31/01/12

Intersezioni

Si diceva un po' di giorni fa del brillante risultato comunicativo quando si attua un'intersezione tra un testo contemporaneo e/o afferente a un determinato registro e un'immagine retrò che presenta un contesto datato oppure straniante rispetto allo stile e/o ai contenuti della comunicazione verbale in oggetto.

Godetevi queste e-card, allora! ;-)
[l'ultima immagine definisce me, non provate a prendermela!]



30/01/12

Translucent tape art: Max Zorn














Voglio cominciare la settimana con qualcosa di veramente bello - almeno secondo la mia sensibilità - ovvero con qualcosa che coniuga immaginazione, competenza tecnica e desiderio di dare incanto a coloro che ne sono esposti. E ho trovato questo, stamane, che m'ha lasciato senza fiato, e che quindi condivido con voi.

Max Zorn è uno street artist di Amsterdam che si esprime - udite udite - con lo scotch. Proprio quel materiale umile e utile per gran parte di tutti noi giusto a sigillare pacchi - che è poi la sua funzione originaria, ovvio. E invece Max lo rende il proprio strumento espressivo, che intaglia e sovrappone sino a creare ritratti d'una perfezione tecnica sconcertante.


Ed è arte effimera anche questa, fatta proprio solo per lo sguardo sul momento ma destinata a deteriorarsi e infine 'autodistruggersi' a causa del tempo, del vento, della pioggia che ne staccherà la colla con cui l'opera è realizzata e agganciata al supporto urbano prescelto (lampioni, pali, vetrine...).


Andate a visitare il suo sito, e leggete come gli è venuta l'idea e la mappa dei suoi interventi: come dire, qualsiasi cosa può davvero essere fonte di ispirazione - dipende dalla predisposizione, dal momento, dall'occasione...
Magari siete degli artisti anche voi, ma non l'avete ancora scoperto perché non avete ancora trovato il giusto mezzo espressivo ;-)


29/01/12

La libertà comincia dall'ironia

© Renato Fassino

Manifestazione NoTav|Torino|28 gennaio 2012*

*Con tutto ciò che ho scritto in passato su ironia e rivoluzioni non violente, avete solo da cliccare sui tag se volete approfondire l'argomento ;-)


Conversazioni surreali della domenica mattina

Un giovane stamane ha suonato al citofono - passava nelle case a vendere Lotta comunista. Erano le 9.40 e, mezza addormentata, gli ho aperto senza discutere: mi fanno sempre un po' tenerezza, questi sognatori che la storia ha sconfitto eppure ancora combattono e s'impegnano in questo mondo che non li considera più. Di qui a comprargli anche Lotta comunista, però, ce ne passa.

Suona alla porta. Ha un aspetto da bravo ragazzo - il giornale non m'interessa, ma penso che un po' di ferma gentilezza (così da non fargli perdere tempo ma dimostrargli comunque che rispetto le sue convinzioni), possa essere atteggiamento apprezzato.

Io: "Mi dispiace, non sono interessata".
Lui: "Posso chiederle perché?".
Io: "Perché sono anarchica fino nel midollo delle ossa".
Lui: "Ah... Ma guardi che anche noi non siamo d'accordo con quelli che stanno in Parlamento".


Ecco, qui comincio a diventare nervosa ed è il momento in cui ci si deve 'sganciare', con fermezza ma gentilezza - altrimenti s'apre una discussione che non finisce più e poi so che m'arrabbierò con me stessa per avergli aperto la porta e dato la possibilità di parola.

Io: "Ahem... Guarda, non ci siamo capiti: al di là dell'obiettivo finale, che per me sta nella dissoluzione dello Stato, sono proprio le prassi a essere diverse: voi siete per la democrazia rappresentativa e la dittatura del proletariato, io sono per isole di autogestione a democrazia diretta che diventano arcipelaghi".


Non so come mi sia venuta così bene, il caffè non è ancora entrato in circolo, non dovrebbe ancora avermi attivato i neuroni.

Lui: "Ahem... Vedo che lei è molto convinta... Buona giornata".


