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Visualizzazione dei post con l'etichetta amore

El poder... ¡Que se joda!

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In queste settimane mi trovo per un piccolo lavoro di ricerca a Barcellona. In questa città ho molti amici, che ogni volta che vi passo cerco di incontrare. L'altro giorno, all'uscita dall'ufficio, ho chiamato un'amica per proporle di vederci e pranzare insieme, e così è stato - con gli ovvi aggiornamenti reciproci dei mesi in cui non ci siamo viste. Dopo un pomeriggio passato nella conversazione più affettuosa - le donne buone, quando si trovano tra loro, sanno riportarsi reciprocamente in equilibrio con la parola meglio di qualsiasi droga o terapia - mi dice che vuole andare alla presentazione del libro di una sua collega , che vi saranno tutte loro e che vorrebbe davvero che io le conoscessi. Non avendo programmi l'accompagno volentieri, per cui ci mettiamo in marcia verso una delle librerie più chic della città, situata nella via dei negozi d'abbigliamento delle marche più altisonanti e costose della moda, e andiamo a sentire di questa raccolta di micro...

Bagagli abbandonati

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Incontro il mio amico italiano attualmente in vacanza a Barcellona, dove sono appena arrivata io stessa per lavoro. Con le lacrime agli occhi, gli racconto. "Ieri sono atterrata a El Prat, e a questo giro ho dovuto imbarcare un bagaglio, quello a mano stavolta non bastava. Così sono andata nella zona dove li si recupera, e ho visto diversi nastri trasportatori fermi, mentre andavo verso quello in cui c'era il mio, ma ho notato che in tutti quelli fermi c'era sempre almeno un bagaglio che non era stato ritirato...". "E allora?" - mi chiede lui. "Allora li ho fotografati, e ho cominciato a immaginare perché non fossero stati ritirati: chissà, magari una famiglia numerosa ha dovuto prendersi cura di 4-5 figli e nella confusione, tra non dimenticare un figlio o un bagaglio, s'è dimenticata il bagaglio...". "Già, tra perdere un bagaglio o un figlio..." - mi commenta. "Oppure una vecchietta s'è sentita male in vol...

Fisica quantistica, biologia, sistemi aperti, e risonanza infinita e indefinita per garantirsi la sopravvivenza

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Lei: "Fammi il favore, te ne prego. Chiudi ogni tanto delle porte, chiudi ogni tanto dei ra pporti". Io: "Non ci riesco. Non voglio credere che non ci sia un modo per trovare prima o poi un accordo, per 'tenere dentro tutti'. Sai, è un ragionamento a lunga distanza: non ci saranno per sempre altri posti in cui andare quando non si è d'accordo... E poi chiuderle sarebbe come dire a qualcuno che è morto, per me, e... Non ci riesco". Lei: "Pensa a te, maledizione, impara a chiuderli. E' duro, ma necessario". Io: "Lo so, ma io non riesco ad infliggere la morte a nessuno. [...] Io spero sempre nel dialogo e nel trovare un accordo - qualsiasi cosa sia accaduta - sino all'ultimo". Lei: "Andrai avanti così tutta la vita?". Io: "E' probabile". Questo dialogo avviene periodicamente tra me e la mia migliore amica, in particolare ogni volta che incontro qualcuno che sta in modalità relazionali egois...

Rapporti liberi e potenti (e ancora umani, profondamente umani)

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Io ho visto che nel tempo, e soprattutto in questi ultimi anni, gli uomini che ho frequentato - persone dotate di un'intelligenza almeno pari alla loro 'inquietudine' - temono tutti la medesima cosa e la risolvono tutti allo stesso modo pagandone tutti le stesse conseguenze. In pratica, funziona così: costoro sono intelligenti, appassionati di vita, e alla ricerca di tempi e modi per esprimere, realizzare, rendere visibile, e anche condividere con altre persone, ciò che la loro mente elabora (una teoria filosofica, una produzione manuale concreta, un qualche evento che sentono come molto importante). Ciò dà loro molto piacere - ovviamente - sia per narcisismo ("guarda come sono in gamba in ciò che faccio!") sia per la sensazione di una (temporanea) pacificazione calda, potente, momentaneamente risolutiva di quell'assenza di senso della vita che inquieta loro come inquieta tutti gli esseri umani. Insomma, il piacere di vedere risposte parziali che però nel...

