27/08/12

La passante

Quasi tutti gli uomini che ho avuto nella vita mi hanno trattato come una passante nelle loro esistenze, e dedicato - anche solo col pensiero - questa canzone; i rimanenti, invece, si sono dovuti arrendere al fatto che fossi solo una passante nelle loro vite.

Buon ascolto.



Je veux dédier ce poème
A toutes les femmes qu'on aime
Pendant quelques instants secrets
A celles qu'on connait à peine
Qu'un destin différent entraîne
Et qu'on ne retrouve jamais

A celle qu'on voit apparaître
Une seconde à sa fenêtre
Et qui, preste, s'évanouit
Mais dont la svelte silhouette
Est si gracieuse et fluette
Qu'on en demeure épanoui

A la compagne de voyage
Dont les yeux, charmant paysage
Font paraître court le chemin
Qu'on est seul, peut-être, à comprendre
Et qu'on laisse pourtant descendre
Sans avoir effleuré sa main

A la fine et souple valseuse
Qui vous sembla triste et nerveuse
Par une nuit de carnaval
Qui voulu rester inconnue
Et qui n'est jamais revenue
Tournoyer dans un autre bal

A celles qui sont déjà prises
Et qui, vivant des heures grises
Près d'un être trop différent
Vous ont, inutile folie,
Laissé voir la mélancolie
D'un avenir désespérant

Chères images aperçues
Espérances d'un jour déçues
Vous serez dans l'oubli demain
Pour peu que le bonheur survienne
Il est rare qu'on se souvienne
Des épisodes du chemin

Mais si l'on a manqué sa vie
On songe avec un peu d'envie
A tous ces bonheurs entrevus
Aux baisers qu'on n'osa pas prendre
Aux cœurs qui doivent vous attendre
Aux yeux qu'on n'a jamais revus

Alors, aux soirs de lassitude
Tout en peuplant sa solitude
Des fantômes du souvenir
On pleure les lêvres absentes
De toutes ces belles passantes
Que l'on n'a pas su retenir

25/08/12

Altrove, e in un altro tempo

Sono fuori tempo e fuori luogo. Questa sensazione che da sempre accompagna la mia vita instabile e fragile, questa mancanza d'appartenenza e questa solitudine che comunque mi garantiscono tempo e libertà di movimento, a volte si fanno sentire drammaticamente e dolorosamente - come fossi un satellite di questo mondo che a un certo punto verifica una sospensione temporanea dell'attrazione di gravità e perde così di colpo la propria orbita, cominciando a vagare nell'universo allontanandosi sempre più dalla terra.
Ecco, questo sento.

Quindi ora tiro il fiato, aspetto, mi guardo intorno e intanto parimenti lascio vagare l'immaginazione, e comincio a sognare "un'altra vita, un'altra storia". Magari anche in un'altra epoca.

Io avrei voluto essere:

- una piratessa Settecentesca di una ciurma multiculturale di uomini grezzi e famelici di vita


- una strega senza epoca, una veggente, un'incantatrice

 
- una colta scrittrice e viaggiatrice di inizio '900

 
- un'artista performativa negli anni '60-'70, come Ana Mendieta



Lasciando libera l'immaginazione, voi chi avreste voluto essere?


23/08/12

Anarchici: né ladri, né assassini

"Né ladri né assassini", ma persone tra persone, che lavorano "per la tolleranza, la giustizia e la comprensione tra gli uomini".
Questo per dire ancora una volta cosa significa essere anarchici secondo me - qualcosa che non può includere furti, assassinii, privazione altrui della vita e della parola, dominio di una persona sull'altra - malgrado una propaganda di stato che ne stravolte quotidianamente e strumentalmente il significato, nonché tanti miserabili delinquenti che usano questa prospettiva come maschera alla loro incapacità di sopravvivenza autonoma.

In ricordo di Sacco e Vanzetti, nell'anniversario della morte.



22/08/12

Bulimica di vita /2

Il mio granchietto! ;-)
Ormai dipendente senza più alcuna possibilità di disintossicazione: Lisboa, Passions du risque di Le Breton, condivisione passaggi auto, orate alla griglia, Algarve, Museo di Etnologia, stazioni ferroviarie nel nulla, 43° a mezzanotte, ostello, calamari fritti, Portimao, la spiaggia Canavial, frango piri-piri, guesthouse, Bairro Alto, Lagos, pavimenti in legno, Sagres, Andalusia, Madrid e Salamanca nuovamente, falesie, vinho verde, divani, Alfama, Museo del Fado,  mojitos, berretti militari, encantaperros, l'Oceano e la fine del mondo!, Il mestiere di scrivere di Carver, taverne, camminate infinite sotto il sole, Ginjinha, tram 28

La prossima settimana esploro la possibilità di non tornare, o almeno: di tornare e ripartire.
Ergo tenete le dita incrociate per me, miei cari, e non cercatemi ;-)

21/08/12

Camminare a testa alta - e passo leggero




Era inverno, e passeggiavo lungo il mare indossando un vestito lungo alle ginocchia e scarponcini comodi. "Si vede che non sei di qui" - mi disse un ragazzo per strada - "tu cammini in modo diverso dalle altre". Che bello, anche se perfettamente cosciente di quella ch'era solo l'ennesima strategia d'approccio maschile, ebbi un moto d'orgoglio.