Non so se abbia capito ciò che intendessi o se più semplicemente m'abbia preso per una squilibrata. Questo è l'effetto che gli anarchici fanno a molti, e sta bene lo stesso - d'altronde "La credenza che la realtà che ognuno vede sia l'unica realtà è la più pericolosa di tutte le illusioni" (Paul Watzlawick).

28/01/12

Fermati. Rifletti. E poi riprenditi la tua vita.



FERMATI
Non sei una macchina.

Il tuo codice genetico
non tollera
2-4 ore
di viaggio ogni giorno
8-10 ore
di lavoro schiavistico
5-6 giorni
la settimana
qualsiasi sia la retribuzione
per 5-6 ore
di sonno
in un sistema
costruito sulla punibilità
e all'interno di una vita
sotto sorveglianza giudiziaria.

Che ti piaccia o meno
tu sei umano.

Stress, vessazioni, costanti preoccupazioni economiche
paura e senso di inadeguatezza
distruggono la salute di qualsiasi essere umano.

Questo è un dato scientifico.

Perché allora
accettiamo e tolleriamo
un sistema
che così com'è nella sua realtà
impone
che tu cancelli i tuoi bisogni
e di fatto impone
un lento suicidio
privo di felicità
per il profitto di qualcun altro?

Hai la possibilità di scegliere.
Smettila di fingere di non averla.


[grazie, ganfione]


26/01/12

I pischellini e l'amore.

Si fa sempre un gran parlare dei “giovani d’oggi”, dei “giovani d’oggi” di tutti i tempi, e lo si fa di solito da adulti, dimenticandosi di esserlo stati. Ho la fortuna di svolgere un lavoro che mi porta a contatto con i contemporanei “giovani d’oggi”, adolescenti… particolarmente adolescenti! :-) Insegno in corsi destinati alla formazione professionale, frequentati da ragazzi la cui vita è precocemente segnata da prove difficili e dolorose, da condizioni esistenziali precarie (alcuni di essi vivono in casa-famiglia), da universi emozionali tormentati e violenti, da vuoti culturali; chiedono amore, carezze, le loro anime, anime sperdute e vaganti in una confusione di pensieri contrastanti, sbattono, di qua e di là, si dimenano, parlano e vestono i simboli di questa società, per non sentirsi ulteriormente alieni, chiusi nel ghetto.
Considero un enorme privilegio potermi nutrire delle loro vite, sia quando mi offrono volontariamente le loro lacrime, che quando un apparente distacco cela una richiesta muta di partecipazione, un sorriso. Eccoli, i miei amatissimi pischellini, si narrano attraverso due brevi racconti che descrivono il loro sguardo sull’amore, vissuto o agognato, risolto nella certezza di manuali telematici o sperimentato con le parole di una canzone, di un sentito dire, stuzzicato dal fervore dello slogan di Jessica che mi saluta dicendo << chi non alza le mani, non tromba domani!>>. :-D 

Arrivo in aula e trovo i pischellini assiepati a terra; al centro della circonferenza di fuoco disegnata dalle loro variopinte testoline, una bottiglietta di acqua minerale gira vorticosamente su se stessa. 
Il mio arrivo e la mia presenza non li disturba, vengono percepiti e ricambiati con allegri “ciao proffi”, “ora ci sediamo, un minuto, proffa”, “profiniiiinaaaa, venite pure voi a sedervi qui! Stiamo facendo il gioco della bottiglia”. 
La prima cosa che mi domando riguarda la natura della ricompensa: chissà quale sarà il pegno da pagare, considerata l’appassionata e corale partecipazione al gioco! 
La bottiglia si ferma ed il tappo guarda Costantino: uhmmmm…. un succhiotto! 
Un succhiotto?!?!?!?!? 
No, no…. un bacio, sì un bacio! 
Proffa, voi preferite il bacio o il succhiotto? 
Ah, per i miei gusti, senz’altro un bacio, appassionato! 
E lo sapevo, voi siete tipo da bacio! 
Ah...sì? E qual è, Costantino, la differenza tra i tipi da succhiotto e quelli da bacio? 
Chi vuole i baci è più romantica, chi vuole i succhiotti più porca! Oh proffi, che domande che fate, però!!!!
 

