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Visualizzazione dei post con l'etichetta dolore

Vivere nel sospetto? No, grazie :-)

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La mia lattaia esce dal negozio e mi controlla la bicicletta, in modo tale che non debba legarla, mentre compro la mozzarella e le lascio i soldi sul bancone. "Massì, figuriamoci se me la rubano", le dico. E dire che non è passato molto da quando ho subito un pessimo furto che m'ha destabilizzato per bene. E lei commenta: "Fai male, bisogna sempre sospettare, ché la gente è cattiva" . "Io parto sempre dal presupposto che pure il mio migliore amico possa da un momento all'altro, e senza una ragione a me comprensibile, piantarmi un coltello in mezzo alla schiena" , mi disse molti anni fa un conoscente. Beh, essendo lui un commercialista, pensai che magari tanto pessimismo derivasse da ragioni professionali. "Devi smetterla di darti tanto in giro, devi imparare a trattenerti un po'. Tu sei troppo generosa" , mi dice la mia amica. A parte che non mi sento 'generosa' - semmai provo compassione per la sfortuna che han...

L'urlo

Questo pezzo l'ho scritto in questi giorni pensando a una persona in particolare, della quale non mi sono riuscita a prendere cura come m'aveva chiesto, a suo modo, e come avrei voluto fare. Nello stesso tempo, però, è per tutti coloro che a un certo punto della propria vita hanno deciso di tirare i remi in barca e di non credere più in ciò che potevano essere le premesse della più assurda felicità - cose quali la sincerità, l'autenticità, se stessi, il proprio valore, i propri sogni e desideri e tante altre che elencarle tutte mi è impossibile. E' il mio urlo di impotenza nel non riuscire a convincervi che non c'è nulla di cui avere paura, e che - qualsiasi cosa accada - andrà comunque tutto bene. Abbiate pazienza, ho bisogno di buttarlo fuori. Non potevo stare a guardare mentre smarrito e terrorizzato mi annunciavi la tua definitiva rinuncia a te stesso e alla vita. Parlavi in modo sterile e impostato - come se ti stessi riferendo a qualcun altro e non a ...

Autenticità (no, purtroppo non sono ancora una bodhisattva)

Non parlare con gli stupidi. Ti portano al loro livello e ti battono con l'esperienza. [io, per quanto mi riguarda, sostituisco il termine 'stupidi' con - di volta in volta - 'mediocri', 'anaffettivi', 'ipocriti' ecc.] Già, vado periodicamente in crisi. Ci vado quando persone che stimo e che sembrano capire qualcosa si rivelano poi piccole e mediocri, dimostrano di non aver mai compreso nulla di ciò che dicessi loro e che pensavo di condividere con loro nelle azioni e nei momenti concreti che si passavano insieme, e infine tirano a distruggermi ( pur di non mettere in discussione se stesse), facendo passare per 'estreme', 'deliranti', 'inattuabili', 'ingenue' e 'immature' quelle che invece per me sono qualità positive che cerco di vivere e attuare quotidianamente ( autenticità, sincerità, onestà, coerenza tra il dire e il fare, determinazione, coraggio, rifiuto di facili ma false soluzioni ) -...

Urla d'impotenza

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Anni orsono - ero molto giovane - lavoravo in un ufficio a fianco d'un collega dichiaratamente gay. Un giorno in cui si stava dicendo qualche stupidaggine, ché l'ambiente lavorativo in quel posto era davvero sereno, ridendo lo mandai a ... e lui, (sor)ridendo, mi rispose "Lo prendo come un augurio!". Fu un'illuminazione: sino a quel momento usavo questo insulto (sebbene sempre in tono scherzoso, e tra poco ne spiego la ragione), senza rendermi conto di tutto il sottinteso di emarginazione e stigma verso un'intera categoria di persone - negativizzate e colpevolizzate dalla società in funzione dei propri gusti sessuali - insito in tale espressione. Che cosa penosa! :-( E quanto stupida e ipocrita mi si rivela essere proprio in sé, ora che - cresciuta - ho scoperto quanto sia apprezzato il sesso anale anche da tantissimi uomini etero (per quanto coloro che l'hanno provato e apprezzato pubblicamente non lo ammettano *mai* e anzi se ne vergognino pure). ...

