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Visualizzazione dei post con l'etichetta donne

L'invasione delle nanas: Niki de Saint Phalle

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Ah - cielo! - parlerei anche io di joie de vivre se, tanto per cominciare, avessi quel bonazzo geniale di Jean Tinguely come marito! ;-) Ciò detto, Niki de Saint Phalle nasce nel periodo perfetto per giocare con l'arte tra gli anni '40 e '90 del secolo appena conclusosi da autodidatta - ma un'autodidatta piena di immaginazione, entusiasmo, passione, determinazione, dolcezza e voglia di cambiare la società. E, come spesso accade per chi cerca la propria strada fuori dall'ortodossia dell'accademia, comincia a sperimentare libera da condizionamenti e 'ansie da prestazione' che magari l'avrebbero intimidita. Di fatto le sue prime opere ricordano Pollock, le avanguardie americane, i collage, i lavori di Arman e tutto ciò cui si può ispirare e che può imitare per rielaborare ciò che le fa male sia questo in relazione con la sua memoria e la sua immaginazione, o sia in termini di elementi della società che lei rifiuta (l'ip...

Rapporti liberi e potenti (e ancora umani, profondamente umani)

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Io ho visto che nel tempo, e soprattutto in questi ultimi anni, gli uomini che ho frequentato - persone dotate di un'intelligenza almeno pari alla loro 'inquietudine' - temono tutti la medesima cosa e la risolvono tutti allo stesso modo pagandone tutti le stesse conseguenze. In pratica, funziona così: costoro sono intelligenti, appassionati di vita, e alla ricerca di tempi e modi per esprimere, realizzare, rendere visibile, e anche condividere con altre persone, ciò che la loro mente elabora (una teoria filosofica, una produzione manuale concreta, un qualche evento che sentono come molto importante). Ciò dà loro molto piacere - ovviamente - sia per narcisismo ("guarda come sono in gamba in ciò che faccio!") sia per la sensazione di una (temporanea) pacificazione calda, potente, momentaneamente risolutiva di quell'assenza di senso della vita che inquieta loro come inquieta tutti gli esseri umani. Insomma, il piacere di vedere risposte parziali che però nel...

L'amicizia al femminile

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“Dovresti scrivere qualcosa contro questa storia della competizione tra donne: non se ne può più!”. Ci metto solo tre anni per accogliere la richiesta della mia amica, ma finalmente è giunto il momento. Perché, per l'ennesima volta, le amiche mi salvano il portacoda. Le donne si dividono in due categorie – spannometricamente, ché ovviamente vi sono eccezioni – ma di norma è così: da una parte le appassionate, tormentate, brillanti volitive, dall'altra le opportuniste, anaffettive, asfittiche, dementi gattemorte. Queste ultime sono perverse, tirano a usare le altre donne a loro beneficio, intortano gli uomini con un mix di promesse/ansie/silenzi/accondiscendenze/vittimismi/assenze (non per nulla sono pure definibili come 'fighe di legno' che la fanno vedere e non la danno) e riescono – tra omuncoli dementi, insicuri, o sedicenti 'furbi' – a ottenere ciò che vogliono. Che tristezza! Che miseria d'esistenza! Le prime invece soffrono, gioiscono...

Mai innamorarsi di donne intense!

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Come non ci si deve mai innamorare d'una donna che viaggia, così neanche di una che legge.  In sintesi, se non riuscite a sostenere un rapporto con donne intense, meglio sarebbe non provarci neanche ;-) Martha Rivera-Garrido (Santo Domingo, 1960), poetessa dominicana, ha scritto le parole che seguono. Non innamorarti di una donna che legge, di una donna che sente troppo, di una donna che scrive. Non innamorarti di una donna colta, maga, delirante, pazza. Non innamorarti di una donna che pensa, che sa di sapere e che, inoltre, è capace di volare, di una donna che ha fede in se stessa. Non innamorarti di una donna che ride o piange mentre fa l’amore, che sa trasformare il suo spirito in carne e, ancor di più, di una donna che ama la poesia (sono loro le più pericolose), o di una donna capace di restare mezz’ora davanti a un quadro o che non sa vivere senza la musica. Non innamorarti di una donna intensa, ludica, lucida, ribelle, irriver...

Quando sarò vecchia :-)

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Indosserò vestito viola e cappello rosso , andrò avanti e indietro col girello urlando "Iggy!!", "Iggy Pooooop!!!" , mi farò un disordinatissimo rifugio con coperte e tovaglia sotto i mobili dove prenderò tè e pasticcini con le amiche. E avrò un grande sorriso in viso, sempre, e malgrado tutto! :-))) 

Non ho mai dovuto pagare una donna per farci sesso insieme, e mai lo farò!