Incontro le pischelline di questo corso per la seconda volta: quattordici-quindicenni, hanno lasciato il percorso scolastico dopo le medie, provengono dalla città e dai paesi limitrofi.
Siamo in pausa e le sento parlottare; mi metto in loro ascolto, senza darlo a vedere.
Futti, futti, chi Diu perduna tutti!, dice Alessia.
Prof, vi posso dire una cosa, da donna a donna?
Certo, Stefania, dimmi pure.
Stefania è una ragazza con disturbi dell’apprendimento, già presa di mira dal resto della classe; mi chiede conforto.
Mia mamma mi ha detto che ora studio; dopo che mi diplomo, se trovo un ragazzo che fa per me, mi fidanzo; poi, mi sposo e solo dopo che mi sposo faccio l’amore.
Come credi, Stefania; se preferisci così, fai pure così!
Seeeeeeeeeee!, dice Alessia. E se stai fidanzata quattro anni, per quattro anni ti baci????? U maaaaru (poverino)!
Tu non devi sentire quello che ti dice tua mamma, devi fare quello che vuoi tu! Proffi, voi l’avete fatto prima del matrimonio?


23/01/12

La metafora della spaccata al biliardo

Sapete giocare a biliardo, quello americano nello specifico? Chi di voi lo conosce sa - e chi non lo conosce lo scopre qui ora - che il colpo d'apertura, detto 'spaccata', consiste nel colpire con la stecca una biglia di colore bianco (che anche successivamente sarà sempre quella sulla quale mirare in primis per colpire con questa tutte le altre) indirizzandola verso le altre 15 disposte a triangolo in modo tale da muoverle/aprirle portandole verso le buche e dando inizio alla competizione.

Va da sé che questo colpo normalmente è ragionevolmente forte in modo tale da distanziare e magari già orientare verso le buche almeno una parte delle biglie. Così come può accadere che alcune biglie cadano già in buca. Così come, ancora, che tra queste ultime possano esservene sia di nostre, sia di altrui - cosa che ovviamente agevolerebbe il nostro avversario.

Quando sono in crisi, in situazioni senza uscita, in cui tutto gira storto, e soffoco, mi dimeno, combatto, ma nulla cambia, l'ultima mia risorsa è sempre questa: attuare una spaccata rispetto a tutto ciò che è in corso in quel momento nella mia esistenza. Ovvero mettermi in posizione e buttare tutto all'aria - con un colpo talmente forte che non sia possibile tornare indietro. 

Chiudere un lavoro esprimendo tutto ciò che si pensa - se necessario con l'accortezza e l'intelligenza di aver magari trovato altre soluzioni alternative, se per qualsivoglia ragione non ci si potesse concedere un periodo di disoccupazione e ricerca di nuovo impiego dopo la spaccata.
Rompere relazioni che ci stanno uccidendo, pur se il senso di colpa dell'onda d'urto che colpisce le altre persone ci/le farà soffrire - tutti si deve imparare a essere responsabili di se stessi, noi come gli altri, quindi proteggere chi amiamo castrando noi stessi è un atto di cura fuorviante perché basato sulla finzione (è questa che vogliamo dare a chi amiamo? io no) e alla fine de-responsabilizzante per gli altri rispetto alle loro stesse vite - se visto su lungo periodo.
Liberarci di amicizie o situazioni in generale foriere di sofferenza. Buttare via cose, fare spazio per attendere che la vita ci porti nuove esperienze, persone, parole calde, intense e meravigliose per riempire tale spazio e riempire la nostra anima.

Perché ciò che sappiamo - ma che a volte dimentichiamo - è che le relazioni umane sono visualizzabili, concepibili e, in ultima analisi, funzionano come un sistema 'chiuso', e i sistemi chiusi tendono all'omeostasi, a un equilibrio statico. Quindi - se al loro interno si verifica un cambiamento violento della situazione e dei rapporti tra le sue componenti - il sistema stesso troverà nuovi modi per far tornare ferme le biglie.