L'ampiezza dell'oscillazione del pendolo

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E così mi è stato detto che sono estrema . Ovvero che le oscillazioni del mio carattere, del mio comportamento, e del modo in cui vedo le cose sono estreme. Non si tratta di fondamentalismo, ché quello è un'idiozia: il non darsi la possibilità di cambiare idea quando ne incontri una più funzionale alla tua vita sarebbe veramente da stupidi, e pertanto io mi concedo la possibilità di cambiare punto di vista. 'Estrema' nell'ampiezza delle oscillazioni che - anche nell'arco di un breve periodo di tempo - comportano l'equilibrio del sistema: quello sì, è stata una cosa di cui sono talvolta accusata (quasi ciò dovesse per forza avere una connotazione negativa). Vero, lo riconosco. In un certo qual modo sono così. Non mi accontento di nulla, specie d'un quieto vivere nell'autoconservazione - come se l'essere felice non fosse una possibilità che possiamo provare e vivere anche continuativamente come esseri umani, e/o le cose buone fossero sem...

Un museo per le relazioni che finiscono

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Le relazioni d'amore possono avere diversa durata, essere più o meno felici o infelici, superficiali o profonde - eppure raramente trovano spazio pubblico se non sono rapporti convenzionali di coppia. Allo stesso modo, se esistono sì istruzioni per relegare immediatamente nell'oblio il passato e il dolore che ci ha arrecato una relazione ormai conclusa, non vi sono sistemi efficaci per aiutarci ad attraversare tale lutto nel momento in cui ci troviamo di fronte oggetti che ancora la testimoniano: regali raccolti con cura, sorrisi impressi in fotografie. Le 'istruzioni' a nostra disposizione ci dicono che il materiale e l'immateriale residui di un rapporto spezzato dovrebbero essere distrutti, per sradicare il più presto possibile il ricordo e curare il proprio cuore affinché vi sia spazio per qualcosa di nuovo. Si buttano via fotografie, oppure - nel rispetto dell'ex o per una certa malinconia verso il passato - il materiale in oggetto lo inscatoliamo e c...

K.I.S.S. / Keep It Simple, Stupid

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K.I.S.S. sta per "Keep It Simple, Stupid", ossia "Falla semplice, stupido". Utilizzato in informatica per evitare di pensare alle ottimizzazioni fin dall'inizio, cercando piuttosto di mantenere uno stile di programmazione semplice e lineare, a me personalmente sembra si possa perfettamente prendere a consiglio per l'organizzazione della propria vita. Oggi è stata la classica giornata in cui tutte le diverse nocività che nella vita contemporanea - perché sono un'antropologa e, pur se in passato c'era meno informazione, so che si viveva qualitativamente meglio (meno, ma meglio) - ci colpiscono indipendentemente un giorno sì e uno no, hanno pensato bene di sintetizzarsi in una miscela esplosiva. E così sono stata esposta alle malattie e ai lutti delle amiche, alla disoccupazione o alla precarietà lavorativa di queste e degli amici, alla sensazione di impotenza dei vecchi, a una politica agghiacciante e a una cultura/società ignorante, violenta e al...

