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Visualizzazione dei post con l'etichetta corpo

Porno mainstream realizzati da donne?

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Sapete bene che non apprezzo il cinema porno - non solo lo trovo squallido per la messa in scena meccanica, priva di calore umano e di sentimento, dell'amplesso, ma decisamente mi annoia. Mi annoia da morire! Per non dire della miseria di una sessualità che riduce a reciproco oggetto d'uso i protagonisti dell'azione. Sarà anche che io non sono mai riuscita a sentire il sesso in questo modo e che per eccitarmi ci vuole un bel po' di fiducia, incanto, e sentimento... Eppure, quando è la mia amica Erika a parlarmene (quella che vedete nella casellina qui a destra del crowdfunding nel suo alter ego Linda Porn ), mi rendo conto che il modo in cui vi lavora lei trova la mia complicità intellettuale, umana e politica - così come in generale sono sempre d'accordo con quell'altra testolina incantevole del post-porno che è Slavina che promuove lo stesso discorso sulla sessualità ( guardatevi questo breve video per capire al volo !). Erika dice ...

Amanda Palmer, variazioni sul monte di Venere, e la stupida morbosità dei nostri tempi

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Amanda Palmer  è una cantante, compositrice e performer americana. Il 28 giugno scorso si è esibita al festival annuale di Glastonbury, in Inghilterra, e mentre cantava il reggiseno casualmente ha fatto intravedere un seno. Cielo, che scandalo! La pruriginosa rivista inglese Daily Mail ha pubblicato subito uno scoop con la fotografia osé, titolandola con un gioco di parole che rimanda all’idea del 'fare la figura di una scema' e - senza accennare alla musica dell’artista - l'articolo ha sviluppato tutto un discorso sull'orrore di quella parte del corpo di Amanda esposta al pubblico ludibrio (ed evidentemente alla pubblica ipocrisia dei lettori voyeuristi della testata) e, di già che c’era, ha pure buttato lì che la cantante sarebbe bisessuale. Venerdì scorso 12 luglio, Amanda Palmer scrive allora di risposta una lettera aperta al  Daily Mail , ma invece di inviarla in forma tradizionale ne fa canzone e la canta, indossando un kimono, durante un concerto...

Dialogare col proprio corpo come altro da sé

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Minerva - è noto - è dissociata. Il primo ricordo traumatico del proprio corpo fu quando all'asilo cadde da un albero, ove s'era arrampicata fingendo d'essere il capitano d'una nave di pirati a bordo del proprio veliero (sì, già all'epoca, è un tarlo che ho da una vita...), e le si conficcò un rametto nella coscia che venne estratto un po' brutalmente al pronto soccorso con tanto di sutura senza anestesia (Rambo in erba...). Ma la prima memoria della consapevolezza del mio corpo come qualcosa di vivo, senza il quale sarei morta, avvenne in piscina. Quel giorno, come sempre, nella scuola di nuoto stavamo facendo esercizi di riscaldamento e ricordo che in piedi stavamo piegando le braccia l'una volta l'altra, così che con la mano destra dovevo toccare il braccio sinistro e viceversa. Ebbene, in quel momento mi resi conto - di colpo - di cosa significasse essere dotata di vita, e avere un corpo che era contemporaneamente il mio sé (la mia ani...

Richiesta confronto 'losco': da dove viene il vostro orgasmo?

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No, non sono impazzita, né caduta preda di chissà quali fantasie porno-postoporno-erotiche. Sto anzi leggendo un saggio filosofico (udite udite, niente di meno!) sul corpo scritto da Jean-Luc Nancy , e in un passaggio che vi citerò oltre nei commenti - qualora siate interessati a una brillante elucubrazione (altrimenti detta volgarmente 'inaudita sega mentale') che vi causerà di certo un'ingestibile emicrania per alcune ore - si discute appunto della possibile origine fisica del piacere. Io via aggiungo anche la dimensione della manifestazione di questo e pertanto vi chiedo , in modo schietto e per amor di conoscenza e speculazione antropologico-filosofica: 1) sapete individuare il punto d'origine del vostro piacere/orgasmo? 2) se si, qual è? 3) come si manifesta, come processo, a partire da quel punto d'origine e a quale direzione/esito tende? Confido in voi. Datemi stimoli per ulteriori riflessioni ;-)

Il corpo come proprietà o come interfaccia?