Dare un colpo violento significa cambiare la configurazione in equilibrio di cui facciamo parte, ma che ci fa male. Certo, nel dare tale colpo non sappiamo dove andranno le biglie, né che posizione definitiva assumeranno.
Alcune andranno a posto da sole - e questa è una cosa che ovviamente ci auguriamo. Magari le soluzioni nuove (e felici) non le avevamo in precedenza neanche ipotizzate perché - per come stavano le cose - non erano neanche pensabili! Altre, invece, potranno porsi in posizioni negative, ma almeno saranno in una configurazione nuova con la quale confrontarci. Magari ci sorprenderanno costringendoci a mosse laterali inedite per venire risolte.

Quando proprio non ce la faccio più, io faccio una spaccata e - per me - ha sempre funzionato: a volte il caso trama in nostro favore, sapete? Basta non aver paura, e accettare di affrontare la responsabilità delle possibili e inedite conseguenze.
Ma quando si sta male, consapevoli che di vita ce n'è una sola, prima o poi bisognerebbe fare un atto di coraggio e d'incoscienza del genere. O almeno: io ve lo suggerisco ;-)
Chissà che non funzioni pure per voi? Per lo meno avrete problemi nuovi, e non quelli soffocanti e irrisolubili con cui cincischiate magari da anni nella continua sofferenza...

[la metafora della spaccata è un suggerimento di quell'altro essere delirante che è mio padre; un autore ad hoc che invece ho scoperto io e che dice, articolandole e approfondendole in modo eccezionale, le stesse cose è PaulWatzlawick:
Watzlawick, P., Weakland, J.H., Fisch, R. (1974). Change. La formazione e la soluzione dei problemi. Roma: Astrolabio.
Watzlawick, P. (1983). Istruzioni per rendersi infelici Milano: Feltrinelli]

21/01/12

Biancheria: indovina indovinello (amenità da weekend)

In occasione delle giuste iniziative di solidarietà alle lavoratrici dell'Omsa, 'gentilmente' licenziate dalla ditta e che ovviamente Minerva e Ginevra sostengono nella vertenza così come aderendo alla campagna di boicottaggio, apro qui una piccola conversazione sul discorso 'biancheria intima'*.

Minerva ha già più volte manifestato la propria intolleranza per le modelle filiformi che ammiccano con bocche semiaperte e sguardo lascivo (ma fatevi furbe pure voi, complici del sistema!) dai cartelloni pubblicitari 3x4mt che invadono le nostre città, strade e incroci. Parimenti ella ritiene che tali pubblicità siano dirette alle donne - nella volontà dei pubblicitari di imporci un 'modello' cui tutte dovremmo bramare d'uniformarci pena il disinteresse maschile nei nostri confronti. Il che, potete immaginare, la fa infuriare due volte.

Eppure la vostra amica ha pure sviluppato una teoria - sulla base della propria esperienza (sia quando concreta, sia quando unicamente basata sulla conversazione: noi donne già sappiamo come sarete nel lettuccio da come parlate, vi presentate, camminate ecc., sapete?) - in merito alla relazione tra prestazione erotica di un uomo - predilezione del medesimo per un certo tipo di biancheria.

Volete che ve la esponga lei, tale teoria, oppure giochiamo un po' e in tal modo fornite alla buona Minerva succosissime informazioni, su di voi e sui vostri gusti, delle quali naturalmente lei prenderà nota sul suo taccuino a fianco dei vostri nomi? :-D
E, altra, domanda: secondo voi che tipo di biancheria indossa la sottoscritta? ;-)


*Non temete, mica continuerò a postare ricette, video sui cambiamenti dello stile nel tempo e conversazioncine ironiche seppur a ben vedere riflessive come questa: sono in arrivo post ben più pesantucci e riflessivi, devo solo decidere quando per via dello sforzo che farò io a scriverli e voi a leggerli, amici miei: ma saranno sani pure quelli, ve lo prometto ;-)

Minerva e Ginevra non Omsa


Con questa immagine tratta dal film Ieri, oggi e domani di Vittorio De Sica - un fotogramma dell'ironico e tenero striptease di Sofia Loren - Minerva e Ginevra solidarizzano con le operaie Omsa licenziate e aderiscono alla campagna di boicottaggio del gruppo Golden Lady Company (che detiene i marchi Omsa, Golden Lady, Sisi', Philipe Matignon e Filodoro). Del resto Omsa meritava un boicottaggio già dai tempi del famoso Carosello con Don Lurio sbavante dietro le gambe delle gemelle Kessler.

