la celebrazione della vita e il continuo rimando alla morte che m'attraggono. E una continua stimolazione dei sensi - di tutti i sensi - attraverso l'ininterrotta concretizzazione di quelli che sono stati i miei studi degli ultimi vent'anni. Ed è così che visito il Museo Casa Lis a Salamanca, dedicato all'Art Nouveau e all'Art Déco, e più di tutto mi innamoro delle criselefantine . "Criselefantino" significa "fatto d'oro e d'avorio", ed è normalmente un aggettivo che si riferisce a sculture e statue. Trattasi di una tecnica, adoperata già nell'antica Grecia, che consisteva nel ricoprire con un sottile strato di avorio una struttura di sostegno ch...

Stanza 406 - un'esperienza erotica al Museo Reina Sofia

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Se dovessi vivere in questa città, verrei qui ogni giorno alle 19.00, quando cominciano le due ore quotidiane di apertura gratuita, e ogni sera la dedicherei a visitare una singola sala del museo. Troppo pesante vederle una dopo l'altra, in continuità: la mia mente sovrastimolata necessita riposo. E i miei sensi... Quelli si sono persi nella stanza 406. Cammino con il passo da museo di cui parla Banksy. Fatico a stare dietro alle opere – decisamente troppe perché non diventino un assordante rumore visivo. Quel poco che attrae la mia già dispersa attenzione è soffocato da targhette, parole, immagini, e dal vociare, muoversi, correre di persone sguaiate intorno, lì presenti per poter dire d'esserci state. Finché giungo alla stanza 406, dove dipinti densi e materici di grandi dimensioni in bianco e nero sembrano precipitare il mio sentire di questi giorni e farmi indugiare nel goderne compulsivamente. Non c'è nessuno. Nel silenzio e nella solitudine mi fermo...

Spontaneità (contro le belle statuine)

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Non sono mai stata una elegante, di quelle che si vestono bene e appaiono credibili nei loro tubini e sui loro tacchetti a spillo. Costoro, anzi, m'hanno sempre procurato un mix di schifo e pena - costrette in convenzioni sociali in cui acconsentivano al diktat di 'apparire' per 'essere'. Sono sempre stata più il folletto dall'aspetto di fata o streghetta che veste in modo buffo il proprio corpo che potrebbe permettersi qualsiasi cosa, ma non ha bisogno d'ostentare. E non sono mai stata la femme fatale , quella che fa cadere gli uomini ai propri piedi, che sta lì a farsi rimirare, venerare, adulare e servire. Perché da sola non ce la fa e non sa fare una O con un imbuto. Non ho mai tollerato che mi si aiutasse, mantenesse, servisse. Ciò che mi serve me lo prendo e faccio da me. Ho eliminato l'orologio anni orsono, insieme alle aspettative e ai preconcetti di questa società in cui non mi riconosco, e rimango aperta a - ma non ansiosa né a...

La raccolta dei pomodori ;-)

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Pensando alle mie prossime vacanze estive e ai luoghi e modi in cui si svolgeranno ;-) Buon inizio settimana! (sì, fa sempre parte della serie "cose per le quali vale la pena vivere") (NB. buttate via i sottotitoli che chi ha caricato il video non è riuscito a eliminare, ma che non c'entrano nulla)

Il manifesto degli amori queer

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Probabilmente non è per educazione patriarcale (che la mia famiglia non m'ha trasmesso come aspettativa sulle relazioni), ma per riservatezza sabauda che non mi metto a pomiciare con chiunque trovi gradevole o a dare limoni e colpetti in giro (sebbene questa espressione, imparata di recente da Affinity , mi faccia impazzire!). Ciononostante - soprattutto per tutto ciò che concerne il sentire emotivo/affettivo/intellettivo nelle relazioni tra noi , il riconoscimento di tutte le diversità e le minoranze e l'accento posto sulla sensorialità (un erotismo?) diffusa e non esclusivamente sull'atto sessuale - sottoscrivo e condivido questo manifesto degli amori queer di Coral Herrera Gòmez tradotto da Slavina . Non trovate anche voi che una società libera(ta) nella mente e pura negli affetti come quella che si potrebbe realizzare sulle premesse di queste parole sarebbe invero molto più sana, felice e appassionante di quella castrante, violenta e mortifera in cui viviam...

A sud del confine, a ovest del sole

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"Non posso fermarmi, devo andare a casa". "Stai leggendo Murakami, eh?". Ormai i miei amici lo sanno: se ho tra le mani un libro di questo scrittore, nessun piacere supera quello di infilarmi nelle lenzuola con lui e godere di ogni parola, immaginare la calda umidità delle situazioni descritte (furbo, eh, nella strategia per ammaliarci e tenerci legati a sé?), farmi risuonare nella mente le musiche citate, assaporare - ancorché virtualmente - la consistenza della pelle dei suoi protagonisti. A sud del confine, a ovest del sole - un libriccino di una ventina d'anni orsono che ho finito di rileggere stanotte perché intriso d'eros adolescenziale e post- che non mi dispiace affatto, ed è anzi abbastanza la dimensione in cui io stessa lo vivo. Che cosa rende una vita felice? Un problema di fondo per un giovane quasi quarantenne che ha perso il primo amore - quello dell'infanzia - con cui ascoltava ossessivamente Pretend di Nat King Cole senza c...