Amare non è aver bisogno di qualcuno

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Le persone non esistono in questo mondo per soddisfare le nostr e aspettative così come noi non siamo qui per soddisfare le loro. Dobbiamo bastare a noi stessi sempre, e quando vogliamo stare con qualcuno dobbiamo essere consapevoli che stiamo insieme perché ci piace, lo vogliamo e stiamo bene, giammai perché abbiamo bisogno di qualcuno. Nel corso del tempo, ti rendi conto che per essere felice con un’altra persona è necessario, in primo luogo, che tu non abbia bisogno di questa persona. Comprendi anche che la persona che ami (o pensi di amare) e che non vuole condividere niente con te sicuramente non è l’uomo o la donna della tua vita. Mário de Miranda Quintana Come dice una mia amica , "Tu entri nella vita di una persona che sta bene ed è già felice per conto suo. Che non ha bisogno d'essere salvata, né pacificata. Che non ha bisogno di te. Tu puoi rendermi ancora più felice e condividere questa energia con me. Ma non togliermel...

Le luci di Madrid [racconto]

Su accorata insistenza di quegli amici cari che l'hanno letto e che insistono con parole intense, profonde e meravigliose che lo faccia, rendo pubblico un racconto che è ancora una ferita aperta per me e per chi me l'ha ispirato. Con la consapevolezza che comunque nella vita tutto scorre , e che anche rapporti come questi un giorno diventeranno immagini evanescenti di quella 'nostalgia della bellezza' che chiamiamo malinconia . Buona lettura. Le luci di Madrid   “mi ritrovo sempre confuso e impegolato a correre da una stella cadente all’altra finché non precipito.” – Jack Kerouac Mi prendesti per mano all'istante, al primo scossone, sapendo che sono inquieta quando non guido io (ma un aereo no, non lo so proprio pilotare: devo per forza fare un atto di fiducia nei confronti del pilota e della compagnia). E di lì sentii subito che non me ne importava più nulla di ciò che sarebbe capitato – a me, a te, a noi, a quell'aereo e a quel vol...

Non ho mai dovuto pagare una donna per farci sesso insieme, e mai lo farò!

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"Non ho mai dovuto pagare una donna per farci sesso insieme, e mai lo farò!". Alzo gli occhi al cielo e sospiro. Qual misto di ingenuità e arroganza mi tocca periodicamente sentire - è un refrain - da molti uomini quando si discute dell'argomento 'relazioni sessuali avute nella vita'. Chiaro, ciascuno vuole allontanare da sé l'immagine di 'miserabile' che s'accompagna all'idea di dover tirare fuori del denaro per la realizzazione di un bisogno (o un desiderio) che nelle nostre menti dovrebbe essere libera, gratuita e vissuta con piacere e passione da entrambe le parti. Però, di fatto, la vostra Minerva è sempre più urtata da questi atteggiamenti, che - a suo avviso - sono veramente riduttivi rispetto alla complessità in cui hanno luogo concretamente le relazioni uomo-donna. Mi spiego. Di fatto, la distinzione tra ciò che - nelle relazioni umane - è 'prestazione a pagamento' o 'dono gratuito' è, a ben...

Oh, cielo! Siamo ancora qui?