[via Marginalia (grazie!), Sguardi sui generis ecc.]

20/01/12

100 anni d'abbigliamento, comportamenti, danza in 100 secondi

Un video pubblicitario che però ci pemette di apprezzare 100 anni di comportamenti nel rapporto uomo-donna, gesti, distanze fisiche e danze in coppia nell'arco di 100 secondi.
Grazie a Elena per questo video incantevole - che dice così tanto pur nella leggerezza che piace a Minerva :-)




Tortino morbido al cioccolato, caffé e arancia candita

Ragazzi, che freddo! E che ventaccio sta tirando dalle mie parti. Non se ne parla neanche che la sottoscritta metta il naso fuori - a meno che non sia costretta con fucile spianato (un po' come in quest'adorabile canzoncina di Buscaglione) o non finisca le provviste ;-)
E, mentre ci sono, inondo la casa con il profumo meraviglioso della seguente ricetta, rubata alla mia amica Radicchio di Parigi che è proprio specializzata nel comfort food e in tutte quelle ricette che a me personalmente fanno spalancare gli occhi e salire l'acquolina in bocca (bignè, tapas, bruschette, crostini, ecc.) per un tortino morbido la cui crosticina esterna racchiude una lava colante di cioccolato.
E non ditemi che una cosa del genere non vi fa godere! ;-)




Tortino morbido al cioccolato, caffé e arancia candita


Ingredienti per 4 cocottine

280 g di cioccolato al 70% di cacao
120 g di burro
80 gr di zucchero al velo
50 g di farina
4 uova
60 g di arancia candita tagliata a dadini
2 cucchiai di latte
1 tazzina di caffé ristretto

Fate sciogliere 120 g di cioccolato, poi unite il latte, il caffè ristretto e mescolate. Distribuite il composto in quattro stampini per il ghiaccio e fate raffreddare in freezer.

Fate fondere il cioccolato restante con il burro. Mettete in una ciotola lo zucchero e le uova, battete con la frusta, aggiungete la farina, mescolate fino ad ottenere una crema omogenea, unite i dadini di arancia candita, poi versate il composto di cioccolato e mescolate.

Foderate con la carta da forno 4 cocottine di 7 cm di diametro e 4 cm di altezza. Riempite le cocottine a ¾ con la crema al cioccolato, inserite al centro il cuore al caffè recuperato in freezer, quindi versate il restante ¼ di crema. Infornate per 9 minuti, sfornate, attendete qualche minuto, quindi servite.

18/01/12

Desideri illimitati

"Che i vostri desideri siano senza limiti, affinché nessuno ve li possa offrire e quindi - offrendoveli - vi possa comprare" - Luisa Muraro, qui.


16/01/12

Ciò che penso del matrimonio...

Trovata in rete stamane, esprime il mio pensiero in merito ed è talmente deliziosa che sento l'urgenza di condividerla con voi - prima di tutto con le mie amiche blogger ;-)

"Matrimonio? No, grazie. Non riesco ad accoppiarmi in cattività".

Alzarsi presto (per poter perdere tempo per bene)

Mentre si sveglia la città. La luce che erode spazio al buio e lo schiaccia verso l'alto gettandolo fuori dalla propria visuale. Autobus, macchine, cancelli e portoni che scattano, s'aprono e sbattono richiudendosi nel silenzio di un vicinato che ancora indugia disteso tra le coperte.

La radio mi racconta l'ultimo giorno del mondo, mentre il caffè sul fuoco riempie del suo aroma e del suo gorgoglio la piccola casa. La gioia del sapore dello stesso al risveglio - il più buono della giornata per una giornata che non ha alcun inizio se quello non c'è.

La fetta di torta di mele mangiata in piedi mentre bagno le piante e passo in rassegna nella mente tutto ciò che devo e voglio fare di questo 'oggi'. E girare a vuoto, accendere il pc, vedere chi c'è online e quali proposte di riflessione mi danno gli amici dalla rete.

