25/11/13

Esondare per non esplodere


"Anche tu la senti arrivare?".
"Sì".
Andrea mi guardava pacato e pensieroso.
"E come?".
"Cominciano ad arrivare come dei segnali le settimane prima. Sai, tutti quei pensieri realistici che normalmente ti impedisci. Cominciano a imporsi. Frasi brevi, lapidarie, chiare. Vere. Assolute. Si impongono nella mente e negli occhi. Fanno il vuoto intorno".
"Sì, è così anche per me. Quando cominciano so che ho tempo una settimana per correre ai ripari".
Ovvero entrare di nuovo nella periodica routine di psicofarmaci per impedire l'esplosione autodistruttiva della crisi.

Io invece non faccio nulla. O meglio, qualcosa faccio e non è proprio una cosa da poco: l'anima si carica, come un fiume man mano ingrossato da piogge continue, fino al punto in cui comincia a esondare e fluisce in piena travolgendo canali e campi, distruggendo ponti, erodendo argini e - dopo aver percorso così vallate e pianure - si placa.
In realtà, poi, a ben vedere, è un fiume intelligente e giudizioso: distrugge sempre ciò che non tollera più perché nel suo scorrere abituale è ormai inaccettabile, e mostra una certa cautela con ciò che invece non ne può nulla e abitualmente non fa danno.
Insomma, travolge ciò che l'incuria umana gli ha depositato addosso impedendone un corso tranquillo...

Continuo a pensare che le esondazioni del fiume non siano colpa del fiume, ma della pioggia così come dei detriti, dei cambi di percorso, delle dighe e degli sbarramenti che l'avidità e la stupidità umana gli impongono.
Se la gestione dell'insensatezza della vita non fosse basata su soluzioni così ridicole e mediocri, se le persone non si rifugiassero nell'oppressione altrui per costruire il proprio benessere, i fiumi scorrerebbero bene - placidi, grandi e lenti.

Ma non è così.

E io penso che sto gestendo la mia anima come con una valvola o una diga. E che un giorno, quando sarà troppo carica di dolore, la farò saltare, anziché aprirla.
Un giorno salterà e basta - smetterò di impedirmelo. L'mp3 nelle orecchie, butterò tutto per terra e inizierò a ballare Seven Seas o The Passenger per strada, isolata da questo mondo e da chi lo vive senza pensare, persa nelle sensazioni di quella perfetta solitudine.
Gli occhi chiusi, le mie mani e le mie dita disegneranno melodie nell'aria, e i miei piedi si incroceranno in passi lenti, così pieni di ritmo e grazia che sarà una gioia e un incanto guardarli, per coloro che vi assisteranno.

E quando non ci sarà più musica, smetterò semplicemente di danzare.
Quel giorno sarò felice. Quello sarà il giorno perfetto.
Quello per il quale vale la pena vivere.


[Barcellona, sul porto, 25|11|2013]

23/11/13

Amore ed eroina

Hanno proprio esattamente gli stessi effetti eh?
Quando ci sono ti fanno sentire così perfezione, pace, calore, sicurezza, piacere, felicità che non hai più bisogno di nulla.
Così che provocano una straziante dipendenza.
Quando li perdi ne cerchi surrogati, ma questi sono insipidi e poveri, e tu - memore delle sensazioni precedenti - ti tormenti nel rimpianto.
Allora, disperatamente, cerchi gli originali - però quando li ritrovi non è più quella perfezione, ma qualcosa che al limite lenisce per un istante il dolore che ormai ha preso possesso di te.
E intanto agiscono come veleno che corrode il tuo corpo dall'interno.

Io cerco anche soluzioni alternative a religioni, ideologie, leggi/consuetudini/usanze, droghe di qualsivoglia natura, comportamenti automatici animali senza pensieri di sorta (quali la riproduzione), e via dicendo - per garantirmi la sopravvivenza e magari proprio la vita e la felicità - ma ogni giorno ne metto in dubbio uno, o lo scarto perché verifico che non funziona. Non ce ne sono quasi più, nel pentolone di questa streghetta incapace...