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Ormai questo è il mio sguardo... Ieri ho rivisto un mio ex dopo anni, e sono stata ben lieta di una piacevole conversazione con lui mentre si passeggiava lungo la sponda del fiume (no, non ero seduta ad aspettare che 'passasse il suo cadavere': non gli voglio così male) Tra le varie scoperte recenti, gli ho raccontato quella del movimento postporno, che come sapete seguo da lontano non essendo il mio interesse di vita e di ricerca prioritario, e dell'essermi trovata talvolta ad assistere a performance dal vivo dei promotori di tal prospettiva. "D'altronde a te queste cose sono sempre piaciute!" - commenta lui ridendo particolarmente goduto. Sospiro, e poi gli spiego per l'ennesima volta come si farebbe con un bambino di 5 anni. "No, non è che questa cose mi entusiasmino o appassionino. Mi sono indifferenti. Ma possono far riflettere su tante questioni - libertà, assenza di potere e gerarchie nelle relazioni, piacere - chi ancora non ci ...

Amore ed eroina

Hanno proprio esattamente gli stessi effetti eh? Quando ci sono ti fanno sentire così perfezione, pace, calore, sicurezza, piacere, felicità che non hai più bisogno di nulla. Così che provocano una straziante dipendenza. Quando li perdi ne cerchi surrogati, ma questi sono insipidi e poveri, e tu - memore delle sensazioni precedenti - ti tormenti nel rimpianto. Allora, disperatamente, cerchi gli originali - però quando li ritrovi non è più quella perfezione, ma qualcosa che al limite lenisce per un istante il dolore che ormai ha preso possesso di te. E intanto agiscono come veleno che corrode il tuo corpo dall'interno. Io cerco anche soluzioni alternative a religioni, ideologie, leggi/consuetudini/usanze, droghe di qualsivoglia natura, comportamenti automatici animali senza pensieri di sorta (quali la riproduzione), e via dicendo - per garantirmi la sopravvivenza e magari proprio la vita e la felicità - ma ogni giorno ne metto in dubbio uno, o lo scarto perché verific...

Persone, Persone, PERSONE, queste che sono MORTE!

Infinitamente lontana dalla retorica di queste ore, riporto una riflessione da Fortress Europe segnalatami da Brigida, che restituisce bene il mio sentire, il mio dolore, la mia rabbia. Persone, queste che sono morte: non migranti, e tanto meno clandestini. Persone. Ovvero - ciascuna - un insieme di esperienze uniche di vita, di storie, di sogni, di affetti, di speranze. PERSONE . Persone che conducono un'esistenza esattamente con i nostri stessi problemi, con le nostre stesse incertezze, con amici e famiglie che le sostengono, con decisioni enormi e slanci di coraggio, e lo sfondo del terrore di perdere tutto, compresa la propria vita - proprio come noi. E chiunque affermi il contrario, o è fuori dalla realtà, o è in spaventosa malafede. Le foto dei sacchi di morti in fila sul molo di Lampedusa, le ho già viste due volte. Ma non era l'Italia. Era la Libia, era la Siria... Ed erano i morti dei bombardamenti abbandonati sui marciapiedi davanti agli ospedali di...

Romanticismo, corteggiamenti e cose losche

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Nella mia recente esperienza madrilena, sono rimasta profondamente sconcertata dalle modalità di conoscenza ed entrata in relazione con potenziali nuovi amanti. Nel confronto tra le pratiche che vedo attuate in Italia e quelle appunto iberiche, ho verificato che noi siamo molto più insicuri e bloccati - di certo perché diamo un peso maggiore alla potenziale accettazione o rifiuto della nostra proposta di noi stessi e la investiamo del carico di conferma o smentita del nostro medesimo valore, e della nostra identità come persone. Là invece no: al rifiuto di una/uno, ci si gira dall'altra parte e si rivolge la stessa proposta a un'altra persona finché magari non si ottiene un "sì". Sinceramente, nella mia sensibilità, vedo tale agire come brutale, o forse come risultato di una disperata necessità di soddisfare bisogni che non sento parimenti così urgenti o staccati da una persona specifica che coinvolge già altre parti di me (il cuore, o la mente, o entramb...