Gabbie dorate, paura e nuovi rapporti

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L’essere umano è un animale sociale. Privo dei mezzi per garantirsi da sé la propria sopravvivenza – a differenza degli animali che sono dotati dell’istinto – egli ha bisogno dei suoi simili per imparare a come usare gli elementi della natura con i quali rispondere ai propri bisogni di primari. In merito a parte di questi (ripararsi dai nemici, riprodursi), l’animale-uomo ha inoltre bisogno di appartenere a un qualche ‘noi’ che lo protegga e costruisce dei sistemi concettuali per giustificare le proprie scelte che lo diversificano da altri ‘noi’. Ma la scelta dell’appartenenza non è mai libera – quanto è determinata dall’identità di ciascuno e dalla propria storia individuale, che a volte si incontra con quella altrui, a volte si incontra parzialmente, a volte non si incontra. Questo vale anche per i rapporti affettivi-sentimentali. Giorgio ha scritto un post quanto mai azzeccato, una volta, sui diversi modi di amare e sulle ragioni per cui si sceglie qualcuno piuttosto che q...

Comunicazione, complicità e segreti

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Ogni rapporto d’amore è anche un rapporto di comunicazione – e un dialogo, che passa attraverso parole così come gesti, sguardi, silenzi e momenti condivisi. Quando questo finisce, al di là dell’eventuale sofferenza per la perdita della persona amata in sé, ci viene a mancare un interlocutore per tutte le cose belle che abbiamo vissuto e che viviamo quotidianamente. Ma se la ragione della chiusura della relazione è stata un inganno che ha minato proprio tutto il rapporto rivelandolo di colpo come una finzione, difficile è non lasciarsi andare al ben più doloroso pensiero del ‘tradimento’ della fiducia accordata all’altro/a in quella comunicazione e al disprezzo della propria ingenuità per la quale eravamo stati così felici e avevamo danzato con il cuore lieve. Cosa fare, di quei ricordi e di quelle ‘cose’ (immagini, oggetti, testi) condivise che sono testimonianza dolorosa non solo di qualcosa che non c’è più, ma di qualcosa inficiato dalla stessa dimensione della finzione? ...

La gattaviva [racconto]

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Fasciate dentro stivali alti, le gambe mi reggono a stento. Dicono che il modo in cui una donna cammina – se lo si sa interpretare – può svelare se abbia appena fatto l’amore. A me basterebbe guardarmi in faccia, con questo aspetto languido. Però sì: se uno fosse in grado di decifrare l’andatura, sarei sicuramente un libro aperto, e forse si potrebbe anche determinare con quanta intensità abbia vissuto il rapporto. Sto tornando a casa dopo aver passato la notte da un uomo con cui ho fatto l’amore, e poi aver aspettato che si facesse mattina presto dormicchiando tra le sue braccia. Quando mi capitano queste notti, so che il giorno successivo sarà sempre foriero di sensazioni e pensieri intensi. Mi piacciono gli uomini con la muscolatura di braccia e gambe allungate – free climber, sciatori, quelli che praticano arti marziali – le cui vene delle braccia risaltano sulla superficie della pelle quando stringono il pugno. E tu hai quel corpo. Ti so riconoscere anche di spalle – quan...

La boccetta di veleno [racconto]

“Ciao! Hai lavorato stamattina?” – mi chiede Ji Mei, per nulla sorpresa di incontrarmi. La giornata è stupenda: pur essendo solo l’inizio di giugno, il sole caldo del mezzogiorno e l’afa che l’accompagna danno la sensazione che sia agosto. “Sì, per oggi ho finito. E tu?”. Nel dehor di un bar nella piazza principale di Lucca, la mia amica sta bevendo un the. “Per oggi ho finito anch’io. Hai voglia di accompagnarmi a comprare dei CD?”. “C’è un negozio qui vicino che ha cose strane, cosa vuoi prendere?” – le chiedo. “Non so… tipo rock?” – risponde. Ormai ci sono abituata: per lei ogni cosa che descrive è sempre ‘tipo’ qualcosa. Così l’accompagno, familiare alla sua abitudine di comprare tutto a manciate – libri, DVD, CD acquistati in blocco, senza conoscerne il contenuto. I negozi stanno chiudendo e la città sta velocemente diventando deserta. “Si dovrebbe andare al mare” – dice Ji Mei. “Perché no?”. Tanto sto vagando senza programmi né meta. Cominciamo a cambiarci sul treno che da Lucca...