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Rosi Braidotti diceva che il corpo - o forse la pelle, non ricordo bene, cito a memoria - è un'interfaccia tra l'interno (il sé) e l'esterno (il mondo, la società). Tutto il dibattito intorno al corpo e a chi ne sia il proprietario (e a chi ne possa quindi operare scelte fondamentali, dai diritti di riproduzione o di interruzione di questa, così come di gestione dei momenti che non sono né vita né morte) ruotano intorno al concepirlo proprietà individuale, proprietà sociale o appunto interfaccia - quindi ascrivendolo a un indefinibile spazio liminale. Io non ho più una posizione definitiva in merito: penso al mio tra proprietà individuale e interfaccia - sebbene giammai proprietà altrui. Lo cerco di tenere in salute perché senza di lui non hanno dimora la mia mente e il mio cuore - quindi la mia anima, dotata di soffio vitale. Ma per il resto posso renderlo disponibile e farlo anche attraversare/usare da altri - se reputo che ciò abbia un senso ulteriore, per qualc...

Camminare a testa alta - e passo leggero

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Era inverno, e passeggiavo lungo il mare indossando un vestito lungo alle ginocchia e scarponcini comodi. "Si vede che non sei di qui" - mi disse un ragazzo per strada - "tu cammini in modo diverso dalle altre". Che bello, anche se perfettamente cosciente di quella ch'era solo l'ennesima strategia d'approccio maschile, ebbi un moto d'orgoglio. Il modo in cui si cammina può dare - come qualsiasi comportamento non verbale - molte informazioni su di noi. E la sottoscritta, sempre così incantata dal movimento che i nostri corpi disegnano nello spazio, come tutti voi ha sviluppato anch'ella sin a piccola il 'suo' modo di camminare. Per prima cosa, a Minerva risuonano ancora nelle orecchie le parole della nonna (quella che sputava nelle tinture delle fasciste, per intenderci) la quale le ricordava a ogni occasione che solo chi orientava la propria vita secondo un sistema valoriale che includeva l'onestà (in primis!), la sincer...

Istruzioni per l'uso felice del nostro corpo :-)

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Si disquisiva, col mio ultimo compagno di viaggio, della timidezza e dell'insicurezza per cui non abbiamo mai - noi esseri umani in generale - il coraggio di dire ciò che ci piace realmente quando facciamo l'amore. Tutti diversi come siamo, abbiamo anche gusti differenti: c'è a chi piace più dolce, a chi più irruento, a chi più romantico, a chi più giocoso. E poi abbiamo due corpi a disposizione da esplorare, e che possono godere dall'A alla Zeta - dai capelli agli alluci - e chi lo sa quale lettera dell'alfabeto più ci piaccia: magari non è necessariamente intorno alla Q! E poi che farne del corpo altrui con gli strumenti che abbiamo disponibili dal nostro? Toccarlo, carezzarlo, leccarlo, succhiarlo, morderlo, massaggiarlo, accoglierlo, penetrarlo? Forse dovremmo imparare a dire ciò che ci piace, serenamente. A dare 'istruzioni '. Perché se è vero che non siamo tutti uguali e quindi è un'idiozia pensare di ricorrere a tecniche standard ...