Il modo in cui si cammina può dare - come qualsiasi comportamento non verbale - molte informazioni su di noi. E la sottoscritta, sempre così incantata dal movimento che i nostri corpi disegnano nello spazio, come tutti voi ha sviluppato anch'ella sin a piccola il 'suo' modo di camminare.

Per prima cosa, a Minerva risuonano ancora nelle orecchie le parole della nonna (quella che sputava nelle tinture delle fasciste, per intenderci) la quale le ricordava a ogni occasione che solo chi orientava la propria vita secondo un sistema valoriale che includeva l'onestà (in primis!), la sincerità, la dignità e qualche altra virtù non per forza caritatevole verso il prossimo quanto indicativa del rispetto di se stessi poteva camminare a testa alta davanti a chiunque.

E quindi, tanto per cominciare, Minerva cammina a testa alta, il che non solo riflette appunto il suo sistema valoriale, ma si tira anche dietro le spalle dritte (ovvero aperte) a loro volta segno di una generica inclinazione a una pacifica disponibilità nei confronti altrui.
Qual differenza rispetto alla massa di persone che tengono posizioni ricurve, sguardo basso, petto incassato - tutte cose indicative di ipocrisia e perversione o, cosa ancor più frequente e drammatica, di abbattimento esistenziale, non trovate? :-(

Poi il passo: Minerva cammina relativamente rilassata, non va mai di fretta, ma non è neanche una lenta (cosa che implicitamente associa alle donne lagnose, soggetti che le risultano intollerabili). Si prende il tempo per godere delle cose che vede e dei profumi che sente, si permette di fermarsi per percepire il tutto meglio. Soprattutto, tiene il passo giusto che le permette di proseguire con poco sforzo potenzialmente per ore, perché chi lo sa se si fermerà o qualcosa la spingerà a proseguire? Bisogna sapersi gestire le energie per poter sempre soddisfare con queste il desiderio improvviso del momento!

Infine, la sottoscritta cerca in tutto la leggerezza e tende sabaudamente a "non disturbare" - per cui fa attenzione a non poggiare mai il piede in modo sonoro e pesante, cerca di non provocare rumore e di non impattare della sua presenza l'ambiente.

E voi, come camminate? Cosa dice il vostro corpo quando vi muovete nello spazio? :-)


14/08/12

Compitino di ferragosto en passant

"[...] dovresti prendere nota di tutte le qualità che ti rendono diverso e unico ed esprimerle con più intensità del solito. Probabilmente a qualcuno darà fastidio, ma su di te avrà un potente effetto terapeutico." - così dice Rob Brezsny ai Gemelli questa settimana.

Secondo me però potrebbe funzionare un po' per tutti. Proviamo a esaltare la nostra unicità e le nostre follie - ciascuno la propria - nei giorni a venire. E vediamo l'effetto che fa.
Tanto il sistema cui apparteniamo è omeostatico, quindi - anche in caso di danno - poi compensa da sé...


13/08/12

Istruzioni per l'uso felice del nostro corpo :-)




Si disquisiva, col mio ultimo compagno di viaggio, della timidezza e dell'insicurezza per cui non abbiamo mai - noi esseri umani in generale - il coraggio di dire ciò che ci piace realmente quando facciamo l'amore.
Tutti diversi come siamo, abbiamo anche gusti differenti: c'è a chi piace più dolce, a chi più irruento, a chi più romantico, a chi più giocoso.
E poi abbiamo due corpi a disposizione da esplorare, e che possono godere dall'A alla Zeta - dai capelli agli alluci - e chi lo sa quale lettera dell'alfabeto più ci piaccia: magari non è necessariamente intorno alla Q!
E poi che farne del corpo altrui con gli strumenti che abbiamo disponibili dal nostro? Toccarlo, carezzarlo, leccarlo, succhiarlo, morderlo, massaggiarlo, accoglierlo, penetrarlo?

Forse dovremmo imparare a dire ciò che ci piace, serenamente. A dare 'istruzioni'.
Perché se è vero che non siamo tutti uguali e quindi è un'idiozia pensare di ricorrere a tecniche standard per procurare piacere all'altro/a, quando andiamo a letto con qualcuno vorremmo provare e far provare quel piacere!
Noi abbiamo avuto un'idea: perché non scrivere un bel libretto di istruzioni delle cose che ci piacciono da allegare gratuitamente alla nostra persona quando ci diamo a qualcuno/a? Magari lo facciamo nei colori e con la grafica a noi preferita, lo dividiamo in paragrafi e gli mettiamo un bel nastro a chiusura - eventualmente che faccia pendant con la biancheria che più ci aggrada.
Io quasi quasi comincio a buttare giù un po' di cose che mi deliziano...

[PS: Sì, lo so, potrebbe anche essere una valida pensata per un nuovo business, in questa società repressa...]