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"Non ho mai dovuto pagare una donna per farci sesso insieme, e mai lo farò!". Alzo gli occhi al cielo e sospiro. Qual misto di ingenuità e arroganza mi tocca periodicamente sentire - è un refrain - da molti uomini quando si discute dell'argomento 'relazioni sessuali avute nella vita'. Chiaro, ciascuno vuole allontanare da sé l'immagine di 'miserabile' che s'accompagna all'idea di dover tirare fuori del denaro per la realizzazione di un bisogno (o un desiderio) che nelle nostre menti dovrebbe essere libera, gratuita e vissuta con piacere e passione da entrambe le parti. Però, di fatto, la vostra Minerva è sempre più urtata da questi atteggiamenti, che - a suo avviso - sono veramente riduttivi rispetto alla complessità in cui hanno luogo concretamente le relazioni uomo-donna. Mi spiego. Di fatto, la distinzione tra ciò che - nelle relazioni umane - è 'prestazione a pagamento' o 'dono gratuito' è, a ben...

Porno mainstream realizzati da donne?

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Sapete bene che non apprezzo il cinema porno - non solo lo trovo squallido per la messa in scena meccanica, priva di calore umano e di sentimento, dell'amplesso, ma decisamente mi annoia. Mi annoia da morire! Per non dire della miseria di una sessualità che riduce a reciproco oggetto d'uso i protagonisti dell'azione. Sarà anche che io non sono mai riuscita a sentire il sesso in questo modo e che per eccitarmi ci vuole un bel po' di fiducia, incanto, e sentimento... Eppure, quando è la mia amica Erika a parlarmene (quella che vedete nella casellina qui a destra del crowdfunding nel suo alter ego Linda Porn ), mi rendo conto che il modo in cui vi lavora lei trova la mia complicità intellettuale, umana e politica - così come in generale sono sempre d'accordo con quell'altra testolina incantevole del post-porno che è Slavina che promuove lo stesso discorso sulla sessualità ( guardatevi questo breve video per capire al volo !). Erika dice ...

Le ragazze del circo (1949)

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Raccolta commissionata da Life alla fotografa Nina Leen nel 1949 sulla subcultura delle ragazze del circo di Sarasota, Florida, considerata “la casa del circo americano”. Immagini per lo più scattate dietro le quinte di giovani e meno giovani donne single, in abiti succinti e per l'epoca provocanti. Forti, indipendenti e agili, si contorcevano in pericolose acrobazie nell'aria. Continuo a dirlo: io in quest'epoca attuale non mi ci ritrovo...

Liturgia profana e salmo responsoriale

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Liturgia della parola "Se sto insieme a una donna io tengo le mani sul tavolo, seguo il discorso, parlo di Dio e di politica, ma appena restiamo un secondo in silenzio mi sento come il maniaco del call center, che si nasconde in un buco in fondo al telefono. Io invece stavo davanti a Marinella e anche se non me lo stavo toccando c'avevo lo stesso pezzo di carne. E lo sapevo che lei mi guardava pensando che io ero come quel gentile cliente seduto in poltrona, che per essere un maniaco zozzone basta averci il cazzo. Non serve nient'altro. E aveva ragione perché io sono fatto proprio così, mi vesto solo per nasconderlo come se indossare le mutande equivalesse a tagliarlo. Per un po' funziona, mi distraggo parlando del tempo e delle mezze stagioni, ma appena me lo ricordo torno a essere un animale nudo e infoiato. Uno che per scusarsi direbbe <volevo venire da solo, lasciarlo a casa, ma il cazzo è venuto lo stesso. Scusa se sono un uomo, siamo tutti così. Da m...

Bastarde senza (ancora senza, ma noi gliel'auguriamo) gloria

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Ben sapete quanto la vostra Minerva ami la poesia, così che non vi stupirà ch'ella, l'altra sera, sia andata ad ascoltare un reading di presentazione di un'antologia sul tema dell' invettiva dal titolo Bastarde senza gloria in compagnia della sua amata amica e complice Luce . Il libro - facciamo che dirla subito tutta - è una raccolta di testi di nove poetesse italiane molto diverse tra loro e Sartoria Utopia , l'editrice che lo pubblica, è stata fondata da due di loro e ha la specificità di realizzare libri interamente prodotti a mano. Per tal ragione la tiratura è di poche centinaia di copie per volta, ma vi sorprenderà sapere che il costo è decisamente contenuto per un progetto del genere, dato che il prezzo d'una copia è di €20. Se quindi volete farvi un regalo, o farlo a qualcuno/a che ami la poesia, io ho letto e ascoltato quello che l'antologia contiene e posso assicurarvi che quei soldini li merita tutti e ancora sono pochi... In...

Once upon a time :-D

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  C'era una volta... Un principe chiese a una bella principessa: vuoi sposarmi? la principessa disse NO e visse felice per il resto della vita e viaggiò nel mondo e conobbe persone interessanti e imparò cose nuove ed ebbe relazioni con ragazzi carini e nessuno pensò che fosse una puttana, e sempre mise se stessa come priorità e andò a concerti rock e nessuno le disse mai "và a farmi un sandwich" e mantenne il suo appartamento e le sue scarpe e nessuno la tradì, e tutta la sua famiglia e i suoi amici pensavano che fosse meravigliosa e fece un sacco di soldi, e l'asse del water fu sempre abbassato (come si suppone che debba stare). FINE.