La mano sinistra

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La mia mano destra scrive, impugna le posate, cambia le marce dell'auto, afferra saldamente gli oggetti, tira pugni dolorosi (per chi li riceve). La mia mano sinistra fa tutt'altro genere di cose. La mia mano sinistra tira i capelli del mio amato durante l'amplesso, e quando questo è concluso gli accarezza la nuca. Il suo palmo gli allunga una carezza sulla guancia per chiamarlo a un bacio delicato. Le sue dita percorrono le labbra sorridenti di lui mentre osservo la pace espressa dal suo viso. La mia mano sinistra è quella che non mi conosce ancora bene e tentenna nel toccarmi, sfiora, esplora, gioca e mi sorprende. La mia mano sinistra è il delizioso diavoletto che impugna il cazzo del mio amato e gli dà piacere - e anche per questo è sempre stata cosiderata 'cattiva' e pericolosa e riprorevole e per questo condannata . Ma queste sono solo imposizioni sociali su una dimensione privata che - se lasciata libera - potrebbe renderci fe...

Il piacere dell'hammam

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Stanze umide, a diverse temperature. Donne che raccolgono nel secchio, dal rubinetto in rame, acqua fresca che si rovesciano lentamente addosso per combattere il caldo e la sudorazione. Corpi cosparsi d'olio che sulla pelle diventa emulsione prima della profonda pulizia. La doccia. Il massaggio con creme profumate ai fiori (glicine, o papavero, o agrumi) mentre bevo tè alla menta o latte di mandorle. E se non c'è nessuno intorno ho sicuramente già indugiato con le dita sul profilo e dentro il mio corpo ;-)

Respira!

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Versione estiva: ho sempre in borsetta il candelotto di dinamite, ma ora sto usando pure la fionda ;-) (voi non ci crederete, ma ce l'ho sul serio!). Rinnovo l'invito a fermarsi e riflettere . E pure a respirare profondamente, alla prima occasione in cui siamo in uno spazio naturale e all'aria fresca, con questo bel sole e questa bella temperatura che ricomincia a fare capolino, magari lasciandovi ispirare da questo lieve e semplicissimo video rubato a Nishanga .

Yarrrr! Il mio corpo e il mio desiderio bramano energia

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-> Per tutte le pensate assurde che ho in mente di fare - e se il corpo non c'è, neanche l'anima e la mente possono stare in vita: considerazione lapalissiana che talvolta, come intellettuali un po' decadenti e malinconici poeti maledetti, tendiamo a dimenticare. -> Per tutti gli atti di resistenza e se possibile le contro-offensive in cui intendo stare - se un raffreddore mi può annientare, non sono un granché credibile. -> Per tutto ciò che voglio godere sul serio, istante dopo istante, e che passa nove volte su dieci anche - e prioritariamente - attraverso il mio corpo (dal mangiare, al bere, al sesso, alle percezioni sensoriali del mondo intorno a me). Quindi, approfittando di quei 22° che registra stamane il termometro sul mio balcone, si comincia: - questa dieta (sì, durissima, già so che vi lamenterete, ma non avete idea né di quanta energia vi fa guadagnare, né di quanto poi vi godrete, una volta ultimata, il primo bicchiere di vino, o pezzo...

Prendersi cura di sé: dialogo surreale con l'ortopedico

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Il mio corpo è una soglia - attraverso la quale percepisco l'esterno e provo piacere all'interno. Quindi una qualche manutenzione, di tanto in tanto, mi sembra cosa sana. Anche per evitare che la salute se ne vada e, anzi, per favorire il fatto che quanto più possibile venga ;-) Per chi come me ogni tanto ha problemi (in passato anche seri) con la stessa, l'incontro con i medici può però essere inquietante. Quindi la sottoscritta lo riduce allo stretto necessario, anche persuasa dal fatto che meglio sta d'umore - e si prende cura di se stessa con amore e senza ansie - e meglio sta. Ciò non toglie che talvolta deve pur incontrare taluni medici e, avendo una certa immaginazione e una vita - anche sessuale - che non è proprio quelle della casalinga di Voghera, può accadere che rida da sola per tutto il 'non detto' che attraversa la conversazione tra me e i dottori che mi hanno in cura... Dialogo con l'ortopedico (tre anni orsono) Per proble...