Per poi andare in bagno, farmi una bella doccia, cospargermi di qualche crema profumatissima alle mandorle, al pompelmo o al the verde a seconda della stagione che voglio indossare (eh sì: a ciascun profumo la sensazione di una stagione indipendentemente da quella reale).

Infine riporre le tette nella gabbietta (il reggiseno), ricoprire il tutto con caldi vestiti, riempire la borsa e partire alla conquista del mondo (la missione di tutti i giorni che prima o poi porterò a termine, statene certi).

Buona conquista del mondo anche a voi! ;-)

14/01/12

Lucciole d'oro in accoppiamento

Eh sì, Minerva ogni tanto tende proprio ad assumere suo malgrado questo atteggiamento da 'professorina di scienze, arte e antropologia' quando vuol raccontarvi qualcosa di bello di cui è venuta a conoscenza. D'altra parte, non difettando d'autoironia, in questi panni si sente sempre un po' Vulvia (specie mentre questa racconta della mantide religiosa, ricordate?) piuttosto che una seriosissima prof.
Andiamo dunque senza ulteriori indugi alla scoperta odierna :-)
 
Stunning Time lapse Photographs of Gold Fireflies in Japan  photography nature Japan insects fireflies Come forse molti di voi sanno, la luminescenza nelle lucciole è un richiamo sessuale: le femmine, prive di ali e pertanto inabilitate al volo, s'arrampicano sui rami degli arbusti, dove cominciano a emanare un'intensa luminosità richiamando in tal modo i maschi, che invece possono volare, i quali rispondono loro con la propria luminescenza. L'accoppiamento ha luogo quando la femmina risponde sincronizzando la propria segnalazione luminosa (lampeggio di varia durata, a seconda della specie) a quella del compagno.
A me quest'idea dell'accompiamento come sincronizzazione di segnalazioni luminose fa impazzire!

Le immagini che seguono ce lo raccontano: scattate in varie località della Prefettura di Okayama tra il 2008-2011, esse catturano la frenesia delle lucciole d’oro durante l’accoppiamento, nella stagione delle piogge che va da giugno a luglio. Non le trovate anche voi un vero incanto? :-)

Stunning-Time-lapse-Photographs-of-Gold-Fireflies-in-Japan
Stunning Time lapse Photographs of Gold Fireflies in Japan  photography nature Japan insects fireflies
Stunning Time lapse Photographs of Gold Fireflies in Japan  photography nature Japan insects fireflies
Stunning Time lapse Photographs of Gold Fireflies in Japan  photography nature Japan insects fireflies
Stunning Time lapse Photographs of Gold Fireflies in Japan  photography nature Japan insects fireflies


12/01/12

Un fandango ma con un'altra musica


Ecco, la mia felicità è già solo il pensiero di ballare un giorno questa musica come un fandango, con qualcuno con cui non vi sia alcun bisogno di parlare, e il cui abbraccio alla mia vita sia perfetto - né troppo stretto, né troppo privo di attenzione.

Non sono necessarie grandi cose, e va bene farlo anche alla polverosa - come diceva mia nonna che, troppo povera, ballava per strada fuori da costosi locali.
Ché l'importante è continuare a danzare, finché c'è musica.
Qualcuno vuole danzare con me? :-)


Dipingere con la macchina da scrivere

La vostra Minerva è tornata dalle vacanze, ma i tanti lavori che (per fortuna!) stanno impegnandola la terranno assente da una frequentazione assidua di questi lidi ancora per un po'. In particolare, la sottoscritta è impegnata nella redazione di suoi testi e naturalmente nel tentativo di concretizzare le sue solite assurde idee - ragion per cui è spesso davanti alla macchina da scrivere ooops, pardon, computer.
Così la pensa pure la sua cara amica Elena, che l'ha omaggiata su facebook con l'immagine qui a fianco che la ritrae al lavoro e che Minerva ringrazia con questo post dedicato a un'artista che dipinge con la macchina da scrivere.