21/11/13

Tempo (delle nostre vite)

"Il regalo più grande che puoi fare a una persona è darle una porzione del tempo della tua vita, perché non ti potrà mai essere restituita".

"Reflections", del fotografo americano Tom Hussey

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

20/11/13

Body painted

Minerva ama queste cose! Tutto quello che è pittura, specie se ha l'oro di mezzo, e poi la creatività umana... Insomma, già sapete :-)
Body painting, primo festival dedicato all'argomento a Lugano, il prossimo 23 e 24 novembre.

 
 
 
 

19/11/13

Come una tartaruga...






"Sei come una tartaruga: priva di evoluzione". Voleva offendermi e umiliarmi, per sfogare la sua bramosia di dominio e potere su un altro essere umano. E io rimasi perplessa a guardarlo, senza provare nulla, persa nelle sue parole sulle quali la mia mente aveva già cominciato a ricamare pensieri: perché io colgo tutte le occasioni per andare altrove, anche solo con la mente, e seguirne la danza - noncurante delle altrui smanie o finalità.

"Evoluzione" - ovvero cambiamento in positivo, maturazione, raggiungimento d'un livello più alto. Ok, quella cosa che l'umanità ascrive a se stessa e alla propria storia, con lo sguardo incapace di vedere la spirale di veloce autodistruzione in cui ormai siamo caduti e che a breve si porterà via tutta la nostra arroganza.
"Cambiamento in positivo" / "maturazione": in positivo secondo chi?, maturazione rispetto a quali parametri? Sono relativista: o mi convinci delle premesse su cui poggiano le tue affermazioni, o queste ultime sono per me prive di qualsiasi valore.

Però aveva ragione: in me non ci sono cambiamenti. Vivo in un eterno presente ricorsivo con falsi movimenti a forma di spirale, e quindi alla fine come una cosa comincia così finisce e per tutto il tempo è sospesa e sentita con la sensazione e il sentimento con cui è iniziata.
'Quasi' sempre.
Ché vi sono traumi che sono cesure violente - così violente che è come se mi tranciassero di netto un arto. E, da quel momento in poi, sento ancora come se quell'arto ci fosse, ma non ha più quella fisicità, quella carnalità, quella sensorialità - perché di fatto non c'è più. Ce n'è solo l'ombra - una proiezione invisibile - che provoca quella sensazione.
Ma non è più realtà. Non è più nulla. E' una cosa finita.
Alcune mie relazioni sentimentali sono state così.
Così come quei legami importanti che la morte dell'altra persona mi ha tagliato per sempre.

La tartaruga indossa sulle proprie spalle tutto ciò che le serve per sopravvivere, e per proteggersi. Ha una corazza davanti e dietro, e le zampine con le quali nuota placida nel mare - scoprendo fondali incantevoli, vedendo animali sorprendenti e vivendo avventure a noi sconosciute.
Anche se è priva di evoluzione.

15/11/13

Riti scaramantici e propiziatori




Mia nonna mi chiamava "la maga delle spezie" (oltre a "la regina della colla" per quanto ero sempre spettinata, ma questa è un'altra storia...) perché nei tempi in cui abbiamo vissuto insieme, quand'ero adolescente e studentessa universitaria, cucinavo io e quindi la povera vecchina s'è dovuta sorbire pietanze simil-cinesi, africane e indiane con uso di salsa di soia, zenzero, cannella, peperoncino e curry vari.

Ho poi scoperto che quell'appellativo era esattamente il titolo di un libro di un'autrice che apprezzo molto, Chitra Banerjee Divakaruni, che - di contro alla banalizzazione esoticheggiante delle presentazioni ufficiali addirittura dal suo stesso editore - racconta invece la storia di una donna già in là con gli anni che cura i mali (fisici, psichici, affettivi) dei suoi clienti appunto attraverso miscele di spezie create ad hoc nella sua polverosa botteguccia americana.