Confronti etnografici d'infinita bellezza

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Ok, fate un bel respiro profondo e - con ancora gli occhi che brillano, il fiato trattenuto e il rossore sulle gote - continuate a leggere :-) Mi è arrivata qualche giorno fa quest'immagine, condivisa su facebook da un conoscente. Ignoro chi ne sia la protagonista, così come chi l'abbia scattata, ma tendo a pensare che la prima sia un'antropologa (vuoi per i canali attraverso i quali mi è pervenuta, vuoi per l'immagine in sé). E gli antropologi fanno confronti: di corpi, abitudini, modi di vivere, sistemi di valori :-) Qui un confronto di corpi tra donne - per il tramite del guardare e del toccare. Un confronto spontaneo, sereno, 'naturale' - per quanto possa essere naturale qualcosa che attiene alla vita dell'essere umano, invero così intriso di "cultura" (ancorché informale: pensiamo a tutte le conoscenze che abbiamo per sopravvivere e che non ci sono state insegnate a scuola, ma abbiamo imparato come per 'osmosi' dal con...

Audre Lorde, Usi dell'erotico. L'erotico come potere

Buongiorno! Al risveglio stamane un'amica mi ha inviato questo, un estratto dal volume che dà il titolo a questo post. Mi sembra così appropriato, visti gli immaginari patetici cui siamo continuamente sottoposti, che lo condivido subito con voi. Audre Lorde parlava come donna, ma il suo discorso è rivolto a mio avviso a qualsiasi essere umano - perché tutti possiamo vivere con questa intensità desiderio e piacere. E' una cosa alla nostra portata, sì sì. E' proprio per noi esseri umani ;-) Buona lettura, cominciate con l'assaporare ogni parola...* La stessa parola erotico viene dalla parola greca eros, la personificazione dell'amore in tutti i suoi aspetti. Eros è nato dal Caos, e personifica il potere creativo e l'armonia. Quando parlo dell'erotico, dunque, ne parlo come di un'asserzione della forza vitale delle donne; di quella potenziata energia creativa, la cui conoscenza e il cui uso stiamo ora rivendicando nel nostro linguaggio, nella nostra st...

The Taboo Conference 2012

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Oh che bel convegno marcondirodirondero, oh che bel convegno marcondirodirondaaaa... Ché la sottoscritta, avesse quei 150 euro da buttare per un paio di giorni, magari ci andrebbe pure, ma le sembra proprio un po' un grosso spreco in periodo di tragica disoccupazione... Magari una delle pornografe che girano in rete invece i soldi li ha, e può decidere che ne valga la pena. Io intanto v'informo ;-) The Taboo Conference 2012 25-27 October 2012 Forlì  Call for Papers (scade il 15 febbraio 2012) In a world that seems continuously to be pushing the envelope of what is acceptable to the inhabitants of specific linguistic and cultural contexts, this interdisciplinary conference acknowledges the importance of investigating taboos and their reinforcement/breaking in various areas of language, culture and society, and across different cultures. We propose to explore the delicate balance and subtle boundaries between the need for inclusion and respect for different ethnic...

Incastri (quelli...)

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Quando sono attratta da un uomo (per ciò che dice e per come lo dice, per i suoi modi di fare ecc.), mi rendo conto che - mentre i miei occhi lo esplorano - mi ritrovo a immaginare come sarebbe 'incastrarsi' con lui: mi peserebbe troppo, addosso, o ce la farei a non farmene schiacciare? Oppure al contrario sarebbe così esile che avrei paura di fargli del male io e rompergli le ossa del bacino dovessi stare su di lui? E ancora: se un osservatore esterno ci guardasse, in quel momento, vedrebbe bellezza nel modo in cui si uniscono i nostri corpi? Vi chiedete anche voi queste cose o che altro vi viene da pensare, mentre state 'studiando' una nuova persona che vi attrae?