Keira Rathborn è una 28enne illustratrice inglese che nel 2003 acquista in un mercatino una macchina da scrivere old style di seconda mano, ed è proprio da quel momento che scopre la sua vocazione. Scoprendo a poco a poco i caratteri e verificando la loro combinazione, comincia a dare forma a paesaggi e ritratti.

Di seguito vi anticipo due immagini, ma vi invito ad andarne a scoprire altre e a leggere di lei sul suo blog :-)

07/01/12

Calipso e bambù


Un calipso come invito a goderci il weekend con il sapore agrodolce della canna di bambù?

Buon (attento) ascolto ;-)




Mighty Sparrow – Big Bamboo

I asked my woman what must I do, what must I do
To make her honest and keep love too, and keep love too
She said Sparrow all I want from you, I want from you
Is a little little piece baby, just a little little piece of the big bamboo

Well she’s ready for, bamboo, grows out from the ground, bamboo
It’s so big and strong, bamboo stand up straight and tall, bamboo
Please it’s what I want bamboo, tadadada bamboo lalalala bamboo laladedada bamboo tadadada
The big big bamboo bamboo lalalala lalalala lalala
Working for the yankee dollars
The big big bamboo bamboo lalalala lalalala lalala
Working for the yankee dollars

I gave my woman a coconut , a coconut
She told me she thought, it was ok but, it is ok but
To my surprise she gave it back to me, right back to me
What good is the nut baby, tell me what good is the nut without the tree

Well she’s ready for, bamboo, grows out from the ground, bamboo
It’s so big and strong, bamboo, stand up straight and tall, bamboo
Please it’s what I want, bamboo, tadadada bamboo lalalala bamboo laladedada bamboo
The big big bamboo bamboo lalalala lalalala lalala
Working for the yankee dollars
The big big bamboo bamboo lalalala lalalala lalala
Working for the yankee dollars

I gave my woman a sugarcane, a sugarcane
Very very sweet, I must explain, I must explain
And she gave it back much to my surprise, to my surprise
I love this flavour I really,really love this flavour but not the size

Well she’s ready for, bamboo, grows out from the ground, bamboo
It’s so big and strong, bamboo, stand up straight and tall, bamboo
Please it’s what I want, bamboo, tadadada bamboo lalalala bamboo laladedada bamboo dubydubydubydoo
The big big bamboo bamboo lalalala lalalala lalala
Working for the yankee dollars
The big big bamboo bamboo lalalala lalalala lalala
Working for the yankee dollars

Now ever since the world began, the world began
Woman was always fooling man, fooling man
And, but they found out women were always true, always true
To the man then, who would jam them,when they really really would jam them
With the big bamboo

Well they’re ready for, bamboo, grows out from the ground, bamboo
It’s so big and strong, bamboo, stands up straight and tall, bamboo
Please it’s what I want bamboo, tadadada bamboo lalalala bamboo laladedada bamboo dubydubydubydoo
The big big bamboo bamboo lalalala lalalala lalala
Working for the yankee dollars
The big big bamboo bamboo lalalala lalalala lalala
Working for the yankee dollars

A Japanese came to America, to America
For a woman he brought out Rockefeller Plaza, Rockefeller Plaza
She said Hai Hai Hai no more Ari Ka Toh, Ari Ka Toh
You show up me with your bridges,
When I only want a few inches at the big bamboo

Well she’s ready for, bamboo, grows out from the ground, bamboo
It’s so big and strong, bamboo, stands up straight and tall, bamboo
Please it’s what I want bamboo, tadadada bamboo lalalala bamboo laladeda bamboo tadadada
The big big bamboo bamboo lalalala lalalala lalala
Working for the yankee dollars
The big big bamboo bamboo lalalala lalalala lalala
Working for the yankee dollars

05/01/12

Melodie volatili

Avete mai notato che gli uccelli appoggiati sui fili dell'elettricità - e l'argomentazione del perché non rimangano fulminati me la dovete spiegare di nuovo perché non l'ho ancora capita - potrebbero somigliare a note su un pentagramma?

Il musicista Jarbas Agnelli un giorno ebbe questa intuizione, scattò una fotografia, e provò a interpretare la posizione dei volatili come fossero note di una melodia.
Questo è il risultato - non lo trovate sorprendente e piacevolissimo? :-)