08/08/12

Bulimica di vita

E' passato un mese, e in viaggio la patologia s'è aggravata: Madrid, tinto de verano, Museo Reina Sofia, aerei, Albaicin, Salamanca, DSLZ, cañas y tapas, mosaici, salite (città verticali), Museo de America, Granada, paella, Cordoba, Museo de Antropologia, chorizo, scarpe fetish, ospedale Gregorio Marañon, Barrio di Sacro Monte, Siviglia, gazpacho (quello originale e quello estivo), architettura barocca, sesso & amore, treni, Museo Casa Lis d'Art Nouveau, Avishai Cohen trio (jazz!), Jerez de la Frontera, jamón serrano, Cadiz, vestiti leggeri, Archivio delle Indie, baccalà in ogni forma, fiori profumati, Porto, Cattedrale (ex moschea) di Cordoba, medici uruguaiani, donne selvagge, fontane, mazzi di tarocchi, porto rosso, porto bianco, musica barocca, porto bianco con acqua tonica, Alhambra, sorrisi, flamenco, braccialetti sonori, Barrio di Santa Cruz, autobus, protesta dei mineros, medici paraguauiani, scale d'acqua, nuovi incantevoli speciali amici (tanti!), cene vegane, cinema notturno all'aperto mangiando e bevendo, aloe, azulejos.

Tendenzialmente ne ho ancora per un mese. Poi purtroppo arriva la disintossicazione :-P


03/08/12

L'immersione dei sensi nell'Alhambra

Nella nostalgia delle vite non vissute, c'è quella di non essere stata giornalista o scrittrice, ma chissà - forse un giorno o l'altro potrei fare anche questo. C'è chi racconta storie, ma a me viene meglio descrivere situazioni e cose. Herzog ne parlava in termini di 'missione di vedere e far vedere' e in realtà credo che questo potrebbe fungere da ordito attraverso il quale tessere l'intera mia vita - così come è stata e con ciò che ho fatto sinora.
'Vedere e far vedere'...

Ho pensato a voi, ieri, quando ho passato due ore a camminare per Granada, nel vecchio quartiere arabo dell'Albayzín e al Sacromonte, dove i negozi, le case e i ristoranti sono cave scavate nella montagna dagli zingari che - tanto per non tradire la propria vocazione alla libertà - si rifiutarono di stare nelle mura della città e costruirono appunto le proprie abitazioni fuori di quelle in vere e proprie grotte.
E ho pensato a voi anche visitando l'Alhambra, una meraviglia di odori, profumi, colori e ingegno umano da lasciare a bocca aperta, vuoi per l'architettura mirabile, vuoi per i giardini e le fontane. Tutti i sensi qui sono di nuovo stimolati - la Spagna è veramente preciosa, da questo punto di vista!

L'olfatto è entrato in brodo di giuggiole quando così tanti fiori, nel vari giardini, hanno cominciato a chiamarlo, donandogli ciascuno il proprio regalo sotto i 43° di temperatura. Le rose - le mie adorate rose - di ogni colore erano lì per darsi a lui, ma non di meno è stato il mirto, presente ovunque nei giardini e in grande quantità, il cui profumo mai avrei pensato così delicato, fresco e intenso al contempo.

Ma l'olfatto ha pure scoperto una cosa inaspettata, ovvero che le pietre hanno odore. O meglio, hanno la capacità di creare un ambiente profondamente secco e neutro (ma non asettico) sul quale tutti gli altri odori vengono esaltati. Ed è così che nel visitare la parte dell'Alcazaba, pietrosa, sabbiosa, ventosa, sono stata investita di sfumature altrimenti impercettibili: il profumo discreto e pulito di una turista orientale, quello allegro di due ragazze nordeuropee, il mirto stesso colto contro ogni regola dai bambini e lanciato in aria in quello spazio altrimenti sterile. Pur se distanti decine di metri, percepivo questi odori!

Della vista è inutile parlare, le foto che seguiranno vi raccontano tutto.

Del tatto, ammetto che come sempre ho fatto ciò che non si dovrebbe: toccare. Ma il marmo era così invitante! Come si può resistere in una sala di marmo bianco, fresco, intarsiato - specie quando fuori fa così caldo? Ho fatto scorrere la mano su ogni pietra fresca e liscia degli interni.
Ma soprattutto, ho sceso la Escalera del agua mettendo il palmo della mano a bagno nell'acqua gelida che scorre lungo la scala e provato l'immenso piacere del refrigerio. Non vi dà la sensazione di assoluto erotismo una cosa del genere? ;-)

Ecco, Minerva ha gli occhi che le luccicano quando torna alla città dopo questa visita che si protrae tutto il giorno. Pensa all'immersione nei sensi che ha fatto e alla voglia che ha ancora di viaggiare, percepire, provare sensazioni, 'farsi investire dalle cose e dalle persone' e magari poi restituire tutto ciò a chi, per diverse ragioni, ancora ha potuto vedere tanta bellezza.
Attingetene a piene mani - ve ne prego - anche voi: lasciatevi incantare da un'altra opera meravigliosa che  l'essere umano è riuscito a realizzare, malgrado il proprio essere solo un piccolo granello di sabbia nell'universo :-)