E oggi ho un po' di influenza, ma ho bisogno di stare bene ché sono in un turbinio di diversi lavori. Le mie amiche - altre streghette - recitano allora formule e fanno riti con peperoncino, statuettine della pacha mama e scongiuri vari. E penso che io rituali scaramantici e/o propiziatori non ne ho, e magari mi farebbe bene inventarmene.
Il mese scorso, a un convegno, una ricercatrice riportava dei rituali religiosi che un ginecologo, che segue coppie che si sottopongono alla fecodazione assistita, consiglia alle proprie pazienti. Non credo chiaramente che lui vi creda (per quanto pure gli uomini di scienza, in Italia, talvolta cadano nelle lusinghe della fede), ma di certo la persona in questione è più serena a fare una cosa in più che una in meno - ovvero a tentarle tutte...

Ecco, io che di fede religiosa non ne ho - e manco morta voglio averne una - voglio un sacro rito pagano tutto mio che mi ingrazi lo spirito dell'universo e lo volga a mio favore. Non so bene come, e con che cosa, con quali oggetti e quali formule, ma me ne devo inventare uno, da mettere in scena come una performance teatrale al bisogno, consapevole della sua falsità e inutilità, ma pacificante anima, corpo e mente così che riesca a fare meglio ciò che mi interessa e raggiunga i miei obiettivi.

E voi, avete dei vostri rituali scaramantici o propiziatori? Me li raccontate? :-)

12/11/13

StarMale (e riderne sino alle lacrime!)

Si chiamerà pure "Starmale" (sottotitolo "Mensile di cose brutte, malessere e disagi"), ma io a leggere questi titoli di potenziali articoli rido sino alle lacrime. Condivido queste copertine con voi, sempre perché l'ironia ci salverà, e una risata li seppellirà ;-)

[Ah, è preso da qui]

Senza titolo



Amici miei cari,
perdonatemi l'assenza.
So bene che qui scrivo sporadicamente in questo periodo, ma è che... vivo :-)

Sono stanca, tanto stanca - come tutti voi - di aprire pagine di giornali e vedere un mondo che non è più il mio, un mondo col quale io non ho più nulla a che fare.
Ed è un mondo così vuoto, patetico, insignificante e mediocre che non solo non mi interessa, ma rischia - se glielo permetto - di portarmi giù con sé, in una voragine che è una vera e propria cloaca.

E allora io rimango sopra questo turbinio, e lontano, e altrove.
Oh, non fisicamente - sebbene continui a muovermi in relazione al lavoro appena possibile - ma almeno con la mente, l'anima, il cuore. Vivo come se quel modo di esistere non esistesse proprio.

Vivo come se il mondo in cui mi muovo, in cui amo, in cui ascolto e parlo, in cui m'appassiono, rido e passo le giornate nel diletto e in cose che hanno - a mio avviso - un senso umano e profondo, fossero lo schema in cui tutte le relazioni si articolano.
Il mio mondo perfetto. Vivo come se quello fosse già esistente, qui e ora.

E mi potreste chiedere "come puoi, visto che quello ti influenza, ti condiziona, viene a bussare alla tua porta per derubarti, umiliarti e farti del male"? Beh... Io riduco il bisogno che ho di lui per la mia sopravvivenza e fino all'ultimo alzo un muro di gomma per ciò che ritengo ingiusto mi venga chiesto in cambio. E faccio ciò che sembra giusto a me, indipendentemente da quello che mi viene imposto.

E poi ne porterò le conseguenze. Quello mi giudicherà e forse mi condannerà.
Ma intanto - se sempre più persone agiranno così - quel mondo che avanzerà queste richieste così violente e predatorie - si sarà già sgretolato. Un gigante dai piedi d'argilla.
Quindi io continuo a vivere. E vi invito a fare altrettanto, col sorriso sulle labbra.