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Visualizzazione dei post con l'etichetta comunicazione

Gerontofilia

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L'altra sera conversavo con un giovane amico del fatto che se un uomo ha meno di, diciamo, 35 anni, io all'istante lo catalogo nella categoria 'potenziale figlio' e quindi assumo nei suoi confronti un atteggiamento che non è realmente materno (questo mai!) ma piuttosto quello di amica/sorella maggiore e fine lì. "Ma a 35 anni si è uomini fatti! Potresti dargli almeno un colpetto" - mi dice l'amico. Vero (a parte il fatto che la sottoscritta non dà 'colpetti', giovinastro, ma come parli?). Però io non riesco a non pensare questi 'ragazzi' - ecco, vedete come mi viene istintivo parlarne? - come giovani uomini che dovrebbero andare con le loro coetanee piuttosto che guardare a donne più mature. A questo 64enne darei tanti 'colpetti'... A me gli uomini piacciono âgé , non c'è nulla da fare. Chiaro, devono essere âgé , sgnaccheri e fascinosi - ché un nanerottolo patetico e volgare non lo prendo neanche in considerazione. Le...

Cambiare il mondo senza prendere il Potere

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Prende il nickname da Aurora Leigh la mia carissima amica che oggi inaugura il proprio blog dal titolo quanto mai affascinante: " Cambiare il mondo senza prendere il Potere ". Il post di apertura - a mio avviso - la dice già lunga non solo sulle ragioni per le quali ha deciso di occupare uno spazio virtuale con la sua presenza concreta, ma anche sul respiro e la prospettiva con i quali scrive, comunica, sta in relazione con gli altri. Già mia fonte di ispirazione e positività quotidiana, consiglio anche a voi di seguirla, commentarla, conversare con lei come fate con me. Ne vale decisamente la pena, vi assicuro! ;-)

SeXyShOck Bologna 3|12|2011, festa del decennale!

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SexyShock è una realtà dai confini di genere fluidi e permeabili esistente ormai da dieci anni a Bologna. Nato in reazione all'ennesimo tentativo di sottrarre alle donne la proprietà del loro corpo , "il laboratorio attuale (inter)agisce con il pink/queer activism , e sviluppa riflessioni e azioni nei campi della sessualità (come terreno di sperimentazione e di rivendicazione), della "sicurezza urbana" (da un punto di vista di genere con campagne informative contro la violenza sulle donne), dell’ accesso alle tecnologie e biotecnologie , del lavoro precario e sessuale e delle produzioni culturali al femminile." "Il lavoro sviluppato da Sexyshock in questi campi è orientato soprattutto all’analisi e all’intervento sugli immaginari collettivi contemporanei , e parte dall’interrogare...

Accade alla Maddalena

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Questo video è stato realizzato ieri al presidio della Maddalena, dove i No-Tav hanno resistito - e malgrado lo sgombero stanno continuando a resistere - al tentativo di costruzione del tunnel di collegamento Torino-Lione, che per ragioni che non vi sto a spiegare, ma che facilmente troverete in rete, trovano la mia più incondizionata approvazione e solidarietà. Ma la ragione per cui lo posto non è meramente politica: è proprio perché il tentativo in sé è intenso, così come la donna e le parole che usa per attuarlo. Io lo trovo grande - di infinita profondità e bellezza - anche se non dovesse servire a nulla.

Rétrofuturs: futuri virtuali d'antan

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Minerva ama molto la comunicazione - l'avrete ormai capito - sebbene in effetti la sua anima rimanga fortemente d'altri tempi, così come le cose che l'affascinano realmente hanno tutt'altra visualizzazione e ritmo rispetto ai panorami mediatici della contemporaneità. Per tale ragione, ella ha sorriso parecchio alla vista dei seguenti flyers di Rétrofuturs , designer francese, che colgono l'essenza dei social network che usiamo oggi, ma pacificano quelli che come lei a volte si sentono tagliati fuori non solo dal mondo dei cosidetti 'giovani', ma proprio da questo secolo (e nel mio caso anche da quello precedente, ché io a inizio '900 sarei vissuta benissimo!). Godetevi anche l'ironica interpretazione - sia verbale sia visiva - di senso/funzione/specificità di ciascuno, invero in qualche caso molto acuta ;-)

Non siamo schiavi, siamo dinamite

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(trascrizione del manifesto di sostegno agli anarchici in Grecia del 2009, con omissione delle parti, seppur leggibili nell'immagine allegata, non pertinenti il discorso attuale) Sono cose vecchie, dell’altro secolo. La miseria, che il progresso sembrava aver bandito dall’occidente, torna a far sentire i suoi morsi. I banchieri non si stanno ancora lanciando dalle finestre, ma le strade si stanno riempiendo di poveri. Fabbriche e negozi chiudono i battenti. Milioni di persone si ritrovano senza mezzi con cui affrontare il futuro. Avevano promesso che una vita trascorsa in ginocchio, fra un lavoro a beneficio di un padrone e un’obbedienza ai voleri del governo, avrebbe assicurato perlomeno una quieta sopravvivenza. Ora è chiaro a tutti che si trattava di una menzogna. Sono cose vecchie, dell’altro secolo. Le file davanti alle mense popolari si ingrossano. Nei supermercati il numero dei furti è in aumento costante. Si accatastano le procedure di pignoramento. E...