Cosa cancelleresti di te?

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Leggo su una rivista online che l’edizione sudafricana di Marie Claire - e qui ci sarebbe già parecchio da dire rispetto all'ipocrisia di una rivista per donne che fino a ieri promuoveva ideali estetici impossibili e oggi compie una svolta verso l'etica e la realtà concreta del suo target, ma stavolta evito (tanto già sapete) - ha commissionato a un’agenzia pubblicitaria una campagna affinché i lettori accettino il corpo che hanno, smettendo di preoccuparsi delle apparenze e domandando: “ Se ti liberassi di ciò che odi del tuo corpo, cosa rimarrebbe? ”. Appunto, di cosa ti libereresti e cosa rimarrebbe? [Ecco, Minerva se ne va felice e serena al FemBlog Camp, dove di sicuro si parlerà anche di questo e di come liberarci degli stereotipi che ancora affliggono le donne nella loro percezione di sé, e parimenti incatenano i soggetti umani (uomini, donne, e qualsiasi altro genere ci sentiamo d'essere) in ruoli che sono prigioni e gabbie che ci soffocano e poi ucc...

Salvami, ma solo per finta

Salvami, ma solo per finta, con amorevole cura guarda silenzioso il mio corpo e i suoi dettagli fallo nella penombra ché la pelle sembri fine e ancora tesa, scruta i miei difetti ma mentimi: non essere impietoso. Sottrai al tempo questa scatola di lacrime, ricordi e circatrici e di eventuali mali dentro di lei che al momento ignoro. Voglio continuare a non sapere ma forse un giorno sarò costretta a prenderne coscienza, allora la mia anima rotolerà via - perciò scattami foto adesso: fallo ora, te ne prego! Salva il ricordo del mio corpo ancora abbastanza bello da meritare lo sguardo e fingiamo insieme che questi memo siano realtà e non un inganno che - disincantata complice - faccio a me stessa.

Tatuaggi: l'unicità del corpo attraverso segni visibili

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Scrive Michela Fusaschi che "per l’antropologia, il tatuaggio è una pratica che rientra nella categoria delle modificazioni e alterazioni del corpo largamente e storicamente diffuse pressoché in tutte le società" [(2009) "Antropo/grafie del corpo. Piercing e tatuaggio nelle soggettività contemporanee" in G. Guizzardi, Identità incorporate.  Segni, immagini, differenze , Il Mulino]. Esso può essere provvisorio come nel caso dei tatuaggi all'henné che perdurano alcune settimane, o permanente, quando ottenuto per mezzo di punture del derma con aghi intrisi di inchiostro o di altre sostanze. "La letteratura etnografica ci ha per molto tempo restituito interpretazioni di pratiche come il tatuaggio in termini di segni tradizionali per mezzo dei quali la collettività viene ad imprimere sulla e nella carne degli individui marchi indelebili di un’appartenenza ed un’identità comuni, questo per ricordare costantemente i valori della società nella sua interez...

Sollievo

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Quando seduto in cucina ti passo davanti e tu allunghi il braccio e con la mano prendi la mia e mi tiri a te. Poi mi abbracci tenendomi stretta all'altezza delle reni, schiacci la testa sulla mia pancia, io ti accarezzo i capelli, e rimaniamo così - in silenzio - per un po'. Quando stanotte avrei voluto che tu fossi con me, avrei appoggiato la mia testa sulla tua pancia, a occhi chiusi, e in silenzio la tua mano mi avrebbe accarezzato i capelli - il resto dei nostri corpi in composizione libera sul letto. Ecco, in questi momenti io sento pace assoluta, e riposo dai mali della vita e del mondo. E mi chiedo: e tu? Tu cosa senti?