Un atto politico contro la desertificazione emotiva

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Non abbiamo più nessuna esperienza elementare nel nostro tipo di civiltà, come fame, paura, o essere imprigionati, o sofferenza. Ciò cui andiamo incontro è una profonda assenza di sofferenza e questo è devastante per gli esseri umani. (Werner Herzog) "le storie ci fanno emozionare e le emozioni, lungi dal contagiarla, sono invece un ingrediente essenziale della ragione. Senza rabbia, passione, tristezza e speranza non saremmo in grado di ponderare la più piccola scelta. [...] Il blog può rappresentare questa possibilità di riappropriarci delle narrazioni, di costruire storie che mettono in connessione e che sono connesse, che partecipano a ricostruire “dal basso” un immaginario e che svolgono una funzione “terapeutica” per la desertificazione emotiva." Giovanni Boccia Artieri Questo è ciò che facciamo con i nostri blog, vivere e far vivere, provare emozioni e sentimenti  e darne agli altri, elaborare riflessioni e condividerle - perciò non smettiam...

Zone erogene femminili, comunicazione e dipendenza

La parola-chiave di oggi è: capezzoli! Trattiamo l'argomento in maniera semiseria, ma arriveremo lo stesso - spero - a un paio di riflessioni utili, pur se leggere ;-) Elemento del corpo femminile che tanto intriga gli uomini indipendentemente dalle dimensioni del seno, i capezzoli richiamano il turgore eccitante del clitoride e provocano piacere a una donna prima e durante l'amplesso nel momento in cui ci vengono sfiorati dalle dita, leccati, succhiati ecc. Tra le vari informazioni 'scientifiche' che ho trovato online, l'affermazione che "il contatto frequente con capezzoli e seno durante l'allattamento rende i bambini felici e appagati" è stata quella che mi ha fatto più sorridere (e assumere una benevolenza materna nei confronti del suo autore):  sicuramente scritta da un uomo. Per noi donne non  sarebbe stato infatti necessario scomodare la ricerca per giungere alla medesima conclusione: a noi basta guardare le espressioni del vostro viso, signori ...

Comunicazione, complicità e segreti

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Ogni rapporto d’amore è anche un rapporto di comunicazione – e un dialogo, che passa attraverso parole così come gesti, sguardi, silenzi e momenti condivisi. Quando questo finisce, al di là dell’eventuale sofferenza per la perdita della persona amata in sé, ci viene a mancare un interlocutore per tutte le cose belle che abbiamo vissuto e che viviamo quotidianamente. Ma se la ragione della chiusura della relazione è stata un inganno che ha minato proprio tutto il rapporto rivelandolo di colpo come una finzione, difficile è non lasciarsi andare al ben più doloroso pensiero del ‘tradimento’ della fiducia accordata all’altro/a in quella comunicazione e al disprezzo della propria ingenuità per la quale eravamo stati così felici e avevamo danzato con il cuore lieve. Cosa fare, di quei ricordi e di quelle ‘cose’ (immagini, oggetti, testi) condivise che sono testimonianza dolorosa non solo di qualcosa che non c’è più, ma di qualcosa inficiato dalla stessa dimensione della finzione? ...

L'essenza della vita [racconto]

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Siamo entrati nei tre fatidici giorni mensili. Oggi è il primo. Con un po’ di fortuna ti trovo (ci troveremo) allo scadere del terzo: non mi sta importando niente di tutte le cose dette, delle litigate, delle incomprensioni, delle incazzature, delle inquietudini – in questo momento non me ne frega niente. Sì, vorrei da te tempo e fiducia, per sciogliere le incomprensioni e le paure reciproche. Ma sto pensando ad altro, in questo istante. Distesa sul letto ho tolto pantaloni e slip e indosso solo la maglietta: un unico punto del mio corpo mi interessa. La mano raggiunge le labbra già bagnate e accarezza il clitoride, nella luce pomeridiana che filtra dalla finestra. Penso a te, quando distesa sulla schiena il mio cuore ti chiama, e così il mio corpo – che ha bisogno di più tempo e di svegliarsi con la dolcezza della tua lingua e delle tue dita. Tu mi baci e mi entri dentro, pur se hai paura di farmi male, ma in un istante la tua paura si dissolve nel mio corpo che diventa...

Sulle 'sostanze' che ci danno piacere

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Amo il cibo - mi piace cucinare, scegliere gli alimenti, amalgamarvi le spezie, sentire i profumi, pensare a quando consumerò un buon piatto che mi sono preparata, e in compagnia di chi questo accadrà. I sapori risvegliano i miei sensi quando sono intorpiditi per mille ragioni - così come risvegliano i vostri, secondo le preferenze che avete indicato nel sondaggino che vi ho proposto questa settimana, e che nell’ordine hanno visto la vittoria del piccante sull’amaro, seguito a sua volta in egual misura dal dolce e dal salato, e infine dall’agre.  Mi è venuto da pensare non solo che gran parte del mio piacere è legato a ciò che passa attraverso la bocca - il cibo, la comunicazione verbale, i baci, il sesso orale - ma anche che potrei essere quasi dipendente e compulsiva nella ricerca di un tale piacere. E questo mi è suonato come un campanello d’allarme nel riflettere su un rapporto d’amore ormai concluso con una persona che aveva altri problemi di altre droghe, altre compulsiv...